James A. Michener.
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Caraibi.
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Parte 3.
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Traduzione di: Francesco Saba Sardi.
1991 Gruppo Editoriale Fabbri, Bompiani, Sonzogno, Etas,  Milano.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Indice di questa parte.
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Capitolo 9: I creoli.
Capitolo 10: Il paese torturato.
Capitolo 11: Legge marziale.
Capitolo 12: Lettere di presentazione.
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Fine indice.
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Capitolo 9.
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I creoli.
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NEL 1784 COLORO CHE avessero messo piede in uno dei luoghi pi vivaci
dei Caraibi, la piazza centrale di Point--Pitre nell'isola francese della
Guadalupa, avrebbero avuto molte probabilit di imbattersi in tre giovani
creoli, evidentemente legati da profonda amicizia, i quali, sebbene
nessuno all'epoca lo potesse prevedere, sarebbero stati senza alcuna colpa
travolti da un dramma che sarebbe culminato in orribili eccessi.
La piazza era ampia, alberata e resa ospitale da numerose panchine e
da un chiosco centrale nel quale suonava la banda cittadina; gli abitanti vi
potevano acquistare caff caldo e croissant e godersi la frescura serale. A
sud, la piazza si apriva sul mare affollato da imbarcazioni le cui candide
vele si stagliavano sull'azzurro del cielo e delle acque. Lungo gli altri tre
lati si susseguivano case private costruite nello stile della Francia mediterranea,
ma mentre a Marsiglia si sarebbe fatto ricorso alla pietra, qui il materiale
preferito era il legno, in molti casi un bel mogano inattaccabile dai
parassiti. Ogni edificio era munito al secondo piano di una veranda
adorna di vivaci fiori tropicali, e la piazza ne veniva trasformata in un
giardino in cui i felici cittadini si davano convegno a tutte le ore del
giorno.
Dal lato est della piazza si dipartiva una stradina, all'angolo della quale
sorgeva una casa che era un vero capolavoro: aveva tre piani e due verande,
non una sola, e tutte e due erano una cascata di fiori gialli, rossi e
azzurri. Particolarmente attraenti erano i deliziosi graticci di sottilissimi
ferri che decoravano le verande: veri e propri merletti metallici che avevano
meritato all'edificio il soprannome di Maison Denteile, Casa di
merletto.
Al piano terra aveva sede l'ufficio del signor Mornaix, uno dei maggiorenti
di Point--Pitre; l, si dedicava alle sue attivit di banchiere e prestatore
di denaro. I piani superiori erano invece riservati ai suoi familiari, e
non di rado giovani uomini intenti a oziare sulla piazza levavano lo
sguardo alla casa fiorita e sospiravano: Eccola! perch era apparsa a una
delle verande Eugnie Mornaix, la bella figliola del banchiere.  il pi
bel fiore della casa, commentavano i giovanotti.
La loro adorazione era vana, perch Eugnie Mornaix era attratta solo
dal figlio del farmacista della citt, il dottor Lanzerac, la cui bottega
aveva sede nella assai pi semplice casa di legno sull'angolo opposto, due
piani, una modesta veranda, pochi fiori. Il giovane Paul conosceva Eugnie
fin dalla nascita e ormai erano giunti entrambi a quell'et felice in cui
si erano resi conto dell'attrazione reciproca. Lui aveva quattordici anni e
lei, in quel momento molto meno bambina di lui, ne aveva dodici.
I loro genitori, attivi membri della classe media superiore, vedevano di
buon occhio il legame che sembrava essersi creato tra i loro figli, perch
le due famiglie condividevano molte qualit e interessi. Sia i Mornaix sia i
Lanzerac erano devoti cattolici che trovavano nella chiesa una valida
guida nelle vicende terrene e una porta per il cielo; sia gli uni sia gli altri
erano frugali, persuasi che Dio imponesse ai suoi figli di lavorare duro e
risparmiare denaro a garanzia delle avversit della vita; inoltre amavano
la Francia con una passione di cui mai davano prova i coloni spagnoli per
la loro patria. Il signor Lanzerac, il farmacista, amava dire ai giovani:
Uno spagnolo rispetta la sua patria, un francese la ama. E in tutta l'area
di influenza francese, dal Reno a San Domingo, non c'erano francesi pi
patriottici di quelli che vivevano sull'isola dello zucchero, Guadalupa.
Per quanto distante solo un centinaio di chilometri, la Martinica, posta
a nord della Guadalupa, presentava notevoli differenze: era un'isola qualsiasi,
salvo che per la forma simile a un rene, come ce ne sono tante altre
al mondo; la Guadalupa invece era assolutamente unica, bellissima, misteriosa...
Per forma e colore, somigliava a una farfalla verde e oro e il
verde era la pesante coltre di vegetazione, l'oro le veniva dai raggi del
sole da cui era perennemente benedetta.
In quel paradiso verde e oro, i due fanciulli creoli avevano concepito
un profondo affetto sia per la loro isola natale sia per la lontana patria
francese, e i tre principi gloria, patriottismo e buone maniere francesi
erano scolpiti a chiare lettere nei loro cuori. Paul, che frequentava la
scuola tenuta dal sacerdote locale, spesso diceva a Eugnie, che nella sua
Casa di merletto imparava i segreti della cucina e del bucato: Quando
sar pi adulto, andr a studiare a Parigi per poi diventare un soldato del
re. E intendeva riferirsi a Luigi XVI, la cui immagine xilografata e tirata
in un gran numero di copie faceva bella mostra di s nella sala da ricevimento
di entrambe le case.
Gli ideali dei due ragazzi, cresciuti come buoni cattolici, leali patrioti e
paladini del re, rispondevano in pieno alle aspirazioni del novantanove
per cento dei cittadini dell'isola. I loro unici avversari erano gli inglesi, il
cui nefando atteggiamento nei confronti della loro isola li
mandava in bestia. Nel 1759, assai prima che Paul ed Eugnie venissero al mondo, una
forza di spedizione britannica comprendente molte navi e migliaia di soldati
aveva invaso senza motivo la Guadalupa, impadronendosi della parte
occidentale dell'isola, quella pi pianeggiante e fertile; vi avevano costruito
una base ben munita, dalla quale avevano tentato di muovere alla
conquista della met orientale, dove all'epoca vivevano i Lanzerac e i
Mornaix. Gli abitanti si erano difesi valorosamente e, come
spiegava Lanzerac padre ai suoi figli, vostra bisnonna si 
meritata un posto nel pantheon
degli eroi francesi. E dico eroi, non eroine, perch nonna Lanzerac
non  stata certo da meno di un uomo.
Si era asserragliata con tutti i suoi schiavi nel magazzino al margine
della piantagione di canna da zucchero, li aveva armati con fucili raccolti
da altre, meno munite piantagioni, e pur essendo una signora sessantasettenne
dai capelli bianchi, con il solo sostegno di tre figli e quarantun
schiavi aveva respinto le forze di invasione inglesi.
Nonna Lanzerac era divenuta la santa patrona dei francesi durante i
quattro anni di occupazione britannica, e il suo ricordo era venerato da
Paul ed Eugnie.
I due ragazzi erano davvero una bella coppia: Paul biondo, il viso lentigginoso
e aperto, Eugnie bruna, con un volto grazioso e una figuretta
flessuosa. Dai rispettivi balconi si confidavano segreti e sogni e, se  vero
che per mesi vivevano lontani l'uno dall'altra, ogni volta non vedevano
l'ora di rivedersi. All'epoca ignoravano se il loro legame affettuoso si sarebbe
trasformato in un'esperienza amorosa, e quanto all'idea del matrimonio,
alla loro et sarebbe stato assurdo prenderla in considerazione.
Il rapporto non era per privo di ambiguit, ed entrambi lo sapevano;
la causa era una deliziosa ragazza mulatta dalla pelle
olivastra, a nome Solange Vauclain, figlia di un immigrato dalla Francia assunto come direttore
di una piantagione, che aveva sposato una schiava. Solange era una
creola, parola che ha diverse definizioni. In Louisiana e in altre regioni
americane veniva spesso usata per designare chi fosse figlia di un francese
bianco e di una donna nera, e aveva connotazioni peggiorative. Nelle
isole anglofone aveva del pari accezioni negative, mentre nelle isole francesi
significava semplicemente una persona nata sul posto, quale che fosse
il colore e l'origine, e senza implicazioni denigratorie; potevano cos esserci
cavalli e mucche creoli.
Solange viveva con i genitori in quella che era adesso una delle pi
grandi piantagioni di canna da zucchero, a est della citt, che, come lei diceva
agli amici di Point--Pitre, era davvero un giardino fiorito: tutti gli
spazi non utilizzati per farvi crescere la canna erano una profusione dei
molti fiori che facevano di Guadalupa una terra fatata. Sebbene Solange
si sentisse felice tra i suoi fiori, spesso si recava a visitare i parenti neri di
sua madre a Point--Pitre e, poich aveva la stessa et di Eugnie che nel
frattempo aveva compiuto i quattordici anni, era inevitabile che tra le
due fanciulle sorgesse un legame d'amicizia e di assoluta confidenza,
tanto da farle apparire pi sorelle che semplici amiche.
La presenza di Paul Lanzerac nella casa di fronte ben presto fece del
ragazzo il principale soggetto delle loro conversazioni, e sarebbe stato
difficile stabilire quale delle due ragazze nutrisse maggior interesse per
lui; Solange confidava all'amica: Quando cresco, spero di incontrare uno
come Paul. Nelle calde notti tropicali, quando le due fanciulle condividevano
la stanza da letto, a volte si abbandonavano a strane confessioni:
Eugnie, sono persuasa che Paul ci ami tutte e due, sia pure in maniera
diversa. Se Eugnie voleva saperne di pi, Solange si limitava a replicare:
Oh, lo sai bene. Se lo si fosse chiesto a Paul, questi avrebbe confessato
che Eugnie gli piaceva moltissimo perch avevano condiviso
molte esperienze nell'infanzia, ma che amava Solange in maniera diversa
e pi intensa.
Un giorno in cui Eugnie era andata a trascorrere un breve periodo in
campagna con Solange, la ragazza mulatta se ne era uscita a dire: Eugnie,
chiunque di noi sposi Paul continuiamo a essere amiche per sempre.
Eugnie era rimasta immobile a scrutare l'amica, poi le aveva chiesto: Ti
ha per caso baciata? Solange aveva risposto: S, e io lo amo con tutto il
mio cuore.
Poi tutto cambi; era venuto per il diciassettenne Paul il momento di
recarsi in Francia per dedicarsi a quegli studi seri che gli avrebbero permesso
di prendere il posto di sua spettanza nella societ dell'epoca. Prima
di partire, nel 1788, trascorse un paio di lunghe giornate con le due ragazze
condividendo con loro le speranze e le occasioni che gli si sarebbero
offerte quando fosse tornato a Guadalupa da l a tre anni. Non intendeva
diventare un farmacista come il padre, ma forse un avvocato,
anzi, pi probabilmente, un ufficiale destinato a trasferirsi di isola in
isola. Le amiche gli chiesero se sarebbe tornato e subito egli rispose: Ma
certo! Questa sar per sempre la mia patria. Nonna Lanzerac  morta difendendo
quest'isola e io non potrei vivere in nessun altro luogo.
Solange allora, con tono quasi dolente: Ma sarai stato a Parigi...
Oh, no! rispose lui. Non metter piede a Parigi. Precis che sarebbe
andato a vivere nella cittadina da cui provenivano i Lanzerac, Barcelonnette,
vicino al confine con l'Italia, un luogo di monti e di acque
sorgive, dove continuavano ad abitare alcuni suoi zii. Solange, perplessa,
chiese allora: Ma perch attraversare un oceano per ritrovarsi in una piccola
citt tra i monti? La decisa risposta del ragazzo fu: Perch mio padre
dice che quella  la pi bella regione della Francia. Ai confini, dove
bisogna combattere per sopravvivere.
SE UN GIOVANE PROVENIENTE da una qualsiasi colonia francese aspirava
a dar prova del suo amore per la patria in quel difficile anno
1788, la remota Barcelonnette era davvero il posto ideale. La
cittadina sorgeva tra i
monti, cos vicina alla frontiera con l'Italia che chiunque vivesse l sentiva
sorgere in s il desiderio di difendere quel lembo di terra. Dal momento
che Barcelonnette offriva ben poche occasioni di far fortuna molti ne
erano emigrati alla volta delle colonie. Decenni prima, tre
fratelli Lanzerac erano partiti per i Caraibi; uno si era
stabilito in Messico, il secondo a
Cuba e il pi giovane a Guadalupa, e tutte e tre se l'erano cavata cos
bene da poter inviare adesso i loro rampolli, o perlomeno i primogeniti, a
Barcelonnette perch vi seguissero studi adeguati.
L'accordo era che Paul avrebbe trascorso i tre anni della permanenza
in Francia in casa dello zio Mderic, che era rimasto in patria, frequentando
la scuola diretta da un altro parente, padre Emile, rimasto anch'egli
a Barcelonnette diventandone il sacerdote e uno studioso da tutti ben
visto.
Paul era in Francia da poche settimane quando si rese conto che, tornato
nella madrepatria, era giunto in un mondo fonte di nuove, fondamentali
esperienze. Nel gennaio del 1789, il governo francese inform i
seicentoquindici distretti che costituivano la nazione che, essendo stati
convocati gli Stati Generali, vale a dire i nobili, il clero e il terzo stato
formato dai borghesi, ciascun distretto doveva inviare a Parigi il tradizionale
cahier de dolances, un elenco delle rimostranze e lamentele. Paul
perci trov che due membri della sua famiglia erano intenti a compilare
la lista delle proteste di Barcelonnette: padre Emile si occupava delle rimostranze
del clero, zio Mderic era incaricato di redigere quelle dei borghesi,
e vedendoli all'opera Paul arriv a comprendere che cosa distinguesse
la Francia dalle altre nazioni.
Zio Mderic era il pi scrupoloso, perch considerava la Francia come
un faro il cui destino era di illuminare il resto dell'Europa e del mondo;
preparando la versione finale del documento, disse ai suoi familiari:
L'ultima convocazione degli Stati Generali ha avuto luogo quarant'anni
fa, e questa  un'occasione per esprimere le nostre idee a sua maest. Il
suo elenco, aggiunse, sarebbe stato breve: Non c' niente di sbagliato in
Francia. Radicali di citt come Lione e Nantes solleveranno proteste di
ogni genere, pretenderanno maggiore libert di voto, pi cospicui aiuti ai
poveri, una polizia pi forte, ma quali saranno i fatti che esporranno? Il
nostro  un nobile paese e basta un po' d'attenzione perch non capiti
nulla di male. Di conseguenza il suo elenco fu assai striminzito: Dobbiamo
avere pi truppe lungo il confine per difenderci dai contrabbandieri
italiani; il servizio postale con Parigi dovrebbe essere migliorato e il
ponte sulla strada per Marsiglia allargato per permettere il passaggio dei
nostri carri.
Padre Emile sosteneva: Fino a quando la Francia seguir gli insegnamenti
della chiesa e la guida del nostro re, la nazione si fonder su basi sicure.
Il genio della Francia deve affrontare in maniera razionale le
questioni militari, dell'industria e del commercio, ma deve essere spirituale
per quanto riguarda l'interpretazione della vita umana. Se sapremo mantenere
questo equilibrio, cosa di cui senza dubbio siamo capaci, dimostreremo
al mondo la nostra superiorit rispetto ai principi che governano
nazioni meno capaci come l'Inghilterra. Non occorrono cambiamenti di
ampio respiro, ma il ponte lungo la strada per Marsiglia deve essere allargato.
Per Paul, queste erano affermazioni che trovavano piena conferma in
quanto apprendeva all'cole in cui insegnavano padre Emile e tre suoi
colleghi e che forniva un'istruzione tale da non avere nulla da invidiare
all'insegnamento di grandi universit come quelle di Salamanca o di Bologna.
Gli studenti vi apprendevano come la Francia aveva raggiunto la
grandezza e la supremazia in ogni campo. Non c'erano veri e propri corsi
di letteratura, ma gli insegnanti facevano di continuo riferimento a opere
di Racine, Corneile, Rabelais e soprattutto Molire, la cui produzione
era considerata il miglior compendio possibile di pensiero profondo e
commedia. Uno degli insegnanti ammetteva che l'inglese Shakespeare
aveva dei meriti, soprattutto per quanto riguardava i sonetti, ma che i
suoi lavori teatrali erano ampollosi e magniloquenti; sia pure a malincuore,
concedeva che valeva la pena di studiare un autore tedesco, certo
Goethe, ma che I dolori del giovane Werther era un libro troppo sentimentale
per i gusti di un gentiluomo ben educato. Dante era visto di
buon occhio, come anche Boccaccio, accusato tuttavia di essere astruso e
incapace di raccontare una storia come si deve.
In tutti i campi, insomma, la musica era sempre la stessa; i re di Francia
erano magnifici, i generali francesi non avevano uguali, gli ammiragli
francesi erano la gloria dei mari e gli esploratori francesi dell'America
erano gli uomini pi coraggiosi della storia, assai superiori a quell'italiano,
Cristoforo Colombo, che si era limitato a guidare sane e salve alcune
navi a isole di cui i filosofi gi conoscevano l'esistenza. Se Paul fosse
rimasto per sempre a Barcelonnette, sarebbe senza dubbio divenuto uno
dei migliori ufficiali di Napoleone e un propagandista dei valori francesi.
Ma era destinato a rimanere solo tre anni fra quei monti e il 14 luglio,
in quello che gli autori dei locali cahiers de dolances avevano affermato
essere un paese senza alcun bisogno di cambiamenti, la plebaglia parigina
assal la Bastiglia dando il via a una serie di mutamenti che si sarebbero rivelati
di enorme portata. Il giovane tuttavia rimase in larga misura all'oscuro
delle convulsioni alle quali era in preda la sua amata Francia, impegnato
com'era in una difficile battaglia di carattere prettamente personale.
Una sua lontana cugina (sembrava che tutti nel distretto fossero imparentati
tra loro), una ragazza di nome Brigitte, figlia di un ricco agricoltore,
in possesso di una splendida voce e che rivelava la sua qualit di
agile danzatrice non appena un violino attaccasse a suonare, aveva attratto
la sua attenzione. Inoltre, come zio Mderic badava a ricordare
spesso al nipote, era assai probabile che il padre della ragazza le destinasse
una cospicua dote.
Paul per non era in grado di dedicarle tutta l'attenzione che Brigitte
avrebbe meritato, perch era stato colpito da uno strano male: nostalgia
per i tropicali splendori della Guadalupa e per il fascino di
Eugnie Mornaix e di Solange Vauclain. La realt era che Brigitte, con tutte le sue
molte virt, gli aveva solo ricordato di essere gi innamorato, pur senza
sapere a quale delle due ragazze creole andassero i suoi favori.
Invano zio Mderic e padre Emile gli magnificavano i meriti di Brigitte;
Paul rispondeva vantando quelli di Eugnie e di Solange. Il prete
ammetteva: Siamo tutti figli di Dio. Abbiamo visto degli schiavi, qui a
Barcelonnette, ma sono certo che erano battezzati. Ma zio Mderic insisteva:
Se un uomo dovesse trascorrere la sua vita nelle isole, penso che
una donna nera potrebbe anche essere accettabile, ma se l'uomo in questione
dovesse far propria l'idea di un lavoro in Francia... Insomma, una
moglie nera...
Ma nessuna delle due  nera! si difendeva Paul. A Point--Pitre ci
sono ragazze di ogni colore, e alcune di loro sono davvero belle. E anche
gli uomini.
Tuttavia, quando la rivoluzione scoppi, i problemi di Paul furono decisamente
dimenticati, perch un abitante di Barcelonnette, recatosi a Parigi
per dare un'occhiata in giro, era tornato riferendo tutto affannato:
Hanno imposto al re una nuova forma di governo e il re ha tentato di
fuggire dalla Francia... Travestito da donna, a quanto dicono. Aggiunse
che il re era stato raggiunto e riportato a Parigi e l obbligato ad accettare
quella che veniva chiamata assemblea legislativa. Il re non ha pi alcun
potere, prosegu l'uomo. La plebaglia ha in mano ogni cosa e quando
sono ripartito le strade di campagna erano piene di uomini e donne della
buona societ che fuggivano da Parigi.
Parigi, spieg l'uomo, era sottosopra, e nessuno sapeva quale sorte sarebbe
stata riservata al re e come sarebbero andate a finire le cose nella
capitale.
Oppresso da quella incertezza, Paul Lanzerac part da Barcelonnette
nell'autunno del 1791, con il cuore pieno di preoccupazione e di amore
per la Francia. Mentre era sul punto di salire su un carro che lo avrebbe
portato a Bordeaux, per imbarcarsi, Brigitte gli corse vicino, lo abbracci
e gli sussurr: Torna, ti prego, Paul. E abbi cura di te. Padre Emile,
dandogli la benedizione dell'intera citt, gli raccomand: Paul, sei un
giovane con una buona educazione e un carattere forte. Fai in modo di
essere degno di questa citt e della Francia. Paul, ormai non pi un ragazzo,
si allontan dai monti di Barcelonnette ben deciso a comportarsi
secondo i dettami del sacerdote.
PER UN GIOVANE INTELLIGENTE e promettente, attraversare la Francia
meridionale dal confine italiano alla costa atlantica in quegli ultimi mesi
del 1791 significava farsi un'idea di prima mano della realt in atto. Attraversando
le campagne, Paul ebbe modo di constatare l'impoverimento di
un paese che era stato ricco, e in piccoli villaggi fu accolto da sguardi di risentimento
e persino di odio. Il guidatore di una diligenza lo avvert: Giovanotto,
toglietevi la casacca. Vi distingue come uno di quelli che in questo
momento sono malvisti. Cos Paul infil nella sacca la giacca orlata di
merletti che zio Mderic gli aveva regalato al momento della partenza.
A ovest del Rodano, la situazione parve ancora peggiore e all'ingresso
di un villaggio un uomo ferm il conducente della diligenza dicendogli:
Non andateci, l sono tutti impazziti. Quanti erano a bordo, compresi il
postiglione e il suo aiutante, furono ben lieti di fare un'ampia deviazione.
Quel pomeriggio, entrati in un altro villaggio, vennero fermati da ragazzi
di dodici o tredici anni, che gridavano: Sono nobili che cercano di fuggire!
Ci furono allora momenti di tensione in cui parve che i passeggeri
fossero destinati a venire uccisi sul posto, ma i conducenti, rudi campagnoli,
convinsero la folla che si trattava di gente qualunque e riuscirono a
passare. Sulle pareti delle case, not Paul, erano evidenti tracce di fucilate
e macchie di sangue: altri avevano pagato con la vita.
Quando furono lontani da quell'orribile luogo che sapeva di morte,
Paul chiese all'uomo che sedeva accanto a lui: Ma che cosa sta succedendo
in Francia? L'altro rispose: Si stanno regolando vecchi conti. A
Bordeaux, Paul venne a sapere che il re era stato chiuso in carcere; centinaia
dei suoi sostenitori erano stati tratti in arresto e gli fu consigliato, se
era un fedele del sovrano, di tenere la bocca chiusa. Ovunque avevano
luogo massacri e l'esercito prussiano stava tentando di invadere la Francia
per salvare il re, ma i valorosi francesi lo stavano respingendo.
Il lungo viaggio attraverso l'Atlantico fu per Paul una pausa di riflessione
e di tranquillit. Nel febbraio 1792 la nave gett l'ancora a BasseTerre,
il principale porto nella parte occidentale di Guadalupa; l parecchi
passeggeri stranieri che intendevano recarsi a Point--Pitre, sulla costa
orientale dell'isola farfalla, discussero se era opportuno o meno affittare
carrozze che ve li portassero direttamente. Ben presto per si convinsero
che era impossibile: si sentirono spiegare che tra le due met dell'isola
sorgevano alte montagne impraticabili e un abitante di Basse-Terre
disse semplicemente: Strade? Ma non c' nessuna strada. Sicch i viaggiatori
diretti a est dovettero rimanere in attesa di una nave mercantile, di
quelle addette al trasporto di zucchero. Intanto, legni minori avevano
raggiunto la parte orientale dell'isola, riferendo le notizie portate dai reduci
dalla Francia.
A sbarcare dalla nave zuccheriera fu cos un bel giovane di ventun
anni, alto ed eretto, con un ciuffo di capelli biondi sugli occhi e il contegno,
riservato ma pronto al sorriso, che dava immediatamente
un'impressione di dignit e di capacit. Era Paul che, oltre ai vecchi amici, trov ad
accoglierlo anche Eugnie Mornaix e Solange Vauclain, divenute nel frattempo
due splendide donne. Eugnie, la pi piccola e la pi chiara di carnagione
delle due, era un gioiellino, una delicata figuretta che indirizz a
Paul un sorriso meraviglioso; Solange era pi alta, pi snella e lo sguardo
che rivolse all'amico di ritorno era carico di provocanti inviti. Era, si
disse Paul, simile a un vulcano caribico pronto a esplodere.
I GUAI VENNERO A GALLA un po' alla volta. Paul rise quando suo padre
lo ammon: Figliolo, qui ci sono due giovani donne inquiete che ti attendono.
Paul rispose che in Francia aveva conosciuto ragazze meravigliose
e descrisse Brigitte ai genitori spiegando quale grado di parentela ci fosse
tra la famiglia di lei e la loro. Li conosco bene! esclam
la signora Lanzerac. Oh, perch non l'hai portata a casa con
te? Paul rispose pronto:
Perch non riuscivo a scacciare dalla mente il pensiero delle due fanciulle
di Point--Pitre. Subito diede inizio a un doppio corteggiamento, i
cui sviluppi vennero seguiti attentamente dall'intera cittadinanza.
Si facevano scherzose scommesse: quale delle due belle creole avrebbe
catturato Paul con la propria rete? Ma, dopo i primi giorni di felicit dovuta
alla loro riunificazione, i giovani si resero conto che dovevano decidere
il loro futuro. Le ragazze sapevano di aver ormai raggiunto l'et per
mettere al mondo figli, Paul non vedeva l'ora di avere una famiglia propria,
per cui il problema della scelta si fece pi urgente. Eugnie era la
compagna ideale, Solange una donna che gli metteva il fuoco nel cuore, e
Paul era felice quando si ritrovava con entrambe. Un po' alla volta, per,
le sue preferenze si spostarono verso Eugnie, che aveva perso il padre e,
quando risult evidente che Paul stava per effettuare la sua
scelta, Solange fece qualcosa di cui si sarebbe in seguito
pentita. Affront gli amici
e disse con tono d'accusa: Se fossi bianca... Poi si rifugi nella piantagione
del padre, rifiutandosi di assistere al matrimonio che aveva previsto
e che puntualmente avvenne, n si fece vedere quando la giovane coppia
si sistem nella Casa di merletto.
Quando le chiacchiere sulla scelta di Paul si furono calmate, i cittadini
tornarono a discutere seriamente degli eventi in Francia, e molti si dichiararono
favorevoli alla monarchia: sacerdoti, proprietari di piantagioni e
fattori, padroni di navi mercantili, piccoli commercianti, mentre una minoranza
ne registrava in segreto i nomi.
Ogni nuova nave che arrivava a Basse-Terre portava nuove, traumatiche
rivelazioni sulle discordie che laceravano la patria: abolizione della
monarchia, instaurazione di forme di governo completamente nuove,
guerra contro i nemici esterni; finalmente giunse la terribile notizia che fu
accolta nell'isola da uno stupefatto silenzio: Re Luigi  stato decapitato.
La Francia  tutta in preda alle agitazioni.
Nei giorni che seguirono, l'isola francese di Guadalupa reag esattamente
come l'isola inglese di Barbados aveva fatto centoquarant'anni
prima, quando i rivoluzionari britannici avevano tagliato la testa del loro
sovrano: chiunque godesse di una certa posizione si dichiar fervente partigiano
del re morto e contrario a nuovi, radicali cambiamenti. I pi accesi
sostenitori di quella causa persa furono proprio Paul ed Eugnie; la
coppia, poich intuiva che il caos in Francia avrebbe avuto quanto prima
riflessi in Guadalupa, con conseguenze imprevedibili, decise, in attesa
della tempesta, di ristabilire i rapporti di amicizia con Solange. Quindi, i
Lanzerac partirono a cavallo per la piantagione dove Solange li accolse
tra i suoi fiori. Ritorna con noi, la preg Eugnie, noi siamo destinati a
essere amici per sempre. Cos, Solange sell il cavallo e si un a loro nel
viaggio di ritorno.
La sua ricomparsa non fu fonte di imbarazzo per nessuno: Solange
amava Paul adesso come all'et di nove anni, ma da quando si era sposato
con Eugnie sembrava che Solange avesse chiuso in un cassetto quella
prima parte della sua vita e che fosse decisa a tenervela. Sia Paul sia Eugnie
si rendevano conto che Solange adorava il giovane, ma erano concordi
nel ritenere che, finch quei sentimenti fossero rimasti sotto controllo,
nessuno avrebbe avuto nulla da perderci; perci marito e moglie si
misero di buon impegno per trovare un marito alla bella Solange.
Nel 1793 la Guadalupa fu scossa da una serie di disastrosi eventi. Dalla
Francia giunse la notizia che era stato inaugurato un regno di incontrollato
terrore e che migliaia di esseri umani venivano messi a morte con una
macchina chiamata ghigliottina, dal nome del fantasioso medico che la
aveva inventata. Dal confine francese con la Germania giunse voce che
molte nazioni si erano coalizzate per soffocare la Rivoluzione francese e
mettere sul trono un nuovo re. Infine, arriv a Guadalupa la novit pi
triste: anche la regina Maria Antonietta, dama frivola ma amabile, era
stata messa a morte.
Azione vergognosa che infuoc gli animi dei monarchici dell'isola, i
quali tennero riunioni in cui fecero tanti bei discorsi, mentre le spie continuavano
a registrarne i nomi. Paul Lanzerac, gi un uomo pi che benestante
sebbene avesse solo ventitr anni, era quello che teneva le orazioni
pi accese, evocando il ricordo della grandezza gallica sotto celebri sovrani;
ma a indignarlo, soprattutto, fu l'arrivo, nelle isole francesi, di un
decreto che stabiliva l'abolizione di ogni forma di culto di Dio, di Ges e
della Vergine Maria e imponeva quello della cosiddetta dea Ragione. Sarebbe
entrato inoltre in vigore un nuovissimo calendario con i mesi denominati
secondo fenomeni naturali, come Germinale (mese della germinazione),
Termidoro (mese del caldo) e Frutti d'oro (mese dei frutti e del
raccolto). Un codicillo spiegava inoltre che nella madrepatria preti e monaci
venivano messi a morte a decine, e si suggeriva ai patrioti delle colonie
di procedere a un repulisti analogo.
A quelle repellenti notizie, la collera di Paul raggiunse vertici tali da
indurlo a organizzare un grande comizio di massa sulla piazza antistante
la bottega paterna; durante la riunione egli si scagli contro gli assassini
che avevano ucciso il re e la regina e che adesso volevano sopprimere
Ges e la Vergine, e lo fece con tanto vigore che almeno la parte orientale
della Guadalupa si dichiar decisamente a favore dell'antico sistema
di governo e della vecchia religione contrapposta alla nuova. Quando
Paul ebbe finito il suo discorso, Solange balz sul palco improvvisato e
dichiar che le donne dell'isola erano devote alla regina defunta e alla
chiesa.
Poi, verso la fine del 1793, i pochi mulatti e i molti negri che vivevano
nelle campagne della Guadalupa si unirono per la prima volta nella storia
dell'isola per raddrizzare i torti che avevano a lungo subito, i mulatti gli
ostracismi toccati loro, gli schiavi le sofferenze fisiche, e lanciarono attacchi
cos furibondi contro i cittadini di Point--Pitre, che Paul Lanzerac
grid ai suoi seguaci: La pazzia di Parigi ha contagiato il nuovo mondo!
Organizz una piccola forza di difesa per respingere gli assalitori; questi
ultimi, al corrente di ci che era stato perpetrato a Parigi dalle classi inferiori
nel corso della ribellione, avevano cominciato a dare alle fiamme
piantagioni e ad aggredire i proprietari bianchi. Paul scelse, tra i difensori,
un gruppo di cavalieri, alla testa dei quali comp spedizioni nelle
campagne per salvare i piantatori di canna minacciati.
Grazie all'opera di quei volontari si cre una zona franca entro la quale
i proprietari di piantagioni furono in grado di resistere agli attacchi dei ribelli
di pelle scura, ma durante una delle sortite lungo la costa orientale
dell'isola, dove le piantagioni sorgevano sulle rive dell'Atlantico, un cavaliere
disse a Paul: Lo sapevate che Solange Vauclain  tornata alla piantagione
per aiutare suo padre? Quando Paul chiese ai suoi uomini: Che
cosa ne dite di passare, sulla via del ritorno, dai Vauclain
per salvare Solange, se per caso si trova ancora alla
piantagione? si sent rispondere:
La cosa non ci riguarda. Quella  una mulatta e senza dubbio sta dalla
parte dei negri.
Per quel giorno Paul non pot far niente, ma durante la notte confid
alla moglie che temeva per la vita di Solange e che bisognava andarla a
prendere, quindi part alla luce delle stelle con tre volontari.
Non era un lungo viaggio, solo cinque chilometri al di l del limite
della zona franca, ma quell'ultimo tratto poteva rivelarsi estremamente
pericoloso se i ribelli fossero stati sul chi vive. Il terreno era accidentato e
la cavalcata fu dura, ma i quattro riuscirono a evitare i rivoltosi e all'alba,
quando si trovarono nei pressi della piantagione Vauclain, uno degli uomini,
consapevole dell'affetto che Paul nutriva per Solange, part al galoppo
in esplorazione, per fare immediatamente ritorno, fermando con
un gesto i compagni e dicendo: Non andateci,  terribile. Paul per non
volle dargli retta e corse di persona a constatare la calamit
che era piombata su una delle pi belle piantagioni della
Guadalupa. La grande casa
era stata completamente distrutta; i begli arredi di mogano erano ancora
fumanti; il proprietario, uomo giusto e buon amministratore, pendeva impiccato
a uno degli alberi da lui stesso piantati. Mentre contemplava sgomento
il terribile spettacolo, Lanzerac ud un gemito provenire da un
pollaio e vi trov Solange con la madre, abbracciate e terrorizzate all'idea
che i cavalieri potessero essere una seconda ondata di ribelli venuti a
completare la distruzione.
Paul strinse Solange tra le braccia, proponendo a lei e alla madre di
montare dietro due cavalieri per tornare al pi presto in citt dove sarebbero
state al sicuro. La signora Vauclain, tuttavia, si rifiut di seguirlo:
Sono una negra, disse. I francesi non mi hanno mai vista di buon occhio.
Io sto dalla parte degli schiavi e un giorno vi cacceremo dall'isola.
Rivolgendosi alla figlia concluse: Fa' come ti pare, ma ricordati che non
accetteranno neppure te. Si avvi quindi con passo fermo verso gli accampamenti
di quegli stessi uomini che avevano incendiato la piantagione
e ucciso suo marito.
Per un istante, Solange, figlia di un padre assassinato e di una madre ribelle
che l'aveva appena abbandonata, rest a guardare confusa e incerta
l'uomo che aveva sempre amato, e fu l l per svenire. Poi, per, con la
stessa forza mostrata dalla madre africana, con calma si scosse la polvere
dalla gonna ed esclam: Andiamo. Balzata in groppa al cavallo dietro
Paul, torn con lui a Point--Pitre.
Eugnie Lanzerac non si mostr affatto sorpresa di vedere tornare il
marito insieme con la loro cara amica, n fu scossa dalla notizia che la
piantagione Vauclain era stata data alle fiamme, il proprietario era stato
ucciso e la vedova aveva deciso di unirsi ai ribelli. Sono tempi terribili,
disse a Solange per consolarla, e nei giorni che seguirono
Eugnie e Solange si diedero da fare per ovviare alla carenza di provviste e dare man
forte contro i ribelli. La citt era ormai in stato d'assedio; un giorno Paul
guid un reparto dei suoi seguaci alla ricerca di viveri nelle campagne, e
le due donne, entrambe ventunenni e mature, rimasero insieme a salutarlo
dalla porta di casa, augurandogli un felice ritorno; quando fu di
nuovo in salvo a casa, impossibile dire quale delle due lo accogliesse con
maggior affetto o recitasse le pi sincere preghiere di ringraziamento.
Infine, quando uno dei tre compagni di Paul rest ferito durante una
sortita, n lui n Eugnie furono sorpresi che il posto del ferito fosse
preso da Solange, e nessuno fece commenti: Solange era una creola, una
figlia dell'isola, e la sua gente aveva bisogno di sostegno.
Nei difficili giorni che seguirono, Solange partecip regolarmente alle
sortite con i tre uomini, e uno di loro, figlio di un fattore, fin per innamorarsi
della coraggiosa, giovane donna; non riusciva a toglierle gli occhi
di dosso e parlava con tono ammirato delle sue capacit di cavallerizza.
Paul Lanzerac, avvedutosene, le chiese se era innamorata di quel tale, ma
non ottenne risposta. Nei giorni successivi, tuttavia, lei rest sempre al
fianco di Paul, entrambi affrontando grossi rischi e cavandosela soltanto
perch erano ottimi cavallerizzi.
Un pomeriggio, quando tornarono esausti e si lasciarono cadere stanchi
di sella, Eugnie, accogliendoli al cancello, pens: Come sono belli!
Sembrano fatti l'uno per l'altra! Ma questa riflessione non turb affatto
la loro amicizia, perch quando Eugnie comparve quella stessa sera con
il figlioletto, Jean-Baptiste, in braccio (lo teneva con la sinistra e con la
destra serviva la minestra), Solange si disse:  proprio la padrona di casa,
 la perfetta madre. E la vita del terzetto, pur nelle difficolt, continu
in perfetta armonia.
Poi, ai primi del 1794, mentre la lontana Parigi era travolta da un vortice
di terrore, e uno dopo l'altro i sanguinari capi rivoluzionari venivano
messi a morte, Hbert, Chaumette, Cloots, Danton, Desmoulins, ciascuno
colpevole di centinaia di crimini, la Guadalupa fu minacciata da un
terrore simile anche se di ridotte dimensioni; per a prima vista esso si
present sotto forma di salvezza proveniente da una fonte assolutamente
inaspettata.
Quando sembr che gli schiavi ribelli e i loro capi mulatti fossero sul
punto di travolgere la citt assediata, ecco comparire nel porto una piccola
flottiglia, e un uomo di guardia grid: Buon Dio! Sono inglesi!
Paul Lanzerac e due altri coraggiosi balzarono su una scialuppa e, incuranti
del pericolo che i marinai aprissero il fuoco contro di loro, remarono
fin sotto la prua della nave che comandava la flottiglia, gridando:
Siamo monarchici! Gli schiavi ci assediano! L'ammiraglio al comando
della forza di invasione era un uomo di Barbados, tale Hector Oldmixon,
il cui bisnonno era stato ai suoi tempi un realista, sia pure di marca britannica,
e non era certo il tipo da tollerare che gli schiavi alzassero la testa.
Stette ad ascoltare il resoconto di Lanzerac e borbott: Non c' nulla
di pi infame, su questa terra, della dottrina che i negri abbiano un'anima.
L'uguaglianza, caro signore, porter alla rovina di grandi nazioni.
Adesso ditemi, qual  per noi il modo migliore di prendere terra sulla vostra
isola?
Paul, che amava la figlia di una schiava e sapeva apprezzare le qualit
dei mulatti, rest irritato dall'atteggiamento di Oldmixon nei confronti di
chiunque avesse la pelle scura, e d'altra parte non riusciva a dimenticare
che, nel corso della ribellione, i mulatti si erano schierati contro i bianchi.
Poteva darsi che la regola inglese in vigore nella vicina Barbados, bianco
con nero, miscuglio proibito, fosse giusta, e che invece si dimostrasse errata
la propensione francese ad accettare, se non addirittura a incoraggiare,
legami del genere. D'altra parte, quell'Oldmixon non gli andava
proprio a genio: sembrava che se la godesse un mondo a imporre la propria
volont ai francesi, che pareva disprezzasse. Tuttavia, era il potenziale
salvatore dell'isola e quindi bisognava far buon viso a cattivo gioco.
L'occupazione dell'isola avvenne senza molto spargimento di sangue,
perch a Point--Pitre Paul e i suoi uomini diedero il benvenuto ai marinai
britannici, mentre a Basse-Terre l'opposizione fu scarsissima. Nel giro
di due settimane, l'ordine nella zona era stato ristabilito.
Un curioso evento si verific quando i reparti britannici sbarcati penetrarono
nell'entroterra di Point--Pitre per sconfiggere gli ultimi schiavi;
furono stupefatti constatando che a comandare i ribelli, asserragliati nella
loro ultima roccaforte, fosse una feroce donna nella quale delle spie riconobbero
la vedova di Philippe Vauclain, il piantatore francese assassinato.
Oldmixon era fuori di s: da quell'uomo collerico che era, per il
quale tutto quanto non fosse completamente inglese era anatema, ivi
compresi i suoi provvisori alleati francesi sull'isola, non era certo disposto
a permettere che una schiava, e per di pi vecchia, si opponesse alla
sua occupazione della Guadalupa, per cui abbai ai suoi uomini: Date
l'assalto a quella piantagione e uccidete la vecchia strega! Fu allora
che Paul Lanzerac, che aveva accompagnato gli inglesi, giunse al galoppo
gridando: No! No! Balzato di fronte all'iracondo inglese
spieg: Non potete farla uccidere.  vedova di un uomo bianco e madre
di un'amica fidata.
Aggiunse che intendeva andare a prenderla di persona; disarmato, alzando
le braccia, si avvi lentamente verso la casa in cui la donna era asserragliata,
gridando: Sono amico di Solange. Mi manda lei. Sono amico
di vostra figlia. Mi manda lei. Tra s pensava: E nonna Lanzerac tornata
in vita... Stessa situazione... Stesso coraggio nei confronti degli inglesi.
Quando finalmente entr nella casa e vide la vecchia e i pochi
schiavi superstiti appoggiati al muro, con i fucili abbassati, ripet: Sono
amico di vostra figlia. Sono quello che quel giorno  venuto a
salvare Solange. Allora la donna, a voce bassa, in perfetto francese, gli rispose:
Sicch, voi siete Lanzerac? Perch non l'avete sposata? Paul non seppe
rispondere e la condusse dall'ammiraglio Oldmixon che era in attesa.
Nonostante le preghiere di Paul, di Eugnie e di Solange, che quella
sera ebbero Oldmixon a cena, questi fece gettare la vecchia in carcere
perch disse: E una schiava e mai se ne dimenticher. Impossibile togliere
dalla loro testa la voglia di libert. Ribelli una volta, ribelli sempre.
Ma nel corso della cena Paul si avvide che Oldmixon non aveva occhi
che per Solange, e quando prese congedo per tornare alla nave, al
cancello l'ammiraglio borbott: Quella ragazza, se solo fosse bianca, che
bellezza sarebbe!
Durante l'occupazione, i Lanzerac invitarono pi volte Oldmixon a
cena. L'ammiraglio giustamente sospettava che lo facessero soprattutto
perch poteva procurare loro un po' di viveri, e d'altro canto trovava piacevole
la compagnia di persone intelligenti, senza contare che aveva cos
modo di rinfrescare il suo francese che parlava gi con
notevole scioltezza. Buon Dio, disse una sera a Solange, lei padroneggia perfettamente
la lingua. Lei rispose: Non c' da meravigliarsi, dal momento
che mio padre era di Calais.
Davvero? Era forse un marinaio?
Lo era suo padre, ma il mio temeva il mare. L'ammiraglio replic:
Anch'io ne avevo paura, ma mio padre mi ha sbattuto in testa uno sgabello
e ha detto: Per te non c' che la marina, bello mio, ed eccomi qui
al comando di un'isola di cui mi sono impadronito in nome del re.
Durante le sue frequenti visite Oldmixon si sentiva sempre pi attratto
da Solange, ma anche altrettanto deciso a non cedere alle preghiere della
ragazza di liberare la madre dal carcere. Tuttavia, con il passare delle settimane,
lui sentendosi sempre pi solo e lei diventando sempre pi
attraente ai suoi occhi, egli fece intendere che, se Solange si fosse trasferita
nella sua cabina sulla nave, qualcosa si sarebbe potuto fare per la madre;
con sorpresa dei Lanzerac, tale proposta non venne fatta a Solange
bens a loro. Paul la ritenne indecente, non cos Eugnie che la trasmise a
Solange la quale, dopo un istante di silenzio, scoppi a ridere e disse:
Conosci le quattro regole che insegnano alle ragazze mulatte? Primo, attrai
un uomo bianco. Secondo, rendilo tanto felice da indurlo a sposarti.
Terzo, se hai una figlia da lui, fai in modo che sposi un bianco e continua
cos per rendere la famiglia sempre pi bianca.
Ma Oldmixon non ti sposerebbe mai, replic Eugnie. Solange sempre
ridendo aggiunse: Allora, entra in ballo la quarta regola. Porta via a
quel povero scemo fin l'ultimo soldo. Poi si fece grave e, fissando ben
bene l'amica, concluse in un sussurro: Ma queste regole non abbiamo
mai voluto che si applicassero a noi, vero?
Solange non andr sulla nave dell'ammiraglio, disse pi tardi Eugnie
a Paul. Questi rispose: Ne ero certo.
DURANTE QUEGLI ANNI GRAVIDI di eventi, mentre la Francia cercava di
liberarsi dalle mortali convulsioni di un vecchio regime senza trovare il
modo di darsene uno nuovo, la storica isola di Hispaniola, un tempo governata
da Colombo che vi era stato sepolto, veniva divisa in maniera curiosa,
risultato di una decisione presa quasi un secolo prima. La parte
orientale, piuttosto piatta e improduttiva, San Domingo, era spagnola; la
parte occidentale, montagnosa, Saint Domingue, era francese. A oriente
si parlava lo spagnolo, a occidente il francese, e mentre la prima, che essendo
piatta avrebbe dovuto produrre messi cospicue, rendeva invece ben
poco, sulle terre aspre e difficili dell'ovest cresceva la miglior canna da
zucchero del mondo. Inoltre, cosa forse pi importante ancora, mentre
San Domingo era popolata da mulatti spagnoli, Saint Domingue contava
un numero cos elevato di schiavi africani da sembrare quasi una colonia
negra.
Nel 1783, un anno ancora abbastanza tranquillo, in una cittadina della
parte francese dell'isola c'era una piccola bottega da barbiere tenuta da
un giovane che per nascita ed educazione sembrava destinato a essere il
prototipo dell'uomo medio, perch mancava di qualsiasi caratteristica
atta a distinguerlo dalla folla. Victor Hugues, tale era il suo nome, contava
all'epoca ventun anni; si diceva che fosse figlio di piccoli mercanti di
Marsiglia ma doveva esserci un po' di confusione nelle sue origini perch
aveva la pelle olivastra, n da bianco n da mulatto, e correva voce che
fosse in parte africano: sua madre doveva essere stata un po' distratta, e
Marsiglia era una citt portuale con tutto quello che ne conseguiva.
Victor Hugues era di statura media e di corporatura tendente un tantino
alla pinguedine. Aveva una buona dentatura, a parte la mancanza di
un dente a sinistra, capelli arruffati di un colore indefinibile e l'abitudine
di starsene da parte durante le discussioni, per poi intervenire all'improvviso
con grande energia e abilit, sostenendo chi in quel momento era, a
suo giudizio, dalla parte della ragione. Non leggeva molto ma stava ad
ascoltare con l'attenzione di un animale da preda, e in una cosa era certamente
superiore a tutti: era coraggioso, sempre pronto a battersi quando
gli scontri verbali degeneravano, e il dente l'aveva perso in una di quelle
occasioni, mentre i suoi avversari ce ne avevano rimessi parecchi. Era insomma
un avversario pericoloso, temuto da tutti.
Ma come era giunto ad aprire un negozio di barbiere a Saint
Domingue? Da ragazzo, quando i suoi genitori avevano desistito dal tentativo di
educarlo in modo almeno decente, lui si era imbarcato a Marsiglia sulla
prima nave in partenza. Caso volle che facesse vela per il Messico, e Victor
Hugues vi approd; a diciassette anni faceva lo scaricatore di porto,
poi si era aggirato per vari porti dei Caraibi, rivelando dappertutto un'insaziabile
fame di ragazze: la prima se l'era portata a letto a soli undici
anni. Nei Caraibi questo suo appetito si era esasperato, e se l'era fatta con
ragazze di strada messicane, con la figlia di un capitano di mare a Portobello,
con una servetta a Giamaica, con una giovane inglese appena rimasta
vedova a Barbados e con tante altre, ovunque la nave su cui era imbarcato
gettasse le ancore.
Ci non toglie adorasse le donne, le rispettasse, e che ben poche di
loro conservassero di lui un brutto ricordo. Tuttavia questa sua passione
non era priva di un lato oscuro e forse aberrante: alcune delle sue amanti
scomparivano misteriosamente alla fine del rapporto.
La barberia di Saint Domingue era frutto del suo desiderio di donne e
delle letali occasioni che offriva: arrivato a Port-au-Prince a diciannove
anni senza un soldo in tasca, si era imbattuto in un mulatto che possedeva
un negozio da barbiere e una giovane moglie dallo squisito colore d'ambra.
Persuaso il barbiere a insegnargli il mestiere, passava molto tempo
con la moglie e, coincidenza o meno che fosse, sta di fatto che quando
Victor si fu impadronito del mestiere il mulatto scomparve;
lasciato passare qualche tempo, il francese si appropri sia della bottega sia della vedova.
La fortuita scomparsa era avvenuta nel 1785 e nei due anni successivi
Victor Hugues gest con profitto il negozio, tagliando i capelli di piantatori
bianchi che capitavano a Saint Domingue e dei pochi mulatti che
erano i loro assistenti. Vietato invece l'ingresso nel negozio ai negri che
formavano il novanta per cento della popolazione, anche se alcuni di essi
testimoniarono in seguito che, quando non c'erano in giro bianchi n mulatti,
Victor faceva entrare i negri che avessero denaro da una porta sul retro
che dava in una stanza interna dove tagliava anche a loro i capelli.
Mostrava grande simpatia per i negri, soprattutto verso gli ex schiavi, e a
volte diceva: Sono i derelitti del mondo e meritano la nostra carit.
Comprov questo suo atteggiamento in maniera chiarissima quello
stesso anno: infatti, chiuse bottega, prese in affitto una grande casa a
Port-au-Prince e, con l'aiuto della bella mulatta che aveva ereditato,
inaugur un bordello di lusso, impiegandovi sei ragazze di vario colore e
di diverse isole. La sua clientela era formata esclusivamente da piantatori
bianchi e da mulatti importanti ma, ancora una volta, Hugues faceva entrare
in segreto qualche negro al quale offriva ospitalit gratuita, e continu
cos, anche dopo aver ricevuto il consiglio di smetterla perch, come
ebbe a dire a un funzionario del governo: Sono stato in tutti gli angoli di
questi mari, in tutte le isole, ed  una zona in cui uomini e donne di ogni
colore sono destinati a vivere insieme liberamente.
Il funzionario, indignato da idee cos rivoluzionarie, invi in segreto
una denuncia che giunse a Parigi nel novembre del 1788; ma in quell'ufficio
c'era una spia di tendenze liberali che fece copia del documento per
il membro di un circolo politico detto dei Giacobini. Fu cos che il barbiere,
poi gestore di bordello, divenne oggetto di attenzione da parte di
Maximilian Franois Marie Isidore de Robespierre, nobile e rivoluzionario
le cui idee stavano subendo una rapidissima metamorfosi.
Ai primi del 1789, mentre la Francia era in subbuglio, Robespierre cominci
a prestare attenzione alle colonie, soprattutto a Saint Domingue
che, a quanto gli risultava, era il massimo produttore di ricchezze di tutte
le terre francesi. Ricordatosi di quel barbiere, gli invi un messaggio chiedendogli
di venire a Parigi per questioni della massima importanza.
Quando arriv nella capitale francese nel giugno del 1789, Hugues
non riusc a rintracciare Robespierre ma uno degli amici di questi, al corrente
dell'invito, lo introdusse alla Socit des Amis des Noirs, un club filosofico
i cui membri rivoluzionari furono ben lieti di avere a che fare con
qualcuno che avesse una conoscenza di prima mano delle colonie e dei
problemi della schiavit. Hugues, rivelatosi di idee altrettanto avanzate
delle loro, partecip con gli Amis des Noirs all'assalto della Bastiglia il 14
luglio del 1789, e quando poi and a letto con una giovane donna che
aveva marciato al suo fianco, le confid: Era fatale che io
venissi a Parigi. Grandi cose stanno per accadere e uomini
come me saranno indispensabili.
La sua predizione si rivel esatta: quando finalmente incontr Robespierre,
allora in piena ascesa, il capo rivoluzionario lo tratt quasi da
uguale e, quando il nuovo governo che aveva sostituito Luigi XVI, l'assemblea
legislativa, decise di inviare una spedizione militare francese a Saint
Domingue per sedare i disordini nell'isola che minacciavano di interrompere
il flusso di zucchero ai mercati europei, a Hugues fu chiesto di istruire
il commissario che avrebbe guidato le truppe sull'isola. Lui fece presente
che, per quanto grosso fosse stato il contingente francese, mai sarebbe riuscito
nell'impresa se si fosse alleato solo con i bianchi; se avesse favorito un
matrimonio di interesse tra bianchi e mulatti, avrebbe ottenuto al massimo
una tregua temporanea; se invece si voleva una pace duratura sull'isola, bisognava
fare assegnamento sui negri pur con qualche concessione agli altri
due gruppi. Quelle, concluse, erano terre calde, dove la febbre abbatteva
pi uomini di quanti non ne uccidessero le pallottole.
Ma il commissario non gli diede retta, anzi lo tratt con disprezzo e
Hugues continu a restare nell'ombra, campando delle magre sovvenzioni
degli amici rivoluzionari. Nel gennaio del 1793, quando il re era
stato decapitato e il terrore imperversava sui boulevard, Robespierre riconobbe
i suoi talenti e gli assegn il compito di riportare l'ordine nella
zona attorno a Parigi. Il barbiere, portandosi dietro una ghigliottina mobile
che poteva essere smontata e rimontata su una carretta, rivel un
aspetto segreto del suo carattere: la spietatezza. Ne diede prova dapprima
a Brasse, a una quarantina di chilometri a sudovest di Parigi. Accompagnato
solo da due gendarmi con in testa il tricorno, lasci alla periferia
del villaggio, settecento abitanti, la carretta e i due carpentieri che dovevano
montare l'ordigno, entr senza fretta nel paese, chiese del sindaco e
gli disse: Per ordine della convenzione nazionale desidero che tutti gli
abitanti siano immediatamente radunati sulla piazza. Quando l'ordine fu
eseguito and a riprendere la carretta trainata da due buoi, la fece sistemare
al centro della piazza e ordin ai carpentieri di montare la ghigliottina.
Una prova effettuata con una testa di cavallo persuase Hugues del
buon funzionamento dell'ordigno, quindi ordin alle spie che contava
nel villaggio di indicargli il proprietario terriero pi ricco del distretto e
quanti altri potessero essere considerati nemici del nuovo regime. Quei
poveri diavoli, tra i quali alcune donne, furono subito arrestati e tenuti
sotto custodia armata.
Poi Hugues ordin che gli accusati fossero portati al suo cospetto. Uno
di loro era il conte Henri de Noailles e, avendo Hugues chiesto quali fossero
le accuse mosse all'imputato, alcuni dei suoi informatori risposero:
 sempre stato un nemico del popolo. Altri aggiunsero: Ha lasciato
che i suoi maiali invadessero il mio orto. Altri ancora dissero: Ci faceva
lavorare i giorni festivi pagandoci pochissimo.
Hugues allora sentenzi con voce sepolcrale: Condannato! I due
gendarmi trascinarono il disgraziato sulla fatale piattaforma della ghigliottina
dove i carpentieri gli legarono le mani dietro la schiena, lo obbligarono
a mettersi in ginocchio, gli cacciarono la testa nell'apposito ricettacolo,
ne abbassarono la parte superiore, imprigionandogli il collo,
quindi uno dei due tir una corda e l'enorme lama sal tra le due guide
dei ritti. Quando tutto fu in posizione Hugues arring la folla: Questa 
la punizione che tocca a tutti i nemici della Francia. Alzando la mano
destra ordin ai carpentieri di lasciare andare la lama e la testa di Henri
de Noailles rotol nel paniere.
In ogni villaggio in cui si recava, Hugues usava ghigliottinare tre notabili
il primo giorno, essendosi reso conto che, cos facendo, diffondeva il
terrore nell'intera zona e facilitava le ricerche di altri sospetti perch tutti
erano pronti a testimoniare contro i vicini per evitare che questi lo facessero
a loro volta. Il risultato fu che a Robespierre giunsero due diversi
rapporti; nell'uno si diceva che Hugues  un tiranno che non finge neppure
di inscenare un procedimento legale n mai trova innocenti tra
quelli che vengono frettolosamente accusati dagli abitanti del luogo. Nel
secondo rapporto si affermava invece che la grande virt del modo con
cui Hugues compie la sua opera consiste nel lavorare rapidamente, senza
mai curarsi di attirare l'attenzione su se stesso, e agendo con tanta lucida
spietatezza da far sembrare che parli per bocca dell'intera convenzione.
Nel rapporto si diceva inoltre che aveva un'unica debolezza, un insaziabile
desiderio di donne, e che, finito di far funzionare la ghigliottina,
dopo avere cenato si portava a letto una ragazza locale; correva voce che
la piegasse alle sue voglie minacciando altrimenti di ghigliottinarla.
Robespierre lesse i rapporti nel settembre del 1793 e pens: Questo
barbiere esegue molto bene il suo taglio dei capelli. Magari ne avessi una
dozzina come lui a Lione e a Nantes. Le due citt erano roccaforte dei
monarchici; l, ben presto, un enorme numero di avversari del regime repubblicano
sarebbero stati uccisi in maniere assai meno rapide ed efficienti
di quelle usate da Hugues con la sua ghigliottina viaggiante: diecimila
persone a Lione, nel corso di massacri di massa, quindicimila a Nantes,
mentre Hugues continuava il suo lavoro, giorno per giorno, senza
mai provocare sollevazioni n proteste.
Quell'uomo  un genio, disse Robespierre ai suoi compagni e
quando, alla met di ottobre, giunse il turno di Maria Antonietta di perdere
la testa, Hugues fu invitato a Parigi per partecipare alle celebrazioni
che fecero seguito all'evento; poco dopo, gli pervenne una comunicazione
ufficiale: Cittadino Hugues, nel riverito nome della dea Ragione,
ti si ordina di recarti immediatamente al porto di Rochefort, di assumere
il comando delle navi e delle truppe ivi radunate e di far rotta nella nostra
isola di Guadalupa, dove opererai quale agente particolare e nostro
commissario dotato di autorit suprema. Fai in modo che
quell'isola rimanga in mani francesi. Il lavoro esemplare da
te compiuto nei dintorni
di Parigi ci persuade che sei degno di questo importante incarico.
Recatosi subito a Rochefort, piccolo porto Sull'Atlantico tra Nantes e
Bordeaux, Hugues venne a sapere che la sua flotta consisteva di sole due
vecchie fregate, una corvetta, due navi minori e due lenti legni da carico
con millecentocinquantatr contadini male addestrati a comporre il suo
esercito. Se ne lament con il comandante la locale capitaneria, il quale
gli assicur che non c'era di che preoccuparsi: la settimana prima era
giunta dalla Guadalupa una nave recando la notizia che l'isola era saldamente
in mani francesi e la spedizione guidata da Hugues aveva unicamente
il compito di rafforzare la guarnigione locale.
Il comandante e gli ufficiali della nave appena arrivata dalla Guadalupa
avevano ragione: al momento della loro partenza l'isola era ancora
francese. Ignoravano per che, nel frattempo, l'ammiraglio Oldmixon vi
era giunto con un forte reparto britannico e se ne era impadronito. Il barbiere,
nonch proprietario di bordello di Saint Domingue, stava dunque
per cacciarsi in un vespaio di cui era all'oscuro.
Hugues era comunque sulle spine perch non gli era ancora giunto un
carro che aveva spedito da Parigi, e temeva di dover salpare senza quel
prezioso carico. Chiese ai comandanti delle navi se si poteva rimandare la
partenza di qualche giorno, ma si sent rispondere: Dobbiamo evitare le
navi da guerra britanniche e quindi salperemo il giorno previsto. Con
grande sollievo di Hugues poche ore prima della partenza un grosso
carro arriv sul molo e a bordo della nave furono portati sette voluminosi
involucri. Tutti si chiedevano che cosa contenessero finch un giovane
contadino, pi audace degli altri, os strappare furtivamente l'imballo di
uno dei colli e si trov di fronte un'enorme lama di acciaio: Mon Dieu!
sussurr. Una ghigliottina!
Sarebbe difficile stabilire chi rest pi sorpreso, quella splendida giornata
di giugno, se Hugues che trov la sua isola occupata dal nemico oppure
Oldmixon che vide quella scassata flotta apprestarsi a dargli battaglia.
Le sorti sembravano decisamente a favore degli inglesi: in mare, una
ventina di navi con esperti equipaggi contro sette trabiccoli; a terra, diecimila
uomini contro millecentocinquantatr, oltre all'appoggio del governo
civile grazie alla collaborazione di monarchici come Paul Lanzerac;
un vantaggio decisamente enorme, anche se Oldmixon non poteva radunare
immediatamente tutte le sue navi e i suoi reparti che si trovavano
sparsi su isole minori.
Hugues, pur rendendosi conto di avere ben poche speranze di vittoria,
ordin alle sue piccole navi di entrare comunque nel porto, cosa che sorprendentemente
riusc; sbarc le sue truppe, le guid in un triplice furibondo
assalto e, compiendo incredibili atti di eroismo, le sue forze riuscirono
a riconquistare quella met dell'isola. In seguito, un colonnello inglese
ebbe a dire: Quel barbiere francese, che non aveva letto mai un
manuale di strategia, era troppo stupido per sapere che non poteva vincere,
cos ha vinto.
Impossessatosi di Point--Pitre, Hugues sped un rapporto alla convenzione
a Parigi, e il messaggio risult di tale efficacia che le autorit ne ordinarono
la pubblicazione. Fu perci diffuso su volantini illustrati da una
xilografia in cui Hugues, sciabola in mano, guidava la carica contro i cannoni
britannici. Il titolo suonava: SANGFROID INTREPIDE DE VICTOR
HUGUES, COMMISSAIRE DU GOUVERNEMENT A LA GUADELOUPE.
Mettendo piede a riva, Hugues era mosso dalla ferma determinazione
di diventare il governatore rivoluzionario di quella preziosa isola che
tanto si era allontanata dai principi ai quali adesso obbediva la Francia; i
cittadini di Point--Pitre sarebbero rimasti paralizzati dal terrore quando
si fossero resi conto di che cosa contenevano i sette grossi pacchi che
aveva portato con s.
La ghigliottina venne montata di fronte alla Casa di merletto e Hugues
organizz la solita cerimonia che si era rivelata cos utile nei dintorni
di Parigi. Raccolti gli informatori rivoluzionari dell'isola, esamin i loro
elenchi di nomi di monarchici e ordin che fossero tutti arrestati, in
primo luogo il banchiere e il pi ricco piantatore.
Verso le cinque del pomeriggio, la ghigliottina si drizzava pronta all'uso
in centro alla piazza e un locale informatore avvert Hugues: Dovete
fare in fretta. Qui ai Tropici non ci sono crepuscoli. Alle sei di sera,
cala l'oscurit.
Lo so benissimo, rispose Hugues e aggiunse: Ma vedrete che questo
sar un crepuscolo degno di ricordo. Ci occorre solo un quarto d'ora.
Diede cos ordine che il primo gruppo di prigionieri fosse portato al suo
cospetto. A quella vista Solange Vauclain, che assisteva al lugubre spettacolo
a pochi passi da Hugues, lanci un grido cos straziante che il barbiere
si volse dalla sua parte e scorse la pi bella donna che avesse mai visto
da molti mesi a quella parte. Chiese chi fosse e un mulatto che aveva
partecipato alle prime sommosse per poi diventare un informatore dei rivoluzionari
rispose: Si chiama Solange;  la figlia di un piantatore bianco
ucciso dai ribelli e di quella negra che avete appena liberato dal carcere.
Spieg poi che se la donna aveva lanciato quel grido era perch era cresciuta
insieme con Paul ed Eugnie Lanzerac, che erano tra il primo
gruppo dei ghigliottinandi.
Per assurdo che possa sembrare, nel momento in cui Hugues, quell'uomo
freddo e assetato di sangue, vide Eugnie Lanzerac, pi desiderabile
ai suoi occhi persino della stessa Solange, nella sua mente contorta
concep seduta stante un diabolico piano: avrebbe avuto entrambe
le donne.
Un marinaio delle navi fece rullare il tamburo, un assistente del commissario
srotol un foglio e lesse: Piantatore Philippe Joubert, voi avete
rubato zucchero appartenente al popolo, avete maltrattato i vostri schiavi
e vi siete dichiarato nemico della rivoluzione. Siete condannato a morte.
Quindi la testa del terrorizzato Joubert rotol nel paniere.
Paul Lanzerac, grid poi l'uomo con l'elenco. Due marinai trascinarono
il ventiquattrenne condannato al cospetto di Hugues. L'accusa
suon: Avete tentato di sconfiggere la rivoluzione mettendo sul trono
un nuovo re imbecille. Avete maltrattato schiavi e abusato di pubbliche
propriet. Siete condannato a morte!
Prima che la fatale lama cadesse, Solange lanci un altro grido, si fece
largo tra i marinai, balz sulla piattaforma della ghigliottina, strinse tra le
braccia la testa imprigionata del condannato e pos sulle sue labbra quei
baci che gli aveva negato durante gli anni in cui l'aveva amato. Nel silenzio
calato sulla piazza, Hugues ordin ai marinai che volevano allontanare
Solange: Lasciatela ai suoi addii. Poi la ud gridare: Paul, ti abbiamo
sempre amato. Tali parole suonarono un po' strane alle orecchie
di Hugues, il quale per si persuase che Solange parlava a nome della
citt e di tutta la Guadalupa; e se quel giovane era oggetto di tanto affetto,
era pi che mai imperativo che venisse tolto di mezzo in maniera
teatrale.
Portatela via, ordin con voce pacata. Non appena il comando fu
eseguito, diede il segnale, la lama cadde e la pi bella testa delle isole rotol
nel paniere.
Fu poi la volta di Eugnie Lanzerac; le vennero letti i delitti di cui era
accusato il suo defunto padre e la testa le fu imprigionata sotto la lama. A
questo punto Solange, rimasta paralizzata assistendo alla fine
di Paul Lanzerac, si riscosse, non potendo permettere che
anche la sua cara amica
fosse uccisa. Torn a farsi largo tra i marinai, sal sulla piattaforma, abbracci
Eugnie e grid: Uccidete me, non lei. Si aggrapp con tanta
forza alla condannata che non si riusc a staccarla.
Gli addetti alla ghigliottina guardarono Hugues come a chiedergli:
Azioniamo la lama? Ma Hugues, quasi automaticamente ordin: Fermatevi.
Liberatele.
Prima che le tenebre invadessero la bella piazza, fu la volta dei tre giovani
cavalieri che avevano accompagnato Paul e Solange nelle loro incursioni
in campagna: furono condotti sul ferale palco e decapitati. Al calar
della notte, compiute le cinque esecuzioni del primo gruppo, lasciate le
teste nel paniere ai piedi della ghigliottina ad ammonimento dei cittadini,
Hugues si compliment con gli uomini che avevano compiuto l'opera
con tanta efficienza, diede ordine che si procedesse allo stesso modo con
gli altri condannati il giorno dopo e annunci con voce tranquilla: Io requisisco
quella, indicando la Casa di merletto da cui Eugnie venne
sloggiata seduta stante e dove l'uccisore di suo marito si insedi con una
giovane donna bianca, minacciata da uno degli assistenti di finire a sua
volta sotto la ghigliottina se si fosse ribellata.
I QUATTRO ANNI DELLA DITTATURA di Hugues, dal 1794 al 1798, furono
caratterizzati da fredda ferocia, eccellente amministrazione pubblica, legislazione
sociale liberale in grande anticipo sull'epoca e perenne ricerca di
femmine.
Hugues procedette con rapida efficienza all'eliminazione dei componenti
della classe superiore, spostando la ghigliottina in tutti gli angoli
della popolosa parte orientale dell'isola, e l tagliando la testa a chiunque
possedesse ricchezze, terre, schiavi o fosse sospetto di tendenze monarchiche.
La prima settimana morirono cos un centinaio di notabili, settecento
furono le vittime alla fine del primo anno e la stessa sorte tocc via
via a un migliaio dei migliori cittadini dell'isola.
Essendo troppo difficile portare la ghigliottina nella parte occidentale
della farfalla verde e oro, le esecuzioni vi assunsero la forma di fucilazioni
in massa e di pubbliche impiccagioni, n mancarono casi di vendetta
collettiva con l'impiego di randelli, falci e forconi. Cos, anche quella
met dell'isola fu privata di quasi tutti i suoi notabili, compresi preti e
monache che avevano rappresentato e difeso il vecchio regime; il massacro
continu finch Hugues fu commissario.
La sua sete di vendetta non aveva limiti, e a volte giungeva a grotteschi
eccessi, come nel caso del generale Thomas Dundas. Nei mesi immediatamente
precedenti l'arrivo di Hugues, quando gli inglesi si erano impadroniti
dell'isola, le loro truppe di terra erano state comandate da un valoroso
ufficiale, il generale Thomas Dundas, rampollo di una famiglia scozzese
i cui numerosi figli avevano dato lustro alla storia sia della Scozia sia
dell'Irlanda.
Il generale Dundas non era un soldataccio ma, nonostante la buona
educazione ricevuta, o forse proprio a causa di essa, aveva fatto propri
gli atteggiamenti altezzosi del gentiluomo di campagna scozzese: ogni
essere umano che avesse una goccia di sangue colorato nelle vene, per
quanto riguardava Dundas, era degno del massimo disprezzo e da considerare
senz'altro un fuorilegge. Ironia della sorte volle che, pochi mesi
dopo la sua trionfale conquista della Guadalupa, cadesse malato e morisse
circondato da infermieri neri e mulatti che facevano del loro meglio
per attenuarne le febbri.
Dundas venne seppellito sulle isole in una tomba contrassegnata da
una piccola lapide, la cui scritta in inglese informava i passanti che l giaceva
un valoroso eroe britannico. Ma quando Hugues si imbatt nella lapide
mont su tutte le furie ed eman un proclama che diceva: Libert,
Egalit, Droit et Fraternit. Si ordina che il corpo di Thomas Dundas, sepolto
a Guadalupa, sia riesumato e dato in pasto agli uccelli e che al posto
della sua tomba venga eretto, a spese della repubblica, un monumento
che rechi da una parte questo decreto e dall'altra un'adeguata iscrizione.
Quindi, sulla nuova lapide, venne incisa la frase seguente: Questo terreno,
riportato alla libert dal valore dei repubblicani,  stato inquinato
dalla salma di Thomas Dundas, generale e governatore della Guadalupa
per conto del sanguinario re Giorgio III d'Inghilterra.
Alcune iniziative di Hugues erano puri atti di sadismo. Cos, per esempio,
durante una furiosa battaglia contro centocinquanta inglesi appoggiati
da trecento monarchici francesi, egli diede ancora prova del suo genio
militare perch, pur disponendo di forze inferiori, attacc da tre parti
sopraffacendo il nemico. Con i soldati britannici si comport da grande
generale, concedendo loro l'onore delle armi, ma ben diverso fu il suo atteggiamento
nei confronti dei francesi. Dopo averli chiusi in un recinto
con mogli e figli, fece arrivare sul posto la sua ghigliottina mobile, la
eresse personalmente all'ingresso del recinto e cominci a tagliare teste
con sorprendente velocit. Sebbene avesse decapitato cos ben cinquanta
prigionieri nel giro di un'ora, non si ritenne soddisfatto e ordin che gli
uomini, le donne e i bambini superstiti fossero legati assieme a tre a tre e
spinti sull'orlo di una fossa dove vennero fucilati da rozzi boscaioli che tiravano
a casaccio. Alcuni furono uccisi, altri feriti, altri ne uscirono illesi,
ma tutti furono scaraventati nella fossa e l seppelliti sotto mucchi di
terra. I sopravvissuti morirono soffocati.
Nonostante i suoi sadismi, Hugues era sinceramente desideroso di riportare
l'ordine; seppe amministrare egregiamente l'isola e si dedic anche
a quella che potrebbe dirsi una politica estera, decidendo di esportare
la rivoluzione in altre isole; le sue piccole, veloci imbarcazioni passarono
sotto il naso di grosse navi da guerra britanniche impadronendosi di All
Saints, di Granada e di Tobago, e in ciascuna di esse Hugues incit gli
schiavi a prendere le armi contro i loro padroni. Invi poi agenti segreti
in tutti i Caraibi, fomentando rivolte contro piantatori francesi, inglesi e
spagnoli. Ordin inoltre di intercettare qualsiasi nave americana entrasse
nei Caraibi e riusc a catturarne quasi un centinaio.
Una delle sue iniziative internazionali pi efficaci fu l'incoraggiamento
da lui dato ai contrabbandieri olandesi che da secoli erano i pi fantasiosi
frequentatori dei Caraibi. Possedevano solo poche e piccole isole, ma incuranti
delle leggi locali approdavano con le loro navi a quelle grandi,
esportando in luoghi come Barbados, Giamaica, Trinidad e Cartagena le
merci di cui si aveva tanto bisogno sul posto. Un onesto pirata olandese,
proclamava Hugues,  un uomo di enorme valore.
Affermava di non aspirare a vittorie militari, ma di sognare il giorno in
cui la benevola legge francese sarebbe stata estesa a tutte le
isole caribiche: Questo mare glorioso deve essere un mare
francese, e lo sar.
Alla base dell'idea dell'egemonia francese era la convinzione che i suoi
concittadini comprendessero, meglio di tutti gli altri europei, la reale
forza dei negri nei Caraibi. I bianchi, a suo giudizio, erano straordinariamente
intelligenti e i negri straordinariamente forti, quindi perch non
unirli in modo da dare origine a una nuova razza superiore? Non ci saranno
padroni bianchi n schiavi negri su nessuna isola da me governata.
Ai negri poi spiegava: Non siete pi schiavi. La schiavit  finita per
sempre. Ma non dovete essere neppure dei vagabondi buoni a nulla. O lavorate
o finite in carcere. E vi avverto che ai prigionieri di cibo ne tocca
ben poco. Con la sua guida illuminata induceva i negri a produrre assai
pi di quanto non avessero mai fatto prima, senza continue esortazioni n
percosse.
Si occup anche di problemi minori, cancellando restrizioni meschine
imposte a mulatti e a negri che avevano generato tante animosit. Voleva
che tutti i bambini godessero di istruzione gratuita e vuot le carceri
dei prigionieri che non fossero bianchi. Deciso a dimostrare che gli
ex schiavi potevano occupare posizioni prima riservate ai soli bianchi,
era alla continua ricerca di negri capaci, e quando la madre di Solange
usc dal carcere, resosi conto che aveva capacit di comando, ne fece
una sorta di sua aiutante: la donna fu cos in grado di salvare dalla ghigliottina
parecchi francesi che avevano riservato un comportamento
umanitario ai loro schiavi.
Abile politico, quando seppe che il suo amico e mentore Robespierre
era stato a sua volta ghigliottinato, immediatamente mise la sordina ai
propri proclami rivoluzionari e si schier dalla parte del Direttorio che si
era impadronito del governo di Parigi.
Al di l dei suoi successi e dei suoi fallimenti, Hugues sarebbe stato per
sempre ricordato a Guadalupa per la sua ghigliottina mobile e per l'acutezza
dello sguardo al quale nulla sfuggiva; tuttavia, negli ultimi mesi del
suo regime, l'intera isola stette ad assistere incuriosita al suo corteggiamento
delle due giovani creole, Eugnie Lanzerac e Solange Vauclain.
Tutti sapevano che esse avevano amato Paul Lanzerac, decapitato da Hugues,
e che dunque non potevano non odiarlo e, nella loro sete di vendetta,
costituire una minaccia per lui.
Anche Hugues ne era consapevole, ma ci non attenuava il desiderio
di portarsele a letto, immaginando forse di essere simile al gobbo Riccardo
III d'Inghilterra che trovava eroticamente stimolante corteggiare la
vedova del giovane re da lui stesso fatto mettere a morte.
Resosi conto che Eugnie era inavvicinabile, tutta presa com'era dal
lutto per il marito morto e dalle cure del figlioletto, Hugues rivolse le sue
attenzioni a Solange la quale, dopo la distruzione della piantagione di famiglia,
viveva in citt con la madre liberata dal carcere: pi Hugues la frequentava,
pi la trovava desiderabile.
Naturalmente, nonostante la sua infatuazione, non esitava a portarsi a
letto molte altre donne, n riteneva contraddittorio parlare d'amore a
una donna di cui aveva appena ghigliottinato il marito. Un francese acuto
osservatore, paladino della rivoluzione, ebbe a scrivere in una lettera segretamente
inviata a Parigi: Nella vostra citt si parla di regno del terrore;
qui si sussurra di un regno dell'orrore, perch sembra che ogni decenza
sia scomparsa. Purtroppo il destinatario della lettera ne fu
disgustato e la rimand a Hugues con un'annotazione: Avete una spia nel vostro
seno. La sera stessa dell'arrivo di quest'ultima missiva a Guadalupa,
l'autore della prima venne ghigliottinato.
Hugues cominci l'assalto a Solange promuovendo la madre di lei
dalla posizione di semplice aiutante a quella di suo braccio destro, suggerendole
inoltre di convincere la figlia a darle una mano nel suo stesso ufficio.
Si sent rispondere: Solange non  pi sotto il mio controllo. Con
tono che non lasciava dubbi, replic: Converr che lo sia.
La signora Vauclain avvert la figlia, ma Solange non le disse nulla:
data la situazione della Guadalupa non si fidava neppure della madre. Lo
raccont invece a Eugnie, aggiungendo: Dobbiamo fare qualcosa per
togliere di mezzo quel mostro. La risposta dell'amica fu: Un coltello,
un veleno, una pistola... Ma  difficile introdurli di contrabbando. Come
ha fatto Charlotte Corday a sopprimere il tiranno Marat? Lo ha annegato
nel bagno o lo ha pugnalato mentre era immerso nella vasca?
Verso la fine del 1797, le due donne decisero che, vista l'intensit con
cui il tiranno concupiva la sua preda, Solange doveva nascondere, mascherare
il suo odio e arrendersi ma, come sottoline Eugnie: Soltanto
se puoi farlo in maniera, diciamo cos, duratura, per poter trovare l'occasione
di dare esecuzione al nostro piano.
Oh, no! protest Solange. Una volta che sar l con lui e sar diventata
la sua amante fissa non potr pi rimettere piede qui da te, sarebbe
troppo pericoloso. Non posso sopportare l'idea di perdere anche te dopo
Paul. Devo quindi agire da sola. Le chiese allora Eugnie: Lo amavi
dunque tanto da essere pronta a rischiare la vita? Solange rispose: Cos
come tu sei disposta a rischiare la tua. Abbracciandola, Eugnie sospir:
Sta' sicura, amata sorella, che se tu non riuscirai nell'impresa, ci riuscir
io.
NEL DICEMBRE DEL 1797, Solange Vauclain si trasfer nella Casa di merletto
con l'uomo che era decisa a uccidere, e per sei settimane continu
lo strano rapporto. Solange seppe nascondere cos abilmente i suoi sentimenti,
che Hugues si sent tutto ringalluzzito all'idea di aver vinto, lui
trentacinquenne, le resistenze di quella bella ventiquattrenne. Ma, poich
non sottovalutava mai i suoi potenziali nemici, incaric le sue spie di sorvegliarla
e i suoi informatori gli riferirono che non si era pi incontrata
con l'amica Eugnie Lanzerac da quando il marito di questa era stato
messo a morte (le due donne avevano infatti avuto cura di incontrarsi
sempre in gran segreto) e che quindi non c'era nulla da temere. Inoltre, a
quanto risultava, Solange era stata, s, innamorata di Lanzerac, ma si era
trattato di una passione platonica.
Acquetate le sue paure, un mattino, ripensando alla cena della sera precedente,
durante la quale Solange si era dimostrata una perfetta padrona
di casa, Hugues giunse a confessare a se stesso mentre si radeva: Sarebbe
la stella di qualsiasi salotto. A volte ho l'impressione che il suo posto
ideale sarebbe Parigi. Nel pomeriggio, lui e Solange uscirono a cavallo e
ancora una volta Hugues rest favorevolmente colpito dall'abilit con cui
la giovane realizzava tutto quello che si addiceva a una gentildonna.
Dopo la cavalcata, Hugues si ritir in una stanza del piano di sopra
dove ex schiavi portarono secchi di acqua calda per il suo bagno. Usciti i
domestici, e mentre se ne stava a mollo nella vasca di zinco che aveva
fatto portare da Parigi, ud bussare all'uscio e chiese: Sei tu, Solange?
La donna entr lentamente, impugnando un lungo coltello affilato; con
straordinaria velocit e destrezza, Hugues balz dal bagno, scans la coltellata
e con un colpo fece cadere di mano l'arma a Solange gridando:
Aiuto! All'assassino! La prima a precipitarsi nella stanza da bagno fu
Jeanne Vauclain, la madre di Solange, che si rese subito conto di ci che
la figlia aveva tentato di fare. Ah, ragazza mia, grid. Perch hai fallito?
Quindi balz addosso a Hugues tentando di strappargli il coltello
di mano e di compiere l'opera. Ma, prima che ci riuscisse, guardie irruppero
nella stanza e immobilizzarono le due donne. Mentre le portavano
via, la madre abbracci Solange e disse: Hai fatto bene. Non temere, il
mostro sar distrutto.
Il mezzogiorno seguente, Victor Hugues pot vedere l'ex schiava africana
Jeanne Vauclain portata in catene alla ghigliottina drizzata sulla
bella piazza. Pochi istanti dopo, la stessa sorte tocc alla bellissima figlia,
ma questa volta la lama non cal immediatamente perch Hugues si sent
in dovere di indirizzare un ammonimento al suo popolo: Guardate
quello che accade quando monarchici reazionari seducono e inducono in
errore i nostri mulatti e i nostri negri. Queste donne hanno tradito la
causa della libert e per questo devono morire. La testa di
Solange Vauclain, la pi bella creola della sua generazione, rotol nel canestro; il suo
carnefice volse lo sguardo alla casa del farmacista, dove adesso abitava
Eugnie e si avvide che la vedova Lanzerac aveva assistito alla scena.
ADESSO CHE SOLANGE era stata tolta di mezzo, Hugues si diede a corteggiare
ancor pi assiduamente Eugnie e, resosi conto che non poteva
certo pretendere che si trasferisse a casa sua, tent abili manovre per indurla
almeno a un'alleanza. Signora Lanzerac, le diceva, abbiamo bisogno
di un farmacista in citt, per cui  necessario che ve ne andiate da
casa vostra, lasciando che altri possano farne un uso migliore. Eugnie
gli domand dove avrebbe potuto abitare e lui rispose: C' sempre spazio
nella vostra vecchia casa. Ma lei fece finta di non aver capito.
Un giorno, esasperato, le disse: Voi ricordate, certamente, che la sera
del nostro arrivo qui siete stata condannata a morte e risparmiata soltanto
per la mia generosit. Quella sentenza non  stata mai
revocata. Ma siccome neppure questo monito era bastato a gettargliela tra le braccia, ricorse
a metodi pi decisi.
Un mattino, tornando dal mercato, Eugnie fu accolta dalle grida di
una donna: Hanno rapito vostro figlio! Nei giorni angosciosi che seguirono,
le giunsero all'orecchio le voci pi strane, orchestrate da Hugues
che, rimasto in disparte, si proponeva di farsi avanti pi tardi in veste di
salvatore. Si diceva che il piccolo Jean-Baptiste fosse morto, poi che fosse
stato visto in un mercato nei pressi di Basse-Terre; Hugues fomentava
queste notizie discordanti e lasci bollire Eugnie nel suo brodo finch
non la credette matura per le sue attenzioni.
La sventurata, non avendo nessuna amica alla quale rivolgersi, non sapeva
a chi chiedere aiuto; Jeanne Vauclain era morta ed Eugnie non conosceva
nessuno di cui potersi fidare, per cui se ne stava rintanata nella
sua casa vuota angosciandosi per la sorte del bambino, chiedendosi
quando sarebbe stata sloggiata dall'abitazione e forzata ad accettare l'ospitalit
di Hugues.
Tuttavia, pi vedeva avvicinarsi quel giorno pi forte cresceva in lei la
certezza che avrebbe assassinato il dittatore, anche a costo di finire pure
lei sulla ghigliottina il mattino dopo. L'avrebbe ucciso mentre le giaceva
accanto immerso nel sonno.
Ma Hugues, che le leggeva in qualche modo nei pensieri, confuse i
suoi piani dicendole: Sapete, Eugnie, se vi decideste a condividere il
mio alloggio, forse ci sarebbe il modo di ritrovare vostro figlio. Trattenendo
la collera, perch non si rendesse conto del gioco pericoloso che
stava conducendo, lei chiese con voce tranquilla: Commissario, volete
forse darmi a intendere che mio figlio  vivo? Al che Hugues rispose con
un lieve sorriso: Intendevo semplicemente precisare che, se le circostanze
fossero diverse, potrei dare ordine ai miei uomini di dedicarsi a
una pi attenta ricerca.
Eugnie era pi che mai decisa a uccidere Hugues, ma la possibilit
che suo figlio fosse ancora vivo e rintracciabile la paralizzava; per qualche
giorno non fece che cercare il modo di risolvere il dilemma. Non c'era soluzione:
se Jean-Baptiste era vivo, anche lei doveva restare in vita per crescerlo,
il che significava che doveva tollerare l'unico uomo in grado di restituirle
il figlio, l'ignobile Hugues.
Rassegnata, si rec da lui e gli disse: Commissario, io vivo solo per
mio figlio. Se i vostri uomini possono trovarlo...
L'hanno gi fatto, rispose Hugues, e da una stanza interna comparve
una fantesca negra con in braccio Jean-Baptiste che a quattro anni sembrava
il ritratto vivente di suo padre.
Madre e figlio si abbracciarono commossi ma, al momento di riportare
Jean-Baptiste a casa al di l della piazza, Eugnie si sent ammonire:
Non dimenticate, signora Lanzerac, che siete pur sempre condannata a
morte.
Miracolosamente, un evento inaspettato si verific il giorno dopo, risparmiando
a Eugnie la necessit di sottostare alle voglie di Hugues e di
commettere una follia. Dalla Francia arriv una nave che recava una notizia
esaltante: Napoleone ha riportato una vittoria dopo l'altra e adesso
fa vela verso l'Egitto. Un governo assai meno rivoluzionario si era insediato
nel frattempo a Parigi e i suoi componenti, gente pi sensata dei
loro predecessori, ne avevano abbastanza di Hugues, cos lo sostituirono
con un nuovo commissario latore di ordini sorprendenti: Inviare Hugues
a Parigi sotto buona scorta. Al calar della notte, il tiranno era in
un'angusta cabina a bordo della nave appena arrivata.
Quando il tiranno, niente affatto sgomento, ma anzi sprezzante del pericolo,
seppe che la nave sarebbe rimasta in porto sette giorni per scaricare
le merci e prendere a bordo lo zucchero e i generi alimentari richiesti
da Parigi, chiese carta e penna e si accinse a comporre un vero e proprio
capolavoro: sessanta pagine in cui descrisse le buone cose compiute
dal suo governo; parl con toni accesi del suo coraggio in battaglia, della
rivoluzione economica che aveva promosso, delle molte vittorie che la
sua piccola flotta aveva riportato contro gli inglesi e gli americani, della
libert da lui concessa agli schiavi, e soprattutto della maniera sagace con
cui aveva affrontato i problemi dei Caraibi.
Quel panegirico di se stesso era talmente efficace, che raggiunse il suo
scopo. Quando quegli stessi uomini, che avevano ordinato l'arresto di
Hugues, lo lessero, esclamarono: Quest'uomo  un genio! Seduta stante
lo nominarono governatore di un'altra colonia, dove compil rapporti
dello stesso tipo sulle proprie realizzazioni.
Non vi rimase a lungo. Quando Napoleone assunse il potere proclam:
Basta con questa insensatezza della messa fuori legge della schiavit, bisogna
reintrodurla. Hugues fu richiamato a Parigi dove divenne un importante
portavoce del nuovo ordine e pi volte fu udito impartire rigide
istruzioni ai giovani ufficiali in partenza per le colonie: Badate a tenere
al loro posto quei maledetti negri, sono schiavi, e fate in modo che non se
lo dimentichino.
Il suo pi incredibile voltafaccia ebbe tuttavia luogo nel 1816, dopo
l'incoronazione del nuovo sovrano al posto di Napoleone: Hugues rivel
infatti di essere sempre stato un acceso seguace del re, dimenticando che
a Guadalupa, qualche anno prima, aveva decapitato oltre un migliaio di
monarchici senza dar loro la possibilit di difendersi.
Stupefacente inversione di rotta che gli riusc per parecchi motivi: in
primo luogo, perch era davvero un ottimo amministratore; inoltre, nel
1794, alla testa di circa millecento uomini ne aveva volti in rotta diecimila,
e nel corso degli scontri navali le sue poche piccole navi avevano
catturato quasi un centinaio di legni americani e un ugual numero di inglesi.
A sessant'anni, a quanto si sa, continuava a dare la caccia, spesso
con successo, alle belle donne, e mor nel suo letto coperto di onori.
Quanto a Eugnie Lanzerac, liberata dal suo persecutore e riunita al
figlio, divenne la pi desiderabile giovane vedova creola delle isole
francesi e pi di un ufficiale sfuggito ai terrori parigini ne chiese la
mano, desideroso di godersi la tranquillit di Guadalupa. Eugnie fin
per sposare un giovane della Loira, rampollo di una delle nobili famiglie
di quella regione, con il quale contribu a riportare la serenit a
Point--Pitre.
Erano sposati da qualche mese, quando Eugnie and a cercare lo scalpellino
che aveva inciso l'infamante scritta sulla lastra tombale di Dundas
e gli affid uno strano incarico: Trovatemi una piccola, solida pietra e tagliatela
in modo che ne risultino due lapidi unite. Quando l'opera fu finita,
gli chiese di incidervi sopra i nomi delle due persone che aveva
amato: PAUL ET SOLANGE e la fece immurare sulla facciata della sua
Casa di merletto, dove rimase per molti decenni dopo la sua morte.

 Capitolo 10.
Il paese torturato.

NEL 1789 LA COLONIA PI LUCROSA, e da molti punti di vista la pi bella,
era quella parte della grande isola di Hispaniola, scoperta da Colombo,
che apparteneva alla Francia e che ne occupava il terzo occidentale (gli
altri due terzi erano rimasti in mani spagnole): si chiamava
Saint Domingue.
Il terreno, montagnoso, era coperto da fitte foreste e i corsi d'acqua
erano abbondanti. Le precipitazioni annue erano esattamente quelle indispensabili
per la crescita della canna da zucchero, del caff e di tutta una
serie di succulenti frutti tropicali allora ignoti in Europa, soprattutto
manghi e plantani, le banane da friggere. Le vallette tra i bassi monti
erano terreni ideali per le piantagioni e ce n'erano oltre un migliaio, ciascuna
in grado di assicurare il benessere al suo felice proprietario.
Ma come si spiega che questa felice colonia, un tempo fermamente in
mano spagnola, fosse adesso francese? Nel secolo precedente, ai bei tempi
dei bucanieri di Henry Morgan, sull'isoletta della Tortuga, pirati francesi
andavano e venivano da quella roccaforte, e alcuni di loro vi si stabilirono
definitivamente. I capi non ufficiali della Tortuga e delle zone di
caccia al maiale selvatico sulla costa occidentale di Hispaniola erano invariabilmente
francesi, con la conseguenza che nel 1697, quando si stava
concludendo un trattato tra le nazioni europee, i francesi dissero: Visto
che la nostra gente gi occupa la costa occidentale di Hispaniola, perch
non ce la cedete? Cos avvenne. I tenaci pirati francesi avevano senza volerlo
assicurato alla loro patria un vero tesoro.
Saint Domingue, il cui nome francese sarebbe ben presto stato sostituito
con quello dei suoi antichi abitanti indiani, Haiti, produceva tante
ricchezze che un coltivatore afferm, prima di tornarsene a Parigi con la
fortuna che aveva messo da parte: Pianti canna da zucchero e il terreno
si trasforma in oro. I due principali centri della colonia, Cap-Franais a
nord e Port-au-Prince a sud, per quanto piccoli ne costituivano la riprova
grazie alla prodigalit con cui gli abitanti sfoggiavano le loro ricchezze.
Delle due, Cap-Franais era la localit maggiore e la pi importante
perch sorgeva Sull'Atlantico e dunque era il porto di pi immediato accesso
per le navi provenienti dalla Francia. Disponeva di un ampio ancoraggio,
di uno splendido porto e contava circa ventimila abitanti. Il suo
maggior vanto era un enorme teatro di oltre millecinquecento posti, munito
di un vasto palcoscenico che si prolungava fin nel mezzo della platea.
Siccome gli attori provenivano dalla lontana Francia, conveniva ospitarli
nella colonia per periodi di tre o quattro anni, anche perch
a Port-au-Prince c'era un altro teatro, capace di settecento
posti, al quale se ne aggiungevano
una decina nei villaggi tra l'una e l'altra localit. Di conseguenza,
la colonia era in grado di concedersi due o tre compagnie formate
da numerosi elementi, e gli attori parigini si passavano parola a vicenda:
Saint Domingue  un'ottima piazza.
I teatri offrivano spettacoli di quattro generi diversi: drammi popolari,
opere liriche, una sorta di vaudeville e, di tanto in tanto, i grandi drammi
classici di Racine e Molire, per cui anche un bambino cresciuto in un villaggio
aveva modo di assistere a rappresentazioni di alta qualit nel teatro
locale.
A Le Cap, com'era popolarmente chiamata la localit, c'erano decine
di negozi che offrivano quanto si sarebbe trovato a Nantes o a Bordeaux:
begli oggetti in cuoio e in argento, indumenti femminili e maschili all'ultima
moda, oltre a ottimi dolci francesi. C'erano medici esperti, eloquenti
avvocati, molte carrozze, scrupolosi gendarmi, n mancavano scuole
che assicuravano un'istruzione propedeutica: i giovani promettenti venivano
poi spediti in Francia per completare gli studi, ma siccome perlopi
tornavano a Saint Domingue, il livello culturale della colonia era
elevato. Non c'erano scuole per le fanciulle, e non risulta che nessuna
di loro sia mai stata inviata nella madrepatria per studiarvi, ma non mancavano
libri e riviste per signore, sicch tra i residenti francesi l'analfabetismo
era quasi sconosciuto e la conversazione era di alto livello. Tutto
quello che accadeva a Parigi era ben presto noto a Le Cap, sebbene le notizie,
attraversando l'Atlantico, tendessero ad assumere connotazioni conservatrici.
Per quanto felice fosse la colonia, con le sue sere rese piacevoli dalla
brezza, i magnifici panorami e il buon cibo, un esotico miscuglio della migliore
cucina francese e dell'opulenta caribica, essa non avrebbe certo
prodotto tante ricchezze se non ci fossero stati esseri umani in grado di
utilizzarle.
Da questo punto di vista Saint Domingue era insieme fortunata e sfortunata.
Fortunata, perch quella bella terra era abitata da alcuni dei pi abili
cittadini dei Caraibi, i coloni francesi istruiti, ottimi lavoratori di robusta
fibra, mentre i negri erano senza dubbio i migliori tra i deportati dall'Africa,
sicch la colonia avrebbe potuto essere una zona felice destinata a
un grande futuro.
La sua sfortuna era che tre distinte categorie di cittadini si odiavano a
vicenda e i feroci disordini durati dal 1789 al 1809, lungi dal contribuire
a fondere in un tutto armonico i gruppi in questione, avrebbero scavato
tra loro abissi tali da rendere inevitabile lo scoppio di una tragedia. Il
ceto pi elevato era composto da proprietari terrieri, abili professionisti e
funzionari inviati dal governo parigino: erano bianchi, ricchi e padroni di
tutto. Possedevano le piantagioni, gestivano i costosi negozi, finanziavano
il teatro e disponevano dei posti migliori. Erano appassionati filofrancesi
e ancora pi appassionati conservatori e cattolici superficiali; la
religione non aveva grande importanza a Saint Domingue ma il blancs tradizionale
avrebbe guardato storto il protestante che avesse tentato di avviare
un'attivit economica e di costruirsi una casa a Le Cap.
All'interno di questo ceto c'erano due sottogruppi dagli interessi a
volte divergenti: i grands blancs del vertice finanziario e sociale e i petits
blancs, alcuni dei quali contavano ben poco. Ma durante il periodo a partire
dal 1789 i due sottogruppi furono pi o meno uniti.
Al livello pi basso della scala sociale, e tanto lontani dalle posizioni
occupate dai bianchi da risultare quasi inesistenti, stavano i noirs, vale a
dire gli schiavi negri. Nati perlopi in Africa, erano analfabeti, nulla sapevano
di piantagioni e attivit agricole ed erano tenuti rigorosamente lontani
dal cristianesimo dai loro padroni, i quali temevano che gli insegnamenti
del Cristo portassero a richieste di libert. Conservavano molte
usanze africane, praticavano riti che avevano radici nel continente nero e
si adeguavano con sorprendente spirito d'adattamento alle condizioni climatiche,
alimentari e lavorative di Saint Domingue. Formavano una
massa, in apparenza amorfa, che conteneva la stessa percentuale di potenziali
artisti, cantori, filosofi, capi religiosi e politici di ogni altro gruppo
umano al mondo e indubbiamente, come vedremo, pi o meno la stessa
proporzione di condottieri militari dei bianchi della colonia. Ma, siccome
mancavano di istruzione e di occasioni, le loro potenzialit rimanevano
nascoste finch una crisi non le avesse portate alla luce, e allora i negri di
Saint Domingue sarebbero stati in grado di rivelare capacit tali da lasciare
il mondo intero a bocca aperta.
Presi nel mezzo dei due possenti ingranaggi, da un lato estremo i proprietari
bianchi delle piantagioni e dall'altro gli schiavi negri, stavano cittadini
che non erano n bianchi n negri. I loro confratelli di razza mista
erano presenti in tutte le isole dei Caraibi, ed erano sempre alle prese con
gli stessi ostacoli, le stesse situazioni di fondo, le stesse speranze e gli
stessi schiaccianti svantaggi; nelle altre colonie venivano definiti mulatti,
colorati, mezzosangue, mezza-razza, creoli, meticci o bastardi, ma a Saint
Domingue tutti quei termini venivano evitati, soprattutto
mulatto, termine che si riteneva dotato di connotazioni peggiorative. Venivano chiamati
gens de couleur, vale a dire gente di colore.
Erano disprezzati dai bianchi che vedevano in loro degli arrampicatori
sociali desiderosi di raggiungere livelli ai quali non erano destinati, e
odiati dai negri che li consideravano uno strato intermedio ben deciso a
impedire agli schiavi di raggiungere il potere. Sicch, i colorati erano
malvisti sia da quelli pi in alto di loro sia da quelli pi in basso, e la loro
storia a Saint Domingue non era dissimile dalle esperienze che toccavano
a gruppi meticci consimili dei Caraibi britannici, dell'india e del Sudafrica:
non avevano una vera patria, non avevano alleati affidabili e il loro
futuro era incerto. Ma, al di l delle somiglianze alla situazione in altre
colonie, la loro condizione a Saint Domingue era particolarmente frustrante
perch di continuo sembravano essere l l per farcela, solo per ritrovarsi
poi traditi e perseguitati.
Nel 1789 i bianchi della colonia erano circa quarantamila, i colorati
forse ventiduemila, gli schiavi negri non meno di quattrocentocinquantamila
e, dal momento che la percentuale di decessi tra questi ultimi era altissima
a causa delle fatiche cui erano sottoposti e della cattiva alimentazione,
ogni anno dall'Africa se ne dovevano importare altri quarantamila
per colmare i vuoti, e questo lucroso commercio era nelle mani delle
grandi compagnie schiaviste che avevano sede in porti francesi sull'Atlantico
come La Rochelle, Bordeaux e soprattutto Nantes.
QUANDO NEL 1770 RISULT EVIDENTE, a chi si intendeva di commercio,
che le colonie inglesi del Nordamerica ben presto sarebbero sprofondate
nella crisi o si sarebbero ribellate, la grande compagnia di navigazione
Espivent di Nantes si rese conto che la tradizionale attivit del trasporto
di schiavi dall'Africa al nuovo mondo nel frenetico periodo precedente lo
scoppio delle ostilit sarebbe enormemente aumentata. Il ramo maggiore
della famiglia, nobilitato secoli prima, decise di affidare il comando delle
sue nuove navi negriere ai pi audaci capitani disponibili e di indurli, con
cospicui benefci economici, a far vela per la Virginia e la Carolina con la
maggior velocit possibile allo scopo di moltiplicare i profitti prima che
la tratta fosse messa fuori legge.
Poich di capitani con i necessari requisiti se ne trovarono solo otto, il
nono fu cercato tra i molti membri delle famiglie che lavoravano per la
compagnia, e la scelta cadde su Jerome Espivent, un ventinovenne di
buona tempra che aveva gi navigato su molte navi della casata. Costui
conosceva le coste dell'Africa cui arrivavano gli schiavi dall'interno e anche
i mercanti della Carolina e dei Caraibi dove i negri venivano venduti,
e si poteva confidare che si sarebbe comportato onestamente. I suoi nobili
parenti gli dissero: Fai la nostra fortuna e la tua. Lui ci si mise con
tanto impegno che al momento in cui la ribellione americana scoppi, nel
1776, aveva messo da parte cospicue ricchezze e s'era fatto un'esperienza
senza pari della zona caribica. Nel 1780, quando la guerra era ormai sul
finire e sfidare il blocco inglese non assicurava pi dividendi enormi,
Espivent decise di lasciare Nantes, dove sarebbe sempre stato sotto la ferula
del ramo nobile della famiglia, e di stabilirsi nei Caraibi. Com' ovvio,
prese in considerazione innanzitutto le isole francesi, in particolare la
Martinica, luogo di elevata cultura e di vivace vita sociale, ma non trascur
neppure la pi plebea Guadalupa. Alla fine, tuttavia, la sua scelta
cadde su una bella zona collinare di Cap-Franais. L costru la sua residenza,
esteriormente una rozza fortezza in pietra degna della Renania, all'interno
un elegante chteau con costosi arredi; l'edificio si affacciava sia
Sull'Atlantico, per cui Espivent poteva avvistare le navi in arrivo dalla
Francia prima di ogni altro, sia sulla citt ai suoi piedi.
L'uomo contava all'epoca quarantotto anni ed era alto, di aspetto maestoso,
con i capelli grigi, baffi ben curati e un pizzetto appuntito alla Van
Dyke. Nonostante il caldo, amava le ampie cappe indossate dai nobili
francesi del secolo precedente e chiedeva pertanto ai bottegai di importare
dall'india stoffe leggerissime; quando appariva in teatro con indosso
quei grandi mantelli senza peso, sembrava, agli occhi dei cittadini di Le
Cap, l'incarnazione delle antiche glorie della Francia. Era un monarchico
e parteggiava per i nobili; era anche un astuto gestore dei propri risparmi,
tanto da far sembrare che tutte le sue iniziative rendessero al di l di ogni
aspettativa. Ricchissimo, non era per avaro perch contribuiva al finanziamento
del teatro, mandava in Francia a sue spese, perch vi fossero
istruiti, ragazzi svegli, anche se non erano suoi figli, ed era sempre disponibile
e alla mano.
Persuaso che il buon Dio avesse creato i bianchi come aiuto per salvare
il mondo dalla barbarie, era attentissimo a quella che chiamava la contaminazione
nera, giungendo alla conclusione che ogni goccia di sangue
nero mescolata al bianco potesse venire scoperta fino alla settima generazione.
Siccome ci significava che un bambino della settima generazione
aveva centoventotto antenati, Jerome Espivent aveva elaborato una tabella
in cui era illustrata ogni possibile combinazione, partendo da centoventotto
bianchi puri e zero negri, fino all'estremit opposta dello spettro,
zero bianchi e centoventotto negri.
Aveva poi codificato i nomi popolari dei vari miscugli etnici. Cos, per
esempio, un uomo assolutamente bianco che sposasse una donna nera
proveniente dalla giungla africana avrebbe messo al mondo un mulatto.
Se la generazione successiva non avesse generato figli con altre donne
nere, si sarebbero avuti figli per tre quarti bianchi e un quarto negri, denominati
quarteroni, i quali, sposando donne bianche pure, avrebbero
generato ottaroni, vale a dire figli puri per sette parti e impuri per una.
La generazione successiva, quindici parti bianche e una nera, era quella
dei mameluchi.
Com' ovvio, le mescolanze effettive erano pi complesse di questi
esempi ideali, e alcuni dei nomi delle centoventotto combinazioni erano
davvero singolari: sacatra era un figlio con una parte bianca e sette negre;
marabou quello con tre parti bianche e cinque colorate, ma una delle pi
affascinanti combinazioni era, secondo Espivent, la griffe, una parte
bianca e tre colorate. Queste ragazze semplicemente non conoscono limiti,
diceva. Il suo incredibile sistema contava ottomilacentonovantadue
possibilit, rappresentanti gli antenati che un essere umano avrebbe avuto
se si risaliva fino alla tredicesima generazione, e solo in questa un uomo
poteva essere considerato nuovamente degno di rispettabilit, perch finalmente
tutto bianco. Espivent ammoniva anche i giovani: Calcolando
ventidue anni per generazione, qualora commetteste il terribile errore di
sposare una donna con sangue nero nelle vene, ai vostri discendenti occorrerebbero,
per porvi riparo, duecentottantasei anni. Morale: quando 
il momento di sposarvi, state lontani dalle colorate.
Inutile dire che Espivent vedeva tutt'altro che di buon occhio i non
bianchi della colonia. Tutto in loro gli dava fastidio: Mon Dieu, alcuni di
loro parlano il francese meglio dei nostri figli. Lo scandalizzava il fatto
che qualcuno di essi osasse mandare i propri rampolli a Parigi per farveli
educare. La vista di una ragazza colorata particolarmente bella era per lui
fonte di pena anzich di piacere, perch se l'immaginava intenta a intrappolare
qualche ingenuo soldato appena giunto dalla Francia, inducendolo
a sposarla per poi trasferirsi nella metropoli con il suo ineliminabile sangue
nero con cui avrebbe contaminato la Francia.
I pregiudizi razziali di Espivent erano in contrasto con l'atteggiamento
di gran parte dei suoi concittadini, e a volte lo si accusava di essere peggiore
degli inglesi, ma lui non cedeva di un pollice, anzi era tutto fiero
del suo estremismo.
ESPIVENT CHIAMAVA COLIBR la sua enorme piantagione sulla quale lavoravano
circa trecento schiavi, i migliori dei Caraibi, proclamava, e a
ragione perch aveva scelto i pi robusti e quelli che gli sembravano pi
intelligenti tra quelli da lui stesso portati un tempo dall'Africa.
Per uno dei suoi schiavi migliori, Csar, non era giunto alla piantagione
sulle navi di Espivent ma seguendo una strada singolare. Quando i
neri dell'isola danese di St. John si erano ribellati nel 1733, gran parte dei
ribelli era stata messa a morte con grande efferatezza, ma uno dei capi
della rivolta, uno schiavo a nome Vavak, il padre di Csar, era fuggito
dall'isola su una piccola imbarcazione, accompagnato dalla sua donna, ed
era riuscito ad approdare sulla costa settentrionale di Portorico, da l raggiungendo
poi l'estremit orientale della grande isola di Hispaniola. Qui
i due erano caduti nelle mani di un piantatore spagnolo che, com' ovvio,
li aveva ridotti nuovamente alla schiavit; riusciti a rifugiarsi nella parte
francese, anche qui erano stati rifatti schiavi appena a nord
di Port-au-Prince.
Nel 1780, Espivent, che cominciava a raccogliere la manodopera per la
sua piantagione, venne a sapere di uno schiavo in vendita (il suo proprietario
aveva fatto bancarotta), considerato uno dei migliori delle isole.
And a dargli un'occhiata e trov un giovane ventiquattrenne, chiamato
Vavak come suo padre. Sebbene di bassa statura, lo ritenne ideale per
fungere da capo degli schiavi nella sua piantagione, e accondiscese alle
preghiere di Vavak, rivoltegli in buon francese, di portare con s la moglie.
Decise per di cambiargli nome: Vavak sarebbe diventato Csar, di
cognome Vaval (pi francese di Vavak) e la sua donna Marie.
Csar fu contento della situazione che trov a Colibr, dove la canna
da zucchero cresceva senza difficolt, le strade erano ben tracciate, la
terra era buona, le piccole case degli schiavi erano munite di solidi tetti.
Negli anni che seguirono, Csar ebbe scarse occasioni di vedere il suo padrone,
perch questi scendeva di rado alla piantagione da Chteau
Espivent, e quando vi si recava in ispezione non aveva mai occhi per i suoi
trecento schiavi, accanto ai quali passava con la stessa indifferenza che
avrebbe dimostrato passeggiando tra alberi e siepi. Con loro era abbastanza
benevolo ma condivideva l'opinione comune che convenisse trattarli
come animali, un paio di pantaloni, una camicia, una bracciata di ramaglia
per il letto, il cibo pi a buon mercato, e sfruttarli a morte, sostituendoli
con nuovi corpi portati dalle navi della sua famiglia. Finch
erano vivi non li maltrattava, perch uno schiavo di Espivent che riuscisse
a sopravvivere per nove anni rappresentava un ottimo investimento dal
momento che lui ne aveva pagato il prezzo per cinque anni.
Essendo impossibile per Csar immaginare un sistema di schiavit migliore
di quello che conosceva, accettava l'opinione diffusa a Colibr: La
nostra  la migliore piantagione. Ve ne sono altre dove usano la frusta e
nessuno  buono come il signor Espivent. Ora, mentre il fatale anno
1789 era giunto alla piena estate, terribili eventi sconvolgevano la Francia
metropolitana, ma gli schiavi di Saint Domingue ne erano tenuti all'oscuro.
Temendo che l'aspirazione negra alla libert desse il via a situazioni
incontrollabili, Espivent spingeva i grands blancs a non diffondere le
notizie provenienti dalla Francia tra gli schiavi, e non senza successo.
SE I NERI VAVAL NULLA SAPEVANO dell'incendio rivoluzionario in cui era
precipitata la Francia dopo l'assalto alla Bastiglia, i
colorati Xavier Prmord e sua moglie Julie senza dubbio ne
erano al corrente perch i loro
due figli, mandati a studiare in Francia, inviavano a casa lettere particolareggiate:
i due si aspettavano quindi grandi novit, essendo entrambi convinti
che a seguito della rivoluzione nella madrepatria anche a Cap-Franais le cose non sarebbero state mai pi le stesse. Lui
pensava che i colorati avrebbero avuto il diritto di voto e che avrebbero goduto di un certo
rispetto in citt, ma sua moglie aspirava addirittura a un completo cambiamento
sociale: i colorati non sarebbero stati pi derisi e calpestati. Chi
le prestava orecchio avvertiva nelle sue parole echi rivoluzionari.
Pur deprecandolo, quando Espivent voleva belle stoffe indiane per un
nuovo mantello doveva acquistarle alla bottega di Xavier Prmord, nei
pressi del teatro, e l doveva recarsi anche quando desiderava un abito
nuovo, come del resto gli altri elegantoni di Le Cap, perch Prmord disponeva
delle migliori cucitrici e dei migliori sarti locali, e da lui si servivano
tutti i francesi della citt che volessero indossare vestiti come si
deve.
Xavier e sua moglie erano esempi lampanti di ci che i grands blancs temevano
nei colorati. Lui era un uomo alto e bello sulla trentina, intelligente,
sagace nella gestione dei suoi affari; lei era snella, attraente, con
una luminosa carnagione ambrata, oltre a essere una donna d'affari abile
e acuta. Non aiutava il marito in negozio, ma si curava della gestione
della piccola piantagione che aveva ereditato dal padre nei
pressi di Meduc, un villaggio sorto proprio di fronte all'isola della Tortuga. Si trattava
per l'esattezza del terreno in cui, oltre un secolo prima, i bucanieri
Ned Pennyfeather e suo zio Will Tatum andavano a cacciare il cinghiale.
Al pari degli altri colorati proprietari di terreni, i Prmord disponevano
di una quarantina di schiavi per coltivare la canna e ricavarne lo
zucchero, ma Julie si differenziava dagli altri proprietari colorati che trattavano
gli schiavi peggio di quanto i bianchi facessero con i loro, considerandoli
i figli di un abisso dal quale loro ce l'avevano fatta a uscire ma nel
quale potevano ripiombare da un giorno all'altro a opera dei grands
blancs. Julie considerava invece i suoi schiavi alla stregua di esseri umani e
come tali li trattava.
L'atteggiamento di suo marito era esplicito: poich la popolazione nera
cresceva di anno in anno, grazie all'arrivo di navi negriere che portavano
rimpiazzi dall'Africa, ben presto i negri sarebbero stati in grado di travolgere
bianchi e colorati; quindi l'unica speranza dei secondi consisteva nell'allearsi
con i primi. Julie replicava: Io sono certa che i negri non sono
destinati a restare per sempre schiavi. Gli echi di quello che succede in
Francia prima o poi si faranno sentire anche qui da noi. Xavier replicava
che, trattandosi di analfabeti e di selvaggi, nulla sapevano della Francia, e
quando Julie gli faceva notare che anche i nostri progenitori erano selvaggi,
ma si sono civilizzati, lui faceva ricorso al grande clich delle analisi
sociali.  una cosa completamente diversa, era solito dire, noi colorati
siamo civilizzati, i negri non lo sono.
Tuttavia, lo scontento tra i colorati era grande perch le leggi di Saint
Domingue, imposte da Espivent e dai grands blancs, erano tali da mandarli
su tutte le furie: si proibiva loro l'accesso ai migliori posti a teatro,
non erano ammessi a fare parte della milizia, i francesi affermavano che
di loro non ci si poteva fidare perch erano di colore sbagliato. Non
erano autorizzati a indossare abiti di stile parigino n a dedicarsi a giochi
di tipo europeo, ma le regole pi dure erano quelle imposte dalle donne
bianche della colonia: proibito, a una donna di colore, invitare a pranzo
sei colorate per timore di una cospirazione, e proibito anche raggrupparsi
per festeggiare un matrimonio. I colorati non possono dedicarsi ad alcuna
attivit che possa degenerare in tumulti, precisava in proposito la
legge, e se una spia li sorprendeva a cospirare potevano essere senz'altro
incarcerati.
Sia Julie sia Xavier erano tuttavia ben felici quando capitava che colorati
di Meduc invitassero amici abitanti la parte settentrionale della colonia
a un pranzo, un ballo o una conversazione clandestini. E durante una
di quelle riunioni si parl molto degli eventi in corso a Parigi e del futuro
di Saint Domingue.
Uno straniero di cui si sapeva ben poco, il volto sfregiato da una livida
cicatrice, attrasse l'attenzione degli altri sussurrando agli uomini: Pu
darsi che Vincent Og, uno di noi, tenuto in alta considerazione dai rivoluzionari
di Parigi, ci chieda aiuto. Avendogli chiesto Xavier di che
aiuto si trattasse, l'altro rispose evasivamente: Prima o poi anche voialtri
dovrete battervi per la libert come abbiamo fatto noi a Parigi, non vi
pare?
Durante una pausa del ballo che concluse il pranzo, l'uomo si avvicin
a Julie e a Xavier che si erano concessi un breve riposo, e ripet loro che
Vincent Og, un leader colorato di notevole talento, avrebbe probabilmente
chiesto il loro appoggio.
Per ottenere che cosa? chiese Julie. Al che lo straniero rispose: La
libert che noi tutti dobbiamo avere.
Julie gli chiese se Og parlasse di rivoluzione e l'uomo si affrett a negare:
Nient'affatto. Sa ci che tutti sappiamo, e cio che il gruppo di gens
de couleur  il pi piccolo della colonia, ma da solo serve a mantenere in
vita il gruppo dirigente; se sotto la guida di Og presenterete le vostre richieste
in maniera adeguata...
Semplicemente saremo massacrati, complet Julie con tono tranquillo.
Con sua sorpresa l'uomo disse, con tno altrettanto tranquillo: In
tal caso, poi tutti saremo massacrati, ma non possiamo attendere oltre.
Julie, che aveva una gran paura degli agenti provocatori, gli chiese: Siete
uno dei nostri? L'uomo le rispose: Fin dalla nascita. Spieg che era
nato a sud, nella cittadina portuale di Jrmie e lei formul parecchie domande
per vedere se diceva la verit. L'uomo le diede le risposte pi appropriate
pur rifiutandosi di rivelare il proprio nome.
FINCH FURONO VIVI, I GENITORI di Csar Vaval fecero del loro meglio
per insegnargli le cose che ritenevano dovesse sapere: La schiavit non 
affatto un bene. I padroni danesi sono i peggiori, i francesi forse i migliori.
Ma ricordati che devi avere una sola meta, quella di essere libero.
I genitori di Csar erano morti quasi contemporaneamente, sfiniti dal lavoro,
non prima per di raccomandare al figlio: Studia attentamente ci
che l'uomo bianco fa. Cerca di capire da dove proviene il suo potere,
dove nasconde le armi, come fa a vendere lo zucchero che produce e impara
a qualsiasi costo a leggere i suoi libri. E in essi che nasconde i suoi
segreti e, a meno che tu non li possieda, sarai sempre uno schiavo.
Avevano persuaso uno schiavo pi istruito degli altri a insegnare al figlio
a leggere e a scrivere con il risultato che Csar negli anni successivi
aveva letto resoconti degli eventi in corso in Francia e in altre parti del
mondo. Sapeva, per esempio, che le colonie americane, che si trovavano
non molto lontane a nordovest dell'isola, si erano affrancate dagli inglesi
che possedevano la Giamaica, una colonia non molto diversa da Saint
Domingue, posta a sudovest di essa. Ignorava per le notizie che lo
avrebbero maggiormente interessato, quelle delle ribellioni in corso in
Francia, perch Espivent continuava a ripetere ai suoi pari che non bisognava
permettere agli schiavi di apprenderle. Si direbbe, aggiungeva,
che la Francia sia in preda alla pazzia e sarebbe buona cosa impedire anche
ai colorati l'accesso a giornali e periodici. Ma, da decine di accenni
vaghi, Csar dedusse che erano in corso eventi di grande portata in Francia,
forse anche in altre zone di Saint Domingue, e desiderava ardentemente
saperne di pi.
A trentatr anni, Csar era un negro intelligente, dotato di amor proprio
ma con un limite che gli sarebbe stato di ostacolo durante tutta la sua
vita: disprezzava i colorati. Non si rendeva perfettamente conto che il nemico
vero dei negri erano gli uomini bianchi come Jerome Espivent che
disponevano di tutte le fonti di denaro e di potere e, persuaso che il conflitto
tra i grands blancs e i noirs fosse inevitabile, lo irritava l'ingerenza di
un terzo gruppo dai contorni vaghi, che si interponeva tra i due estremi.
Chi sono i colorati? chiedeva agli schiavi pi intelligenti che vedevano
in lui una guida. I colorati non sono n bianchi n neri, di loro non ci si
pu fidare. Peggio ancora, monopolizzano fruttuose mansioni che potrebbero
essere nostre se lavorassimo bene, come quella di dispensieri e
di addetti alla riparazione degli arnesi da lavoro: ci significa che noi non
possiamo essere altro che braccianti agricoli.
A dargli qualche perplessit era Julie Prmord che aveva modo di incontrare
le poche volte che gli capitava di recarsi a Le Cap: era con ogni
evidenza una donna molto bella, ma il fatto che gestisse una piantagione
con parecchi schiavi faceva di lei una sorta di nemica, sebbene altri negri
gli avessero detto. Quella l  la migliore. Governa con mano ferma la
piantagione ma gli schiavi ricevono cibo abbondante e indumenti supplementari.
Un giorno si imbatt in lei per la strada e, per ragioni a lui
ignote, la donna gli sorrise, un caldo gesto umano che gli
piacque e insieme lo sbalord. Quella sera disse a sua moglie
a Colibr: Julie Prmord
sembra quasi una di noi, pi negra che bianca. Ma subito si corresse:
No, sono lontanissimi da noi, tutti loro, e finiranno per rivelarsi peggiori
degli altri.
Nonostante questi sentimenti, lui e i suoi familiari non odiavano nessuno,
a parte un sorvegliante particolarmente crudele, ma erano preparati
a fare di tutto per raggiungere quel tipo di libert di cui aveva parlato suo
padre Vavak. La parola rivoluzione, con gli incendi e i massacri che
l'accompagnavano, sarebbe stata anatema per loro, ma in quegli ultimi
mesi nelle loro vite si era inserito un elemento nuovo, uno schiavo fuggiasco,
non legato a nessuna particolare piantagione, un uomo di acceso
temperamento di nome Boukman, il quale diceva: Non chiedetemi da
dove vengo. Chiedetemi solo dove intendo andare.
Costui era un sacerdote del culto voodoo, un uomo di straordinaria capacit
intuitiva e ottimo oratore, che nel corso delle riunioni notturne e
clandestine nelle varie piantagioni predicava una straordinaria dottrina
dopo aver compiuto arcani rituali che ricordavano agli schiavi le loro origini
africane. Intonava canti della giungla e i suoi riti erano antichissimi;
l'uomo usava termini che gli altri avevano quasi dimenticato, ma soprattutto
li metteva al corrente delle straordinarie notizie che gli erano giunte
all'orecchio mentre dava una mano a scaricare navi appena arrivate dalla
Francia: Grandi combattimenti a Parigi, una citt della Francia pi
grande di Le Cap. Gente come voi e come me ha assunto il potere. Tutto
 nuovo, e anche qui a Le Cap tra poco ci saranno grandi cambiamenti.
Deve esserci libert per tutti. Deve esserci vera fratellanza tra padrone e
schiavo. E deve esserci uguaglianza. Sapete che cosa vuol dire uguaglianza?
Significa che vali quanto l'uomo bianco, e noi tutti dobbiamo
collaborare per fornirne la riprova.
Schiavi non analfabeti come i Vaval, e ce n'era qualcuno in tutte le
piantagioni, non tenevano in gran conto i riti voodoo di Boukman ma
quando parlavano con lui, come ebbe a fare Csar una notte dopo una
lunga riunione a Colibr, udivano parole che erano quasi identiche a
quelle dette ai Prmord, durante la festa, dall'uomo con la cicatrice: Il
giorno  vicino... Ci sar libert... La giustizia  a portata di mano... Invier
un messaggio... Avr bisogno di voi. Quando sarebbe giunto il
messaggio, Boukman non era in grado di dirlo, ma Csar e sua moglie
erano convinti che sarebbe venuto e si preparavano per la grande sfida.
Era come se in tutte le piantagioni si avvertisse un vibrare dell'aria, perch
ormai le idee rivoluzionarie di Parigi erano penetrate a Saint
Domingue.
NEL FEBBRAIO 1791, ai colorati di ogni parte della colonia giunse il segreto
incitamento a unirsi sotto la bandiera di Vincent Og, uno dei loro
che era stato istruito in Francia, poich era giunto il momento di chiedere
l'uguaglianza con i bianchi. Xavier e Julie Prmord risposero all'appello
e partirono dalla loro piantagione, ma i preparativi erano cos incerti e le
istruzioni cos imprecise che si spinsero molto a sud senza riuscire a prendere
contatto con gli insorti. Forse fu una fortuna perch tutto degener
nella confusione e Og e il suo luogotenente con il volto sfregiato riuscirono
a stento a cavarsela rifugiandosi nel santuario della vicina
Hispaniola.
La fallita insurrezione segn un unico punto a vantaggio: fece sorgere,
nei colorati della colonia, l'incoercibile determinazione di ottenere la libert
nel quadro di una Francia liberata. D'altro canto, in citt la precaria
sollevazione dei colorati aveva esasperato gli odi. Espivent non aveva
dubbi: Dobbiamo mettere una taglia sulla testa di quell'infame Vincent
Og e infliggergli una punizione esemplare. Potete immaginarvi, continuava
con voce tonante, che cosa accadrebbe se riuscissero a far trionfare
le loro idee? Un uomo di colore che mangia alla vostra stessa tavola
con vostra moglie e vostro figlio!
Era a tal punto ossessionato dall'odio per i colorati che, quando Og e
i suoi pi importanti seguaci vennero estradati da Hispaniola, persuase gli
amici che contava in seno al governo a infliggere loro un castigo terribile,
ma che da solo sarebbe bastato, senza che Espivent se ne rendesse conto,
a dare esca alla ribellione da un capo all'altro della colonia. I Prmord lasciarono
la bottega per assistere, senza dar troppo nell'occhio, alla pubblica
esecuzione, e Csar Vaval per caso si trov in citt: doveva portare a
Chteau Espivent un carro di prodotti della piantagione.
Espivent, che si drizzava come una furia della vendetta ai piedi delle
forche erette al centro della piazza, grid: Si portino i prigionieri!
Quando comparvero, i Prmord ebbero un sussulto: il primo fra tutti era
lo straniero che avevano incontrato durante la festa, il provocatore con
la livida cicatrice, e dietro di lui Vincent Og, un bell'uomo dal colorito
chiaro e dal portamento aristocratico che sembr mandare in bestia i suoi
aguzzini bianchi, perch due di loro lo gettarono a terra e lo presero a
calci. In piedi rimase invece lo straniero e nella confusione che segu si
guard attorno, vide tra la folla i Prmord e rivolse loro un cenno che
sembr significare: Visto? Siamo arrivati al dunque.
I due rivoluzionari dovevano essere impiccati per aver sfidato le norme
imposte dai bianchi, ma non subito: prima due aguzzini trascinarono Og
a una grande ruota dalla quale pendevano funi che gli furono legate a
braccia e gambe; poi un uomo gigantesco munito di una sbarra di ferro
gli si avvent addosso, spezzandogli gli arti. La tensione delle corde fu
aumentata finch le membra cominciarono a distaccarsi. Le grida di dolore
di Og riempivano la piazza con grande soddisfazione degli uomini
di cui aveva minacciato le prerogative, diffondendo il terrore tra i colorati
di cui si era erto a difensore e orrore tra gli schiavi presenti. Poi due
aguzzini grandi e grossi sollevarono Og, incapace di reggersi sulle
gambe spezzate, e lo portarono alla forca, dove venne impiccato. Quando
cess di contorcersi, fu calato a terra e gli venne mozzato il capo. Tocc
poi allo straniero essere portato alla ruota, ma questi grid con tono di
sfida: Libert per tutti!
Furono quelle le immagini che i colorati Prmord e lo schiavo Csar
portarono con s la sera, e i primi, tornati alla loro bottega, si dissero che
era ormai impossibile tirarsi indietro; Csar, tornato alla piantagione, raccolse
moglie e figli e disse loro: Sono stati gesti brutali destinati a sollazzare
gli spettatori.  una situazione pazzesca e noi dobbiamo studiare il
modo di sfruttarla a nostro vantaggio quando cominceranno gli ormai
inevitabili disordini.
LA SUA PREDIZIONE SI RIVEL ESATTA. Nella buia notte del 20 agosto
1791, il sacerdote itinerante del voodoo, Boukman, torn ad arringare gli
schiavi di Colibr con pi calore del solito, e questa volta non ci furono
oscuri sottintesi religiosi, non ci furono incantesimi da giungla, ma solo
l'ardente appello alla rivoluzione; per la prima volta Csar ud Boukman
invitare esplicitamente al massacro di tutti gli uomini bianchi. A quelle
parole, Csar pens: Qui nella nostra piantagione nessuno ha mai patito
la fame. Era un'esortazione sbagliata nel luogo sbagliato, e
anche se Vaval odiava i bianchi ed era nemico di Espivent, d'altra parte non ne desiderava
la morte.
Il mattino del 22 agosto, Boukman raccolse un migliaio di schiavi che
divennero diecimila e poi cinquantamila, e alla loro testa mosse verso la
citt. Tutte le piantagioni nelle quali i negri si imbattevano furono date
alle fiamme, ogni bianco venne ucciso, senza risparmiare neppure donne
e bambini. La distruzione fu totale, come quando un branco di locuste
scende su un campo in autunno. Alberi vennero abbattuti, canali d'irrigazione
distrutti, granai dati alle fiamme, le grandi case ridotte in cenere:
quasi un migliaio di piantatori subirono quella sorte e non avrebbero mai
pi prodotto n zucchero n caff. La ricchezza del nord era stata devastata
in maniera irreparabile.
Ma l'aspetto pi tragico fu la distruzione di vite umane, l'odio senza limite
che i negri rivelarono nei confronti dei bianchi, uccidendo uomini a
colpi di mazza, annegando le donne negli stagni, trafiggendo i bambini
con bastoni appuntiti per poi levarli alti sul proprio capo a guisa di stendardi
della sollevazione; mille altri atti di ferocia furono compiuti, al
punto che una donna negra, che non aveva partecipato all'orgia di morte,
comment, passando accanto ai mucchi di cadaveri: Quest'oggi, anche la
terra  stata uccisa.
La piantagione Colibr, che si trovava nell'occhio del ciclone, non
fu distrutta perch Csar Vaval e i suoi familiari lo impedirono dicendo
ai ribelli: Non distruggetela, qui c' un buon padrone. Siccome Csar
era un uomo che godeva di grandissimo rispetto, i rivoltosi gli diedero
retta.
Nel frattempo, tutti i bianchi che erano riusciti a scamparla si erano
raccolti a Le Cap, dove Jerome Espivent li stava organizzando ma, non
essendo in numero sufficiente per difendere la citt, dovette rivolgersi
per chiedere aiuto ai colorati, senza provare il minimo imbarazzo nel
chiedere man forte proprio a coloro che aveva tentato poco prima di terrorizzare
con la feroce esecuzione di Vincent Og, uno dei loro. Ai
Prmord non rest che ubbidirgli, ben sapendo che la salvezza della citt e
anche la loro vita dipendevano dal coraggio e dalla capacit di guida di
cui avrebbe dato prova Espivent nelle ore successive; presero perci posizione
in primissima fila, apprestandosi a uccidere quanti pi negri avrebbero
potuto.
Per oltre una settimana la rivolta impervers, con Espivent che impediva
agli schiavi l'ingresso a Le Cap e Csar Vaval che proteggeva Colibr.
Quando massacri e incendi cominciarono a diminuire, i capi negri
della rivolta furono grati a Csar di aver conservato intatta la piantagione
che divenne un'oasi di equilibrio in un mondo impazzito. Negri vi andavano
a cercare cibo e acqua e a concedersi riposo tra gli alberi. Durante
quel periodo la reputazione di Csar tra gli schiavi raggiunse il culmine.
In un giorno di settembre, venne da lui un negro alto, di aspetto imponente,
che gli rifer: Sono riuscito a stento ad attraversare le linee. Dalla
Francia hanno mandato nuove truppe. Hanno catturato Boukman e intendono
torturarlo e impiccarlo.
Csar gli domand di che piantagione fosse e come si chiamasse, e l'altro
rispose: Sono della piantagione Breda e ne sono il direttore. Il mio
nome  Toussaint L'Ouverture. Rimase a Colibr due giorni e due notti
durante le quali si incontr con tutti gli schiavi di cui gli avevano parlato
bene, e al termine della sua visita disse a Csar: Sentirai ancora parlare di
me. Non adesso, c' troppa confusione. Ma tieniti pronto e ricordati il
mio nome: Toussaint. E quando ti chiamer, vieni da me.
TERRORE, MASSACRI E TRADIMENTI si diffusero da un capo all'altro di
Saint Domingue. Il 15 maggio 1791 il governo di Parigi approv una
legge con cui si concedevano ai colorati dell'isola le libert politiche che
avevano richiesto, ma a prezzo di tali limitazioni relative alla propriet e
ad altre qualifiche, che solo centoquarantatr colorati in
tutta Saint Domingue risultarono aver diritto di voto. Ma
neppure questo bast a Espivent il quale, dimentico del
coraggio dimostrato dai colorati nella difesa
della citt, si scagli con violenza contro la legge nel corso di innumerevoli
comizi, affermando: Ammetterli, con il loro sangue contaminato, al
governo di questa colonia, vorrebbe dire distruggere il significato della
parola Francia! E riusc a convincere le autorit locali a negare anche a
quei centoquarantatr i loro diritti.
Ci significava chiaramente che i colorati non avevano
speranza di giustzia n ora n in futuro, e Julie grid
disperata: Dobbiamo sistemare la
questione con Espivent, e subito! Obblig il marito reticente a recarsi
con lei alla residenza del tiranno ma in un primo momento fu loro negato
l'ingresso; alla fine per Espivent, udite all'uscio voci concitate, usc dal
suo studio e chiese ai Prmord che cosa volessero.
Giustizia! esclam Julie, ma Espivent, sempre un grand blanc e per di
pi appartenente, sia pure alla lontana, all'aristocrazia, rispose che non
intendeva discutere di faccende importanti con una donna. Disse invece a
Xavier: Entrate. Nello studio, senza neppure offrire loro una seggiola,
li invit a esporre le loro ragioni. Julie dichiar con forza che ad averli
spinti a venire era il rifiuto di Espivent di permettere che le leggi francesi
diventassero operative anche sull'isola; gli ricord che aveva chiesto il
loro aiuto durante la sollevazione degli schiavi. Espivent replic: In momenti
di crisi, un saggio generale fa ricorso a tutte le truppe che ha a disposizione.
Allora Julie grid: Sicch, saremo sempre sotto ai vostri ordini.
Espivent, congedandoli bruscamente, ribatt: Credo che le cose
non cambieranno mai.
Cos, mentre la rivoluzione minacciava di distruggere la Francia continentale,
le sue colonie e la sua stessa civilt, il popolo di Saint Domingue
continu a restare diviso in tre gruppi, e la situazione nell'isola, un tempo
la perla dei Caraibi, invidiata da tutte le altre, rimase immutata.
A questo punto, per, nella Francia rivoluzionaria furono votate misure
intese a ricostruire la comunit, tra cui l'ordine preciso di concedere
una limitata uguaglianza a quei centoquarantatr colorati in precedenza
designati. Se i Prmord ne furono felici, Espivent se ne lagn con i suoi
pari al circolo, affermando: La rivoluzione ha purtroppo attraversato
l'Atlantico.  la fine di ogni decenza come noi la intendiamo.
Ma era solo l'inizio dei cambiamenti: poco dopo giunse da Parigi la
sorprendente notizia che a tutti i colorati doveva essere concessa uguaglianza
legale, militare e sociale, e inoltre completa libert a tutti gli
schiavi che avessero servito nell'esercito francese nonch alle loro mogli e
ai loro figli.
Questa volta, a infuriarsi non furono soltanto Espivent e i grands
blancs, ma anche Xavier Prmord e gli altri colorati. Xavier us quasi le
stesse parole di Espivent: La diga sta per crollare. Ma sua moglie si mostr
pi speranzosa: Non possiamo cancellare quello che  gi avvenuto
e dobbiamo prepararci a quello che ancora verr. Aggiunse poi che nella
loro piantagione intendeva prendere le misure atte ad adeguarsi alla libert
degli schiavi quando questa fosse venuta.
Ci avvenne con sorprendente subitaneit: il 14 giugno 1794 arriv
dalla Francia una nave recando gli ordini definitivi del
governo rivoluzionario: A tutti gli schiavi di Saint Domingue
deve essere concessa piena
libert. Gli ottimisti calcolavano che, se i tre gruppi ora erano in grado
di collaborare tra di loro, nel giro di due anni le piantagioni si sarebbero
riprese al punto da produrre tanto zucchero quanto prima; Julie, che conosceva
i suoi schiavi, assicur agli altri proprietari: Faremo anche meglio,
perch da liberi i nostri schiavi lavoreranno pi di prima.
Espivent e i suoi potenti amici dichiararono per guerra al nuovo decreto
minacciando di uccidere i proprietari che lo avessero applicato.
Inoltre, ben sapendo che, se i negri si fossero ribellati perch si vedevano
negare ci che era stato legalmente loro concesso, lui avrebbe avuto bisogno
di uno schieramento compatto, and dai Prmord cercando di tirarli
dalla sua parte. Xavier si dichiar disposto a dargli una mano, non altrettanto
sua moglie che sollev molte obiezioni. Ma Espivent tagli corto
dicendo: Questa  una guerra, una guerra per la vita e per la morte, e voi
colorati dovete stare dalla nostra parte se non volete essere spazzati via
dall'uragano nero. Perci quella notte i colorati di Cap-Franais tornarono
a mettersi al servizio dei grands blancs per la difesa della citt. Come
ebbe ad affermare Xavier Prmord, non abbiamo altra scelta, intrappolati
come siamo tra i bianchi ben decisi a non rinunciare ai loro privilegi e
i negri pronti alla vendetta.
QUANDO RISULT EVIDENTE che la guerra civile era inevitabile e che
essa avrebbe comportato ulteriori distruzioni per Saint Domingue, Csar
Vaval persuase i negri di Colibr a tenersi alla larga dagli schieramenti
che stavano rapidamente formandosi.
Ricomparve Toussaint L'Ouverture e Vaval gli chiese: Ci sar battaglia?
La risposta fu: S. Aggiunse per che questa volta non sarebbe
stato sferrato l'assalto contro Le Cap. Gli spagnoli ci hanno fatto precise
promesse, vogliono che combattiamo al loro fianco contro i francesi. Csar
gli fece osservare che, se avesse combattuto contro quello che considerava
il suo paese, si sarebbe sentito molto a disagio, ma Toussaint lo
guard ben bene e gli chiese: Ti fidi di me o no? Csar rispose: Mi
fido.
Allora vieni con me!
Cos, verso la fine del 1793, il grande leader nero port Csar e una
mezza dozzina di suoi luogotenenti al di l dei monti, negli accampamenti
dove gli spagnoli stavano apprestandosi a un grande assalto contro
Saint Domingue. Csar si era ormai convinto che, essendo state ignorate
nella colonia le leggi approvate a Parigi, non c'era altro modo per porre
riparo all'ingiustizia che unirsi agli spagnoli, scacciare i francesi e scendere
a patti con i nuovi governanti.
In un primo momento, il piano ebbe successo: le truppe spagnole superarono
il confine e ben presto si impadronirono del terzo orientale,
quello montagnoso, della colonia francese. Toussaint andava dicendo:
Tra poco avremo nelle nostre mani tutto il paese! Ma Csar, pi prudente,
badava a ricordargli: Gli spagnoli non ci amano pi di quanto ci
amino i francesi.
A questo punto, giunsero dalla costa messaggeri che portavano notizie
preoccupanti: gli inglesi avevano dichiarato guerra ai francesi, agli spagnoli
e anche ai negri. Vedevano l'occasione di impadronirsi dell'intera
colonia e le loro navi da guerra avevano gi occupato tutti i porti affacciati
sul mar dei Caraibi, tranne Le Cap, ancora in mano ai francesi.
Toussaint convoc allora una riunione di tutti i generali
negri autonominatisi tali e, illustrando le sue parole con una
rozza mappa di Saint Domingue, spieg:
Se gli spagnoli, con il nostro aiuto, tengono il terzo
orientale della colonia, e gli inglesi, con le loro navi, la parte occidentale,
ai francesi non resta che la stretta striscia tra i due settori. Fece poi notare
che la parte in mano ai francesi era la pi montagnosa, quella pi facilmente
difendibile, e che la vera battaglia stava solo per cominciare.
Per tre giorni Toussaint, un uomo dalla straordinaria autodisciplina, di
enorme coraggio e fantasia, rest in meditazione. Solo due generazioni
prima i suoi antenati erano partiti dall'Africa dove erano stati uomini di
comando, e per tale motivo nutriva grande rispetto per altri negri come
Csar i cui genitori avevano conosciuto il paese d'origine. La terza notte
della sua solitaria meditazione, invit Csar a fare una passeggiata con lui
e, mentre salivano a una piccola cresta da cui si vedeva una collina tenuta
dai soldati spagnoli, disse: Tu m'hai detto che gli spagnoli ci odiano altrettanto
dei francesi. Che cosa faresti al mio posto?
I due uomini trascorsero parecchie ore nel tentativo di decifrare il futuro,
sebbene fossero a stento in grado di capire il presente. Poi Toussaint
decise di dormirci su e il giorno dopo convoc tutti gli altri generali
nella sua tenda, informandoli che quello stesso mattino si sarebbero
schierati con i francesi per aiutarli a sloggiare gli spagnoli dalla parte
orientale e gli inglesi da quella occidentale dell'isola. Spieg che, se gli
spagnoli e gli inglesi si fossero impadroniti della colonia, ci per loro
avrebbe significato il ritorno alla schiavit. Invece, aiutando i francesi a
vincere, avevano qualche prospettiva di successo.
Gli fu fatto osservare che a Parigi era gi stata decretata una buona
legge che concedeva la libert agli schiavi, ma che attraversando l'oceano
per arrivare a Saint Domingue la norma si era perduta e con essa la libert.
Toussaint replic:  vero, ma questa volta avremo il coltello dalla
parte del manico e faremo in modo che ci sia vera libert per tutti.
Prima che gli spagnoli ancora addormentati si rendessero conto di quel
che stava succedendo, Toussaint, Csar e l'intero esercito nero erano in
marcia per unirsi ai francesi, e strada facendo Csar sussurr a Toussaint:
Non mi sono mai sentito a mio agio con indosso un'uniforme spagnola.
Il comandante confess: Neppure io... Io sono francese.
TOUSSAINT SI RIVEL un ottimo condottiero sul campo oltre che uno
stratega: era divenuto un vero combattente e lanci una serie di brillanti
attacchi, prima a est contro gli spagnoli, quindi a ovest contro gli inglesi.
Distrusse praticamente gli spagnoli, ma gli inglesi erano ben lungi dall'esser
battuti: avevano sbarcato sull'isola un gran numero di soldati nella
speranza di impadronirsi della colonia indebolita e infine nel 1797 diedero
il via a un'offensiva decisiva, riportando una serie di vittorie iniziali.
Toussaint, dando prova di straordinario controllo, permise loro di occupare
obiettivi minori; gli imped tuttavia il raggiungimento della meta finale,
gettando la confusione tra le loro file. Gli inglesi ormai parlavano,
sia pure a denti stretti, di quel maledetto Annibale, perch Toussaint, al
pari del condottiero nero di Cartagine, sfruttava con grande abilit il terreno
offerto dalle montagne. Con l'aiuto dei francesi, riusc a fare arretrare
gli inglesi verso la costa e alla fine dell'estate del 1798 aveva riconquistato
tutti i principali centri portuali, lasciando agli avversari soltanto
l'estremit sudoccidentale dell'isola.
Qui il comandante britannico, uno scozzese di nobile famiglia, decise
di cessare la lotta facendo reimbarcare le sue truppe, non prima di aver
cavallerescamente e apertamente riconosciuto il valore dei neri vincitori,
offrendo loro un ricevimento.
Toussaint e Csar rimasero sulla riva finch l'ultimo soldato britannico
fu a bordo delle sette navi e Toussaint comment: Csar, i nostri capi
francesi non ci hanno mai trattato con il rispetto di questi nemici che
hanno riconosciuto il nostro valore e ci hanno persino offerto una festa.
Le cose sarebbero andate ben diversamente se ci avessero trattato in maniera
decente.
Non  mai stato possibile, replic Csar. Toussaint aggiunse:
Adesso prendiamoci quest'isola.
Intendi dire noi, gli schiavi?
S, perch siamo in grado di amministrarla altrettanto bene dei francesi.
Ma perch rischiare uno scontro con un genio militare come Napoleone?
Perch, rispose Toussaint, Napoleone non ci lascer mai esercitare
il controllo su questa colonia. Prima o poi ci spedir contro i suoi soldati.
Ora dobbiamo prepararci a rispondere a ogni sua mossa. I due generali
andarono quindi a preparare le loro truppe per le ulteriori battaglie che
non potevano evitare.
DURANTE LE SUE MARCE attraverso l'Europa, Napoleone spesso si distraeva,
la sera, leggendo rapporti provenienti dalle colonie e si compiaceva
constatando che la Guadalupa era tornata in mani francesi e la sollevazione
nera era stata repressa; la Martinica restava in mani inglesi, ma in
cambio i francesi si erano impadroniti di tre delle loro isole pi ricche.
L'unica preoccupazione era costituita da Saint Domingue e Napoleone
sospettava che ufficiali inglesi guidassero le locali truppe negre. La sua
conclusione fu: Dobbiamo dare una lezione a quegli schiavi, perch si
rendano conto di chi comanda oggi in Francia. Bisogna farli tornare tutti
alle piantagioni di canna da zucchero.
Rese nota la sua decisione agli aiutanti, i quali si convinsero che doveva
aver concepito qualche stratagemma con cui liquidare Toussaint e
Csar Vaval, ma ci non era vero. Se Napoleone si mostrava euforico, era
semplicemente per la prospettiva di essere riuscito a trovare il modo di allontanare
da Parigi sua sorella Paolina, una ribelle che da cinque anni a
quella parte lo aveva messo ripetutamente in difficolt: a soli ventun anni
aveva avuto una mezza dozzina di tempestose e scandalose relazioni amorose
e sembrava dispostissima ad aggiungerne altre all'elenco ogniqualvolta
incontrava uno dei colonnelli o generali del fratello, purch fossero
belli, non avendo per lei alcuna rilevanza che fossero anche gi sposati.
Qualche mese prima, Napoleone aveva creduto di aver risolto il problema
dandola in moglie a un giovane ufficiale di buona famiglia, Charles
Ledere; ora si proponeva di affidare a costui il comando della spedizione
contro Saint Domingue per poi conferirgli un titolo nobiliare, nominandolo
magari duca. Paolina ne sarebbe stata felice...
Venne cos organizzata una spedizione di proporzioni colossali, servendosi
allo scopo di almeno nove porti, da Honfleur a Cadice; vi avrebbero
preso parte trentaduemila veterani, con materiale sufficiente a sostenere
una campagna della durata di un anno ai Tropici; se il giovane Ledere
non era un maresciallo dello stampo di Soult o di Ney, Napoleone sapeva
che aveva al suo fianco aiutanti pi anziani di lui, di vasta esperienza, capaci
di tenerlo in carreggiata; ed era persuaso di aver pensato a tutto,
dalle munizioni a legni minori che facessero la spola recando messaggi tra
le navi pi grandi; non poteva certo prevedere il tipo di nemico che le sue
truppe si sarebbero trovato di fronte.
La sera del 1 febbraio 1802, Csar Vaval, ora quarantaseienne, stava
su un frangiflutti di Cap-Franais e guardava preoccupato undici navi
francesi intente a gettare l'ancora nella baia. Al suo fianco il generale
Toussaint era intento a calcolare quanti soldati ben addestrati potessero
trovarsi a bordo e alla fine concluse: Sono forse dodicimila. Aggiunse
che la situazione era estremamente critica, ma che, se Csar faceva il suo
dovere, sarebbero riusciti a costringerli alla ritirata. A tale scopo, almeno
per i due giorni successivi, Csar avrebbe dovuto impedire loro lo sbarco,
facendogli credere che in citt fosse scoppiata una pestilenza. Quanto
a lui, Toussaint, avrebbe portato le truppe gi dai monti. Nel frattempo,
Csar Vaval doveva far sloggiare dalla citt tutti i bianchi e i colorati
che vi restavano e poi accendere grandi fuochi. Toussaint disse: Chiunque
sia il generale in attesa su quelle navi, se volge lo sguardo a riva
avr un assaggio di quello che lo aspetta quando metter piede a terra.
La convinzione di Toussaint che le truppe francesi avrebbero impiegato
qualche giorno per giungere alla conclusione che Vaval, il cortese, piccolo
capo locale, li stava prendendo in giro, si rivel esatta, e i due giorni
d'attesa permisero a Csar di eseguire gli ordini. Espulse dalla citt i bianchi
e i colorati che vi restavano, agli angoli delle strade drizz grandi pire
ma non riusc del tutto a portare a termine i compiti che gli erano stati assegnati:
un gruppo di grands blancs, che vi si erano raccolti sotto la guida
del loro capo, gli imped di impadronirsi di Chteau Espivent, resistendo
a tutti gli attacchi, n riusc a spuntarla su alcuni colorati decisi a tutto
che, asserragliati nel teatro obbedendo all'appello di Xavier Prmord, accoglievano
i negri con micidiali sparatorie.
La seconda sera, Ledere diede ordine di sbarcare all'alba del giorno seguente
ma, un'ora prima che il sole spuntasse, Paolina lo svegli dicendogli
che la citt era in fiamme, e Ledere, salito sul ponte di comando con
gli altri generali, vide fiamme levarsi da quella che avrebbe dovuto essere
la sua capitale.
Fu una giornata terribile: case in legno e in pietra bruciarono fino alle
fondamenta; restavano in piedi soltanto Chteau Espivent, tenuto dai
grands blancs, e il teatro, difeso dai colorati.
Il generale Ledere decise comunque di procedere allo sbarco e mise
piede a terra, indossando l'uniforme di gala e dando il braccio a Paolina,
anche lei abbigliata sontuosamente. Al vederli cos vestiti, e in apparenza
alieni da timori, i superstiti bianchi di Le Cap ripresero coraggio. Si fece
loro incontro Jerome Espivent per informarli che il generale negro che
aveva incendiato la citt aveva impedito ai propri uomini di sferrare l'assalto
finale al suo castello. Era un mio schiavo, spieg, e mi rispetta
perch sono stato buono con lui. Invit Ledere e Paolina a essere suoi
ospiti e concluse: La mia citt ridotta in cenere  la vostra capitale e sono
certo che la ricostruirete.
Al castello, Ledere, chiusosi nella stanza a lui destinata, apr una lettera
segreta che Napoleone gli aveva affidato otto settimane prima a Parigi.
Si trattava di uno dei documenti pi machiavellici della storia, un
vero tesoro per quegli studiosi che cerchino di sondare la mente di Napoleone.
Nessuno sa spiegare perch il grande condottiero ne abbia lasciata
sopravvivere una copia che rivela l'immoralit e la doppiezza del personaggio.
Nella lettera, Napoleone impartiva istruzioni minutamente dettagliate
a Ledere, all'oscuro del fatto che i suoi ordini da molti punti di vista
corrispondessero a quelli impartiti a suo tempo da re Filippo di Spagna
a Medina-Sidonia, lo sfortunato ammiraglio comandante l'invincibile
armata che aveva tentato di invadere l'Inghilterra; se Napoleone ne fosse
stato al corrente, e avesse tenuto presente l'esito sfortunato della spedizione
voluta da Filippo II, avrebbe concesso al cognato e alla sorella maggior
libert di decisione.
La riconquista di Saint Domingue, scriveva Napoleone, sarebbe stata
relativamente facile se si fosse seguito un preciso schema di azione: quindici
giorni per occupare tutti i centri portuali, forse un altro mese per lanciare
contro gli schiavi ribelli attacchi da varie direzioni, quindi non pi
di sei mesi per schiacciare gruppi isolati che senza dubbio avrebbero trovato
rifugio tra i monti; dopodich si poteva proclamare la vittoria e riportare
le truppe in patria. Ottenuta la vittoria, Ledere avrebbe dovuto
soltanto disarmare i ribelli, intavolando nel frattempo trattative con
Toussaint e accettando in apparenza tutte le sue richieste, colmandolo di
onori e assicurando i suoi aiutanti che il nuovo governo avrebbe conferito
loro posti di responsabilit.
Alla fine dei quindici giorni, quando doveva avere inizio la seconda
fase dell'offensiva, bisognava esercitare su Toussaint pressioni tali da convincerlo
dell'impossibilit di contare sui negri rimasti fra i monti per continuare
la lotta; quindi il comandante degli schiavi doveva essere caricato
a bordo di una fregata, previo cortese invito di salire a bordo, e spedito
immediatamente in Francia. Contemporaneamente, in tutta la colonia si
doveva procedere all'arresto di tutti i sospetti di qualsiasi colore nonch
dei capi negri quali che fossero state le loro dimostrazioni di patriottismo
e i servigi da essi resi alla Francia. Queste mie istruzioni vanno rispettate
alla lettera, concludeva Napoleone. E chiunque parli dei diritti di quei
negri che hanno sparso tanto sangue bianco, dovr, con qualsivoglia pretesto,
essere mandato in Francia senza tenere in alcun conto il suo rango
o i servigi da lui resi.
EBBE COS INIZIO LA STORICA BATTAGLIA per il possesso di Saint
Domingue. Nelle regioni costiere del nord, il generale Ledere e il suo vastissimo
esercito francese esercitavano il completo controllo ed erano entusiasticamente
appoggiati dai blancs guidati da Jerome Espivent. Miravano a
schiacciare la ribellione degli schiavi e a catturare
Toussaint e il suo principale aiutante Csar Vaval. La tattica usata consisteva nel sospingere gli
schiavi ribelli in sacche di resistenza sempre pi ristrette nella zona centrale
e meridionale della colonia, in modo da impedire ai noirs di procurarsi
armi e viveri e di trovare altri volontari; in tal modo a Toussaint e
Vaval non sarebbe rimasta altra scelta che la resa.
Ledere esegu il compito alla perfezione, dando prova di un talento
tattico tale da lasciare sbalorditi i suoi subordinati. Non fece il minimo
errore e riusc a sloggiare gli uomini di Toussaint dalle zone settentrionali,
assediandoli in quelle montagnose al punto da poter fiduciosamente
comunicare a Napoleone a Parigi: Abbiamo demoralizzato completamente
gli schiavi e la resa dei loro comandanti pu essere attesa da un
momento all'altro. Ma Toussaint e Csar Vaval non intendevano affatto
arrendersi.
Il primo sosteneva che Ledere prima o poi avrebbe ceduto. Il tempo,
le montagne ed eventi ancora imprevedibili l'avrebbero obbligato a tornare
sulle navi e a far rotta per la Francia.
Nel frattempo, Jerome Espivent, sempre insediato nel suo palazzo che
fungeva da quartier generale dell'esercito, era stupito e irritato dagli spiacevoli
incidenti che vi si andavano verificando. Aveva infatti notato che
ufficiali francesi venivano alla sua residenza a bere t o vino con la signora
Ledere quando il marito era lontano con le truppe, e cominciava a
sospettare che quella bella e giovane donna avrebbe procurato al generale
Ledere pi difficolt dei generali negri.
Nei mesi di marzo e aprile del 1802, Toussaint L'Ouverture si guadagn
l'iscrizione negli annali della gloria militare conducendo un'operazione
di ritirata strategica degna di Quinto Fabio Massimo, detto il Temporeggiatore,
con una tattica che ebbe per effetto di attirare Ledere sempre
pi addentro fra i monti. Ma, nonostante l'abilit e il coraggio dei comandanti
negri, Ledere si rivel tenace come un bulldog, restando alle
calcagna dell'avversario, e venne il giorno in cui Toussaint dovette arrendersi
all'evidenza: non poteva continuare la campagna all'infinito. Csar
gli fece osservare che, a quanto risultava dalle informazioni fornite dalle
spie, i veterani dell'armata renana, che avevano procurato loro tanti guai
all'inizio, da tredicimila che erano in origine, si erano ridotti a seicento
ancora vivi, quattrocento dei quali in ospedale, sicch solo duecento di
essi erano ancora in grado di continuare la lotta.
Continuano per a far affluire i rimpiazzi, replic Toussaint. Vaval
precis: Sempre dall'Europa settentrionale per; sono soldati non abituati
ai Tropici. Voglio vedere quanti ce ne troveremo ancora di fronte
tra due settimane.
Ma Toussaint non si lasci convincere: Amico mio, non abbiamo
scampo. Devi venire con me. Insieme, sotto la protezione della bandiera
bianca, si avviarono alle linee francesi per offrire la resa. Ledere, felice
della notizia, offr al leader nero quanto gli era stato ordinato da Napoleone:
La Francia concede la libert a tutte le vostre truppe, disse.
Non ci sar pi schiavit. Voi e i vostri ufficiali, come il qui presente Csar
Vaval, entrerete a far parte delle forze imperiali di Napoleone mantenendo
i vostri gradi. Se invece preferite vivere in pensione nelle vostre
vecchie piantagioni, potrete farlo e la Francia vi assegner una guardia
d'onore per il resto dei vostri giorni.
Il 6 maggio 1802, esattamente tre mesi dopo l'arrivo di Ledere, le
unit francesi di stanza a Le Cap, dopo aver consumato una generosa colazione
alle otto, ricevettero l'ordine di indossare l'alta uniforme alle
dieci e di schierarsi per rendere onore ai generali Toussaint L'Ouverture
e Csar Vaval che consegnavano le spade arrendendosi alla supremazia
del primo console Napoleone Bonaparte e del suo abile cognato Ledere.
Paolina, che assisteva alla cerimonia da una sorta di tronetto sulla piazza,
si disse: Che bell'uomo, quel Toussaint. Dicono che abbia sessantanni,
ma il suo portamento  quello di un giovane stallone.
Il 5 giugno 1802, dopo un mese d'ozio alla sua piantagione, Toussaint
fu invitato dal generale Brunet a un banchetto di gala presso il comando
locale; era talmente compiaciuto all'idea di trascorrere un pomeriggio in
rievocazioni militari che chiese al suo aiutante, Csar Vaval, di accompagnarlo,
raccomandandogli: Lasciamo che i francesi bevano qualche bottiglia
di vino, vedrai come si sciolgono le loro lingue e la cosa mi piacer.
Mentre si avvicinavano alla piantagione dove li attendeva Brunet,
Csar ebbe una sconvolgente visione. Ferm il cavallo e supplic in preda
al panico: Toussaint! La morte ti attende se vai laggi. Per amor di Dio,
torna sui tuoi passi. Per amor di Dio, non andare!
Che cosa ti succede, amico mio?
Sono in preda al terrore, sto tremando di paura, disse Csar, mostrandogli
le mani.
Sciocco! Sprona il cavallo e andiamo a questa festicciola.
Non posso! L'angelo della morte aleggia sopra quella casa. Cos dicendo,
Csar si gir e se ne and al galoppo, quasi avesse il demonio alle
calcagna. Da quel momento non rivide pi Toussaint.
Toussaint con nove luogotenenti entr nella piantagione e salut militarmente
i soldati francesi di sentinella che presentarono le armi. Entr
nella stanza dove l'attendeva il generale Brunet che gli corse incontro, lo
abbracci come un fratello e gli chiese il permesso di assentarsi un istante
perch doveva provvedere al vino. Non appena fu uscito, ufficiali francesi
circondarono Toussaint sguainando le spade, gliele puntarono al cuore e
alla gola e dissero: Cittadino Toussaint, siete in arresto. Quando Brunet,
visibilmente scosso dalla brutta azione che era stato obbligato a compiere,
rimise piede nella stanza (a chi in seguito l'interrog ebbe cos
modo di rispondere: Non ho avuto nulla a che fare con l'arresto del generale
Toussaint.), si limit a dire al prigioniero: Sarete mandato in
Francia legato mani e piedi.
Toussaint, oggetto di maltrattamenti perch aveva disonorato la Francia,
venne immediatamente trasferito a bordo di una piccola nave e condotto
a Brest da dove poi venne deportato in una fortezza ai confini con
la Svizzera. Qui fu affidato alla custodia di un carceriere sadico, pat la
fame e fu deriso, lui, un nero che aveva sfacciatamente aspirato all'uguaglianza
con i francesi. In un giorno di primavera del 1803, il carceriere,
entrato a portare al generale Toussaint L'Ouverture la magra colazione,
lo trov morto nella sua gelida cella dove disponeva di un'unica coperta,
sottile come una ragnatela.
IN SEGUITO ALL'ARRESTO e alla deportazione di Toussaint, il generale
Ledere si convinse di avere in mano la vittoria: non gli restava ormai che
mettere le mani su quel pestilenziale Csar Vaval; la pacificazione di Saint
Domingue sarebbe stata compiuta e le truppe francesi avrebbero potuto
tornare in patria.
Anche il generale Vaval valutava la situazione negli stessi termini: era
isolato tra i monti con un pugno di uomini, uno sparuto drappello che si
assottigliava con il passare delle settimane. Gli altri generali, il feroce,
sanguinario Jean-Jacques Dessalines e l'incostante Henri Christophe,
erano passati dalla parte dei francesi, mentre i capi
colorati, Andr Riguad e Alexandre Ption, erano fuggiti a
Parigi dove gli uomini della
loro casta, per il momento almeno, non correvano rischi.
Invano la moglie di Csar cercava di consolarlo dicendogli che Toussaint
aveva assicurato loro la libert, che adesso non erano pi schiavi, ma
liberi: una realt che era ormai impossibile cambiare anche se avessero
dovuto arrendersi il giorno dopo.
Quella notte Csar si distese sopra un rozzo giaciglio tra gli alberi, incapace
di prendere sonno, in preda com'era a un senso di fallimento che
non gli dava requie.
Ma all'alba fu svegliato dalle sentinelle che gli portarono davanti un
povero negro di settant'anni, stanco e affamato, che era riuscito a passare
le linee francesi con l'intento di unirsi ai ribelli. Costui gli rifer in un ottimo
francese di essere stato uno schiavo a Guadalupa, e che pure in quell'isola
era giunto da Parigi il decreto che li liberava per sempre dalla
schiavit. Poi per era subentrato quel mostro, Napoleone, il quale aveva
ordinato che gli schiavi dovessero tornare tali e tali rimanere per sempre.
S, alla Guadalupa la schiavit era stata nuovamente imposta e lo stesso
sarebbe accaduto a Saint Domingue, a meno che voi non combattiate
fino alla morte.
Csar non era ancora certo che l'uomo dicesse la verit: poteva pur
sempre trattarsi di una spia inviata dai francesi per indurre gli ultimi resti
dell'esercito nero a un'azione precipitosa, ma cambi idea quando il vecchio
gli raccont com'era riuscito a fuggire dalla Guadalupa a bordo di
una canoa rubata. Csar si ricord allora di quello che gli aveva raccontato
suo padre, lo schiavo Vavak che era riuscito a fuggire da Portorico a
bordo di un'imbarcazione rubata. S, Napoleone li avrebbe riportati alla
schiavit. No, per Dio, non ci riuscir! esclam.
Raccolse attorno a s la moglie, il vecchio messaggero e i suoi luogotenenti,
e tutti giurarono di opporsi a Napoleone fino alla morte, ben decisi
a non tornare mai pi schiavi; da quel giorno il generale Vaval riprese ad
affrontare i ben addestrati reparti francesi, le cui forze erano dieci volte
superiori alle sue, infliggendo loro dure sconfitte.
Ma anche Ledere era un abile combattente e un po' alla volta riusc a
chiudere i resti dell'esercito di Vaval in una valle senza via d'uscita. Resosene
conto, Vaval disse alla moglie: Non saremo mai pi schiavi. I francesi
non devono prenderci vivi.
GLI EX SCHIAVI DI CSAR non sarebbero certamente usciti da quella valle,
se all'improvviso a Saint Domingue non avesse fatto la sua comparsa un
alleato, un avversario implacabile, il generale Febbre Gialla; a quel
punto, l'affermazione fatta a suo tempo da Vaval che i francesi avrebbero
finito per cedere sembr realizzarsi. Il morbo colp le truppe francesi con
incredibile furia. Trasmessa dalle zanzare, cosa che allora si ignorava, la
febbre gialla era cos chiamata perch colpiva il fegato causando itterizia,
accompagnata da una febbre delirante che provocava dolori atroci alla testa
e alla schiena e irreparabili emorragie dell'apparato respiratorio.
La morte sopravveniva dopo il terzo giorno e, una volta manifestatasi
l'epidemia, non c'era rimedio noto, anche se a volte, a patto che il malato
potesse riposare, dormire e mangiare abbondantemente, si poteva guarire
restandone per sempre immune. Era questa circostanza che differenziava
i vecchi abitanti della colonia, come Vaval e le sue truppe negre, dai reparti
francesi di Ledere: i primi, avendo contratto la malattia in forma attenuata
da giovani, erano immuni da infezione, mentre gli uomini di Ledere,
provenienti da climi settentrionali, ne venivano distrutti.
La situazione dei francesi era ben peggiore di quella illustrata a suo
tempo da Csar a Toussaint: su mille uomini, ottocentocinquanta erano
condannati a morte, un centinaio era ricoverato all'ospedale, e soltanto
cinquanta, se il comandante era fortunato, erano in grado di prestare servizio
sia pure in forma ridotta, perch poteva darsi benissimo che una
forma attenuata della malattia li snervasse. Era una terribile falcidia, e
quando truppe fresche venivano fatte affluire dall'Europa, non assicuravano
affatto il rimpiazzo, ma erano a loro volta vittime delle zanzare.
Sicch il tradimento perpetuato contro il generale Toussaint era servito
a ben poco. Infatti, se  vero che qualche reparto negro aveva disertato
arrendendosi ai francesi nella speranza di un buon lavoro una volta finita
la guerra civile, tenaci patrioti come Csar, dai loro rifugi nella foresta,
compivano incursioni in risposta alle barbarie delle truppe venute dall'Europa.
A Port-au-Prince i difensori francesi, sempre aiutati dai colorati, i quali
confidavano ancora che, appoggiando i bianchi, questi li avrebbero poi
accettati come loro uguali una volta finiti gli scontri, pensarono di scoraggiare
Vaval erigendo un'alta forca al margine della citt, in modo che le
truppe nere assistessero da lontano alle impiccaggioni; ogni giorno alle
dodici in punto mettevano a morte un prigioniero negro. Csar ordin allora
ai suoi uomini: Erigete un'alta forca su quell'altura e portatemi tutti
i prigionieri bianchi che abbiamo.
Il giorno dopo alle dodici, dopo che i bianchi ebbero impiccato un negro,
i negri fuori citt fecero lo stesso con un bianco. Dopo tre
giorni, Vaval fece schierare tutti i prigionieri bianchi e
disse loro: Scrivete i vostri
nomi in un elenco, quindi scegliete uno di voi per portare in citt questo
messaggio: Possiamo continuare questo gioco a lungo. Ecco qui i nomi
di quelli che subiranno quanto prima la stessa sorte. Le pubbliche impiccagioni
cessarono.
Quanto terribile fosse la situazione a Saint Domingue, risult evidente
dalla sorte toccata al secondo battaglione polacco. Napoleone, preoccupato
all'idea che i polacchi presenti in servizio nei suoi eserciti in Europa
dedicassero le loro energie alla creazione di una Polonia libera, cessando
di combattere per la Francia, decise d'impulso di spedirli a
Saint Domingue per dare una mano a Ledere: cinquemila polacchi, inadatti ai Tropici
e pieni di paura, sbarcarono cos a Cap-Franais alla fine del 1802 e furono
immediatamente lanciati contro le truppe nere dei successori di
Toussaint.
Dopo una serie di scaramucce in cui se la cavarono abbastanza bene, i
polacchi si ritrovarono a difendere, con i francesi, il centro portuale di
Saint-Marc. Un generale nero, che aveva combattuto da fedele alleato al
fianco dei francesi, all'improvviso decise che un futuro migliore lo attendeva
se con i suoi uomini si fosse schierato dalla parte del generale Vaval
e del suo esercito di schiavi. Una decisione prudente, la sua, ma il generale,
tagliando la corda, abbandon uno dei suoi reparti, composto da oltre
quattrocento neri, nel cuore di Saint-Marc, tra le unit francesi e polacche,
anche se riusc a portare con s pi di met delle sue truppe.
Il generale francese che comandava il battaglione polacco ordin di disarmare
immediatamente i negri rimasti e di radunarli in piazza. Tutt'attorno
a loro fece schierare soldati francesi e polacchi armati e impart
l'ordine di uccidere tutti i negri.
Il comando fu eseguito a colpi di baionetta, ma solo a opera dei polacchi
mentre i francesi si astennero dal massacro, pronti per ad abbattere a
fucilate i negri che ne fossero usciti vivi. Nessun soldato negro sopravvisse
e nessun soldato francese dovette far fuoco. A compiere l'opera furono
unicamente i polacchi. Alla notizia di quella carneficina, il generale
Vaval giur di non dar tregua agli uomini del battaglione polacco e di
sterminarli tutti. Nei mesi successivi sper di trovarsi finalmente a faccia a
faccia con i polacchi, ma non ci riusc: le spie lo informavano di tanto in
tanto che quegli europei venivano falciati dalla febbre gialla ancora pi
rapidamente di quanto avesse supposto: due terzi dei polacchi erano gi
morti o in ospedale. Ma Vaval non diede requie ai superstiti.
Oltre un anno dopo, quando il suo esercito di schiavi aveva riportato
numerose vittorie, e lui, Csar Vaval, era considerato dai negri il miglior
generale esistente, nel corso di un'incursione giunse nei pressi della sua
vecchia piantagione, Colibr. Una spia gli rifer che truppe nemiche occupavano
un'altura vicina e che i soldati erano tutti polacchi del secondo
battaglione.
A quella notizia, Vaval rest perplesso e indeciso: quegli uomini sull'altura
erano gli stessi che avevano massacrato a Saint-Marc soldati negri
disarmati. Ma la collina era ben difesa e se Vaval l'avesse assalita avrebbe
perduto molti dei suoi uomini migliori. Ricorse pertanto a uno stratagemma.
A mezzanotte, mentre la luna calava all'orizzonte, il generale nero
chiese a tre coraggiosi volontari di precederlo muniti di torce in modo
che si vedesse che lui inalberava bandiera bianca, gridando: Chiediamo
tregua! Vogliamo salvare le vostre vite.
Un tenente francese con alcuni uomini gli venne incontro per parlamentare
e subito i volontari neri gettarono le torce a terra e puntarono le
armi addosso ai francesi. Sono il generale Vaval, disse Csar. Sono venuto
per offrirvi condizioni onorevoli a patto che sgombriate quella cima.
Chi  il comandante?
Non sono autorizzato a dirlo. Posso informarvi soltanto che  un colonnello,
ottimo combattente.
Ditegli che  opportuno che venga a parlamentare con me.
Il tenente risal la collina con uno degli uomini di Vaval, e ben presto
riapparve in compagnia di quattro soldati bianchi ben armati, uno dei
quali risult essere un ufficiale polacco che si present:
Colonnello Zembrowski, secondo battaglione polacco.
Vaval, memore del dignitoso trattamento riservatogli dagli ufficiali inglesi,
pens: Devo fare altrettanto. A voce alta disse: Colonnello,
come senza dubbio avete visto prima del tramonto, disponiamo di truppe
sufficienti per prendere quest'altura. Con molta calma, Zembrowski replic:
Voi avete senza dubbio constatato che dispongo di uomini e munizioni
sufficienti a farvi pagar caro l'attacco.
Con grande sorpresa del polacco, a questo punto Vaval cambi improvvisamente
argomento e chiese: Come vanno le cose? Zembrowski,
da soldato a soldato, in un momento di militaresca franchezza, ripet
quasi parola per parola ci che Vaval si era detto mesi prima: Non
avremmo mai dovuto venire qui. Napoleone aveva paura di noi.
La febbre?
Siamo arrivati qui in cinquemila e adesso siamo meno di mille.
Agli inglesi  toccata uguale sorte quando tentarono di sconfiggerci.
E voi? Riuscirete a diventare una nazione?
Lo siamo gi.
Non avremmo mai dovuto tentare di fermarvi. Ma, alla fine, Napoleone
ci riuscir.
Vaval, con tranquilla ma fermissima convinzione, replic: Anche lui
fallir. Hanno provato i bianchi, e li abbiamo vinti, hanno tentato i colorati
e li abbiamo volti in rotta, e lo stesso hanno fatto gli spagnoli e gli inglesi,
e voi polacchi e i traditori tra le nostre file, e tutti hanno fallito. Napoleone
ha mandato le sue truppe contro di noi, ma ben presto esse saranno
costrette ad andarsene per sempre.
Zembrowski gli spieg che i francesi non amavano i polacchi e che
erano stati i loro ufficiali a impartire ai polacchi l'ordine di uccidere i negri
di Saint-Marc a colpi di baionetta, minacciando di ucciderli a loro volta se
non avessero ubbidito. Abbass il capo e aggiunse: Disonorati. Generale
Vaval, noi abbiamo disonorato noi stessi, quel giorno, e vi prego di perdonarci.
Poi lo implor di non assalire l'altura il giorno dopo.
Il mattino successivo, quando gli ex schiavi guidati da Vaval mossero
verso il colle, pronti a strapparlo ai polacchi, si videro venire incontro
due ufficiali francesi con le bandiere bianche che gridavano: Ci arrendiamo!
Ci arrendiamo! Erano appena giunti ai piedi dell'altura, i volti
bianchi di paura, quando una serie di esplosioni sconvolsero la cima, uccidendo
tutti i soldati che vi si trovavano, Zembrowski compreso.
L'onore delle truppe polacche era stato reintegrato: avevano preferito
il suicidio alla resa.
NONOSTANTE IL TENACE EROISMO di comandanti come Vaval e le devastazioni
del generale Febbre Gialla, sia pure faticosamente Ledere stava
assicurandosi la vittoria conformemente agli ordini impartiti da Napoleone;
reparti neri, resisi conto dell'inutilit di tentare di opporsi a tutto
l'impero francese con le sue infinite risorse, cominciarono a disertare in
gran numero, e persino Vaval dovette ammetterlo: la sconfitta era prossima,
i francesi erano troppo forti, Ledere dava prova di una tenacia inaspettata
e la causa negra sembrava condannata.
La vittoria francese sarebbe stata senz'altro assicurata se Napoleone,
certo com'era di disporre di un illimitato potere sui suoi simili, non
avesse emanato il terribile decreto che ripristinava la schiavit a Guadalupa.
La notizia, che Ledere fino a quel momento aveva tenuto segreta a
Saint Domingue, fin per diffondersi, e a questo punto i negri non potevano
far finta di ignorare quale sarebbe stato il loro futuro.
Ledere, ancora certo di riuscire a soggiogare gli schiavi, radun i suoi
ufficiali al quartier generale per informarli della sua intenzione di penetrare
tra i monti per catturare quel maledetto Vaval, ma prima di partire
per quella che sperava fosse l'operazione definitiva disse a Espivent:
Vigilate su Paolina per conto mio, e spron il cavallo.
Espivent, sulla soglia di casa, segu con lo sguardo il valoroso generale
diretto ai monti dove Vaval lo attendeva e si sent pieno di compassione e
rimorso: Abbiamo riso di lui quando  sbarcato, si disse. Il cognato di
Napoleone, un ingenuo, un finto generale ma, per Dio, ha costretto
Toussaint alla resa e ha inchiodato quel dannato Vaval. E adesso se ne va
a combattere ancora e lascia qui in casa mia... che cosa? Un bordello diretto
da sua moglie.
Non appena Paolina ebbe la certezza che suo marito se n'era andato
tra i monti, cominci a ricevere una serie di ufficiali e lo fece in maniera
cos sfacciata che Espivent si sent in dovere di intervenire, perch il suo
palazzo rischiava di consolidare una brutta fama e l'onore del suo amico
nonch ospite era messo a repentaglio. Buon Dio, signora, le disse,
non potreste reprimere i vostri appetiti? Ma, pur muovendole quei rimproveri,
si sentiva turbato dalla bruna bellezza italiana della giovane
donna: Paolina aveva ventidue anni ed era del tutto consapevole del fascino
che esercitava sugli uomini.
Ma signor Espivent, gli rispose lei mordicchiandosi l'unghia del pollice,
non siamo pi nel secolo scorso, non vi sembra?
Io non parlo di secoli ma della dignit della Francia, della sorella del
capo dello stato, e soprattutto dell'onore di un valoroso marito che in
questo momento  assente e sta conducendo i suoi uomini a un'ardua battaglia.
Le sue parole per ebbero scarso effetto su Paolina che quello
stesso pomeriggio intrattenne un colonnello, nativo, come Espivent, di
Nantes.
Questi rimase al piano terra, in preda a un'ira furente e quando il colonnello
discese tutto sorridente, Espivent gli ordin: Se rimettete piede
a casa mia, signore, vi uccido.
Scoppi un alterco; Paolina usc dalla sua frequentatissima stanza da
letto e quando seppe com'erano andate le cose grid: Siete pazzo, vecchiaccio?
Espivent, in preda a un'ira incontrollata, url: Fuori da casa
mia! Io ho protetto questo palazzo dall'incendio, dalle sollevazioni e dai
disordini e non voglio che sia disonorato nei miei ultimi giorni di vita.
Assicur che avrebbe informato il generale Ledere di ogni cosa. Paolina
e il colonnello scoppiarono a ridere, anche se ebbero il buon gusto di non
gridargli in faccia: Ledere l'ha sempre saputo.
Espivent aveva tutte le intenzioni di esporre i fatti al generale quando
questi fosse riapparso, ma verso la met di ottobre del 1802, neanche otto
mesi dopo il suo arrivo a Le Cap, mentre era intento a dare la
caccia a Vaval, Ledere fu assalito da una violenta febbre e, rivolto al suo aiutante di
campo, disse con voce affannosa: Temo che mi abbia colpito.
Fu trasportato in gran fretta dal campo di battaglia al
palazzo di Espivent, ma ormai la malattia era scoppiata in
tutta la sua virulenza e chiunque
vedesse Ledere si rendeva conto che la guarigione era ormai impossibile.
Nonostante il pericolo di essere a sua volta infettata, Paolina afferm:
Mio marito ha bisogno di me. Nelle lunghe notti tropicali gli fu accanto
cercando di attenuarne gli accessi febbrili. Charles Ledere, che
aveva dato prova del proprio valore in quell'implacabile angolo del
mondo coloniale francese, mor all'et di trent'anni.
Quattro ufficiali furono incaricati di scortare la salma e Paolina in
Francia. Fu un lungo viaggio: le truppe francesi dovevano evitare le navi
inglesi e lei si consol con tre ufficiali, ciascuno dei quali era stato il suo
amante a Le Cap. Un ufficiale, che non era mai stato invitato nella sua cabina,
fu udito dire a uno dei marinai: Li vedi quei quattro? Io mi sento
come la quinta ruota del carro, perch non sono mai stato ammesso ai
loro allegri giochi. Il marinaio gli chiese: Vi piacerebbe parteciparvi?
L'ufficiale ridendo rispose: A chi non piacerebbe? E il marinaio comment:
Il viaggio non  finito.
Quando la nave giunse in Francia, Ledere venne seppellito con gli
onori riservati a un valoroso combattente, e Napoleone assistette ai funerali;
ma la sua attenzione era ormai rivolta ad altre questioni. Resosi
conto che rischiava di perdere Saint Domingue, si occup dell'altra prospera
colonia che aveva nella Louisiana, vendendola a bassissimo prezzo
al presidente della nuova repubblica americana Jefferson perch, secondo
la sua opinione, la Louisiana senza Saint Domingue come avamposto sarebbe
risultata indifendibile. Provvide anche alla turbolenta sorella, scovando
per lei, con sorprendente rapidit, un nobile italiano, un rampollo
della grande famiglia Borghese, che divenne il suo secondo marito. In segno
di ringraziamento, il giovane Borghese vendette a Napoleone, per
quattro soldi, la grande raccolta d'arte della sua famiglia, sovrintendendo
al suo trasporto a Parigi; Napoleone, a sua volta, nomin Paolina duchessa,
cosa che peraltro ebbe come unico effetto quello di moltiplicarne
le attivit erotiche.
ORA CHE LECLERC ERA MORTO e Vaval era ancora uccel di bosco, il comando
delle truppe francesi a Saint Domingue tocc al figlio di un illustre
generale che aveva contribuito all'indipendenza delle colonie americane.
Costui si chiamava Donatien Rochambeau e si rivel un vero mostro,
diventando famoso per le sue orrende iniziative e le sue propensioni
neroniane.
Per gettare il terrore nei cuori dei pochi combattenti rimasti di Vaval,
fece venire da Cuba un gran numero di cani feroci addestrati ad assalire i
negri, e li present ai bianchi durante una serata di gala. Tre negri, nudi
fino alla cintola, furono chiusi in un recinto, vennero spalancati i cancelli
e i cani balzarono nell'arena: ma provocarono solo un coro di fischi, perch
le bestie si limitarono ad annusare i negri, girandogli attorno e azzuffandosi
tra loro.
Furibondo, Rochambeau grid ai suoi soldati: Fateli sanguinare, questo
aizzer i cani. Quelli obbedirono, colpendo con le baionette i negri.
Allora i cani balzarono loro addosso, li fecero a pezzi e li divorarono e,
questa volta, gli spettatori applaudirono.
Al pari di Ledere prima di lui, anche Rochambeau si era installato a
Chteau Espivent, dove ogni sera il padrone di casa lo esortava a reiterare
gli assalti contro i negri e i colorati. Espivent non manc di approvare il
modo in cui il suo nuovo amico impose la disciplina a una brigata negra
alleata, con metodi che il suo defunto predecessore non avrebbe mai applicato.
Un centinaio di neri che minacciavano di ammutinarsi furono
portati sulla piazza, circondati da soldati francesi con il dito sul grilletto e
costretti ad assistere all'uccisione delle loro mogli. Poi anche gli uomini
furono abbattuti a colpi di fucile.
Espivent in persona partecip al massacro di tutti i negri di
Cap-Franais sospetti perch, stando a informatori bianchi, erano a tal
punto infettati dalla malattia della libert che non torneranno mai a essere
buoni schiavi. A tale scopo Espivent ordin che circa ottocento
negri fossero caricati su navi che, promise loro, vi porteranno alla libert
a Cuba. Le prime navi cariche salparono, ma avevano percorso
non pi di un miglio quando i marinai, armati di pistole e spade, massacrarono
i negri, gettandone i cadaveri in mare. Ma le salme finirono per
arenarsi sulle spiagge vicine. Espivent rimedi a questa sgradevole conseguenza
ordinando ai capitani delle altre navi di spingersi pi al largo
in modo che le correnti portassero i cadaveri in altomare. Non partecip
invece a uno dei pi ingegnosi assalti contro i negri, consistente
nel soffocarli mediante fumi di zolfo fatti entrare, tramite tubazioni, in
una cantina dove i poveri diavoli si erano asserragliati. Ne morirono
sessanta e si evit cos di sprecare pallottole o di dover erigere forche.
Ma quelle o altre atrocit del genere non furono di alcun beneficio per
Rochambeau perch Vaval, ben nascosto tra i monti, ogni volta che
gliene davano notizia rispondeva: Scacceremo ogni francese da questa
colonia e non ci saranno trattative n tregue. Ogni notte diceva agli uomini,
pronti a partire per una sanguinosa incursione: Domani celebreremo
una vittoria in memoria di Toussaint.
Verso la fine del 1803 il furibondo Rochambeau disse ai suoi comandanti:
Maledizione, impossibile venire a capo di quel demonio. Un bel
giorno decise di rinunciare a ogni ulteriore sforzo. Non ci furono gesti
magnanimi, nessun onorevole riconoscimento della vittoria riportata dai
negri. Rochambeau si limit a radunare le sue navi e trascorse la notte
prima della partenza compilando un rapporto per Napoleone nel quale
spiegava come, mediante maligni stratagemmi, Vaval avesse, s, riportato
la vittoria in scontri insignificanti, ma che sarebbe stato senz'altro sconfitto
se non fosse scoppiata l'epidemia di febbre gialla.
A bordo dell'ultima nave che lasci Saint Domingue si trovava
Espivent, esule dalla colonia che tanto amava. Aveva superato la soglia dei
sessant'anni, i suoi capelli e il pizzetto erano completamente bianchi. Indossava
uno dei suoi neri mantelli e, guardando immalinconito il suo palazzo
che diventava sempre pi piccolo, disse a un giovane ufficiale della
Loire: Non avremmo mai dovuto perdere quella terra. Tutta colpa di
quei dannati colorati.
Il tentativo di riportare i negri di Toussaint e di Vaval alla condizione
di schiavi era dunque fallito. Il grande Napoleone, che aveva perduto la
pi ricca colonia del mondo e quasi centomila uomini dei suoi migliori
reparti europei, prefer dedicare la sua attenzione alla
propria incoronazione come imperatore e alla serie di
offensive in Europa che culminarono
nella ritirata da Mosca. Nel corso delle sue imprese avrebbe umiliato
una dozzina di re e sconftto decine di generali, ma era riuscito a
spuntarla sullo schiavo Toussaint solo mediante un disonorevole gesto di
astuzia e il generale Vaval gli aveva tenuto testa fino alla fine e alla vittoria.
NEL 1804 CSAR VAVAL, al pari di Cincinnato, dopo aver creato l'unica
repubblica negra al mondo, si ritir nelle proprie terre. Essendo stato
schiavo in quei campi, avrebbe potuto reclamare l'intera piantagione Colibr
di Espivent, ma si accontent della sua parte occidentale, quella in
cui sorgeva il colle sul quale i polacchi avevano preferito la morte alla
resa. L visse con la moglie e i tre figli, raccontando loro, non gi le sue
personali imprese (a celebrarle erano tanti altri seguaci di Toussaint),
bens lo straordinario eroismo di cui aveva dato prova suo padre, lo
schiavo Vavak, nella piantagione danese.
Era sulla soglia dei cinquant'anni, ma non era affatto contento di ci
che vedeva nella sua nuova nazione. Uno dei vendicativi generali di
Toussaint, Jean-Jacques Dessalines, si era di recente proclamato imperatore
a vita e Csar lo riteneva giustamente un uomo spregevole. L'anno
prima, Dessalines aveva proclamato un'amnistia in tutte le isole dei Caraibi
e persino nella Carolina del Sud: Voi bianchi che siete fuggiti da
Haiti, tornate alle vostre case. Il passato  dimenticato. Tornate e aiutateci
a ricostruire una nuova, grande nazione! Molti bianchi tornarono,
spinti dalla nostalgia per la terra tanto amata. E che cosa ne era stato di
loro?
Vaval rammentava perfettamente quelle scene atroci. Quando
Dessalines li aveva avuti tra le grinfie, aveva proclamato: Morte a tutti gli uomini
bianchi ad Haiti! E il massacro aveva avuto inizio. A Cap-Franais,
l'attuale Cap-Haitien, furono allineati centinaia di bianchi, persuasi di dover
ascoltare una conferenza sui loro doveri di cittadini della nuova nazione
e invece Dessalines li aveva fatti trucidare; a morire erano state
forse quattrocento o addirittura cinquecento persone. Epurazione nazionale,
l'aveva chiamata il dittatore e ogni bianco di Haiti era stato ucciso.
Non ancora contento Dessalines aveva ordinato: Tutti i colorati devono
essere espulsi da Haiti. Essendo noto che Vaval disprezzava i colorati, e
spesso li aveva affrontati in battaglia, gli fu dato l'incarico di dar loro la
caccia nelle zone settentrionali.
Vergognandosi di quello che aveva fatto in quei giorni di
frenesia, Vaval si sarebbe ricordato a lungo dell'assedio di Meduc. Sotto la guida dei
Prmord, i colorati della regione si erano asserragliati nella piantagione
della coppia, dove gli scontri furono furibondi e Csar non riusc a piegarne
l'eroismo. Alla fine degli attacchi, mentre Vaval era
costretto a battere in ritirata, era venuta da lui Julie Prmord proponendogli una tregua
nazionale che mettesse fine a quelle insensate carneficine. Era pronta a
garantire il rispetto dell'accordo da parte dei colorati se Vaval si fosse impegnato
in tal senso per conto dei negri. Ma, quando mand un messaggio
a cavallo a Cap-Haitien con la proposta, Dessalines replic: Nessuna
tregua. Sterminateli! Non fu possibile, perch i Prmord difendevano
con grande abilit la piantagione come se fossero stati il generale Toussaint
della razza colorata. Vaval dovette rassegnarsi all'evidenza: l'ultima
occasione di pace sociale era sfumata.
Da un capo all'altro della nazione, i colorati venivano ricercati e uccisi,
e nella zona settentrionale alla fine si rifugiarono a Meduc e qui dovettero
arrendersi. Vaval, che era giunto a rispettarli, tent di persuadere il
governo a concedere a quei pochi superstiti di vivere in pace in quell'angolo
settentrionale e questa volta fu ascoltato, anzi gli fu affidato il compito
di recarsi a trattare i termini della resa e del perdono.
Cos, in una bella giornata limpida, Vaval radun a Meduc i colorati
che si erano arresi e fece loro comunicare da Prmord e da sua moglie i
particolari dell'accordo. Abbiamo una nuova nazione e un nuovo governante,
disse Prmord. La Francia se n' andata per sempre e con essa il
dominio dei bianchi. In questo giorno felice cominciamo una duratura
amicizia tra gruppi che sono stati cos a lungo separati. Poi abbracci
Vaval, gridando ai suoi seguaci: Guardate come due vecchi nemici suggellano
la loro nuova amicizia! Tutti avevano applaudito.
All'improvviso da una casupola vicina alla piazza dove erano radunati,
ecco uscire l'imperatore che grid con voce terribile: Uccideteli tutti!
Le sue truppe nere si precipitarono sui malcapitati, uccidendone cinquecento
a colpi di baionetta e di fucile; la stessa sorte tocc a Prmord e a
sua moglie, trafitti dalle baionette e gettati in una fossa. Non sopravvisse
nessun colorato e i pochi che si erano nascosti nel nord furono braccati
come animali e sterminati.
In seguito, il comportamento di Dessalines divenne a tal punto eccessivo
e sanguinario, che i suoi capi militari, Ption e Cristophe, decisero
che non ci fosse altra soluzione che ucciderlo e cos fecero. Ebbe allora il
via quel susseguirsi di dittature, abusi e assassinii, che da allora sono stati
una delle piaghe di Haiti.
Erano memorie troppo dolorose per Vaval, che si diceva: Mio Dio!
Che terribile fardello abbiamo imposto alla nostra terra! Nel 1789 essa
ospitava mezzo milione di uomini e donne che vivevano nel benessere e
che si comportavano rettamente; oggi, a quanto dicono, sono probabilmente
meno di duecentomila. Senza contare tutti gli invasori inglesi, spagnoli
e polacchi che qui hanno perso la vita. Possibile che la nostra isola
sia condannata a essere un fantasma, senza mai riuscire a tornare in vita?
Vedeva, a nord, il tetto di Chteau Espivent a Cap-Haitien, e ripensava
agli anni terribili, il 1791, il 1793, il 1799, il 1802... Nessun paese
avrebbe potuto sopportare tante devastazioni: le piaghe non sarebbero
mai state sanate; e ripens agli individui responsabili di quella tragedia
senza fine, i grands blancs come Jerome Espivent, animati da odio sia contro
i negri sia contro i colorati. Ma responsabili erano anche i negri come
lui che avevano ripulito il paese sia dai bianchi sia dai colorati. Bene,
concluse Vaval, adesso abbiamo la nostra nazione nera, totalmente nera,
e che cosa ne faremo?
Mentre la scura coltre della notte calava sul suo paese tormentato, si
chiese se un giorno di pace sarebbe mai spuntato.

 Capitolo 11.
Legge marziale.

NEI DECENNI SUCCESSIVI alla rivolta degli schiavi ad Haiti, la sorte dei
negri in tutti i Caraibi miglior sensibilmente. L'Inghilterra abol la
schiavit in tutto il suo impero nel 1834; la Francia lo fece nel 1848 e gli
Stati Uniti cominciarono a farlo nel 1863, sia pure con un cinico stratagemma:
il presidente Lincoln abol la schiavit in piena guerra civile, ma
soltanto negli stati del sud, sui quali non esercitava il controllo. Essa continu
negli stati di confine tra il sud e il nord su cui il presidente aveva invece
autorit, ma nel 1865 venne finalmente messa fuori legge ovunque.
Nei possedimenti spagnoli dei Caraibi la schiavit continu invece in
forme brutali molto tempo dopo che era cessata in altre zone e a Cuba
venne abolita soltanto nel 1886.
Ufficialmente liberi, gli schiavi non sempre avevano modo di constatarlo
concretamente. Nel 1865 in Giamaica un predicatore battista negro,
George William Gordon, pronunci un sermone nel corso del quale
grid: Dio voleva che la schiavit avesse fine ed  finita. Ma, mentre
parlava, si stava preparando un infausto ritorno ai vecchi tempi.
SE DIO SCENDESSE IN TERRA a dare un'occhiata alle cose di quaggi,
sussurr il giovane, sono certo che somiglierebbe al governatore Eyre.
Proprietario della Trevelyan, la piantagione da canna da zucchero in cui
si produceva il rum scuro tanto ricercato in Europa, e membro del consiglio
esecutivo dell'isola, Jason Pembroke incarnava quanto di meglio
c'era a Giamaica. A ventotto anni con la sua barba nera ben tagliata aveva
l'aria di un uomo ben deciso a non perdere il controllo della situazione
ed era abilissimo nel dare ponderati consigli al governatore.
L'uomo al quale aveva pronunciato sottovoce quella frase faceva anch'egli
parte del consiglio direttivo ma era ben diverso da Jason sia per
carattere sia per aspetto. Si chiamava Oliver Croome, era cugino di Pembroke
e proprietario di una piantagione ancora pi vasta e ricca della sua.
Era un uomo sui quarant'anni perfettamente rasato, il volto acceso, piuttosto
grasso e portato a esplosivi scoppi di risa; la situazione gli appariva
molto diversa di quanto non sembrasse a Pembroke: La regina ci dice
quello che dobbiamo fare e noi lo facciamo. Per lui era semplicemente
inimmaginabile mettere in discussione direttive emanate dal ministero
delle colonie a Londra. Se i nostri negri pensano di poter ignorare le
norme dettate dalla regina, c' sempre la marina da sbarco per fare cambiare
loro opinione.
Punti di vista distanti i cugini li avevano anche in politica: Pembroke
era un tranquillo, prudente liberale, Croome un accanito conservatore. In
comune avevano tuttavia certi aspetti tipici della loro classe sociale: lealt
verso la corona, amore per l'Inghilterra dove le loro famiglie avevano vissuto
pi a lungo che in Giamaica, e la ferma determinazione di difendere
il benessere dei piantatori. A tale scopo assicuravano il loro sostegno a
Eyre, un uomo che aveva l'aria di un buon padre saggio e comprensivo,
una sorta di Giove sceso dal cielo per occuparsi degli affari della Giamaica.
Cinquantenne, Edward John Eyre era un uomo di statura imponente,
con una gran barba e baffoni che gli spiovevano sulla bocca, rendendo
a volte difficile capire quello che diceva. Non era un governatore
coloniale tradizionale, il rampollo viziato di una nobile famiglia inglese
che avesse ottenuto quel posto perch nobili parenti avevano brigato a
suo favore. Terzogenito di un pastore della chiesa d'Inghilterra, a diciassette
anni si era ritrovato con una buona educazione ma nessuna prospettiva
e il padre, fatta una colletta tra amici, gli aveva procurato un grado
nell'esercito, ma proprio mentre Edward stava per diventare un soldato
suo padre gli aveva suggerito: Perch non ti tieni quel denaro e non
tenti la fortuna in Australia?
Perci, nell'ottobre 1832, John Eyre si era imbarcato alla volta del
continente ignoto, dov'era approdato alla fine di marzo dell'anno successivo,
dopo un noioso viaggio di oltre centoquaranta giorni. Dotato di una
volont di acciaio e di un fsico solido, si diede a eroiche esplorazioni
nelle parti pi disabitate dell'Australia, percorrendo migliaia di chilometri,
spesso avendo per compagno soltanto un ragazzo aborigeno sempre
sorridente e infaticabile, Wylie. Insieme penetrarono nell'interno, in luoghi
che altri studiosi, in anni successivi, avrebbero ritenuto inaccessibili, e
il figlio del pastore fin per essere considerato uno dei migliori esploratori
del continente australiano, il cui pi vasto lago fu battezzato Eyre in suo
onore. Se avesse scelto di trascorrere il resto della vita in Australia,
avrebbe finito i suoi giorni come un eroe nazionale oggetto di reverenza
ma, aspirando alla fama e alle prerogative del comando, abbandon il
quinto continente per entrare a far parte del servizio coloniale inglese,
ben deciso a procurarsi il governatorato di qualche remota colonia su cui
avrebbe regnato a guisa di un imperatore. Dopo un incerto inizio in
Nuova Zelanda e un periodo ben poco produttivo ad Antigua, nel 1862,
all'et di quarantasette anni, era stato assegnato all'importante isola della
Giamaica come governatore, incarico che assolse con entusiasmo e abilit,
soprattutto quando un grande incendio minacci la principale citt
dell'isola, Kingston, ed Eyre si adoper instancabilmente per riuscire a
domarlo.
Non mancavano tuttavia mormorii di scontento da parte dei nobili
proprietari: come osava Londra inviare a governarli un uomo che non
aveva sangue blu nelle vene? Eyre tuttavia era riuscito ad assicurarsi il rispetto
dei pi e all'inizio del 1865, anno critico in cui tanti
eventi avrebbero scosso la Giamaica, era cos saldamente in
sella che i suoi ardenti sostenitori
come Pembroke e Croome avevano ragione di supporre che sarebbe
rimasto per sempre al suo ufficio, sebbene il primo nutrisse dubbi
circa la capacit del governatore di mantenere l'armonia tra i vari elementi
dell'isola e confidasse al cugino di cominciare a scorgere in lui segni
di arroganza.
Avrebbe per esempio dovuto prestare paziente orecchio ai seguaci di
altre religioni, diverse da quella anglicana, che cominciavano a mettere
salde radici nell'isola; e i battisti scontenti diffondevano voci calunniose
sul suo conto.
Qualche anno prima, un loro ecclesiastico, tale Underhill, al suo ritorno
a Londra aveva pubblicato un libro sulla Giamaica dandone un
quadro tutto in positivo, ma subito dopo aveva ricevuto una valanga di
lettere di protesta da parte di correligionari locali: le sette non conformiste,
quali appunto i battisti, erano maltrattate dai rappresentanti della
chiesa d'Inghilterra, i cui fedeli erano in maggioranza e si mostravano assai
poco sensibili e generosi nei confronti delle minoranze. Per esempio, i
non conformisti erano obbligati a pagare tasse per mantenere la chiesa
anglicana e quei beoni dei suoi pastori, mentre le nostre congregazioni
non ricevono neanche un penny, sebbene la nostra predicazione sia pi
vicina allo spirito di Ges. E il governatore odia chiunque non abbia la
pelle bianchissima.
Indottovi da quelle proteste, nel dicembre 1864 Underhill aveva inviato
un rapporto alle autorit britanniche. Copie di tale resoconto erano
subito state trasmesse in Giamaica dove i capi della chiesa d'Inghilterra,
compresi il governatore e i suoi sostenitori, si sentirono oltraggiati all'idea
che un semplice battista osasse sollevare obiezioni, non solo contro la
chiesa prescelta da Dio, ma anche, per estensione, contro la regina in persona,
sua rappresentante in terra. Una cosa vicina all'eresia o al tradimento,
borbottava Croome. Quei dannati battisti sono per nove decimi
negri guidati da una banda di predicatori autonominatisi tali che per nove
decimi sono mezzosangue. Quel rapporto colpisce al cuore l'impero e il
suo autore dovrebbe essere fucilato. Il cugino lo invitava
alla calma, facendogli osservare: Chiunque accusa il
governatore Eyre di essere ostile
ai negri, sia un ignorante battista o chiunque altro, non  al corrente dei
suoi precedenti.
In Australia, proseguiva, Eyre aveva assolto abilmente l'incarico di
proteggere gli aborigeni e durante il periodo in cui era stato governatore
di San Vincenzo, prima di passare ad Antigua, era stato un campione
della causa negra, e lo stesso aveva fatto ad Antigua.
Croome di rimando affermava: Proprio per questo sarebbe criminale
da parte nostra permettere che quei dannati battisti ne insudicino la figura.
Jason, il nostro compito quali membri del consiglio esecutivo  di
fare tutto il possibile per evitare i terrori della rivolta dei cipayes in India
o gli orrori che si sono verificati ad Haiti quando i negri si sono sollevati.
Quelle immagini gli erano sempre presenti: Cawnpore, la citt sul
Gange dove centinaia di inglesi di ambo i sessi erano stati massacrati dagli
indiani in rivolta e la vicina Haiti, distante poco pi di centocinquanta
chilometri, dove gli atti di brutalit erano stati ancora pi feroci. Dobbiamo
fare il possibile per mantenere la pace, concluse Croome, e se
riesco a mettere le mani su quell'Underhill o su qualsiasi agitatore battista,
giuro che li ammazzo.
Il governatore Eyre, che in quel momento entrava nella sala del consiglio
dove i due cugini stavano scambiandosi quelle idee, si avvicin loro e
disse: Voi siete gli uomini sui quali conto come miei paladini quando tra
poco andrete a Londra. Siete di casa nella capitale britannica non meno
che nelle vostre piantagioni di zucchero e siete dunque elementi preziosi.
TORNATO A TREVELYAN, Jason fu accolto da una deputazione con cui
avrebbe preferito non avere a che fare: un gruppo di agricoltori, provenienti
dalla parrocchia di St. Ann al nord, guidati da uno dei pi scorbutici
predicatori battisti, un mezzosangue di quarantasette anni, certo
George William Gordon, appartenente a quella categoria che i giamaicani
bianchi chiamavano bedarkened (grosso modo affumicati) che
aveva condotto incessanti battaglie a favore dei suoi parrocchiani colorati
e negri. Aveva una strana barba che gli girava da una basetta all'altra, restando
sotto il mento e lasciando scoperto tutto il resto del volto, sempre
improntato ad arcigna gravit, quasi fosse incapace di un sorriso. Inalberava
occhiali con la montatura di ferro, indossava un abito da ecclesiastico
sebbene non risultasse legalmente ordinato sacerdote, e Croome
anzi sosteneva che Gordon si era abusivamente impossessato del titolo e
dell'abito.
Era un duro il cui padre, un bianco che era stato invece un debole,
aveva avuto sette figli da una delle sue schiave. Anni dopo, messo da
parte un po' di denaro, aveva per cacciato di casa la schiava e i suoi rampolli
per sposare una donna bianca, rifiutandosi persino di permettere
che questo o quello dei suoi figli mezzosangue, George William compreso,
mettesse piede in casa sua. Ciononostante, venuto a trovarsi in difficolt
economiche, era andato a piagnucolare dal figlio e questi, che
aveva fatto fortuna con varie iniziative commerciali, non solo aveva acquistato
una casa per il padre, ma aveva contribuito anche al mantenimento
della moglie bianca e dei figli di lei. Insomma George William,
nonostante il suo infelice colore, non era certo uomo da liquidare con disprezzo.
Pembroke cerc di mostrarsi cordiale invitando in casa gli agricoltori
negri e colorati e prestando orecchio alle loro proteste. Gli dissero che, in
base ai decreti sull'abolizione della schiavit e sull'emancipazione, avrebbero
dovuto ricevere, eventualmente acquistandoli, mille acri di terra incolta.
A tale scopo avevano messo da parte il denaro necessario, ma il governo
si rifiutava di cedere loro quelle terre, proclamando: Il vostro
compito  di lavorare per l'uomo bianco, quale che sia il salario che intende
pagarvi. Ma gli agricoltori aggiunsero: Nella parrocchia di St.
Ann non ci sono proprietari di piantagioni bianchi e noi non abbiamo
terre su cui coltivare i nostri prodotti.
Erano lamentele che avevano trovato vasta eco nelle parrocchie della
Giamaica. Quando, nel 1834, l'emancipazione era stata decretata nei Caraibi
britannici, gli ex schiavi erano stati indotti a credere che avrebbero
avuto a disposizione terre, ma l'assemblea legislativa, composta in larga
parte da proprietari bianchi e dai loro dipendenti di colore, si era rifiutata
di cedere anche una sola zolla e le classi inferiori non avevano autorit
alle quali rivolgersi per ottenere giustizia. La Giamaica contava quattrocentocinquantamila
abitanti ma soltanto settecentocinquantatr avevano
diritto di voto, e costoro erano ben decisi a non cedere terre ai disprezzati
seguaci battisti del predicatore Gordon.
Pembroke, che era al corrente dei fatti, prest attento orecchio agli
agricoltori e alla fine sugger di indirizzare una cortese lettera alla regina
Vittoria esponendo il problema e proponendosi di compilarne lui stesso il
testo: voleva infatti evitare che a scrivere l'appello fosse Gordon, noto
per le sue idee troppo radicali.
Compilata la missiva, la lesse ad alta voce, e gli agricoltori convennero
che essa esprimeva bene allo stesso tempo il loro punto di vista, il loro affetto
per la regina e la loro fiducia che fosse benevolmente accolto.
Due giorni dopo, Oliver Croome piomb a Trevelyan protestando con
il cugino per quella iniziativa: possibile che non si fosse reso conto che le
persone in nome delle quali l'aveva intrapresa erano le stesse che diffondevano
le menzogne contenute nel rapporto di Underhill? Sono dei rivoluzionari,
Jason. Vuoi forse avere un'altra Haiti? concluse. Aggiunse
poi che il cugino non capiva la questione negra, e a riprova
delle sue asserzioni, per chiarirti le idee, consegn a
Jason uno dei sorprendenti
prodotti dell'alta cultura britannica: un testo compilato sedici anni prima,
nel 1849, anno di grandi rivoluzioni che avevano scosso l'Europa, evidentemente
dettato dalla preoccupazione per la sollevazione delle classi
inferiori. Era intitolato Discorso d'occasione sulla questione negra e a scriverlo
era stato Thomas Carlyle, lo scozzese celebre per essersi fatto paladino
dell'adorazione dell'eroe quale guida nella vita individuale e nazionale.
Carlyle era un fermo sostenitore del diritto britannico a governare
gli appartenenti a quelle che collettivamente designava razze inferiori e
riteneva che fosse dovere degli uomini prendere le decisioni e che le
donne e i figli dovessero semplicemente obbedire.
Leggendo quel testo, Jason colse subito due parole chiave: tutti i negri,
soprattutto gli schiavi liberati, erano definiti quashee, nome augurale che
in una trib africana si dava ai bambini nati di domenica. A Carlyle evidentemente
piaceva il termine perch suonava beffa ai negri cui era attribuito,
e infatti se ne serviva fino alla nausea nei suoi commenti velenosi.
Inoltre, probabilmente da colloqui con proprietari di piantagioni di cotone
o di zucchero giunti in Inghilterra dalle due Caroline, aveva ripreso
l'idea che i negri trascorressero il loro tempo standosene all'ombra a divorare
angurie; ma siccome Carlyle non ne aveva mai vista una (in Inghilterra
non ne crescevano), le confondeva con le zucche e inzeppava il saggio
con umoristici riferimenti a quashee e alla sua zucca.
Continuando la lettura, Jason rest a pi riprese senza fiato, incapace
di credere che un britannico intelligente potesse scrivere scemenze simili:
I nostri beneamati negri sono finalmente felici, adesso che non hanno altro
da fare che curarsi i denti che, piantati come sono in quelle loro mandibole
da cavalli, non cadranno di sicuro! Oppure: Con un penny d'olio,
puoi fare di un quashee una bella cosa lustra lustra. E ancora: No,
gli di desiderano che, a parte le zucche, nelle Indie occidentali crescano
spezie e altri preziosi prodotti. Ma desiderano soprattutto che le Indie occidentali
siano occupate da uomini industriosi, non da indolenti bovini a
due gambe, felici della locale abbondanza di zucche.
Veniva poi il nocciolo della soluzione proposta da Carlyle alla questione
negra: Ogni quashee, se non vuole dare una mano a produrre le
spezie, deve essere ridotto nuovamente in schiavit, e grazie alla benefica
frusta, dal momento che altri metodi non servono, sar costretto a lavorare.
In altre parole, Carlyle, assertore della teoria della razza padrona,
esigeva la reintroduzione della schiavit almeno nelle Indie occidentali,
dove la carenza di schiavi aveva causato la diminuzione della produzione
saccarifera. Passava poi a esaltare gli eroici britanni che avevano portato
la civilt nelle isole: Prima che le Indie occidentali potessero produrre
una zucca per ogni negro, quanto eroismo europeo ha dovuto consumarsi
in oscure battaglie... Sotto il suolo della Giamaica, prima che potesse produrre
spezie o zucche, hanno dovuto essere sepolte le ossa di molte
migliaia di britanni; come si rallegreranno, costoro, a sapere che tutto questo
 stato fatto per far crescere le zucche che permettono ai quashee di
campare allegramente senza far nulla!
Con ornate parole Carlyle descriveva poi la sua visione del mondo:
Oscuri amici negri, sarete i servi di coloro che sono nati pi intelligenti
di voi, nati per essere i vostri signori: servi dei bianchi poich essi sono (e
quale mortale potrebbe dubitare che lo siano?) nati pi sapienti di voi. 
questa la legge del mondo: che i pi stupidi siano servi dei pi intelligenti.
Scandalizzato dalla lettura, Pembroke espresse le sue opinioni in merito
al cugino, il quale replic: Un momento! Vuoi forse che accada qui
quello che  successo ad Haiti? Desideri forse un'altra rivolta simile a
quella avvenuta in India? Carlyle dice la verit, la triste, dura verit. I negri
sono davvero poco pi di animali e se si rifiutano di lavorare le nostre
terre per i salari da noi proposti, devono esservi costretti; se questo significa
ripristinare la schiavit, ben venga. Se lo sono voluto.
Turbato dall'ardore con cui Croome faceva proprie le opinioni di Carlyle,
Pembroke se ne usc a dire: Non c' da meravigliarsi che Gordon
faccia proseliti tra i negri.
Gordon! grid Oliver Croome. Presti forse orecchio a quel pazzo
farneticante? La gente come te sostiene che Gordon  stato buono con il
suo padre bianco, ma ignori forse che disponeva di denaro solo perch ha
rubato a quel padre terra e case? Ignori forse che ha fatto s che i suoi lavoranti
degradassero le fattorie paterne, in modo che il vecchio fosse costretto
a venderle rimettendoci moltissimo? E sai chi le ha comprate?
Gordon. Croome prosegu dicendo che la moglie di Gordon era una
bianca da lui sposata solo per fare strada in seno alla comunit, e che con
i suoi sermoni e le sue eresie spesso il battista gettava il ridicolo sulla
chiesa ufficiale, infangando la nostra amata regina. Concluse: Dovrebbe
essere distrutto e mi sorprende che tu lo abbia accolto in casa
tua.
Ma non ti sembra, chiese Jason con tono pacato, che il tuo Thomas
Carlyle sia altrettanto pericoloso con le sue predicazioni di odio? E Oliver
replic: Ma quelli sono negri, Jason.
QUANDO PEMBROKE CONSEGN al governatore Eyre la supplica dei suoi
vicini di St. Ann, questi, andatosene Jason, convoc Croome e quattro
piantatori che la pensavano come Carlyle per elaborare un commento all'appello
degli agricoltori alla regina, e i cinque, pescando a piene mani
nel Discorso d'occasione sulla questione negra, fecero del loro meglio per
demolire tutte le argomentazioni degli autori della supplica, assicurando
alla sovrana che tutto andava a gonfie vele in Giamaica e che, se c'erano
proteste, a sollevarle erano soltanto negri che odiavano sua
maest e mezzosangue seguaci dei battisti, mentre nessun gentiluomo o proprietario di
piantagione dell'intera isola si abbasserebbe a firmare una lettera cos insolente.
Si ignora da chi sia stata compilata la risposta agli agricoltori ma, siccome
venne inviata in Giamaica sotto forma di risposta personale della
regina Vittoria,  passata alla storia con il nome di The Queen's Advice:
La prosperit delle classi lavoratrici in Giamaica dipende dal loro lavoro
come salariati non gi in maniera incerta o capricciosa bens costantemente
e continuamente, quando il loro lavoro sia richiesto e per tutto il
tempo di cui se ne abbia bisogno... Essi devono star certi che possono godere
di benessere solo grazie alla loro industriosit e al loro buon senso,
non gi con il ricorso ai propositi che sono stati fatti loro balenare, e devono
mirare al miglioramento delle loro condizioni.
Sua maest considerer con interesse e soddisfazione i loro progressi
frutto dei loro meriti e dei loro sforzi.
Non una parola sulla condizione di miseria degli agricoltori, nessuna
promessa di cedere terre incolte perch i proprietari delle piantagioni sostenevano
che, se i negri avessero messo le mani sulla terra a loro uso e
consumo, non avrebbero pi lavorato nelle piantagioni e nelle distillerie
di rum; soltanto il terribile, crudele ordine: Lavorate per i vostri padroni
bianchi per tutto il tempo che ne hanno bisogno e ai salari da essi benignamente
offerti. Jason Pembroke, letto il documento, borbott: Sembrerebbe
scritto da Thomas Carlyle.
Inutile dire che quando Eyre mostr The Queen's Advice a Croome e ai
suoi amici pi conservatori, questi furono entusiasti del fatto che la regina
Vittoria avesse fatto propria la loro fraseologia e approvarono con
entusiasmo il commento del governatore: Bene, penso che questo risponda
alle agitazioni di fratello Gordon. Croome e i suoi amici si affrettarono
poi ad affiggere copie del documento in tutta l'isola.
Ma quando Pembroke s'avvide di quel che era in ballo e della rabbia
con cui i contadini, i poveri e le madri denutrite leggevano il documento,
spesso sputandoci sopra, disse a se stesso: Qui sar peggio che ad Haiti.
Mont a cavallo e corse a Kingston dove disse al predicatore Gordon:
Amico mio, nutro pieno rispetto per ci che cercate di fare, ma per amor
di Dio siate prudente nelle prossime settimane e tenete la bocca chiusa.
E perch mai dovremmo tacere di fronte a un messaggio cos offensivo
da parte della regina?
Proprio perch  la regina e anche perch uomini potenti vogliono
tapparvi la bocca. Aggiunse che a suo giudizio non era stata Vittoria in
persona a vergare quella lettera, e torn alla sua piantagione dove tent
di convincere anche i suoi braccianti che mai sua maest avrebbe potuto
concepire una replica tanto crudele.
I CINQUANTAMILA VOLANTINI che erano stati affssi ad alberi e muri
erano intesi, dall'imbecille che aveva scritto la lettera, dal governatore
Eyre e da uomini potenti come Oliver Croome, a mettere a tacere il dissenso
circa i metodi con cui la Giamaica veniva governata. Ma si verific
esattamente l'effetto opposto, perch gli agricoltori di St. Ann, che avevano
contribuito alla stesura della petizione originaria, si resero perfettamente
conto che la regina aveva evitato di rispondere a tutte le loro lamentele:
Come possiamo lavorare se non ci viene offerto lavoro? E
come possiamo mostrarci industriosi se non ci viene data terra sulla quale
dar prova delle nostre capacit?
In tutta la magnifica isola, lungo le coste e le vallate, uomini di buona
volont che si vedevano negata ogni possibilit di futuro discussero il
messaggio, e le frasi insolenti in esso contenute suscitarono grande collera.
La pi possente delle voci che si levavano era quella del predicatore
Gordon che batteva la Giamaica arringando i suoi battisti e pronunciando
affermazioni sempre pi infiammate: In quest'isola avremo un'altra
Haiti. E anche: A me non piace la rivoluzione ma, se deve venire,
spero che risolva questi terribili problemi. O ancora:  vergognoso che
a fungere da custos di St. Thomas-in-the-East, la parrocchia che tanto
amo, sia un immigrato tedesco. Quest'ultima protesta, come si vedr,
con il passare dei mesi avrebbe assunto un particolare significato.
Secondo la legge giamaicana, il governatore nominava alla testa delle
varie parrocchie uomini dotati di considerevole autorit che avevano il titolo
di custos (plurale custodes), termine formulato in latino a suggerire il
ruolo di guardiani e sorveglianti che esercitavano. Quello della parrocchia
cui apparteneva Gordon era appunto un immigrato tedesco e un feroce
conservatore, alle orecchie del quale ogni espressione di pubblica
protesta suonava anatema. Era il barone Maximilian Augustus
von Ketelhodt e al suo arrivo sull'isola aveva avuto cura di
corteggiare una ricca vedova
che sposandolo gli aveva portato in dote cinque ricche piantagioni e
l'accoglimento in seno alla fazione dominante l'isola. Abile politico, egli
sapeva ingraziarsi le classi inferiori e non era un tiranno, sebbene Gordon,
sottoposto alla sua custodia, tale lo ritenesse.
La parrocchia di St. Thomas-in-the-East, al cui andamento il barone sovrintendeva,
doveva il suo curioso nome a due motivi: il fatto di trovarsi
all'estremit orientale della Giamaica e quello di aver ripreso il nome di
un'altra chiesa, pi antica, posta al centro dell'isola. Era unica sotto molti
punti di vista: essendo tanto lontana da Kingston e da Spanish Town, si
riteneva libera dai vincoli di altre parrocchie, i suoi abitanti erano in larga
misura battisti, cosa che faceva della parrocchia una fonte di numerosi
problemi e scontri soprattutto con il barone von Ketelhodt; contava inoltre
un numero eccezionale di predicatori di sangue misto e negri, proprietari
terrieri e semintellettuali, e sembrava inevitabile che Gordon venisse
rimesso in riga, in un modo o nell'altro, dal suo custos.
La lunga estate del 1865 fu particolarmente calda e umida, e proprietari
attenti come Oliver Croome si resero conto che l'umore delle classi
inferiori era diventato ostile. Sollecit pertanto un'udienza al governatore
per metterlo in guardia: si rischiava una ribellione ed era opportuno
che il governatore convocasse il barone tedesco per sentire il suo parere.
Questi rifer a Eyre: A mio giudizio quell'asino di Gordon  responsabile
dell'atmosfera che si  creata, insieme con uno dei suoi sottoposti, un
buffone a nome Bogle, altro predicatore battista ordinato tale da Gordon.
Aggiunse che molti avevano sputato sul The Queen's Advice e che
in tre casi il volantino era stato strappato. Avendogli il governatore chiesto
che cosa si potesse fare, il barone rispose che bisognava essere prudenti
per non infiammare vieppi gli animi, stando per con gli occhi
ben aperti. Era Gordon a incitare alla ribellione e prima o poi bisognava
prenderlo al laccio ma evitando di provocare ulteriormente quei maledetti
rinnegati battisti.
Croome e Pembroke, invitati dal governatore a dire la loro, espressero
pareri diversi: il primo riteneva necessario mettere a tacere subito Gordon,
il secondo che la lettera della regina era reputata, dalle persone pi
acute dell'isola, frutto di scarsa sensibilit. Ma il governatore gli tapp la
bocca affermando che la regina ha parlato e che il popolo deve essere
ridotto all'obbedienza.
Ma le agitazioni in Giamaica non ebbero fine: sei giorni dopo, mentre
Gordon teneva un comizio a Kingston, il suo socio Bogle guid una furibonda
sollevazione nel corso della quale negri stanchi di attendere che le
loro lamentele fossero ascoltate uccisero nella maniera pi
brutale diciotto bianchi, tra cui funzionari della regina,
proprietari di piantagioni e
il loro custos, il barone tedesco, di cui mutilarono il cadavere tagliandogli
le dita. Queste furono fatte circolare a ricordo della fortunata rivolta e alcuni
negri che avevano partecipato ai selvaggi disordini furono uditi gridare:
Adesso siamo come Haiti! Il pericolo di una ribellione si profil
in tutta l'isola.
I DUE PROTAGONISTI DELLA TRAGEDIA giamaicana, Eyre e Gordon,
erano indubbiamente a Kingston quando la ribellione scoppi a molti
chilometri di distanza, nella parrocchia di St. Thomas-in-the-East.
In quel frangente, Eyre si comport in maniera esemplare, impartendo
sempre i giusti ordini. La sera in cui ebbe notizia della ribellione, consapevole
di non poter dichiarare da solo la legge marziale, azione che spettava
al consiglio di guerra, incaric Croome di radunarlo e, in attesa delle
decisioni del consiglio, il cugino di Pembroke provvide personalmente a
compilare la bozza del decreto.
All'alba ebbe luogo la riunione che si concluse con l'imposizione della
legge marziale nella parrocchia di St. Thomas-in-the-East e in
quelle contigue; ma Eyre, dando prova di buon senso, non volle che il decreto fosse
esteso a Kingston, asserendo: La legge marziale in un luogo affollato
come questo potrebbe portare a terribili atti di brutalit.
Rimasto solo con Croome e Pembroke, il governatore chiese al secondo:
E vero che un vostro antenato, un secolo fa, si  acquistato fama
per aver pacificato i maroon? Alla risposta affermativa di Jason, prendendo
d'impulso una decisione destinata ad avere grande incidenza in seguito,
Eyre gli ordin: Montate immediatamente a cavallo, recatevi dai
maroon e implorateli di non schierarsi con i negri in questo terribile frangente.
Fate loro qualsiasi concessione, cercate di allettarli con ogni
mezzo, ma a ogni costo fate in modo che non si uniscano alla ribellione.
Era la prima volta che quella spaventosa parola veniva pronunciata e nei
quattro decenni successivi Eyre l'avrebbe costantemente impiegata a giustificazione
delle sue iniziative: Era la ribellione e io dovevo soffocarla.
Prima delle sette di quel mattino, Pembroke entr nella perigliosa zona
montana in cui si era addentrato un tempo, in veste di paciere, il suo bisnonno
in condizioni non diverse. Alle otto, il consiglio di guerra proclam
la legge marziale nella zona orientale dell'isola e, in possesso dell'autorizzazione
di cui aveva bisogno, Eyre, accompagnato da Croome,
noleggi una nave postale francese che sped a pattugliare le coste nelle
zone dei disordini. Alle dieci del mattino, era lui stesso gi per via. Imbattutosi
nella nave che entrava nel porto di Kingston carica di profughi che
avevano abbandonato le zone della ribellione, ebbe i primi, atroci particolari
di quant'era avvenuto in una delle parrocchie pi pacifiche e prospere:
mentre erano ancora in vita, al reverendo anglicano Herschell avevano
mozzato la lingua e a Price, un negro membro dell'assemblea, avevano
squarciato il ventre e strappato gli intestini. Il tenente Hall era stato
bruciato vivo, a molti erano stati cavati gli occhi, sfondato il cranio e
spappolato il cervello, e il barone tedesco, che aveva combattuto fino alla
fine, era stato fatto a pezzi.
Giunto alla parrocchia ribelle, Eyre trov che le corti marziali erano
gi all'opera e che ne facevano parte giovani ufficiali di reggimenti di
stanza a Giamaica o di navi che erano accorse sul posto. I processi andavano
per le spicce: i prigionieri, tradotti davanti alla corte a gruppi, si
sentivano leggere la sentenza e, per qualsiasi comportamento ritenuto appena
fuori dal normale, anche solo per aver lanciato un'occhiata sospetta
a un soldato, i negri venivano condannati senza dar loro la possibilit di
difendersi. Impiccateli, gridava l'ufficiale che presiedeva la corte, e subito
una mezza dozzina di negri venivano fatti penzolare dalle travi annerite
del locale del tribunale dato alle fiamme durante i disordini. Era una
morte crudele, perch colpevole o innocente che fosse, il prigioniero veniva
appeso a una corda con la quale lo si tirava su, in modo da strangolarlo
lentamente anzich fatto cadere dall'alto con il nodo scorsoio al
collo, in modo da romperglielo all'istante.
Per tre giorni e tre notti, Eyre batt la zona, constatando con sollievo
che la ribellione che aveva devastato St. Thomas non sembrava diffondersi
a parrocchie vicine. Poich ogni mattino le corti marziali impiccavano
decine di prigionieri negri, senza che mai nessuno fosse trovato innocente,
si sent in dovere di dire a Croome: Abbiamo spezzato la
schiena alla ribellione. Voi restate con le truppe e assicuratevi che la pacificazione
continui.
Tornato a Kingston, mand un rapporto a Londra in cui, nella grande
tradizione dei governatori coloniali britannici, affermava: Penso di
aver evitato, mediante una decisa e pronta azione contro i nemici di sua
maest, un altro ammutinamento indiano o una sollevazione come quella
di Haiti.
L'UNICA SUA PREOCCUPAZIONE era che George Gordon non fosse stato ancora
catturato. Agli occhi di Eyre il predicatore era responsabile di tutto,
sebbene non si fosse trovato nel luogo dei massacri e non vi avesse avuto
mano n diretta n indiretta. Ma secondo il governatore era stato lui a emanare
gli ordini che avevano dato il via alla ribellione, quindi doveva essere
impiccato. Nessun tribunale civile di Kingston lo avrebbe condannato, mancando
qualsiasi prova; non aveva ucciso nessuno, non aveva preso le armi
contro la regina, non c'erano testimoni a indicare che avesse incitato alla ribellione
armata al di l della sua contestazione della lettera della regina. Ma
Eyre sapeva che, se si fosse riusciti ad attirarlo nella parrocchia di St. Thomas,
le corti marziali avrebbero potuto giudicarlo e non si sarebbero lasciate
certo ostacolare dalla logica o dalle tradizioni legali. Eyre per temeva che
fosse fuggito dall'isola, sottraendosi alla giusta punizione.
Ordin ai suoi subordinati di scovarlo a ogni costo. Non riuscendo a
trovarlo, Eyre passava notti insonni.
Poi, all'improvviso, il mattino del terzo giorno, George William Gordon
entr tranquillamente al quartier generale delle truppe di stanza a
Kingston e disse: Se non mi sbaglio, mi state cercando. Sono il reverendo
Gordon. Ne fu subito informato il governatore che, andato a vedere
il prigioniero, gli ingiunse: Dovete venire con me, alla parrocchia
di St. Thomas. Con un leggero inchino, Gordon gli rispose ci che si era
sentito ripetere dai suoi amici negri e colorati durante i giorni della latitanza:
Se vado davanti a una corte marziale, sar la mia morte. Eyre con
un sorriso perfido rispose: Forse.
La nave Wolverine avrebbe dovuto salpare di l a un'ora, ma la partenza
fu rimandata perch un uomo agitato, impolverato e sfinito, si precipit
nell'ufficio di Eyre gridando: Signore, non dovete mandare Gordon
a St. Thomas, non dovete assolutamente farlo! Siccome il governatore
non poteva non prestare orecchio a quel personaggio, la consegna di
Gordon a una morte certa venne rimandata.
QUASI UNA SETTIMANA PRIMA, quando Pembroke era stato incaricato di
servirsi dell'onorato nome di famiglia per impedire ai selvaggi maroon di
unirsi alla ribellione dei negri, si era cacciato in un'avventura che sembrava
il ricordo di secoli passati. Entrato nei Monklands, la zona pi occidentale
della parrocchia di St. Thomas, aveva notato segni di sollevazione
e un piantatore bianco che l'aveva riconosciuto aveva gridato: Se andate
avanti,  a vostro rischio e pericolo!
Jason Pembroke era penetrato decisamente tra le Bleu Mountains, che
forse erano poca cosa rispetto all'Himalaya e alle Ande ma erano assai pi
alte di ogni altro monte in Gran Bretagna. Qua e l si levavano cime di
oltre duemila metri, intervallate da profondi burroni e coperte da una
fitta vegetazione. Aveva incontrato negri che gli avevano detto: Non pi
andare, massa! Pi avanti grande guaio, maroon! Non andare, massa, tra
poco tu udire corni. Ben presto, superata l'ultima capanna nella stretta
valle che stava percorrendo, ud il suono profondo che tanta paura incuteva
ai giamaicani: il gemito di tre o quattro grandi corni suonati all'unisono
dai maroon, quegli schiavi fuggiaschi che avevano continuato a vivere
tra i monti della Giamaica da quasi trecento anni. Le leggi non li riguardavano,
la polizia non osava mettere piede tra i monti e persino
truppe ben addestrate evitavano il confronto con quei formidabili guerrieri.
Nessun bianco sapeva come vivessero. Scendendo di tanto in tanto
dai monti per prestare la loro opera come braccianti, zappando i loro
campi e dedicandosi a incursioni su piccola scala, per poi ritirarsi prontamente
nelle loro tane nascoste, riuscivano in qualche modo a sopravvivere.
I loro corni erano costruiti con materiali diversi: conchiglie marine
passate di padre in figlio, corna di bestiame catturato durante le incursioni,
singolari strumenti di legno. Comunque riuscivano a produrre effetti
spaventosi: il suono dei corni maroon significava guai, voleva dire
che i negri delle montagne erano una volta ancora sul sentiero di guerra.
In anni recenti i maroon erano stati forieri di guai soprattutto per gli altri
negri perch i fuggiaschi dei monti vedevano in loro gli avversari peggiori,
gente di cui non c'era da fidarsi anche se della loro razza. I maroon
avevano ottenuto grandi concessioni dai bianchi fungendo da segugi
umani, dando cio la caccia e catturando schiavi fuggiaschi per poi renderli
ai loro padroni, ma a volte accoglievano i ribelli, in particolare le
donne negre, nella loro confraternita, per rimpolpare le proprie file.
Erano temibili guerrieri che erano riusciti a difendersi per oltre due secoli,
mantenendo vive tradizioni ereditate dall'Africa e costituendo un
mitico sfondo della vita giamaicana. Conoscevano l'inglese, ma preferivano
un loro indecifrabile gergo zeppo di parole africane e, nerissimi, con
il loro aspetto infondevano il terrore nel cuore dei bianchi. Non pi di un
giamaicano su dieci nell'isola aveva visto un maroon, ma tutti fin dall'infanzia
erano consapevoli della loro presenza (se non stai buono i maroon
vengono a prenderti) ed era proprio nei loro rifugi che Pembroke si proponeva
adesso di entrare.
Ormai certo che lo avessero individuato, Jason, sebbene consapevole
del rischio che stava correndo, non appena il sentiero si fece pi ripido,
scese da cavallo e procedette gridando: Arriva Pembroke! ripetendolo
pi volte mentre si intensificava il suono dei corni. Giunto sulla cresta di
un alto colle, si trov all'improvviso tra due negri che gli ordinarono di
fermarsi minacciandolo con le mazze che impugnavano.
Non apparivano come selvaggi usciti da una giungla: indossavano calzoni
e camicie, sia pure stracciati, e avevano le teste rasate. Pembroke,
ben sapendo che ci che faceva in quei primi istanti avrebbe deciso della
sua vita o della sua morte, permise loro di impadronirsi del suo cavallo ed
evitando di fare gesti che potessero essere ritenuti poco amichevoli ripet
pi volte: Pembroke vostro amico. Pembroke vostro amico. I due sembrarono
prendere finalmente una decisione perch accompagnarono
Pembroke a un villaggio circondato da piccoli campi su cui lavoravano le
donne.
Le ventidue case erano poco pi che semplici capanne, ma una posta al
centro, pi vasta delle altre, aveva il tetto di metallo ed evidentemente
ospitava il capo, un anziano negro i cui antenati si erano rifugiati fra i
monti nel 1657, due anni dopo essere stati sbarcati in Giamaica come
schiavi da Sir William Penn, l'ammiraglio inglese che aveva conquistato
l'isola battendo gli spagnoli. Quando il capo vide il bianco venire verso di
lui, la sua prima intenzione fu di farlo uccidere o di cacciarlo trattenendo
come preda il cavallo, ma Jason, sperando che qualcuno dei presenti capisse
ci che diceva, ripet pi volte: Sono Pembroke, lo stesso Pembroke
che vi ha portato pace molto tempo fa. Le sue parole ebbero un
effetto magico perch il capo lo abbracci dicendo: Noi conoscere Pembroke.
Molti anni. Uomo buono. Uomo fidato. Poi spieg: Sono il colonnello
Seymour che comanda qui.
Jason spieg il motivo della sua visita: Grande agitazione a Morant
Bay. Il capo rispose che lo sapevano. Jason aggiunse che ex schiavi avevano
ucciso e venivano uccisi: Il governatore, grande uomo, manda me
per chiedere voi di non unirvi a rivolta.
Io conosco governatore. Suo nome Eyre. Abbastanza uomo buono.
Che cosa promette lui noi se non partecipiamo?
Cavalli, rispose Pembroke, cavalli come questo e forse altre pallottole
per vostri fucili. Il capo disse allora che i suoi erano proprio sul
punto di marciare su Morant Bay, e Pembroke, con la voce rotta dalla disperazione,
lo implor di non unirsi ai ribelli.
Noi non vogliamo unirci loro, replic il colonnello. Noi uccidere
essi. Spieg poi: Ex schiavi non buoni. Essi sconfiggono voi bianchi,
poi subito dopo assalire noi. Noi uccidere essi prima. Le implorazioni di
Jason non ebbero alcun effetto sul colonnello.
Questi ordin che i corni riprendessero a suonare e nel giro di pochi
minuti si raccolse una forza di spedizione formata da circa duecento uomini
provenienti da vari villaggi in groppa a un sorprendente numero di
ottimi cavalli. Dopo aver ordinato ai suoi uomini di restituire a Jason il
suo, il colonnello Seymour gli disse: Anche tu cavallo. Tu parla ufficiali
quello che noi fare. A Jason non rest che obbedire.
Scendendo a rotta di collo il sentiero montano, la cavalleria maroon
raggiunse la strada principale, quindi punt a est alla volta delle zone in
cui erano avvenuti i disordini. Giunto al villaggio negro di Conati, cos
chiamato dal nome di un antico abitato africano, Seymour divise le sue
forze in due gruppi, uno incaricato di circondare l'abitato, l'altro di appiccare
il fuoco a tutte le capanne; ordin di uccidere gli abitanti che ne
fuggivano: uomini, donne e bambini vennero ugualmente sterminati, con
mazze e lunghi coltelli di canna quando venivano catturati, e con precisissimi
colpi di fucile alla schiena se tentavano di fuggire. Non ne sopravvisse
neppure uno. Lo stesso massacro accadde nel secondo villaggio in
cui si imbatterono e in quel modo i maroon si avvicinarono al centro
principale di Morant Bay.
L, per fortuna, a comandare le truppe era il colonnello Hobbs il quale,
consapevole dell'enorme confusione che si sarebbe creata se ai maroon
fosse stato concesso di entrare nell'abitato, gi sottosopra per i disordini e
le impiccagioni, aveva schierato i suoi soldati per impedire l'ingresso ai feroci
montanari. A quella vista il colonnello Seymour volse indietro il cavallo
e guid i suoi verso altre zone rurali dove potevano imperversare
senza ostacoli. Pembroke, che inorridito aveva seguito tutta l'azione senza
poterla impedire, lasciato indietro dai neri rifer a Hobbs: Sono venuto
qui per ordine del governatore per cercare di persuadere i maroon a non
unirsi ai ribelli, ma non avrei mai immaginato che volessero sterminarli.
Il colonnello rispose di non preoccuparsene: altre centinaia di cadaveri
si sarebbero aggiunti agli uccisi prima che si fosse finito di soffocare la rivolta,
poi lo condusse ad assistere ai procedimenti della corte marziale.
Il processo di ventisette negri e due negre, legati in un angolo della capanna
che fungeva da tribunale e vigilati da marinai armati e da alcuni
cani, dur esattamente nove minuti. Un militare di poco pi di vent'anni
chiese: Quali sono le imputazioni contro questi criminali? Un bianco
testimoni: Hanno tutti partecipato alla ribellione.
Anche le donne?
S.
Verdetto? chiese il giudice ai due ufficiali suoi commilitoni, uno dell'esercito
e uno della marina. Subito risposero: Colpevoli. Allora il giudice
pronunci la sentenza: Si impicchino gli uomini e si infliggano settantacinque
frustate alle donne. I condannati furono sospinti fuori e avviati
alla forca. Ma siccome sulla sua trave c'era posto solo per venti
corde, il sergente che comandava il drappello di scorta, senza consultare
la corte, uccise di persona con una pistolettata in testa sette uomini, ai
quali in un certo senso and bene perch almeno morirono subito. Gli altri
venti furono tirati su con le corde al collo, a scalciare e soffocare lentamente.
Pembroke era nauseato da tanta brutalit commessa in nome del governatore
Eyre e della regina Vittoria, ma fu soprattutto ci che accadde
alle due donne prigioniere a fargli capire a quale punto di crudelt potesse
giungere una corte militare non frenata da nessuna legge: le due disgraziate
furono denudate, gettate a terra e frustate sulle natiche, non gi
con uno staffile, ma con un gatto a nove code munito di fili di ferro. I marinai
incaricati della bisogna sembravano godersela un mondo, mentre
giovani soldati che assistevano alla punizione contavano in coro le frustate,
che furono venticinque e che lasciarono le donne semisvenute.
Ma non era ancora la fine della punizione: riscosse con secchiate d'acqua
in faccia, le due poverette furono gettate nuovamente a terra e ricevettero
venticinque altre frustate tra gli applausi dei soldati che contavano.
Jason si sarebbe aspettato che Hobbs intervenisse, come avrebbe
dovuto fare di fronte a una tale esecuzione, ma il colonnello si limitava a
sorridere e a contare a sua volta i colpi.
Altre venticinque frustate. Poi, finito il crudele spettacolo, Pembroke
fece per rimontare a cavallo e tornare a Kingston, ma proprio in quella
quindici altri accusati furono portati nella capanna dove li attendeva la
stessa imparziale corte marziale; proprio allora Hobbs disse qualcosa
che indusse Jason a prendere una subitanea decisione, quali che ne fossero
le conseguenze: Buone nuove da Kingston. Hanno catturato quel
bastardo di Gordon e il governatore Eyre lo spedisce qui perch lo processiamo.
Jason si rese immediatamente conto di quanto illegale sarebbe stato anche
quel procedimento e, deciso a dissociarsi dal crudele Hobbs, part al
galoppo, nella speranza di raggiungere il governatore e persuaderlo a revocare
un ordine che riteneva sbagliato.
Giunse alla residenza di Eyre poco prima che l'ordine del governatore
di spedire Gordon a St. Thomas e alla corte marziale fosse messo in atto;
entr senza farsi annunciare nell'ufficio di Eyre gridando: Governatore,
per amor di Dio, non mandate George Gordon alla corte marziale di St.
Thomas. L sono letteralmente impazziti.
Eyre replic che i giudici militari facevano soltanto il loro dovere e che
quanti si erano ribellati alla regina dovevano pagare per le loro colpe.
Pembroke replic che era crudele frustare a quel modo le donne, poi fece
rapporto aggiungendo che, arrivato tra i maroon, li aveva invitati a non
unirsi ai ribelli e che quelli, contrariamente alle sue aspettative, avevano
compiuto un'incursione contro i negri uccidendo donne e bambini.
Quando un uomo come Gordon scatena una ribellione, rispose il governatore,
deve ben prevederne le conseguenze.
Ma Gordon non era a St. Thomas, non ha avuto parte alcuna nello
scoppio della rivolta! ribatt Jason. Le sue parole fecero infuriare Eyre il
quale fu l l per ordinare a Pembroke di togliersi dai piedi, ma il coraggio
di cui il giovane aveva dato prova meritava una parola di lode e il governatore
dovette pronunciarla: Vi siete comportato da vero inglese,
Pembroke. Il dovere vi ha chiamato e voi avete risposto.
Adesso per  mio dovere, governatore, dirvi una verit fondamentale.
Tutto quanto avete fatto finora, ogni vostra iniziativa,  stata impeccabile,
degna di un governatore di sua maest. La sollevazione  stata soffocata,
l'isola  sotto controllo; ora dovete fare in modo che la legge marziale
cessi di avere cos terribili conseguenze. Aggiunse che spedire Gordon
a St. Thomas sarebbe equivalso a un assassinio legale. Eyre ribatt:
Dobbiamo impartirgli una lezione.
Con voce angosciata, Pembroke implor: Governatore Eyre, tutto
quanto avete fatto finora reca il segno della grandezza. Ma se fate questo
a Gordon e mantenete in funzione le corti marziali, correte un terribile
rischio. Si vedr in voi un uomo che ha infranto le norme giuridiche e
l'Inghilterra potrebbe condannarvi per questo.
Queste parole andarono a segno, essendo il governatore consapevole
della debolezza della sua posizione: mosso dal desiderio di vendetta personale
era disposto a dimenticare le tradizioni della giustizia inglese pur
non ignorando che Gordon non era legalmente responsabile della sollevazione
da lui definita ribellione. Sapeva anche che un tribunale civile
di Kingston non avrebbe mai condannato il predicatore e tanto meno lo
avrebbe fatto impiccare. Peggio ancora, era consapevole che era illegale
da parte sua sottrarre Gordon alla legge civile a Kingston per consegnarlo
a una corte marziale che su di lui non aveva alcuna autorit, compiendo
cos un atto che sarebbe equivalso a un assassinio. Ma l'animosit che nutriva
verso quell'uomo era tale che, a propria giustificazione, si lasci andare
a una sconcertante confessione: Ho sempre odiato George Gordon,
un uomo di colore che ha sposato una bianca per assicurarsi vantaggi. Un
settario battista che ha sempre denigrato la nostra religione nazionale e,
peggio di tutto, un contadino analfabeta che ha osato mettere in ridicolo
la nostra regina.
Pembroke replic che non era cos: Gordon aveva semplicemente protestato
contro la stupida lettera resa pubblica in nome di sua maest; poi
aggiunse che nessuno poteva dire di averlo visto sputare sul documento e
ripet la sua implorazione di non inviarlo a St. Thomas.
Ma Eyre non se ne diede per inteso, e George Gordon, un fragile intellettuale
occhialuto, fu portato in manette sulla Wolverine in attesa di salpare;
Pembroke accompagn il governatore, ancora sperando di indurlo
a non commettere un'azione odiosa, e il fatale viaggio ebbe inizio. Fu una
sorta di antico dramma, con divinit e natura cospiranti contro un atto
malvagio: si scaten una furiosa tempesta che per tre giorni e tre notti
sballott la nave impedendo al governatore di consegnare il predicatore
alla corte marziale in attesa. Pembroke ebbe modo, durante la bufera, di
parlare con Gordon che disse, con sorprendente tranquillit: Sar impiccato
domani e la Giamaica non dimenticher mai questo giorno, perch si
tratter di un assassinio.
Calmatasi la tempesta, il predicatore fu portato a terra sotto scorta e
condotto al tribunale improvvisato; lungo la strada soldati e marinai, convinti
della sua colpevolezza, gli lanciavano insulti e c'era chi gridava:
Ecco che arriva il parroco Gordon che va alla sua impiccagione. E altri:
Mi piacerebbe che ti dessero un assaggio del gatto a nove code prima
che tu crepi, traditore.
Questa volta la corte marziale era formata da due ufficiali inferiori di
marina e da un ufficiale dell'esercito ancora pi giovane. Non avevano alcune
nozione giuridica, non erano neppure consci di non avere l'autorit
di giudicare un uomo che non era stato presente a St. Thomas al momento
della sollevazione e nulla sapevano di prove ammissibili. Avevano
avuto semplicemente l'ordine di far giustizia di criminali ed erano persuasi
che Gordon fosse il principale istigatore dei disordini solo perch
l'avevano sentito dire.
Poi c'erano le prove: lettere inviate alla corte da persone che non
abitavano sull'isola e che non erano presenti durante la sollevazione. Parecchi
affermavano di essere certi che Gordon fosse responsabile della ribellione;
ci fu chi si present ad affermare che il predicatore si era fatto
beffe del Queen's Advice. L'incaricata della posta di Morant Bay testimoni
che, siccome aveva sempre letto tutto ci che passava dal suo ufficio,
documenti a stampa o lettere aperte che fossero, poteva senz'altro affermare
che Gordon aveva spedito documenti sovversivi, anche se non poteva
ricordare esattamente quali e quanti.
Il giovane giudice permise a Gordon di pronunciare un'arringa in propria
difesa, ma il predicatore si limit a ripetere ci che aveva gi detto a
Pembroke e ad altri suoi amici, e cio che voleva aiutare i cittadini della
Giamaica a migliorare la loro sorte. I tre giudici lo ascoltarono distrattamente
e lo ritennero senz'altro colpevole, condannandolo all'impiccagione.
Il processo si era celebrato il sabato pomeriggio, e siccome il funzionario
incaricato di eseguire la sentenza riteneva fuori luogo impiccare un ecclesiastico
di domenica, l'esecuzione fu rimandata al mattino del luned.
Solo quando pendette dalla forca, il governatore Eyre si sent vendicato
degli insulti che, a suo giudizio, gli erano stati rivolti dal predicatore.
JASON PEMBROKE NON VEDEVA L'ORA di tornare a Trevelyan. Sperava
che con l'esecuzione di Gordon la legge marziale a St. Thomas venisse revocata
e che le varie corti, sulle quali nessuno esercitava un
controllo, venissero sciolte. Ma le direttive in questo senso
non furono impartite e il
governatore mise Jason agli ordini di quel colonnello Hobbs che aveva
conosciuto quando era sceso dalle montagne con i maroon. Il colonnello,
che aveva partecipato a guerre oltre mare, soprattutto in Crimea contro i
russi, era amato dai suoi soldati che trattava bene ed era attaccatissimo al
dovere militare; Jason si aspettava che almeno Hobbs mettesse fine, se
non altro nel territorio di sua giurisdizione, alle intemperanze dei suoi subordinati.
Ma si sbagliava, perch i veri orrori della legge marziale non si erano
ancora rivelati appieno. I maroon, che si ritenevano liberi di saccheggiare
e incendiare, uccisero quasi duecento negri, divertendosi come a una partita
di caccia, e gli uomini di Hobbs si specializzarono ad abbattere a fucilate
ogni negro che scorgessero da lontano, gareggiando tra loro per decidere
chi riuscisse a ucciderne alla maggiore distanza. Quando Jason protest
per questi atti di barbarie, Hobbs gli mostr la lettera del quartier
generale dell'isola da cui dipendeva, in cui si diceva:
Continuate cos. Il colonnello Hole sta facendo un ottimo lavoro, fucilando
ogni negro che non sia in grado di dare ragione della propria presenza,
e ne ha cos ammazzati sessanta durante una sola marcia. Il colonnello
Nelson impicca a tutto spiano. Spero che non facciate prigionieri e
che impartiate una buona punizione ai negracci.
Era insomma l'autorizzazione allo sterminio. Hobbs si divertiva un
mondo a far impiccare uomini o far frustare donne di cui qualcuno dicesse
che ha offeso la regina. Invano Jason gli faceva notare che la sola
protesta non significava mancanza di rispetto per sua maest.
Jason non riusciva a immaginare che cosa avesse ancora in mente
Hobbs. Un giorno, lungo una strada remota, si imbatterono in un negro
che non poteva assolutamente aver avuto a che fare con la rivolta, ma
quando Hobbs seppe che si chiamava Arthur Wellington e che era ritenuto
un obeah, uno stregone, si mise a urlare infuriato: Come osa un negraccio
portare un nome di un grand'uomo come il duca di Wellington?
Come osa pretendere di avere poteri particolari? Ah, gliela faccio vedere
io! Ordin che Wellington fosse legato a un albero al di l di un burrone,
che tutti i negri della zona fossero raccolti per assistere alla scena e,
fatti mettere in fila i suoi, comand che aprissero il fuoco da una distanza
di oltre quattrocento metri. Alcune pallottole andarono a segno, uccidendo
il pover'uomo, e Hobbs grid agli spettatori: Quali straordinarie
capacit aveva dunque quest'uomo?
I negri rimasero colpiti dalla superiorit dei fucili dell'uomo bianco rispetto
ai poteri di un loro simile.
Disgustato da questi eccessi, Pembroke implor Hobbs di mettere fine
alle uccisioni, ma il veterano della Crimea, uomo di provato
valore, sembrava essersi trasformato in un incontrollato selvaggio e rispose:  come
in India, uomini di colore che si sollevano contro i bianchi. Questo non
lo si pu permettere.
BEN DIVERSO ERA L'ATTEGGIAMENTO di Oliver Croome nei confronti
della legge marziale; egli fungeva da luogotenente di un eroe militare,
Gordon Dewberry Ramsay, che aveva guidato la carica della brigata leggera
a Balaklava, guadagnandosi la suprema decorazione britannica, la
Vittoria Cross. A Giamaica aveva funzioni di ispettore di polizia e
Croome collaborava volentieri con lui assistendo alle battiture, alle fucilazioni
e alle impiccagioni. Al pari di Ramsay, riteneva che l'onore dell'uomo
bianco fosse stato macchiato dai neri, che i battisti avessero gettato
fango sulla chiesa ufficiale, e che quasi ogni negro avesse insultato la
regina; in siffatte circostanze, la piet era fuori luogo e ogni punizione inflitta
da Ramsay pi che giustificata.
Ramsay, con una bacchetta in mano, percorreva i villaggi e ordinava ai
suoi uomini: Dategliene una dozzina a quello o a quella. La persona indicata
veniva immediatamente frustata. Una volta, assistendo alla battitura
di un debole negro cui aveva comminato cinquanta frustate senza
che avesse commesso nulla, si avvide che alla quarantasettesima l'uomo
aveva fatto una smorfia di dolore e, in preda all'ira, grid: Quell'uomo
mi ha mostrato i denti, impiccatelo!
Croome non vedeva nulla di riprovevole in quegli eccessi, approvandoli
tutti, anche l'impiccagione di decine di uomini senza la minima parvenza
di processo perch, come ripeteva Ramsay, hanno preso le armi
contro la regina e si meritano le punizioni che infliggiamo loro.
Pembroke, avendo assistito a gesti di Hobbs nient'affatto migliori, perlomeno
ne aveva messo in dubbio l'equilibrio mentale, mentre Oliver
Croome non restava minimamente scandalizzato da ci che faceva
Ramsay e, anzi, gli dava una mano a imperversare nella zona di St. Thomas;
del resto, anche i giornalisti che visitavano la regione approvavano i loro
metodi. Hobbs e Ramsay ordinarono complessivamente circa duecento
impiccagioni.
L'ultimo giorno di ottobre del 1865, il governatore Eyre revoc finalmente
la legge marziale, eccezion fatta per coloro che fossero in stato di
arresto e, cosa pi importante ancora, concesse un'amnistia generale. Poi,
l'8 novembre, persuase l'inetta assemblea legislativa, rivelatasi impotente a
frenare la ribellione, a procedere all'autoscioglimento mettendo cos fine
all'autogoverno della Giamaica che divenne una colonia della corona governata
da Londra mediante editti. L'iniziativa fu entusiasticamente approvata
in tutta l'isola e, alla fine dell'anno, dimenticati i massacri e riportata
la pace, Eyre pot a ragion veduta proclamare che si doveva ai suoi buoni
uffici se in Giamaica regnava una tranquillit ignota da lungo
tempo. Pensava di avere di fronte a s un'altra ventina di anni produttivi, sicuro dell'amore
del suo popolo che vedeva in lui un eroe; ma in Gran Bretagna stava
preparandosi una tempesta destinata a travolgerlo e a fare di lui, per tre
anni, uno degli uomini pi chiacchierati del regno.
ERA SINGOLARE CHE MACABRI EVENTI in un remoto angolo di un'isola
dei Caraibi trovassero tanta ripercussione nel centro dell'impero, ma la
Giamaica non era una colonia qualsiasi. Per due secoli era stata fonte non
solo di fortune legate alla produzione saccarifera, ma anche di potere politico.
Leggi egoistiche volute dai suoi rappresentanti al parlamento londinese
erano state una delle principali cause della rivoluzione americana,
ragion per cui ci che accadeva nelle grandi piantagioni locali era stato
sempre fonte di preoccupazione per la capitale dell'impero.
A questo punto, in Gran Bretagna si diffusero voci preoccupanti:
Nelle colonie i negri sono in rivolta! gridavano alcuni. Altri borbottavano:
Un governatore inglese si  comportato come se si trovasse nel
1766 su un'isola selvaggia! Prima che l'anno finisse, in Inghilterra si
erano formati due opposti schieramenti. Difendevano a spada tratta Eyre
cinque dei massimi scrittori nazionali: Thomas Carlyle, il moralista che
disprezzava i negri; John Ruskin, il ben noto esteta; Charles Dickens,
caro a un vastissimo pubblico; Charles Kingsley, che predicava un cristianesimo
virile e pubblicava romanzi a larghissima diffusione; e soprattutto
Alfred Tennyson, l'acclamatissimo poeta di corte. I cinque diedero
vita a una sorta di battaglione patriottico-sentimentale in favore dell'eroico
nome di Eyre, difendendone con ogni mezzo il diritto di fucilare
negri se, per qualsiasi ragione, prendevano le armi contro i bianchi. Terrorizzati
dalle conseguenze dell'ammutinamento indiano, ritenevano che
le iniziative di Eyre volte a impedire che la situazione si ripetesse a Giamaica
erano non solo adeguate, ma anzi troppo limitate e in lui non scorgevano
semplicemente un eroe ma un paladino della razza bianca, deciso
a proteggerla contro eventuali sollevazioni negre; riusciva loro intollerabile
udire altri affermare che il governatore era stato precipitoso nel dichiarare
la legge marziale. Quei grandi autori erano tutti e cinque convinti
che i negri avessero avuto ci che si meritavano.
Esisteva tuttavia un altro gruppo di personalit britanniche, pi pacate,
che deploravano il comportamento tenuto da Eyre senza il controllo del
parlamento, e tra costoro si contavano Charles Darwin, l'autore della teoria
dell'evoluzione; Herbert Spencer, il filosofo morale; lo scienziato
Thomas Huxley; il riformatore quacchero John Bright; e soprattutto
John Stuart Mill, uno degli uomini pi saggi e intelligenti dell'epoca. Costoro
erano giunti alla convinzione che le iniziative del governatore Eyre
mettevano in pericolo la sicurezza dell'impero ed erano ben decisi a far s
che fosse tradotto di fronte alla legge per giustificare le
proprie azioni; interpretavano i suoi atti di crudelt verso i
negri come uno spaventoso ritorno
ai tempi della schiavit, un tentativo compiuto da ricchi proprietari
di difendere egoisticamente i propri interessi e un'offesa arrecata a tutti i
buoni cristiani amanti della libert. Nessuno dei due schieramenti era disposto
ad accettare compromessi.
Inevitabile dunque lo scontro aperto tra i due gruppi di uomini che avevano
una visione del futuro diversissima. Gli scrittori volevano risuscitare
le glorie del passato o perlomeno conservarne quanto ne restava nell'impero;
gli scienziati e i filosofi speravano di costruire un mondo nuovo e migliore.
Per i primi doveva comunque prevalere su tutto la lealt alla corona,
mentre per i secondi contava maggiormente la fedelt alla ragione e
al progresso. Comunque, entrambi i gruppi erano attaccatissimi all'idea di
impero britannico, gli uni sostenendo che potesse essere difeso solo dall'azione
di governatori come Eyre, i secondi persuasi che un simile genere di
autorit mettesse in pericolo la possibilit di mantenerne la coesione.
In tutti gli angoli delle isole britanniche c'era chi sosteneva Eyre e chi
lo condannava, ma ad agitare il pubblico era anche un altro argomento di
straordinaria importanza. In quegli anni, in Inghilterra si discuteva di una
legge di riforma che avrebbe concesso alle citt minori un'adeguata partecipazione
al voto; ci significava togliere seggi parlamentari alle zone
conservatrici per trasferirli a zone urbane liberali. I capi della fazione
contraria a Eyre, soprattutto Stuart Mill e Bright, erano decisi paladini
della riforma, avversata invece dagli uomini favorevoli al governatore.
Tuttavia, l'attenzione per il momento non si focalizzava sul parlamento
ma su ci che era accaduto a St. Thomas-in-the-East e come un secolo
prima a dominare la politica britannica erano stati i piantatori della Giamaica,
i loro discendenti svolgevano anche adesso un ruolo di primo
piano nella storia dell'Inghilterra.
IN UNA GIORNATA DI SOLE dell'inizio del 1866, Oliver Croome usc dalla
dimora in Cavendish Square a Londra, che i suoi antenati arricchitisi con
lo zucchero avevano eretto all'epoca in cui compravano i loro seggi in
parlamento, e rest sorpreso vedendo uscire dal palazzo Pembroke, dall'altra
parte della piazza, suo cugino, il barbuto Jason.
Dopo i soliti convenevoli, i due si chiarirono a vicenda il motivo della
loro presenza nella capitale.
Oliver raccont che, quando era stato creato il comitato dei migliori
scrittori del mondo per difendere il governatore Eyre dai suoi avversari,
ci si era chiesto perch, per salvarne la reputazione, non si potesse intentare
una causa contro coloro che diffondevano menzogne sul suo conto.
Oliver Croome era stato indicato dal governatore quale buon testimone a
proprio favore e quindi era stato invitato a Londra dal comitato in vista
di tale processo.
Jason a sua volta raccont al cugino: Mi dispiace doverti dire, Oliver,
che ci sono uomini decisi a tradurre Eyre davanti al tribunale e che costoro
mi hanno chiesto di dare loro una mano.
Nonostante la diversit di opinioni, Oliver generosamente propose al
cugino di restare ospite a casa sua ma Jason rifiut dicendo che Mill aveva
deciso di tenere le riunioni del suo comitato nel palazzo Pembroke. In
qualsiasi gruppo fosse presente, John Stuart Mill veniva automaticamente
nominato presidente e tutti gli altri nutrivano profonda deferenza per
quel freddo intellettuale, un uomo che sembrava scolpito nel marmo.
Non fu senza perplessit che quello stesso giorno Jason assistette ai discorsi
che furono tenuti da quel partito di accaniti custodi della giustizia.
Al pari di Mill, egli era deciso a far s che Eyre venisse pubblicamente castigato
per timore che quell'uomo diventasse un eroe nazionale; non desiderava
per spingersi oltre, non voleva che gli fossero inflitte le persecuzioni
proposte da altri come quella di farlo decretare un pazzo affetto da
monomania. Avrebbe preferito che Eyre fosse semplicemente oggetto di
pubblica riprovazione ma non venisse colpito da sanzioni legali. In seguito
ne parl al cugino e questi allora pens che forse sarebbe riuscito a
sottrarre Jason all'influenza del gruppo di Mill per portarlo dalla parte
dei patrioti che difendevano Eyre; decise perci di fargli conoscere il migliore
del gruppo, Thomas Carlyle.
Alla fine riusc a convincerlo a incontrarsi con il grande scrittore e, nel
corso della riunione a tre, Carlyle forn un vivace resoconto delle sue recenti
iniziative a beneficio di Eyre, concludendo con una notizia straordinaria:
Il conte di Cardigan, l'eroe della Carica dei Seicento, quel magnifico
poema scritto dal nostro amico Tennyson, si  schierato dalla nostra
parte. Il pubblico lo ama e gli prester ascolto.
A questo punto Jason, fattosi coraggio, gli chiese: Siete sempre deciso
a sostenere le idee che avete esposto nel vostro saggio sui
negri? Il grand'uomo rugg: Pi che mai dopo la rivolta nella nostra Giamaica. Prima
che Jason potesse protestare, aggiunse: Se aveste letto con attenzione il
mio saggio, scritto nel 1848 o forse nel 1849, se non mi sbaglio, avreste
constatato che vi si prevedeva quasi tutto quello che 
accaduto. Quashee, non contento di potersi mangiare gratis le
sue zucche, ha scatenato
una ribellione contro la legge e l'ordine e poi ha pagato il fio. Noi dobbiamo
mettere in guardia tutti i britannici circa i pericoli insiti nella persecuzione
contro Eyre che ha semplicemente compiuto il suo dovere. Jason
not che Carlyle, da buon scozzese, non parlava mai di Inghilterra
ma sempre di Gran Bretagna.
Carlyle respinse poi con vigore le accuse mosse da John Stuart Mill e dal
suo comitato formato, disse, da uomini pazzi e corrotti i quali, a suo
giudizio, minacciavano l'esistenza stessa dell'impero, tutta l'opera compiuta
dai nostri uomini per civilizzare i selvaggi e per proteggere il pigro
negro in modo che possa mangiarsi tranquillamente le sue
zucche. Prosegu dicendo che tutti gli uomini sensati in anni
recenti si erano schierati
dalla parte dei confederati durante la ribellione americana, perch il Sud
rappresentava la stabilit e la fermezza, mentre coloro che non si preoccupavano
della libert della loro nazione n di quella dell'umanit erano favorevoli
al Nord. Gli stessi fattori, prosegu, sono all'opera nel caso
Eyre, difeso da tutti coloro che amano la decenza e la forza morale e attaccato
da quanti non si curano della continuit dell'impero.
Jason avrebbe voluto replicare, ma lo scozzese non gliene diede il
tempo continuando a tuonare: Tenete poi presente, giovanotti, (nel
frattempo altri ascoltatori si erano uniti al gruppo), che in Europa si
stanno preparando tempi duri e se dovesse venire il triste giorno in cui la
Gran Bretagna si alleer con la Francia contro la Germania, per l'impero
sar la fine.
Jason gli chiese il motivo di una tale affermazione e Carlyle rispose:
Perch la Germania rappresenta l'atteggiamento virile, le supreme aspirazioni
dello spirito nazionale, la Francia invece la pusillanimit e la volubilit
femminili.
Allora, come si spiega che la Francia sia una nazione mentre la Germania
non lo ? chiese Jason.
Lo si deve alle manchevolezze di chi detiene il potere, replic. Ma
quando uomini forti si faranno sul proscenio, veri eroi nel senso antico
del termine, la Germania regner suprema sul continente europeo. Noi
dobbiamo sostenerla e allearci con essa. Prosegu dicendo che solo in un
futuro molto lontano, i paesi europei avrebbero potuto prendere sul serio
gli Stati Uniti. L'America manca di uomini forti. Lincoln  stato un disastro.
Poi, tornando al problema di Eyre, assicur che lui e i suoi seguaci
avrebbero fatto di tutto perch i cani che abbaiavano contro di lui non
potessero torcergli neppure un capello. Eyre si  comportato come un
uomo di carattere, ricordando ai negri che la vita non consiste solo nel divorare
zucche standosene a impigrire all'ombra di un albero. Il lavoro,
ecco ci che salva l'uomo, e noi abbiamo del lavoro da compiere, onesto,
umano lavoro, per tenere alla larga quei pazzi che osano attaccare una
persona semplicemente perch ha compiuto il suo dovere.
Ma come intendete difenderlo dall'accusa di aver sanzionato atti di
brutalit? chiese Jason. Carlyle, animato dal fuoco della rettitudine, rispose:
Nel corso della storia e a difesa dell'umano progresso, caro giovanotto,
inutile commuoversi sulla sorte di quashee e dei suoi amici mangiatori
di zucche. Noi combattiamo per la salvezza della razza umana,
come del resto ha fatto Eyre. Quashee non offre nessun contributo a quest'opera.
Eyre ha provveduto appieno a pacificare la Giamaica: dimenticate
dunque quashee e difendete Eyre.
Croome applaud, affermando: Signore, voi avete reso la verit estremamente
esplicita! Contemporaneamente Jason pens: Qual  la parola
usata da Mill per definire la rabbia cieca? Monomania, se non mi sbaglio.
Carlyle ne costituisce anch'egli un esempio?
Mentre tornavano a casa in carrozza, Croome interpret erroneamente
il silenzio perplesso del cugino come la prova che l'implacabile logica di
Carlyle avesse cambiato l'idea che Jason si era fatta di Eyre e si convinse
che se egli avesse ascoltato il principale difensore del governatore, Alfred
Tennyson, si sarebbe definitivamente convertito. Perci ordin al cocchiere
di portarli alla casa del poeta, dove chiese al maggiordomo di essere
annunciato immediatamente al suo padrone; poco dopo, i due cugini
della Giamaica furono ammessi alla presenza del pi celebre poeta dell'epoca.
Si trovarono di fronte un uomo alto, dall'aria languida, vestito di nero,
con una folta barba che gli copriva quasi tutto il volto, un'altissima fronte
e radi capelli che per teneva lunghissimi dietro, spioventi sul candido
collare. Un particolare saltava soprattutto agli occhi, ed era un formidabile
naso che si protendeva tra due occhi profondi e che sembravano velati
di malinconia di fronte allo spettacolo del mondo. Tennyson era un
poeta che seguiva la grande tradizione visionaria di Byron, Shelley e, soprattutto,
Keats.
Quale onore, disse Tennyson con voce squillante, ricevere due gentiluomini
della Giamaica. Ricordava benissimo Oliver Croome, nonch
l'importante ruolo avuto a Londra e nel parlamento dal suo antenato, il
vecchio, ruvido Pentheny. Quindi, rivolto a Jason, chiese: Mi sbaglio,
supponendo che il nome di questo giovanotto sia Pembroke? Ai vecchi
tempi, i vostri antenati erano soprannominati i due piselli dello stesso
baccello. Di fronte alla sorpresa di Jason, Tennyson concluse: Certo, la
so lunga sui vecchi tempi, sui valorosi combattenti per le giuste cause, sugli
antenati di coloro che oggi conducono questa giusta battaglia.
Li invit a sedere, ordin che fosse servito il t e aggiunse: Siete fortunati
ad arrivare proprio oggi. Il conte di Cardigan far una scappata da
me, e dovete assolutamente conoscere quel grande eroe della battaglia di
Balaklava, un vero leone levatosi a difesa di Eyre. Riprese poi con voce
pi grave: Abbiamo molto lavoro da fare, signori. John Stuart Mill e i
suoi scienziati stanno conducendo una feroce lotta contro il magnifico
uomo di cui siamo paladini.
Si parl poi di libri, soprattutto delle opere di Tennyson: egli sosteneva
che l'Europa, Parigi, Berlino, Roma e Londra fossero pi importanti per
la razza umana che non tutto il resto del mondo. La conversazione fu interrotta
dal maggiordomo che annunci l'arrivo di uno dei pi celebri
personaggi dell'epoca, il conte di Cardigan, un bell'uomo snello ormai
prossimo ai settantanni ma dal passo fermo, la bianca chioma striata
d'oro, enormi basette e giganteschi baffi, le cui punte cerate giungevano
alle orecchie. Indossava una semplice uniforme ornata solo di tre delle
dodici medaglie che poteva sfoggiare, con un grosso cinturone di cuoio
che gli serrava la vita sottile: insomma, un soldato degno di ammirazione,
di cui era perfettamente conscio.
Il poeta Tennyson lo accolse dicendo: Ah, Cardigan, il nostro forte
braccio destro. Qua ci sono due giovani amici della Giamaica che sanno
tutto dell'affare Eyre e sono venuti a dare una mano a difendere il nostro
eroe.
Cardigan si accomod e, con il tono di voce basso, un borbottio, che
usava per trattare con gli ufficiali inferiori del reggimento di cui si era
acquistato il comando e per il quale spendeva notoriamente mille sterline
l'anno di suo, replic: Triste faccenda questa di prendersela con un
governatore di quello stampo. Eyre avrebbe dovuto liquidare, non quattrocento,
ma quattromila di quei negri. Un uomo che viene mandato in
capo al mondo per governare, si suppone che possa farlo tranquillamente.
Con sorpresa di Pembroke, questa volta fu Croome a obiettare, non
per a proposito del governatore e delle sue azioni ma per l'espressione
in capo al mondo usata per designare la Giamaica. Lord Cardigan, vi
chiedo scusa ma mi permetto di ricordarvi che cento anni fa i piantatori
della Giamaica controllavano un terzo del parlamento e vi hanno fatto
votare ottime leggi.
Gente coraggiosa, quella, mi  stato detto, replic Cardigan. Ma
come si spiega che abbiano perso il coraggio al punto da permettere che il
loro magnifico governatore venga maltrattato in questo modo?
Intervenne Jason chiedendo: Come ci si sente, milord, a essere l'eroe
di un poema che tutti al mondo citano, indotti a farlo da tanta ammirazione
sia per il poeta sia per il soggetto?
Cardigan, compiaciuto dalla domanda e dalla maniera elegante con cui
era stata espressa, accenn un inchino prima a Tennyson, poi a Pembroke
e borbott da dietro gli eleganti baffoni: L'uomo fornisce a un artista
qualcosa su cui lavorare, e se il poeta  un genio si  meritato la sua fama,
dico bene, Tennyson? Poi, passando all'argomento che gli stava pi a
cuore in quel momento, chiese all'amico: Stiamo facendo progressi contro
coloro che vorrebbero minare l'impero? Tennyson rispose: Abbiamo
migliaia di uomini simili a questi due d'accordo con le nostre tesi e
siamo tutti pronti a mettere a repentaglio la vita per impedire che Eyre
sia perseguitato: sappiamo di combattere per l'anima e il futuro dell'Inghilterra.
Cardigan approv calorosamente e disse:  passato il tempo in cui
atei come Mill, quel quacchero di Bright e Darwin, che sia maledetta la
sua mente eretica, potevano tentare di corrompere i nostri governi all'estero.
S, l'ammutinamento indiano ci ha insegnato qualcosa: permettete
ai piccoli negri di prendere una iniziativa in proprio e vorranno governare
il mondo.  una insensatezza alla quale bisogna mettere fine con la
forza.
Tennyson aggiunse: Lord Cardigan ha perfettamente ragione. Non
possiamo permettere alle classi inferiori di imporre la propria volont a
quelle destinate al governo, perch  una strada che porta al caos. Dobbiamo
seguire invece quella che ha consentito a Cardigan di guidare i
suoi uomini contro le bocche dei cannoni russi, esortandoli a non avere
paura. Quando al mondo si perde lo spirito di nobilt, tutto  perduto.
Ci che si deve fare, il dovere di tutte le nazioni in tutti i tempi, conferm
Cardigan,  di conferire a uomini virili il compito di agire,
sorreggendoli nelle loro iniziative. Eyre non sar perseguitato finch io avr un
braccio destro con cui difenderlo.
Tennyson, con tono ancora pi grave, replic: Non bisogna combattere
il fuoco con il fuoco, Cardigan. Bisogna opporsi all'irragionevolezza
con la ragione, facendo appello alle eterne qualit del patriottismo, alla
lealt, all'amore per l'istituto regale, tornando a quella fede che ci ha
fatto grandi.
Il resto del pomeriggio trascorse nell'elaborazione di iniziative intese a
impedire che il governatore Eyre finisse di fronte a un tribunale o, peggio,
in carcere; si auspic anzi che fosse insignito di un titolo nobiliare.
Jason not che il motore dell'azione era Tennyson, quel poeta quasi effeminato
che dava invece prova di grande audacia nel prendere decisioni e
nella capacit di attuarle.
Considera se stesso, disse pi tardi Pembroke al cugino, alla stregua
di uno dei valorosi cavalieri che compaiono nelle sue composizioni poetiche
neogotiche. Un solo obiettivo, un'unica via dell'onore, un braccio destro
per infliggere il colpo della giustizia. Sar formidabile, e salver il governatore
Eyre.
IL SUO INCONTRO CON CARLYLE E TENNYSON aveva disorientato Jason,
che prest orecchio attento a Oliver mentre questi tentava di convincerlo
ad abbandonare il partito di coloro che volevano perseguitare Eyre per
unirsi alla maggioranza di patrioti che lo difendevano: Jason, Eyre  uno
di noi. Rappresenta tutto ci che c' di buono in Inghilterra, tutto ci che
 sicuro e giusto, la nostra chiesa, la nostra regina. Puoi forse voltare le
spalle a tutto quello per cui i Pembroke si sono battuti nel corso dei secoli?
Eyre ci rappresenta, ci difende contro le orde barbariche e noi dobbiamo
schierarci dalla sua parte.
Il bombardamento continu senza sosta, obbligando Jason a mettere in
discussione l'opportunit di prendersela con un uomo che tante persone
sensibili consideravano un governatore accusato a torto e un valoroso;
per non cedere subito, chiese: Ma che cosa ne pensi delle brutalit commesse
durante la legge marziale? Tu sei stato con Ramsay, io con Hobbs,
e quegli uomini, che avrebbero dovuto essere ufficiali, si sono comportati
come bestie.
Ma Jason, eravamo in guerra! Dovevamo opporci a dei bruti neri. Io
non ho visto nessun eccesso, ma dure punizioni per atti malvagi, ecco
tutto.
Manchi di obiettivit se non vedi eccessi nel comportamento
di Ramsay.
Anche se li ammettessi, questo non toccherebbe affatto il governatore,
il quale non era sul posto, non ha approvato il comportamento degli
ufficiali e certamente non ha ordinato loro gli eccessi.
Insomma, lui non  colpevole di niente?
No, assolutamente! Ha messo fine alla legge marziale appena gli 
stato possibile.  innocente e i cani che latrano contro di lui vanno messi
a tacere.
Oliver, prima di salutare il cugino, ribad: Pochi negri sono stati uccisi
se si pensa che hanno trucidato i rappresentanti della regina. Questo 
tutto. Domani tu devi venire con me da Tennyson e dirgli che ti sei unito
alla crociata per salvare il governatore innocente.
Jason era ormai convinto che ogni sforzo per punire Eyre fosse destinato
al fallimento: con questa persuasione, si fece condurre alla modesta
casa dove John Stuart Mill combatteva la sua battaglia per aprire le menti
degli uomini, e senza mezzi termini gli disse: E impossibile ritenere Eyre
tecnicamente responsabile di qualcosa che non ha ordinato e alla quale
non ha personalmente sovrinteso. Temo che i nostri sforzi saranno vani.
Quell'uomo dalla mente formidabile oper come sempre quando doveva
affrontare un problema, valutando in silenzio i fatti; quindi, con
tono tranquillo, domand: Sentiamo, amico Jason, quale esperienza vi
ha indotto a questa disfattistica conclusione? Prest poi molta attenzione
alla descrizione che Pembroke gli fece dei colloqui che aveva avuto
con Carlyle, Tennyson, Cardigan e Oliver Croome, quindi replic: Jason,
dovreste esservi reso conto, da quanto avete letto e udito, che Carlyle
ha una mente bacata che mira solo al potere ed  incapace di piet oltre
che di operare distinzioni morali e di riconoscere i diritti degli oppressi.
Nessun uomo che abbia scritto ci che lui ha scritto sulla schiavit,
e che ne riproponga il ritorno,  un credibile testimone nel caso del governatore
Eyre. Ai suoi occhi, le mascalzonate del governatore divengono
un segno d'onore, semplicemente perch ha agito in difesa di quello che
Carlyle definisce il sacrosanto obbligo della legge e dell'ordine. Ma di
quale legge e ordine parla, i suoi o quelli dell'umanit?
Ma Tennyson  stato persuasivo. Non potete accusare quel poeta immortale
di far propri atteggiamenti da bruto insensibile.
Tra cent'anni, caro Jason, Tennyson sar smascherato, risulter evidente
che  semplicemente un vecchio ciabattone che ha fatto da leccapiedi
di chiunque fosse pi in alto di lui lungo la scala sociale. La sua
opera immortale, come voi la definite, sar derisa da coloro che sanno
che cos' la vera poesia, il grido di un cuore umano. Mio
padre affermava che i poeti dovrebbero essere banditi dalla
societ perch rendono
gradevoli la menzogna e la banalit, ingannando il pubblico con la loro
mancanza di cervello. Tennyson, con i suoi versi zuccherosi, esemplifica
al meglio ci che mio padre disprezzava. Non fatene la vostra guida morale
in questo difficile anno, in cui tanti problemi stanno per arrivare al
rendiconto.
Ma anche il conte di Cardigan ha espresso le stesse opinioni di Tennyson,
sostenendo che Eyre va lodato, non condannato.
A quell'uscita a sostegno di quel dubbio eroe, invocato come autorit,
Mill si appoggi allo schienale della seggiola, chiuse gli occhi e rimase in
riflessivo silenzio per qualche istante. Quindi riapr gli occhi e disse con
tono pacato: Cardigan  un imbecille. Lungi dall'essersi comportato da
eroe a Balaklava, ha dimostrato semplicemente di essere un asino calzato
e vestito che, per pura stupidit, ha portato al massacro i suoi uomini:
questo costituisce il perfetto esempio delle scempiaggini che Carlyle pronuncia
a proposito di eroi e dell'adorazione di cui devono essere fatti oggetto.
Gli eroi sono perlopi figure artificiali, indegne dell'adorazione e
Cardigan lo  pi di ogni altro.
Ma ha guidato alla carica personalmente i suoi uomini, e nessuno 
stato pi valoroso di lui, come ha detto Tennyson nel suo poema.
Jason, vi descriver Cardigan con pochi tratti. A scuola era di incredibile
stupidit. Ha avuto il comando di un reggimento solo perch ha pagato
per ottenerlo. Il suo grado di colonnello non era frutto di un talento
militare. Ha comandato i suoi ufficiali come un tiranno affetto da pazzia,
al punto che moltissimi hanno dato le dimissioni, e uno dei suoi uomini,
che aveva pi fegato degli altri, ha sfidato a duello il vecchio scemo nella
speranza di spacciarlo. A Balaklava, lui e il suo altrettanto stupido cognato,
il conte di Lucan, hanno obbedito agli ordini di quell'assoluto incompetente
che era Lord Raglan. La conseguenza  stata un caos totale e
il disastro. I tre avrebbero dovuto essere giudicati da una corte marziale e
fucilati. Invece, uno sciocco poema ha trasformato un imbecille criminale
in un eroe. Jason, vi prego, non eleggete a vostra guida un babbeo come
Cardigan.
Fate oggetto del vostro disprezzo anche tutti gli altri appartenenti al
campo avverso?
Charles Kingsley, a quanto sembra, vorrebbe che la regina conferisse
a Eyre il titolo di conte, vero? Volete la mia opinione in merito? Penso
che persino Carlyle e Tennyson l'abbiano pregato di non aprir bocca in
merito, tappandogliela appena in tempo.
Ma Dickens, anche lui...
Un buon inventore di storie di cui il tempo far giustizia. Uno capace
di toccare il cuore dei lettori, ma non certo le menti. Chinando il capo,
Mill aggiunse: In questi tempi, non si pu certo dire che il nostro paese
sia guidato da uomini meritevoli. Caro Jason, noi combattiamo
molte battaglie, e ogni tanto soccombiamo, ma a lungo andare la vittoria sar nostra.
La nostra lotta per portare Eyre di fronte a un tribunale  uno degli
scontri che forse perderemo, ma cos facendo educheremo il popolo ai
grandi problemi della giustizia sociale e vinceremo la nostra guerra per la
riforma del parlamento. La Gran Bretagna diventer un luogo migliore
quando voi e io ce l'avremo fatta.
Sicch, nel caso di Eyre vi dichiarate vinto?
La risposta di Mill fu superflua: in quel momento, infatti, un messaggero
inviato dal comitato di cui faceva parte entr nella stanza portando
la notizia che i magistrati incaricati di condurre le indagini si erano rifiutati
di muovere imputazioni al governatore Eyre, che quindi non doveva
pi temere i fulmini della giustizia.
Quella stessa sera, avendo al fianco Bright, Huxley e Darwin, Mill rivel
la sua audace strategia: La legge inglese, soprattutto qualora si tratti
di un caso di assassinio, autorizza ogni cittadino che non abbia ottenuto
giustizia ricorrendo ai normali canali a presentare personalmente le proprie
accuse, che i tribunali devono prendere in considerazione; domani io
stesso presenter formale accusa di assassinio contro il governatore Eyre,
e con me verr Jason Pembroke a portare la voce della Giamaica.
Alcuni membri del comitato la giudicarono una mossa troppo audace
per avere anche la ben minima probabilt di riuscita, ma la fredda decisione
di Mill gli assicur il sostegno di Jason e di altri. Il mattino dopo di
buon'ora Mill e Pembroke presentarono un'accusa di assassinio contro il
governatore, scatenando un nuovo, grande dibattito tra tutti i cittadini
britannici.
La discussione degener in rissa, perch Carlyle scagli le bombe incendiarie
della sua turgida prosa contro chiunque osasse levare la voce
contro il suo eroe e Mill tenne duro con la tenacia di un bulldog, mandando
in bestia l'opinione pubblica media che non voleva saperne di attacchi
contro un brav'uomo che ha fatto solo il suo dovere. Jason, che
si era offerto di leggere il fiume di lettere che pioveva su Mill, ogni settimana
ne apriva molte in cui gli si prometteva che sarebbe stato espulso
dal parlamento alle prossime elezioni e, ogni tanto, un paio in cui anonimi
minacciavano di assassinare l'austero filosofo.
Una sera, mentre tornava lentamente a piedi a Cavendish Square, Jason
si disse: Ho visto tre uomini pi che degni presi nelle spire della loro
monomania come un pecari stritolato da un pitone nella giungla sudamericana.
Eyre era talmente deciso a punire Gordon, che la sua capacit di
giudizio ne  stata obnubilata; Carlyle  a tal punto trascinato dal suo desiderio
di fare di Eyre un eroe, da aver stabilito di difenderlo da ogni accusa
e Mill, il pi freddo dei tre, vede se stesso quale un angelo vendicatore.
Quanto alla chiesa d'Inghilterra, gli zeloti vedono nella faccenda
una punizione divina inflitta ai battisti non conformisti. Che mondo
pazzo!
A questo punto decise di bussare all'uscio dell'altra dimora, posta di
fronte alla sua e, nonostante l'ora tarda, di avere un colloquio chiarificatore
con il cugino. Lo trov in camera da letto con Nell, sua moglie, esausti
da ore di corse per Londra a cercare sostegni per Eyre.
Jason! esclam Oliver sorpreso dal suo improvviso arrivo. Qual
buon vento ti porta?
Il mio comitato ha deciso di sostenere ulteriormente l'accusa di assassinio
contro il governatore. Nonostante le minacce non intende ritirarla.
Buon Dio! Oliver balz dal letto. Ma  terribile. Siete tutti impazziti?
Non vi rendete conto che l'Inghilterra intera  contro di voi?
Mill sostiene che questo non ha importanza, e che il suo intento  di
affermare un principio.
Scriva un libro per riuscirci! Non distrugga un uomo degno! Eyre  un
uomo degno, Jason; forse sbaglia nei particolari, ma  una persona come
si deve.
Comincio a rendermene conto. Mill mi ha indotto a presentare la denuncia
con lui, ma mi rifiuter di testimoniare contro il governatore. Diglielo.
Devi essere tu stesso a dirglielo.
Jason, deciso a porre rimedio a quello che ormai considerava un errore,
corse in carrozza alla modesta casa in cui Eyre aveva preso alloggio;
il governatore fu svegliato e, in vestaglia, stette ad ascoltare ci che Jason
gli disse: Mi sono schierato con Mill e i suoi uomini perch, come vi
avevo detto a Kingston, ero persuaso che il vostro desiderio di perseguitare
Gordon fosse dettato solo da motivi personali. Molti altri vi hanno
dato addosso, ma io non posso stare tranquillamente alla finestra mentre
un leale servitore del governo viene accusato di assassinio per atrocit
commesse dai suoi deliranti subordinati e nelle quali lui non ha avuto
mano.
L'eroe delle esplorazioni australiane che, appena cinquantenne, vedeva
la sua vita e la sua carriera gravemente minacciate, ringrazi con un inchino
il giovane che negli ultimi tempi era stato suo avversario. Aveva ancora
i capelli tutti neri, ma la sua fluente barba mostrava qua e l tracce
bianche e gli occhi un tempo fieri si erano come annebbiati. Vi ringrazio,
Pembroke, del sostegno degno di un gentiluomo. Affronter il processo
ed esporr le mie ragioni. Una cosa per posso garantirvi, ed  che
non sono mai venuto meno alla mia persuasione che il popolo inglese e le
sue esemplari corti di giustizia riconosceranno in me un pubblico funzionario
che si  trovato di fronte a una difficile crisi affrontandola al meglio.
Volete sapere se condanno le crudelt commesse da altri e la legge
marziale da me proclamata? Ma certo. Non mi pento per di nessuna
delle mie iniziative intese a conservare la Giamaica all'impero. Con queste
parole, preso congedo da Pembroke, se ne torn a letto.
MILL L'EBBE PARZIALMENTE VINTA perch, in risposta alle pressioni da
lui esercitate, un tribunale londinese imput Eyre di assassinio e l'intera
popolazione britannica fu colta da un brivido. Le minacce contro la vita
di Mill si moltiplicarono, ma prima che si aprisse il dibattimento i giudici
istruttori giunsero alla conclusione che, dal momento che un'imputazione
abbastanza simile, mossa contro gli ufficiali che avevano presieduto le
corti marziali giamaicane, era stata archiviata per mancanza di prove, anche
le accuse contro Eyre dovevano ritenersi prive di fondamento: perci
egli venne definitivamente assolto, con grande gioia delle folle plaudenti
che si erano schierate a sua difesa.
Quando Jason corse a casa di Mill per dargli la notizia, il grande intellettuale
non mostr n rabbia n delusione. Il giudice ha pronunciato la
sentenza e non ci resta che chinare il capo, disse, ma non c' solo quella
corte, ne esistono altre, e lo tradurr di fronte a esse.
Oh, signore, ma volete cominciare daccapo?
Ho deciso che Eyre deve essere punito e pubblicamente umiliato per
il grave danno che ha arrecato al concetto di un giusto governo coloniale.
Con la resistenza testarda di un cane che si attacca a un osso, cominci
a darsi da fare perch Eyre venisse giudicato da un altro tribunale,
in un'altra giurisdizione. Sia pure a malincuore, la corte ordin che Eyre
fosse nuovamente sottoposto a procedimento, questa volta per gravi delitti
e infrazioni di vario tipo. Il processo fu fissato per il 2 giugno 1868,
quasi due anni dopo i disordini e le corti marziali, ma un avvocato difensore
chiese ai componenti la giuria preliminare di mettersi al posto di
Eyre e di riflettere sulle misure che poteva prendere un uomo alle prese
con una selvaggia ribellione, deciso a salvare la sua isola, il suo impero e
l'onore della sua regina. Il pubblico presente applaud, e il mattino dopo
la giuria annunci che l'imputazione doveva essere fatta cadere. Eyre era
nuovamente un uomo libero, e alle successive elezioni John Stuart Mill
avrebbe senz'altro perduto il seggio parlamentare. Tuttavia lo studioso
non si lasci sgomentare dalla sconfitta. Quando seppe che James Pembroke
e sua moglie si disponevano a tornare in Giamaica, si rec in casa
loro per prendere congedo. Seduto nel salone in cui i Pembroke del 1760
avevano contribuito a formulare le leggi da cui sarebbe dipeso il futuro
della Gran Bretagna, disse: Jason, abbiamo perduto tutte le battaglie,
voi e io. Abbiamo permesso che un mascalzone di grosso calibro scivolasse
impunito tra le maglie della rete. Io sto per perdere il mio seggio al
parlamento, mentre Carlyle, Tennyson e Cardigan trionfano, mentre voi
ve ne tornate in Giamaica senza che siamo riusciti a cavare un ragno dal
buco, almeno agli occhi del pubblico. In realt, per, voi, mio giovane
amico, e io abbiamo ottenuto una sonante vittoria; in futuro, governatori
coloniali troppo militareschi rifletteranno a lungo prima di decretare la
legge marziale nel loro territorio o di permettere ai sottoposti di terrorizzare
persone con la pelle pi scura. La riforma del parlamento 
stata approvata, e grazie ai nostri sforzi la Gran Bretagna
diventer un paese migliore
di quanto non sia oggi. Dopo una pausa, riprese: Se la giuria
avesse riconosciuto Eyre colpevole di assassinio, come del resto avrebbe
dovuto fare, sarei stato il primo a invocare clemenza e perdono. Quello
che era fondamentale era semplicemente l'idea, la necessit di affermare
un principio.
Confuso dall'esperienza toccatagli negli ultimi anni, Jason chiese:
Professor Mill, un giorno vi ho udito usare un termine interessante. Non
ritenete che il modo con cui vi siete accanito contro il governatore Eyre
costituisca un esempio di monomania?
Mill seppe apprezzare l'acutezza della domanda, accenn a un breve
sorriso e rispose: Altri possono definirla monomania. Quanto a me, preferisco
descriverla come un'incrollabile fedelt a un principio. Si alz
quindi per prendere congedo.
LA PAROLA FINE a quei tumultuosi eventi fu messa da due fatti che, se
fossero stati previsti, avrebbero risparmiato molti dolori alla Giamaica e
alla Gran Bretagna l'amarezza di un furibondo dibattito. Poco dopo i disordini
scoppiati a St. Thomas, sia il colonnello Hobbs, il mostro ridanciano
al cui servizio era stato Pembroke, sia l'ispettore di polizia Ramsay,
di cui Croome approvava le feroci iniziative, si suicidarono, il primo con
un colpo di pistola, il secondo gettandosi nell'oceano da una nave. Medici
esperti e competenti giunsero alla conclusione che i due erano gi
pazzi quando avevano commesso le loro atrocit ma che nessuno se n'era
avveduto perch, quando infuria la legge marziale, la pazzia diviene
norma.

 Capitolo 12.
Lettere di presentazione.

L'8 GENNAIO 1938, Dan Gross, direttore del Detroit Chronicle, lesse sul
bollettino dell'Associated Press un colorito articolo che solo pochi suoi
colleghi americani trovarono interessante, ma che invece lo eccit moltissimo
perch era un pezzo che si inseriva perfettamente in uno dei suoi
puzzle.
Il Chronicle si trovava di fronte a un singolare problema. Il confine internazionale
tra Canada e Stati Uniti era molto frastagliato nella zona dei
grandi laghi: l una regione del Canada veniva a trovarsi pi a sud del territorio
degli Stati Uniti, con la conseguenza che gli abitanti di Detroit
parlavano dell'importante citt canadese di Windsor come del nostro
sobborgo meridionale, e i giornali di Detroit che vi circolavano tendevano
a pubblicare articoli di interesse per i lettori canadesi.
Nell'articolo che aveva attratto l'attenzione di Gross, si leggeva che il
re d'Inghilterra aveva nominato il celebre giocatore di cricket, Lord Basil
Wrentham, governatore generale dell'isola di All Saints nel gruppo delle
isole Sopra Vento nei Caraibi. Era da presumere che la nomina sarebbe
stata ben accolta nell'isola perch Lord Wrentham aveva condotto la
prima squadra di cricket inglese a giocarvi e vi era popolarissimo.
Gross si affrett a consultare i libri che gli assicuravano una cos ampia
conoscenza delle faccende di tutto il mondo, e trov la conferma del sospetto
fatto insorgere in lui dalla notizia trasmessa dalla telescrivente: nel
1763, durante le discussioni per il trattato di Parigi che aveva posto fine a
quella che in Europa era nota come guerra dei sette anni e nell'America
settentrionale come guerra franco-indiana, tra le grandi potenze era stato
a lungo discusso se alla Gran Bretagna dovesse toccare tutto il Canada o
solo la minuscola isola caribica di All Saints.
Ai suoi ordini Gross aveva un giovane reporter di grande seriet, tale
Millard McKay, laureatosi alla scuola di giornalismo alla
Columbia University, che dava prova di un solido talento,
anche se un po' troppo portato
alla fantasia, e che migliorava giorno per giorno. Gross era persuaso
che con l'andar del tempo sarebbe diventato la colonna del Chronicle, un
uomo su cui si poteva contare perch coprisse ogni argomento al quale
fosse assegnato.
Gross si era anche reso conto che McKay condivideva una debolezza
propria di tutti i giovani educati nelle universit della costa orientale e
amanti dei libri: avrebbe voluto nascere inglese, frequentare i teatri londinesi,
disporre di una casa di vacanza nella campagna cara a Thomas
Hardy o forse nella zona dei laghi resa celebre dai poeti. Sebbene non
avesse mai messo piede in Inghilterra, da un suo insegnante aveva preso
un certo accento di Oxford e ci restava male quando qualcuno lo scambiava
per irlandese: No, rispondeva con tono deciso. A dire il vero,
sono inglese. Il cognome di mia madre era Cottsfield. Cominciando una
nuova vita a Detroit, avrebbe voluto cambiare nome e assumere quello di
Malcom Cottsfield che gli pareva pi inglese, ma aveva rinunciato all'idea
di fronte alle difficolt legali e agli alti costi connessi.
Un giorno Gross gli aveva domandato: Come le  nato questo grande
amore per tutto ci che  inglese? McKay gli aveva raccontato una storia
singolare: Sono cresciuto in un villaggio di trecento abitanti nella zona
di Pine Barrens nel New Jersey meridionale e, come dice il nome, la zona
 davvero molto nuda e desolata. Ho studiato alla Rutgers University nel
Jersey settentrionale grazie a una borsa di studio e qui ho concepito
grande ammirazione per un professore appassionato di tutto ci che era
inglese; ci faceva svolgere lunghi compiti su vari aspetti della vita britannica,
per esempio: Come funziona il parlamento inglese? oppure: Sei
romanzieri inglesi da Thomas Hardy a Green; per incredibile che possa
sembrare, persino un tema sul Cricket nelle contee inglesi. Quando uno
studia a quel modo, qualcosa gli resta di sicuro.
QUANDO IL FATTORINO VENNE a dirgli il signor Gross la vuole, McKay
pens dapprima di aver commesso qualche errore, ma un breve riesame
lo convinse di non averne fatti e che anzi il signor Gross intendeva affidargli
un nuovo incarico. Quando entr nell'ufficio del direttore si vide
mettere sotto il naso una notizia trasmessa dalla telescrivente.
Lei  un appassionato di storia inglese, gli disse Gross. Ha idea di
che cosa significhi questa faccenda?
Millard McKay lesse attentamente l'articolo e non trov nulla che
avesse attinenza con la sua ampia conoscenza della storia delle costumanze
inglesi. Quello di Wrentham non era un nome che fosse rimasto
iscritto nella storia britannica e, sebbene conoscesse le regole del cricket,
non scorgeva alcun significato speciale in quel breve accenno e lo disse al
direttore.
La data del presunto arrivo di Wrentham ad All Saints, il 10 febbraio,
non le dice niente?
No.
E il trattato di Parigi?
Signor Gross, lei mi pone indovinelli.
 proprio quello che faccio, rispose il direttore, porgendo al suo redattore
un manuale di storia universale. Dia un'occhiata al trattato di
Parigi del 1763.
Obbediente, Millard lesse e rest sbalordito dalla complessit del trattato
che aveva posto fine alle lunghe guerre in Europa e alle scaramucce
nei Caraibi. La Francia confermava di aver avuto gi intenzione di cedere
il territorio della Louisiana alla Spagna, l'Inghilterra aveva ceduto Guadalupa
e Martinica alla Francia, la Spagna aveva lasciato la Florida all'Inghilterra.
Veniva poi quella clausola che aveva acceso una luce nella
mente di Gross: Sia la Francia sia l'Inghilterra desideravano l'isola strategica
di All Saints nei Caraibi, ma nessuna delle due voleva il Canada.
Gli ammiragli inglesi sostenevano che le loro flotte dovevano poter disporre
dell'isola, chiave dei Caraibi e del Sudamerica, e la rinuncia a un
desolato deserto settentrionale come il Canada, che sarebbe stato ceduto
in cambio alla Francia, ai loro occhi non costituiva una perdita. Ma non
riuscirono a spuntarla. La Gran Bretagna ebbe il Canada, alla Francia
tocc All Saints, che gli inglesi potevano riprendersi in qualsiasi momento.
La Francia ebbe cos il danno e le beffe.
Non lo sapevo assolutamente! esclam Millard. L'intero Canada in
cambio di una piccola isola!
Noti anche la data: 10 febbraio 1763. Lord come si chiama' assume il
governo di All Saints nella ricorrenza dell'anniversario.
Vorrebbe perci che scrivessi un articolo su questa faccenda per i nostri
lettori canadesi?
Voglio molto di pi. Desidero che lei vada ad All Saints, dia un'occhiata
al posto, e scriva un articolo lungo, ben meditato, magari una serie
di corrispondenze, in cui si formuli un paragone tra All Saints com' oggi
e il Canada, in modo che i lettori canadesi se la ridano di gusto.
Poi dallo scaffale dei libri cav un volume. Ecco, guardi qui. Canada,
9.976.177 chilometri quadrati; All Saints, 784,77 chilometri quadrati.
Popolazione: Canada, 11.120.000 abitanti; All Saints, 29.779. Tenga presente
queste cifre e ci fornisca del buon materiale. Fece una pausa,
quindi domand: Lei conosce il Canada, vero?
S, signore. Da Winnipeg alla Nuova Scozia, lo conosco abbastanza
bene.
Benissimo. Prenda un treno per Miami questa sera. Avr forse una
settimana e mezzo di tempo prima che sua signoria sbarchi nell'isola. Ci
resti per tutto il tempo necessario, ma ricordi che questo  un viaggio di
lavoro, non una vacanza pagata.
Uscito dall'ufficio di Gross, Millard McKay si rec alla biblioteca del
Chronicle, dove consult il Burke's Peerace, l'almanacco dei titoli nobiliari,
per pescarvi notizie sui Wrentham. Venne cos a sapere che avevano cominciato
la loro ascesa alla condizione nobiliare verso la met del XVII secolo,
quando un membro della famiglia a Barbados divenne Sir Jeoffrey
per aver difeso le prerogative di re Carlo contro i seguaci radicali di Oliver
Cromwell. Qualche anno dopo era stato nominato Lord per il coraggio dimostrato
facendo vela da Barbados su una fragile nave con sessantadue inglesi
per sbarcare sulla desolata costa orientale dell'isola di All Saints che
era in mano ai francesi. Sir Jeoffrey aveva guidato i suoi uomini oltre i
monti e verso la baia sottostante, dove i francesi avevano costruito un villaggio.
Assalitolo di sorpresa, Wrentham li aveva costretti a rifugiarsi sui
promontori occidentali e poi a evacuare l'isola.
Il terzo Lord Wrentham aveva lasciato i Caraibi per far ritorno in Inghilterra,
dove aveva reso cos segnalati servizi alla corona da meritarsi il
titolo di conte di Gore, passato in retaggio a sette altri Wrentham.
I vari conti di Gore si erano acquisiti ben pochi meriti, a parte la gestione
delle loro enormi piantagioni di canna da zucchero a Barbados e
ad All Saints, da cui ricavavano grandi fortune che permettevano loro di
spendere senza risparmio a Londra. Uno dei loro discendenti, Alistair
Wrentham, aveva fatto ritorno nei Caraibi quale tenente di vascello a
bordo della Boreas al comando del grande Horatio Nelson, sotto il quale
aveva combattuto anche a Trafalgar. Per l'eroismo di cui aveva dato
prova era stato nominato ammiraglio della flotta dei Caraibi, in tale veste
riportando parecchie sonanti vittorie sui francesi.
McKay, che si dilettava di penetrare le complesse regole che governano
i titoli nobiliari inglesi, lesse anche che il conte di Gore, chiunque
fosse, era insignito anche del titolo sussidiario di Lord Wrentham. D'altro
canto la notizia giunta per telescrivente parlava di Lord
Basil Wrentham e, quando avviene che il personaggio si serva del nome di battesimo,
significa che non si tratta del primogenito erede del titolo bens di
un cadetto chiamato benignamente Lord: il titolo muore con lui. In altre
parole, Lord Basil non poteva mai diventare conte di Gore a meno che
suo fratello maggiore non morisse. Comunque, pens Millard, anche
con queste limitazioni, niente male essere un Lord.
Nel corso delle sue ricerche scopr anche come mai All Saints si era
chiamata a quel modo. Nel 1492 Colombo aveva avuto parecchie difficolt
nel suo viaggio di scoperta con tre sole caravelle, e molti oggi credono
che abbia avuto gli stessi problemi nei viaggi successivi. Ma non fu
cos. Nel suo secondo viaggio, compiuto nel 1493, fu alla testa di una
vera e propria flotta di diciassette legni, alcuni dei quali molto grossi, e il
tragitto richiese questa volta solo tre settimane e si svolse senza impedimenti
di sorta. Una grande caravella nuova, chiamata Todos los Santos,
aveva a bordo come ufficiale navigatore un dotto sacerdote italiano, fra'
Benedetto, talmente esperto di venti e correnti da riuscire a indurre il suo
capitano a seguire una rotta pi meridionale di quella battuta dal grosso
della flotta, entrando nei Caraibi un po' pi a sud rispetto a quella seguita
da Colombo, e sulla quale si misero invece le altre sedici navi. Era il 1
novembre 1493. Fra' Benedetto si chiese se non sarebbe stato un segno
del favore di Dio per la Todos los Santos imbattersi in un'isola ancora
ignota proprio il giorno di tutti i santi, il 1 novembre. Gli and bene
perch, in piena notte, la luna illumin i due maestosi picchi che pi tardi
sarebbero stati chiamati, dagli occupanti francesi, Mome\ Jour e Mome\
Soir: fra' Benedetto decise che l'isola si sarebbe chiamata
Todos los Santos.
Nei primi anni del XVI secolo, gli spagnoli compirono quattro tentativi
di strappare l'isola ai fieri caribi, ma furono ignominiosamente respinti da
quei terribili combattenti. Gli inglesi reiterarono gli assalti tre volte senza
ottenere risultati migliori; ci riuscirono solo nel 1671 ma vennero prontamente
sloggiati dai francesi.
Nei centosettantaquattro anni successivi, la propriet di quell'isola
tanto bramata cambi di mano diciotto volte, passando dai caribi agli spagnoli,
dai francesi agli inglesi e agli olandesi. Tredici avvicendamenti nel
possesso dell'isola furono il risultato di azioni militari: gli inglesi tentarono
di riprenderla ai francesi, gli olandesi le suonarono agli inglesi, i caribi
si rivoltarono contro gli olandesi e i francesi riuscirono finalmente a
farne un proprio possedimento.
Cinque cambiamenti di mano furono invece frutto, non gi di azioni
militari nei Caraibi, bens di trattati sottoscritti in Europa in un'epoca in
cui le isole caribiche venivano trasferite di qua e di l come pedine di una
scacchiera. All Saints ovvero Todos los Santos figurava in undici di questi
trattati. C'erano persone convinte che l'assegnazione definitiva all'Inghilterra
nel 1814 avesse affidato l'isola alle mani sbagliate, ritenendo che
avrebbe dovuto restare francese. In un libretto su cui Millard mise le
mani all'ultimo momento, scopr il fatto pi singolare, e cio che, durante
tutti quei passaggi di propriet, un ramo cadetto della
famiglia Wrentham era testardamente rimasto sull'isola e che alcuni dei suoi membri
erano divenuti di carnagione pi scura di generazione in generazione a
mano a mano che i loro genitori si mescolavano con schiavi negri. Ma, indipendentemente
dal colore della pelle, erano pur sempre imparentati
alla lontana con il conte di Gore.
McKAY SCORSE I DUE BEI PICCHI dalla prua della nave mentre si avvicinava
ad All Saints nelle prime ore del mattino. Quello a nord  Mome\
Jour, gli spieg un altro viaggiatore. Mome Soir  a sud.
Ma che cosa significa Mome\?" chiese Millard. L'altro gli spieg: Collina
o altura, se non mi sbaglio. Qui tutti i nomi del luogo sono francesi.
Lo credo bene, replic McKay, visto che l'isola  stata pi a lungo
francese che inglese.
Pi tardi gli fu spiegato che le due falesie che vigilavano l'ingresso a la
Baie de Soleil erano dette Pointe Nord e Pointe Sud.
All'estremit della baia, su un'altura da cui la vista spaziava sui dintorni,
stava l'abitato coloniale di Bristol Town, un gruppo di case bianche,
grigie e ocra a due o tre piani, nessuna tale da predominare sulle altre,
sicch formavano un complesso assai armonioso. Protetto da alti alberi,
sulla cima di un piccolo colle alle spalle dell'abitato, si levava un
edificio pi vasto e alto degli altri, la casa del governo. McKay aveva prenotato
al Belgrave Hotel e il portiere dell'albergo si offr subito di accompagnarlo
a visitare Bristol Town.
La visita cominci dal Waterloo, un accogliente bar con una mezza
dozzina di tavoli, il cui proprietario era un mulatto, anche se piuttosto
chiaro di pelle. Molti clienti erano del pari mulatti, alcuni pi chiari ancora,
altri decisamente pi scuri; nerissimi due camerieri nelle cui vene
evidentemente non scorreva neanche una goccia di sangue bianco. L'unico
bianco, completamente tale, presente nel bar era McKay per il quale
quell'occasione era un'istruttiva introduzione a un'isola dove il colore
della pelle era di estrema importanza.
Il portiere gli spieg che il proprietario del bar si chiamava
Bart Wrentham ma che era soprannominato Black Bart, come il
celebre pirata; nel
presentarsi all'uomo Millard si qualific come un giornalista di Detroit.
A quella notizia le maniere di Wrentham si fecero ancora pi cordiali,
poich si rendeva conto dell'importanza che il nome del suo locale venisse
citato da giornali americani. McKay si acquist ancora maggiori simpatie
da parte di Black Bart Wrentham quando gli rivel di conoscere la
storia della sua famiglia. A questo punto, il lontano discendente di quel
Sir Jeoffrey Wrentham, giunto ad All Saints da Barbados nel 1662, domand
al giornalista quale fosse il vero motivo del suo soggiorno sull'isola.
McKay dovette ammettere di essere l per scrivere la cronaca dell'insediamento
del nuovo governatore. Wrentham allora gli chiar che sull'isola
questi era detto Gee-Gee, le iniziali di General Governor, mentre
su altre isole era chiamato semplicemente H. E., vale a dire
His Excellency, sua eccellenza. Il nostro governatore, aggiunse, esercita il controllo
su una dozzina di altre isole, per cui  il governatore generale, ovvero
Gee-Gee.
Wrentham gli propose poi un giro in auto per l'isola e lo fece salire su
un coup Chevrolet del 1932 con il quale percorse, tenendo la sinistra
come in tutti i luoghi in cui prevale la regola inglese, le strade che serpeggiavano
per le colline alle spalle della cittadina. Giunsero cos a un punto
elevato da cui lo sguardo spaziava sullo scuro, imbronciato Atlantico.
I miei antenati hanno preso terra su quella pericolosa spiaggia laggi,
la Baie du Mort, spieg Wrentham. Aggiunse che l'isola di All Saints era
molto montagnosa e non permetteva, al contrario della Giamaica, grandi
piantagioni di canna da zucchero. Ma se lo si tratta con il dovuto rispetto,
questo suolo ti ricambia generosamente: noi non siamo mai morti
di fame. Acquistarono generi alimentari per un picnic nello strano, silenzioso
villaggio di Tudor, da un bottegaio che pure si chiamava Wrentham
ma era di carnagione assai pi scura di Bart. Il proprietario del Waterloo
avvert il giornalista, che chiamava signor Detroit, che molti sull'isola l'avrebbero
odiato un po'.
Perch dovrebbero?
Perch  un americano... anche lei lo era.
Lei chi?
Wally Simpson. Noi su quest'isola amiamo la monarchia, tutti noi,
indipendentemente dal colore della pelle. Adoravamo re Edoardo, un
giovanotto simpaticissimo che apprezzammo quando venne a visitare l'isola
quale principe di Galles. Se d un'occhiata alle nostre case, vedr
che in quasi tutte fa bella mostra un ritratto di Edoardo. Quindi non
possiamo certo perdonare alla signora Simpson di averlo gettato gi dal
trono.
Ho sempre creduto che sia stato lui stesso a volerlo fare,
replic McKay. Wrentham rispose: Si guardi bene dall'esprimere un'opinione del
genere ad All Saints. Si troverebbe tutti gli usci sbarrati perch la persona
di Edoardo  oggetto di somma reverenza qui da noi.
Chiedo scusa.
 scusato, rispose Bart ridendo. Si ricordi che agli occhi degli abitanti
di All Saints quella vostra fascinosa strega per poco non ha distrutto
un impero.
Passarono ad altri argomenti. Wrentham spieg al giornalista che, secondo
i dati dell'ultimo censimento, All Saints contava una popolazione
di ventinovemila abitanti stratificati in centinaia di livelli sociali, ciascuno
determinato dal colore della pelle. Io, per esempio, continu, sono un
gradino superiore, nella scala sociale, di un uomo che sia un tantino pi
scuro di me e sono di un ceto pi basso rispetto all'uomo che abbia la
pelle un po' pi chiara della mia. Tenga presente che a contare  solo il
colorito del volto, non gi quello del corpo. Dal suo punto di vista, prosegu,
ci sono per solo una dozzina di livelli che contano. Alla sommit
si collocano tutti coloro che sono nati in Inghilterra e nelle cui vene
scorra sangue assolutamente bianco o che possono sostenere di rientrare
in questa categoria; appartengono a essa Gee-Gee e la cerchia di suoi intimi.
Neppure tra un milione di anni un uomo che abbia il mio colore
raggiunger quella suprema vetta. Al secondo livello si pongono coloro
che possono comprovare di discendere da una buona famiglia originaria
di una contea d'Inghilterra, e ne sono pertanto esclusi scozzesi e gallesi.
Ma che cosa intende per buona famiglia originaria di una contea dell'Inghilterra?
Nessuno lo sa con esattezza, ma tutti lo hanno appreso per esperienza
diretta.
Pu farmi un esempio?
S. Rientra nella categoria la figlia di un rispettato ecclesiastico, che
non deve per essere n battista n metodista, oppure il figlio di un funzionario
che abbia svolto i suoi incarichi in maniera irreprensibile.
Una buona famiglia di contea  un'espressione che da noi serve a spiegare
molte cose. Le donne stabiliscono chi debba essere riconosciuto come appartenente
al gruppo della contea e lo mantengono abbastanza ristretto.
Poi per si ha il terzo livello, notevolmente pi ampio, al quale lei potrebbe
aspirare se immigrasse nella nostra isola, se si comportasse come si
deve e se avesse votato negli Stati Uniti per i repubblicani. Il terzo livello
comprende infatti tutti i bianchi di buona reputazione, soprattutto le famiglie
di agricoltori francesi presenti su quest'isola da pi tempo di noi
inglesi.
A questo punto, tuttavia, continu Wrentham, la separazione si fa
netta. Il quarto livello comprende infatti uomini e donne di colore ma
con pelle chiara, molto pi chiara della mia, che magari abbiano studiato
a Oxford o alla London School of Economics o ad Harvard... e che prestano
servizio nel Gommint.
Come ha detto?
Il Gommint. Meglio che tenga presente questo termine.  quello che i
coloniali chiamano government, governo. Su un'isola come All Saints il
Gommint  onnipotente, e i supremi funzionari di colore hanno diritto di
appartenere all'elevato quarto livello, insieme con alcuni cospicui uomini
d'affari, alcune ricche vedove e, di tanto in tanto, qualcuno difficilmente
definibile. Ma di una cosa pu essere certo, signor Detroit, ed  che il
loro colore sar sempre assai pi chiaro del mio.
Il disgusto che Wrentham provava per un sistema cos rigido era evidente,
sebbene ne parlasse con tono leggero e ironico. I livelli cinque,
sei e sette, continu, sono tutti di pelle pi chiara della mia; io appartengo
al livello otto, quello di uomini e donne che lavorano duro, mettono
da parte il loro denaro, mandano i loro figli a scuola e sanno servirsi
di coltello e forchetta.
Ma se lei  relegato al livello otto,  chiese McKay, come si spiega
che parli in maniera cos forbita? Bart fece udire una risatina e rispose:
 semplice, qui abbiamo buone scuole, con ottimi insegnanti dediti alla
loro professione, che amano tutto dell'Inghilterra e conoscono ogni parola
scritta da Shakespeare. Non ho mai letto un libro americano, posto
che ce ne siano, ma mi sono nutrito di quelli di Walter Scott, Charles
Dickens e Jane Austin. Al disotto dell'ottavo livello, continu, la divisione
si fa ancora pi netta. A occupare quei gradini della scala sociale
sono solo i negri, con grosse labbra, bei denti e nessuna istruzione.
Schiavi, perennemente schiavi.
Che cosa ne sarebbe di un negro che immigrasse qui, diciamo dalla
Carolina? O di un indiano proveniente dall'india?
Se  nero, sarebbe relegato tra i neri.
Non potr mai aspirare a far parte dei gruppi superiori?
Wrentham continu a guidare in silenzio per un pezzo, prima di decidersi
a rispondere: Desidero spiegarle certe cose, nell'eventualit che lei
decida di visitare le altre isole dei Caraibi. Un giovane colorato promettente,
se vuole fare strada, deve per forza di cose sposare una ragazza con
la pelle pi chiara della sua, e a tale scopo dovr combattere, mentire, rubare,
assassinare. Anche la ragazza di colore molto bella, che voglia diventare
qualcuno, deve sposare un uomo con la pelle pi chiara della sua;
a rendere divertente la vita qui nei Caraibi  quel che succede allora: divertente,
e anche tragico, suicidi compresi.
Dopo una breve deviazione verso sudovest, che li port lontani dall'Atlantico,
giunsero a una piccola penisola collinosa che si protendeva verso
ovest e da cui si godeva un magnifico panorama. A nord, si estendeva l'oceano,
a est si elevavano le pendici di Mome Jour che si drizzava per
quasi millecinquecento metri nel cielo senza nuvole; a est, una piccola
baia di forma perfetta, un arco di sabbia chiara, e a ovest la tranquilla distesa
del mar dei Caraibi che si protendeva sino alle rovine maya dell'isola
di Cozumel, lungo la costa dello Yucatn.
Raggiunto uno spiazzo, si fermarono, distesero una coperta e si godettero
il loro picnic. Millard not che sul capo e lungo la baia sottostante
c'erano otto o nove gruppi che facevano altrettanto, ciascuno isolato dagli
altri, e tutti rigorosamente appartenenti a un solo colore di pelle: i
bianchi rimanevano con i bianchi, quelli con la pelle appena un po' pi
scura con i loro simili e i negri mangiavano e cantavano con altri negri.
Nessuna forma di segregazione: ciascuno poteva stare ovunque volesse, a
patto che lo facesse con quelli del suo stesso colore.
Bart riprese a illustrargli la situazione: Sul colle dietro Gommint
House c' un edifcio che non  niente di particolare ma  circondato da
campi di tennis, prati per il bowling e per il croquet.  il Club, dove l'ingresso
 rigorosamente limitato a persone assolutamente bianche, vale a
dire a gran parte di quelle che appartengono ai livelli dall'uno al tre, ivi
compresi soprattutto i francesi. I quali, tra parentesi, il francese lo parlano
poco o niente. A rivelarli tali sono soltanto i loro nomi, non certo la
loro lingua. Bene, supponiamo che lei sia immigrato sull'isola e che abbia
tutti i documenti a posto, che si comporti come si deve, che paghi puntualmente
i conti e che si mostri rispettoso verso i superiori. Pu accadere
per che non venga ammesso al Club.
Perch?
Perch lei non  inglese ma americano, il che significa che lei non pu
che essere uno zotico ignorante.
Sicch, non potr mai vedere quel meraviglioso Club?
Certo che pu vederlo. Pu esservi invitato, ma non potr mai diventarne
un membro effettivo.
 molto costoso?
Nient'affatto! Anzi, le quote d'iscrizione sono minime. Mi dicono che
l'arredamento  deplorevole: non l'ho mai visto, perch, com' ovvio,
non ho mai potuto mettervi piede! Ma l'attrazione del Club  data dal
fatto che ci si trova protetti come in un bozzolo o in un utero, tra la propria
gente, tra individui dello stesso colore di pelle.
Chi gestisce il Club?
Le donne, e con mano ferma. Le mogli dei funzionari superiori, aiutate,
com' ovvio, dal maggiore Leckey, incaricato di fare in modo che
tutto rimanga incontaminato.
Chi sarebbe costui?
L'aiutante di campo di Gee-Gee.  qui da anni. Proviene dall'india,
dove si  fatto un'ottima reputazione servendo in un buon reggimento. Il
maggiore Devon Leckey, cos si chiama; se ti prende in antipatia, o se lo
fa la sua signora, Pamela, meglio che tu tagli la corda, perch lui e la divina
Pam fanno il bello e il cattivo tempo, stabilendo a quale gruppo si
appartenga, in quale occasione convenga invitare le persone, soprattutto
a un matrimonio.
Brutti tipi, dunque.
No! I Leckey sono il sale della terra inglese. Lui ha tre medaglie ed 
in grado di battere chiunque a tennis. Esit, quindi ammise: A me riesce
difficile trovare simpatici uomini magri come stecchi che hanno i capelli
dello stesso colore che avevano vent'anni fa. Comunque, se vuole
vedere il meglio di All Saints, deve riuscire a fare amicizia con il maggiore
Leckey. Se ci riesce tutte le porte le saranno aperte, compresi inviti
alla Gommint House e alle feste da ballo al Club; otterr tutte le interviste
che le occorrono, altrimenti, niente da fare.
Chi fa da intermediario con il maggiore Leckey?
Le dico subito, vecchio mio, che riuscire a creare un ponte con il maggiore
e sua moglie  cosa tutt'altro che facile. Le nostre navi da crociera
scaricano qui decine di americani e canadesi, molto spesso persone in casa
loro ricche e potenti che qui invece sono ritenute dei poveri zotici. Gente
che si rifiuta di fare le cose alla maniera britannica, che cerca di imporsi,
mentre tutto quello che ottiene sono schiaffi in piena faccia. Il maggiore
Leckey e sua moglie si rifiutano anche solo di incontrarli: costoro non
riusciranno mai a vedere Gee-Gee e se ne torneranno a casa parlando
male di All Saints, un luogo scostante in cui i negri sono oggetto di disprezzo.
Se vuole superare l'ostacolo deve seguire le tradizioni, che
hanno radici antiche, delle colonie britanniche. Il giorno del suo arrivo,
prima del tramonto, deve recarsi alla Gommint House e firmare il libro
dei visitatori, in modo che i funzionari sappiano che  in citt, pronto a
porgere i suoi ossequi. Poi presenter le sue credenziali, per dimostrare di
essere ci che dice di essere e che qualcuno nella sua patria, di livello sociale
pi alto del suo, garantisce per lei. Quindi si ritirer nella sua stanza
d'albergo e si comporter a tavola in maniera ineccepibile. Non le rimarr
che aspettare.
Il fatto che mi abbiano visto nel suo locale, pu costituire un ostacolo?
Wrentham rise. Lei  un tipo sveglio, McKay. Se  stato visto, risulter
evidente, per coloro che contano, che non merita pi del settimo o
dell'ottavo livello nonostante la sua pelle bianca.
Ma, posto che faccia quanto lei mi suggerisce, potrei essere accolto,
diciamo, al terzo livello?
Il governo di quest'isola non  formato da stupidi, ma da persone che
vogliono avere dalla loro i giornali americani, non foss'altro che per ragioni
turistiche. Se si comporta correttamente, il maggiore Leckey verr a
cercarla. Non lo far se cerca di farsi largo a spallate.
Che cosa accadrebbe se, una volta accolto nel sistema, parlassi di questi
atteggiamenti snobistici nei miei articoli?
Non dovr farlo, vecchio mio. Per la semplice ragione che lei sar ben
inserito nel gruppo e che costituir un ottimo elemento per il Club, perci
potr godersi quest'isola assai meglio di me.
Una coppia dalla pelle abbastanza chiara, intenta a fare picnic a poca
distanza, riconobbe Wrentham e si avvicin. Il marito chiese: Ehi, Bart,
ci vediamo stasera al Tennis?
Ma certo. Tenetemi un posto al vostro tavolo. Questo  un mio amico
appena giunto dall'America, il signor Detroit, giornalista.
Quando i due si furono allontanati Millard chiese: Che cos' questa
faccenda del tennis? Avete per caso campi notturni illuminati?
Bene, eccoci alla seconda parte dell'analisi. Il Tennis, chiamato semplicemente
cos,  per i negri di colore chiaro quello che il Club  per i
bianchi:  un edificio piuttosto bello e l'appartenenza  altrettanto esclusiva
di quella al Club. Neppure uomini o donne celebri potrebbero iscriversi
al Club se la loro pelle avesse il colore della mia. Io non ho frequentato
un'universit in Inghilterra, ma molti giovani del mio stesso colore
l'hanno fatto. Se eccellono in questo o quello sport in Gran Bretagna
vengono accolti a braccia aperte, possono iscriversi a buoni circoli, sono
invitati da tutti, conoscono gente interessante. Se sanno scrivere diventano
personaggi letterari noti ed esaltati. Quattro, magari cinque anni di
vita nel cuore dell'impero, e poi...! La festa  finita. Tornano ad All Saints
e, quando rimettono piede sul nostro molo, il ballo di Cenerentola ha termine:
sono nuovamente dei colorati. Anche se potranno godere di buoni
posti in seno al governo, come spesso accade, mai e poi mai entreranno a
far parte del Club dove passano le loro serate i veri capi n mai parteciperanno
a un ballo in qualit di ospiti. In compenso, possono iscriversi al
Tennis.
Wrentham non disse altro, raccolse i resti del picnic e li gett in un barile
dipinto di verde collocato l a tale scopo. I due ripresero il viaggio
lungo la parte occidentale dell'isola. Strada facendo, McKay vide qualcosa
che era destinato ad affascinarlo durante tutta la sua permanenza
sulle isole: una siepe di bassi arbusti dall'abbondante fogliame multicolore,
sei foglie su ogni stelo, e ognuna esibiva cinque colori diversissimi.
Che cos' quella magnifica pianta? chiese stupito. Wrentham rispose:
Croton, simbolo dei Caraibi. Millard pens che bastava una pianta del
genere per far amare quei luoghi.
Quindici chilometri di strada fiancheggiata da croton li portarono alla
spiaggia dorata dell'Anse de Jour e al Tennis. Passando davanti al bell'edificio
in posizione panoramica, basso e ben inserito nel paesaggio,
Wrentham comment:  decisamente meglio tenuto del Club. Ma non
potrebbe essere diversamente, dal momento che il suo compito  di mascherare
molte preoccupazioni.
Ci sono questi due circoli, entrambi riservatissimi, fece Millard. Ma
che cosa si offre alla maggior parte della popolazione?
Che cosa crede che sia il mio Waterloo? Nel mio locale, coloro che
non sono autorizzati a mettere piede n al Club n al Tennis possono riunirsi
e spassarsela. Lei sar il benvenuto al Waterloo, ci trover molte
persone interessanti.
Quelli che lei ha definito schiavi, i veri negri dove si incontrano?
Al porto. L c' un bar chiamato Tonton's.
Quattro circoli, dunque. Sarei ben visto al Tennis e al Tonton's?
Per quanto riguarda il Tennis, per metterci piede avrebbe bisogno di
un invito, e quanto al Tonton's, se fossi in lei non ci entrerei.  gente che
ha una sua fierezza; potrebbero pensare che lei voglia curiosare nei quartieri
poveri.
Tornati al Waterloo, dove McKay invit il suo anfitrione a bere con
lui, il giornalista chiese:  proprio necessario che su un'isola abitata da
cos poche persone esista un cos rigoroso sistema di casta? Si sent rispondere:
Agli abitanti dell'isola il sistema va a genio. Ciascun gruppo 
ben deciso a difendere il proprio angolino e il proprio potere. Un istante
di silenzio, quindi Wrentham aggiunse: Com' ovvio, i cittadini delle
isole francesi non lo ritengono altrettanto indispensabile n gli olandesi
n i brasiliani e neppure, entro certi limiti, gli spagnoli. Ma questa  un'isola
inglese, non britannica, e la gente di qui  gelosa del suo retaggio inglese,
e ben decisa a conservarlo.
DA QUALCHE ORA SULL'ISOLA, McKAY non aveva ancora visto l'interno
dell'albergo dal quale era immediatamente partito in compagnia del portiere
dopo avervi depositato i bagagli; non sapeva quindi che cosa lo
aspettava. Quando spalanc le due mezze porte basculanti del Belgrave e
diede un'occhiata all'arioso atrio, alla spaziosa sala da pranzo con le seggiole
in legno di teak e al bel portico sul retro con le poltrone e i tavoli di
vimini e l'ampia vista sulla Baie de Soleil, pens che era come se il posto
fosse stato inventato da Joseph Conrad o da Somerset Maugham, e seppe
che avrebbe trascorso felici e proficue ore sotto i sette grandi ventilatori
che ruotavano lentamente, mantenendo fresca l'aria senza raffreddare i
cibi imbanditi sui tavoli apparecchiati con candide tovaglie e posate di
scintillante argento. Gli era stata assegnata la stanza numero sei che,
come gli spieg la ragazza al banco della reception, aveva una delle migliori
viste sulla baia.
La stanza numero sei godeva non solo del superbo panorama promesso,
ma anche dello spettacolo del mar dei Caraibi al di l della rada.
Una cameriera negra dall'immenso sorriso venne a dirgli che aveva disfatto
le valigie e che avrebbe trovato qui le camicie, l i calzini. Il mio
dovere, mastuh, aggiunse,  di vederla felice. Suoni il campanello, mi
avvisi quando vuole fare il bagno e preparer la vasca.
L'acqua del rubinetto  buona da bere?
Buon Dio, forse non per lei. Le porter dell'acqua minerale. Spieg
poi che la cena veniva servita alle otto in punto.
Dopo un bagno caldo e una dormitina McKay prese posto sulla veranda
sorseggiando una bibita e guardando il sole tropicale calare sulla
Baie de Soleil; si disse che tre settimane passate a quel modo sarebbero
state un vero paradiso.
Quando scese trov la sala da pranzo molto animata; un piccolo esercito
di camerieri negri a piedi nudi e con indosso uniformi verdi di taglio
militare si muoveva svelto ed efficiente tra i tavoli, consegnando ai clienti
grandi men stampati. Il cibo sembrava essere quello tipico, pesantemente
inglese, che si pu trovare in una piccola locanda di campagna a
nord di Londra, giorno dopo giorno, per tutto l'anno. Poche le concessioni
al fatto che All Saints fosse ai Tropici e che le acque circostanti pullulassero
di pesci. Chiedendosi da dove un'isola con pochi allevamenti si
procurasse il manzo, il maiale e l'agnello del men, Millard si decise per
il pollo arrosto ripieno. Alzando gli occhi dalla lista, si avvide che un giovanotto
di bell'aspetto, ben vestito, di colorito molto chiaro (forse,
pens, un quarto livello) lo osservava attentamente. McKay si sent un
tantino imbarazzato. A un certo punto l'uomo si alz, and alla reception,
evidentemente per informarsi sul nuovo venuto, quindi punt direttamente
verso il tavolo del giornalista e disse con perfetto accento inglese:
Deve scusare la mia maleducazione, ma lei non  per caso McKay,
l'uomo che cerco? Tossicchi e aggiunse: Penso che lei pure stia cercando
me.
McKay si present, e l'altro di rimando: Sono Etienne Boncour, gioielliere
e presidente del locale ufficio turistico. Il mio compito  di accogliere
scrittori come lei e di facilitare nel modo migliore possibile la loro
permanenza sull'isola. Ci rendiamo infatti perfettamente conto dell'importanza
della sua visita.
Invit McKay al suo tavolo, spiegandogli che anche lui in un certo
senso era uno scrittore. Mi trovo molto spesso a compilare dpliant pubblicitari
della nostra isola. Dopo essersi accomodati, cominciarono a parlare
del pi e del meno; McKay, precisato di aver scelto di mangiare il
pollo, confess di avere una curiosit: Da dove ricava l'isola tutta la
carne del men? Il manzo, il maiale e l'agnello?
Da navi frigorifere che vengono da Miami; per dimentichi il manzo
e il pollo. Lo chef tiene sempre da parte qualche pesce per i clienti speciali;
io ho ordinato pesce, e se lei lo desidera, avverto il cuoco di prepararne
uno sufficiente per due persone.
McKay accett e, mentre attendevano la spigola al finocchio, Boncour
disse: Non si lasci confondere dal mio accento. Io faccio parte del contingente
francese di Antigua, gente che  qui dal 1620 circa. La mia famiglia
non ha mai abbandonato l'isola, ma io ho compiuto i miei studi a
Durham in Inghilterra. Aggiunse che faceva parte del consiglio esecutivo
e McKay gli domand come mai fosse diventato orefice e presidente
dell'ufficio turistico.
Ha cominciato mio nonno quando sono arrivati i primi turisti,
spieg Boncour. Per quanto riguarda l'appartenenza al consiglio esecutivo,
deve sapere che ai vecchi tempi potevano farne parte solo uomini
bianchi di impeccabile ascendenza, di solito nati in Gran Bretagna, ma di
recente le autorit hanno deciso di accogliervi anche qualche uomo di colore,
e io sono uno dei fortunati. McKay allora si disse: Avevo ragione,
 un quarto livello.
Il consiglio esecutivo ha effettivo potere? chiese poi ad alta voce.
Oppure ha solo una funzione, diciamo cos, ornamentale?
Ottima domanda. Diciamo che ci fanno credere di avere qualche potere,
ma in realt  Gee-Gee a prendere tutte le decisioni. Poi, temendo
che le sue affermazioni fossero riportate su un giornale, si affrett
a correggersi: C' un vento di libert che soffia dal mare. Siamo molto
ansiosi di vedere come risponder a esso il nostro Gee-Gee.
Quando arriv il pesce con il suo contorno di finocchio, Boncour ordin
una bottiglia di vino e prese a descrivere l'isola facendola apparire
un luogo assai diverso da quello illustrato poche ore prima da Wrentham:
Qui da noi c' un grande spirito di libert e la gente  felice.
Un uomo come lei, ben istruito, che conosce i paesi e le costumanze
europee, si decise a chiedere McKay, non ha la sensazione che ci sia discriminazione?
Sia chiaro, sono un giornalista ma non citer il suo
nome.
Qui da noi non esiste censura, suon la risposta.
E nelle altre isole dei Caraibi? chiese McKay. Boncour allora precis:
Tutte le isole inglesi sono molto simili tra loro. Ho due altri negozi, a
Barbados e a Trinidad, e devo dire che non ci sono molte differenze.
Certo, c' discriminazione, ma  temperata dal buon senso; i bianchi sono
abbastanza intelligenti da farci concessioni che a lei potrebbero sembrare
minuscole, ma che dal nostro punto di vista sono importanti.
Per esempio?
Ecco, il massimo riconoscimento sociale che pu venire a noi non
bianchi  di essere accolti alla Gommint House. Il maggiore Leckey ti
chiama al telefono e tu ri metti a tremare, pensando che forse tu, umile
come sei, stai per essere invitato, e ti senti dire:  lei, Boncour? Sono
Leckey. Potrebbe trovare il tempo di venire a un piccolo ricevimento che
il governatore dar marted all'ora del tramonto? Ottimamente.
Poi che cosa succede?
Succede che io mi precipito fuori a farmi dare una spuntatina ai capelli,
chiedo alla mia domestica di stirarmi l'abito bianco e mi reco al ricevimento,
dove mi avvedo che sono uno dei sette uomini di colore presenti
e, a dirla francamente, mi sento estasiato all'idea di essere stato ammesso
in paradiso. Gee-Gee, almeno l'ultimo che abbiamo avuto, non 
certo uno stupido, perch tra la folla ci sar anche un invitato nero come
il carbone, a comprovare che la Gommint House  aperta a tutti.
Poi, per, il tono di Boncour cambi, e fu con voce lenta e sommessa
che il colorato aggiunse: Ma, finita la festa, arrivano i tass per portare i
bianchi importanti al Club per la cena, e i colorati a bordo delle loro automobili
se ne vanno al Tennis, pure a cenare. Io poi vado al Waterloo,
mentre l'uomo nero solo fa una scappata al Tonton's.
All Saints, al pari di Trinidad e di altre isole, era una colonia della corona,
e nessuno degli abitanti lo dimenticava di certo. Non aveva mai goduto
di una legislazione come quella di Barbados o della Giamaica, sebbene
questa avesse perso le sue prerogative dopo lo scandalo in cui era
stato coinvolto il governatore Eyre e fosse diventata anch'essa una colonia
della corona. All Saints era dotata,  vero, di due piccoli organismi
consultivi ma, siccome apparteneva alla corona, il potere in realt era
nelle mani del rappresentante del sovrano, il governatore generale. Questi
era un uomo prudente, prestava orecchio ai suoi consiglieri e tentava
di non urtarne i ben radicati convincimenti, ma sia lui sia i suoi interlocutori
sapevano che, quando si arrivava al dunque, solo a lui spettava la decisione
definitiva.
Il buon senso impediva che il sistema si trasformasse in tirannide e la
collaborazione tra il consiglio esecutivo, composto perlopi da funzionari
bianchi nominati dal governatore, e il consiglio legislativo di dodici membri,
di cui cinque eletti, serviva a mantenere l'illusione che la popolazione
avesse voce in capitolo nelle questioni di governo.
Etienne Boncour era uno dei cinque membri eletti; ufficialmente rappresentava
la comunit economica di Bristol Town, ma era notoriamente
uno dei tre pi saldamente legati alla componente francese
della popolazione. Nelle votazioni di grande importanza lui e gli altri due francesi venivano
messi decisamente in minoranza da quella che egli chiamava l'alleanza
dei veri inglesi, situazione che non era fonte di rancori perch,
come aveva detto un inglese al Club, i nostri francesi sono inglesi come
si deve da cent'anni a questa parte.
AL MATTINO DOPO, Millard si rec a dare un'occhiata al negozio
di Boncour. Durante la cena aveva notato che questi portava al polso un Rolex,
un orologio che gli piaceva particolarmente. Il negozio era splendido e vi
si vendevano Rolex di tutti i tipi. Uno in oro massiccio poteva costare anche
duemilacinquecento dollari, centoventicinque dollari uno in acciaio
ma con tutte le caratteristiche di quello pi prezioso. Millard esamin i
meno costosi, rendendosi conto di non potersi permettere neppure quelli.
Boncour lo lasci a bocca aperta esibendogli una copia decisamente ben
fatta proveniente da Hong Kong, indistinguibile da un Rolex vero, ma
che costava solo diciassette dollari e mezzo.
Millard volle sapere quale fosse allora la differenza. Boncour gli
spieg: La copia va a pezzi nel giro di tre mesi, mentre il Rolex vero
dura per sempre. A questo punto McKay scopr uno dei segreti del
mondo degli affari nei Caraibi: nel negozio di Boncour c'erano stupendi
gioielli e oggetti da regalo per i bianchi, ma anche imitazioni a basso costo
per turisti, negri locali e marinai delle navi di passaggio.
Il gioielliere gli diede il tempo di riflettere, quindi se ne usc con una
proposta: So che lei vuole un orologio davvero buono. Bene, ho qui un
Rolex non nuovo ma seminuovo. Un tale me l'ha portato a riparare, e
probabilmente lo aveva rubato perch due settimane dopo  stato ucciso.
La polizia e io abbiamo reso noto il fatto a tutta l'isola e in quelle vicine,
ma il proprietario non  mai saltato fuori. Vorrei liberarmene. Glielo
posso vendere per trentadue dollari.
Ma non vorrei avere noie con la polizia, replic McKay.
Con sua sorpresa, Boncour replic: Pu prenderlo senz'altro.  tutto
a posto, quindi accompagn McKay al commissariato di polizia.
C' il capo? chiese Boncour.
Uno degli uomini in divisa dietro il banco indic con un cenno della
testa una porta aperta. Dentro, McKay si trov di fronte a un sergente di
polizia colorato vestito con un'impeccabile uniforme, che domand loro:
Qual buon vento vi porta?
Boncour mise l'orologio e i documenti relativi sul banco e spieg: 
per via dell'orologio lasciato da quel tale che  stato ucciso. Ci ho speso
trentadue dollari per la riparazione e per rendere noto che l'orologio  in
mio possesso. Il signor McKay, giornalista di Detroit, vorrebbe un orologio
ed  disposto a sborsare i trentadue dollari.
Allora, che cosa desidera?
Una dichiarazione della polizia per attestare che io non l'ho rubato, in
modo che il signor McKay possa portarlo con s negli Stati Uniti.
Perch non ha cercato un compratore qui sull'isola?
Trentadue dollari sono una somma cospicua per gran parte dei miei
clienti. In sostanza poi questo  un orologio usato.
Il sergente prese la penna per firmare il documento gi preparato dal
gioielliere ma in quella, levando lo sguardo, esclam: Sir Benny! Si accomodi!
Nell'ufficio entr un uomo decisamente fuori dal comune. Nero
come il carbone, alto quasi due metri, piuttosto grasso, dall'aria tranquilla
e dal grande sorriso accattivante. Dopo aver salutato Boncour e il
sergente come vecchi amici e aver fatto un cortese cenno a McKay,
l'uomo disse con impeccabile accento inglese: Sergente, prima che lei
proceda ulteriormente, devo comunicarle che mia sorella ha trovato la
carriola.
Il sergente rise: Gliel'avevo detto che l'avrebbe trovata! Quindi rivolto
a McKay: Questo bel tipo di criminale  Sir Benny Castain.
McKay, pensando che quel Sir Benny fosse uno di quei cantanti di
calypso che si fregiavano di nomi come Lord Invader o Emperor Divine,
commise allora una terribile gaffe domandando: Ha registrato qualche
disco delle sue canzoni?
Ma no, ma no, rise il sergente. Sir Benny  davvero un baronetto.
Fatto tale dal re in persona.  il nostro massimo giocatore di cricket, battitore
e lanciatore a seconda dei casi.
Probabilmente il signore non sa nulla di cricket, lo scus Sir Benny.
McKay si affrett a replicare: Oh, s, qualcosa so. Conosco
Don Bradman, so chi  Douglas Jardine.
I tre isolani restarono a bocca aperta.
Sir Benny chiese: Come si spiega che un americano conosca questi
nomi?
Alla Rutgers University, vicino a New York, ci sono sempre studenti
dei Caraibi intenti a giocare a cricket su qualche prato; io poi ne ho letto
in un libro di Neville Cardus, un testo che faceva parte di quelli che ho
studiato per il mio corso di inglese.
Mi sembra incredibile! esclam Sir Benny. Gli uomini si sedettero ad
ascoltare il sergente che rievocava le glorie del cricket di All Saints: nel
1932, Lord Basil Wrentham, che tra poco sarebbe diventato il loro nuovo
Gee-Gee, aveva portato nei Caraibi un'ottima squadra inglese per disputarvi
quattro partite. Si era registrata una facile vittoria degli inglesi in
Giamaica e una pi sofferta a Trinidad, ma a Barbados l'avevano ancora
spuntata con un largo margine. C' stata grande eccitazione quando la
nave ha portato qui da Barbados le due squadre, l'inglese e quella dell'isola.
I giocatori inglesi, tutti cos bianchi di pelle, tutti veri gentiluomini,
hanno vinto a mani basse e sono risaliti sulla nave dietro Lord Basil e
Douglas Jardine, entrambi alti, l'aria maestosa.
Anche McKay disse la sua, rivelandosi un ottimo conoscitore del gioco,
tanto da far esclamare a Sir Benny: Straordinario! Mai ho pensato di imbattermi
in un americano che si intendesse di cricket. Fece una pausa e
aggiunse: Penso che il nuovo governatore sar un Gee-Gee popolarissimo.
MOLTE COSE SI POTEVANO IMPARARE circa la vita di una colonia della
corona britannica osservando le leggi sociali che governavano la Lord
Wrentham's XI, come era sempre stata chiamata la squadra di cricket inglese
da quando Wrentham ne aveva scelto gli uomini e si era assunto
l'incarico di pagarli, il che equivaleva a circa settecento dollari a testa per
tutto il campionato, oltre ai viaggi di trasferta e ai pasti.
Com' ovvio, soltanto i giocatori professionisti erano pagati, essendo la
squadra rigidamente divisa tra gentlemen, vale a dire dilettanti di buona
famiglia, e players, professionisti per i quali giocare era un mestiere. La
separazione tra l'una e l'altra categoria era rigidissima: durante i tragitti
via mare, i gentlemen occupavano cabine di prima classe, i players viaggiavano
in seconda. Alle Club Houses c'era un'entrata per i gentlemen e
un'altra per i players. Di un gentleman si parlava nominandone le iniziali,
come per esempio W. H. B. Wickman, non senza un deferente Sir davanti,
mentre a un player ci si rivolgeva semplicemente con il cognome,
di rado con l'aggiunta di un Signor.
Anche i divertimenti serali erano diversi: i gentlemen spesso partecipavano
a feste offerte da famiglie di contea, i players cenavano al loro albergo,
con il professionista pi anziano che tagliava la carne e serviva per
ultimo il pi giovane. Ma distinzioni del genere erano talmente radicate,
da essere prese per scontate e da non causare rancori.
VENNE IL GIORNO IN CUI I NEGRI affollarono le strade gridando:
 Gee-Gee arriva, la sua nave  nella Baie de Soleil! Quando il piroscafo proveniente
da Southampton attracc al molo, McKay era presente per assistere
all'arrivo sulla banchina del nuovo governatore generale. Quello
uscente, un uomo sulla sessantina, alto, snello, di bell'aspetto, con l'aria
di un ufficiale, era giunto al porto a bordo dell'unica Rolls-Royce dell'isola,
una maestosa Silver Ghost, e pi tardi McKay, osservando i due governatori,
quello in carica e quello da insediare, pens che dovesse esserci
in qualche parte dell'Inghilterra una fabbrica dove si producessero
artificialmente simili personaggi per affascinare le colonie. Infatti, tra gli
applausi della folla, in cima allo scalandrone era apparso Lord Basil
Wrentham, quasi un gemello dell'uomo in attesa nella lussuosa automobile:
anche lui alto, magro, austero, dal portamento militare e dai modi
alteri.
Il nuovo Gee-Gee salut la nave che abbandonava e, imperialmente
maestoso, scese lo scalandrone ma non si diresse alla Rolls-Royce in attesa:
si limit ad accennare un breve inchino al suo predecessore, rispose
al saluto della guardia d'onore e scrut tra la folla. Quindi, avendo trovato
ci che cercava, ignorando tutti gli altri, si mosse rapido alla volta di
Sir Benny Castain e abbracci il grasso negro come aveva fatto anni prima
al termine di uno splendido pomeriggio di vittoria. Credo che nel cricket
ci sia qualcosa di pi di quello che scrivono nei libri, comment ad
alta voce McKay, ma le sue parole andarono perdute nel fragore degli applausi.
IL TERZO GIORNO DOPO L'ARRIVO di Lord Wrentham, giunse a Detroit
il primo articolo di Millard McKay. L'autore, dopo aver spiegato che nel
1763 molti inglesi prudenti avevano proposto di tenere All Saints e di cedere
il Canada, passava a descrivere l'isola in termini quanto mai lusinghieri.
Chiunque avesse avuto familiarit con All Saints si sarebbe reso
subito conto che McKay ne aveva individuato le debolezze e i meriti,
comprendendo il ruolo del colore della pelle ai fini della determinazione
del livello sociale.
Coloro che avevano letto un riassunto dell'articolo, apparso sull'All
Saints Journal per concessione dell'Associated Press, indirizzavano cenni
di approvazione a McKay incontrandolo per le strade, e siccome Bristol
Town contava solo seimila abitanti, ben presto tutti seppero
chi fosse Mc-Kay e ci che aveva scritto. Il passo pi
commentato era stato compilato
con estrema cura dal giornalista sulla base dei dati fornitigli da Bart
Wrentham e da Etienne Boncour:
L'isola di All Saints conta una popolazione di 29.779 abitanti, stando alle
pi recenti rilevazioni, e un visitatore che frequenti solo gli uffici del governo,
qui detto Gommint, avr l'impressione che siano tutti bianchi. Se
invece si va lungo le strade principali, a fare compere nei negozi, si pensa
che tutti siano un tantino colorati. Se poi ci si inoltra tra le stradine e si
esce in campagna, si giurerebbe che sull'isola tutti siano neri, come se fossero
appena giunti dall'Africa. Stando alle stime, la popolazione si divide
in tre categorie: bianchi, sia inglesi sia francesi, circa 900; colorati circa
7000; negri tutti gli altri, vale a dire circa 22.000. Sicch, questa  un'isola
negra, anche se pu passare un'intera giornata senza che il visitatore se ne
renda conto.
 la seconda categoria a ingenerare confusione, perch ne fanno parte
molti uomini e donne di bella presenza, ben vestiti e ben istruiti, che negli
Stati Uniti e in Canada passerebbero senz'altro per bianchi. Accade per
che quando un uomo colorato dell'isola, dotato di particolari talenti, voglia
entrare nel mondo bianco, e una giovane, bella donna intenda sposarsi
con un uomo appartenente a un livello sociale pi elevato del suo,
debbano trasferirsi su un'altra isola e cominciare tutto da zero. Com' ovvio,
in seguito le voci li seguiranno, la verit salter fuori, ma ormai l'uno
e l'altra avranno fatta propria una nuova condizione sociale. Accade anche
che, essendo assai tenue la linea divisoria tra negri e colorati, una ragazza
nota come colorata faccia del suo meglio per impedire ai nuovi amici di
conoscere sua sorella, se per caso questa ha la pelle un tantino pi scura
della sua.
Era una descrizione senza infingimenti ma accurata di come il colore
della pelle determinasse lo status sociale, ma McKay la attenuava con la
sua rapsodica descrizione delle splendide bellezze naturali dell'isola e
concludeva che se avete in programma una vacanza invernale su un'isola
dei Caraibi, provate con All Saints. Non pu esserci scelta migliore.
Se Boncour e Bart Wrentham furono soddisfatti del resoconto di
McKay, non cos una strana coppia inglese che aveva preso
alloggio al Belgrave. Erano i coniugi Ponsford, ambedue pi vicini ai sessanta che ai
cinquanta, provenienti da un sobborgo di Londra e che erano giunti all'isola
sulla stessa nave che vi aveva portato Lord Wrentham e sua figlia Delia.
Da inglesi riservati quali erano, non avevano imposto la loro presenza
a sua signoria a bordo della nave, ma appena sbarcati sull'isola avevano
subito preso il tass ed erano corsi alla Government House, a firmare il libro
dei visitatori. A tempo debito, il maggiore Leckey li aveva invitati a un
t durante il quale avevano fatto la conoscenza di Lord Wrentham e di sua
figlia. I Ponsford erano cos stati ammessi in quella che veniva chiamata la
crema di All Saints, il ristretto circolo di britannici provenienti da buone
famiglie che dominavano l'isola. Dopo cinque settimane ad Antigua, Mc-
Kay invece non aveva conosciuto nessuno di quel gruppo.
I Ponsford sapevano chi era McKay e quel che aveva scritto, ma si
guardavano bene dall'avvicinarlo perch non gli erano stati presentati;
dal canto suo il giornalista non riusciva a capire chi fossero e quale fosse
la loro attivit, perch i due se ne stavano rigidamente sulle loro, e fu solo
quando Boncour and a pranzare al Belgrave che l'incontro ebbe luogo.
Boncour disse infatti ai Ponsford: Penso che vi farebbe piacere conoscere
quel tale all'altro tavolo. I due inglesi gli permisero di
portare McKay al loro, e cos il giornalista si trov alle prese con una coppia alquanto
raggelante, alla quale non andava affatto gi quel che aveva pubblicato
sul giornale di Detroit, come gli dissero chiaro e tondo.
Non vedo per quale ragione, disse il signor Ponsford con augusta
condiscendenza, uno debba sentirsi in obbligo di sottolineare il lato
oscuro dell'isola.
McKay rest sbalordito; replic che non credeva di averlo fatto, e la signora
Ponsford, una donna ben conservata, pettinata con cura e con il
naso aquilino che sembrava sempre pronto ad avvertire cattivi odori,
spieg: Lei ha messo in rilievo il fatto che All Saints  perlopi nera.
Ma lo ! ribatt McKay. Basta guardarsi attorno.
Se cos stanno le cose, disse il signor Ponsford con il suo tono da direttore
di banca, si tratta di un'infelice circostanza che non dovrebbe essere
divulgata al mondo. Uomini e donne eccellenti, mossi dalle migliori
intenzioni, governano quest'isola e meritano tutto il sostegno che possiamo
dar loro.
Non c' niente di pi bello, intervenne a dire la signora Ponsford,
come ho detto ieri a mio marito, del vedere una persona distinta come
Lord Basil passare per le strade a bordo della sua Rolls-Royce, simbolo di
tutto ci che  buono e giusto nell'impero britannico.
Reprimendo un sogghigno, McKay si disse: Questa devo ricordarmela.
La gente si fa beffe degli americani all'estero, e penso che noi possiamo
riuscire davvero ridicoli, ma una coppia di insopportabili inglesi
come questi supera ogni limite. Tuttavia, consapevole del fatto che
avrebbe magari dovuto condividere la sala da pranzo con i due per parecchie
settimane ancora, chiese alla signora Ponsford: Qui a Bristol Town
ci sono molti colorati, come lei avr notato. Mi  lecito parlarne?
Con il tempo, a mano a mano che diverranno meno ignoranti e saliranno
lungo la scala sociale, rispose per lei il marito con tono solenne,
diventeranno sempre pi simili ai bianchi. Si sono gi guadagnati tre posti
nel consiglio esecutivo.
E crede che la loro pelle diventer pi chiara durante l'attesa? chiese
McKay, evitando di mettere troppo sarcasmo nella sua voce. La signora
Ponsford rispose: Non  quello che sta gi accadendo? Proprio ieri mi 
stato detto che i tre mulatti del consiglio sono per tre quarti bianchi.
Non potrebbe essere altrimenti, comment il marito, ma la conversazione
fu interrotta dalla comparsa di un giovane inglese molto attraente,
che indossava un candido abito ben confezionato che ne metteva in risalto
l'atletica snellezza; portava i capelli biondi tagliati corti e aveva il
sorriso professionale di chi  abituato a trattare con la gente.
Le presento il maggiore Leckey, annunci la signora Ponsford compiaciuta.
 il preziosissimo factotum del governatore generale. E questo
 McKay, autore di quell'articolo sulla sua isola, apparso su un giornale
degli Stati Uniti.
Quello che segu sarebbe rimasto per sempre impresso nella mente di
Millard: il maggiore Leckey che sapeva, fin dal momento dell'arrivo del
giornalista, chi questi fosse e che cosa era venuto a fare, ma si sentiva in
dovere di ignorarlo finch non avesse presentato nei modi dovuti le sue
credenziali, si limit a rivolgere all'intruso americano un breve, gelido
sorriso; poi, senza stendergli la mano, riprese la conversazione con i due
inglesi che era venuto a prendere per portarli a un t alla Government
House.
Un istante dopo erano scomparsi tutti e tre, senza che nessuno si fosse
curato di rivolgere un cenno di saluto a McKay.
Questi incontr nuovamente Leckey il giorno dopo alla gioielleria di
Boncour, e siccome Etienne era occupato con una cliente, i due stettero
per qualche istante quasi a fianco a fianco, imbarazzati, ma ancora una
volta il maggiore evit accuratamente di salutare il giornalista. Solo
quando Boncour ebbe finito, il maggiore dovette cambiare atteggiamento
e indirizz a McKay il solito gelido sorriso, avendone in cambio un leggerissimo
cenno del capo. McKay si convinse cos che la guerra tra loro era
ormai dichiarata.
Al momento, il conflitto non scoppi perch Leckey era venuto nel negozio
per questioni pi importanti. Mi  stato detto, disse a Boncour
con tono di superiorit, neanche si trovasse alle prese con un abitante dei
bassifondi, che l'onorevole Delia vorrebbe vedermi qui in negozio.
Non si  ancora vista, rispose Boncour. McKay che, da buon giornalista,
era sempre sul chi vive, pens di aver notato nei modi di Boncour,
non appena questi aveva sentito nominare la figlia di Gee-Gee, una
particolare emozione. Poco dopo si rese conto del perch: entr nel negozio
una giovane donna di circa ventidue anni di una bellezza radiosa.
Indossava un abito di merletto e tulle, il primo assolutamente candido,
il secondo con un lieve tocco di giallo, e i due colori si fondevano in una
sommessa sinfonia che rispondeva appieno al freddo fascino della giovane
donna bionda. Gli occhi erano grandi e splendenti, la bocca generosa,
e l'onorevole Delia aveva un modo di piegare leggermente il capo
per cui sembrava che si rivolgesse con modi gentili a chiunque guardasse
anche solo per un istante. Era a tale punto l'epitome della giovane gentildonna
inglese di allora, che era impossibile non chiedersi: Come mai
non  sposata? Perch mai suo padre l'ha portata in un posto come
questo?
Buongiorno, signorina Wrentham, esclam Boncour precipitandosi
ad accoglierla. Ho tre cose da mostrarle e fece per presentarle un vassoietto
con piccoli oggetti luccicanti, ma il maggiore Leckey lo interruppe:
Delia, mi dispiace moltissimo, ma tuo padre aspetta e mi ha mandato a
prenderti. Sicch, senza una parola di scuse n con McKay n
con Boncour, l'accompagn fuori dal negozio e la caric sull'auto con tanto di autista
in attesa.
Dopo che i due furono usciti, McKay lanci un fischio ammirativo per
rompere la tensione, e Boncour gli spieg che la settimana prima la ragazza
era entrata per chiedere quello che chiamava un braccialetto magico.
Per spiegare che cosa intendeva dire, chiam la commessa, una bella
ragazza con la pelle molto chiara, che port un periodico londinese con
fotografie di braccialetti magici, aggraziate cosine di oro o di argento
molto belle se gli amuleti che vi si attaccavano erano abbastanza piccoli,
ma alquanto di cattivo gusto se erano grandi o privi di stile. Dopo aver
dato una breve occhiata ai braccialetti, McKay continu a sfogliare la rivista
ed esclam: Ehi, dia un po' un'occhiata qui! e la ragazza che aveva
portato il periodico comment: Ma certo! Non c' da meravigliarsi se
Lord Basil l'ha portata via al pi presto.
L'articolo, alquanto scandalistico, riferiva la scappatella dell'onorevole
Delia Wrentham con un uomo sposato e pi anziano di lei, e accennava a
precedenti avventure del genere con giovanotti di Oxford e di Cambridge.
McKay pose una serie di domande alla commessa, e seppe cos
che l'onorevole Delia era uno dei fari della vita sociale londinese, e che
suo padre l'adorava: d'altra parte, bastava guardarla per rendersi conto
del perch.
Nei giorni che seguirono, tutto ad Antigua sembr focalizzarsi su Sir
Basil e la sua vivace figliola. Al Waterloo non si parlava d'altro, e al Belgrave McKay scopr che era un argomento sul quale i Ponsford erano
prontissimi ad aprir bocca. Si trattava della storia dei Wrentham inglesi e
soprattutto delle imprese del conte di Gore e dei suoi parenti stretti.
Disse la signora Ponsford: Una famiglia distintissima, di origini molto
antiche. Ed  celebre perch le figlie della dinastia sono di straordinaria
bellezza.
La Delia di Gee-Gee deve essere una delle migliori,
comment McKay e i Ponsford assentirono. Rotto cos il ghiaccio, il giornalista scopr
che la coppia era pi interessante di quanto avesse supposto all'inizio:
due inglesi della classe media che adoravano quanti stavano al disopra di
loro. Personaggi pieni di s ma, a conoscerli meglio, in fin dei conti sopportabili.
Che cosa erano venuti a fare ad All Saints? Per il momento non
aveva risposte da darsi.
Per superare il velo di reticenza di cui si ammantava la coppia si decise
a chiedere, con la duplice impertinenza dell'americano e del giornalista:
Che cosa facevate... Nella vita privata, voglio dire, prima di andare in
pensione?
Il signor Ponsford sobbalz: non si rivolgevano domande del genere
nella buona societ inglese! Ma, convinto ormai della sincerit e dell'onest
di McKay, si decise a rispondere: Assicuratore marittimo in una piccola
compagnia. Sua moglie si affrett ad aggiungere, con evidente orgoglio:
Ma al momento in cui  andato in pensione... A dire il vero, non
aveva bisogno di farlo, perch all'epoca era proprietario della compagnia
e di una pi importante ancora a Liverpool.
Che cosa ne pensate della figlia di Gee-Gee? domand McKay ormai
lanciato.
 cos carina, rispose la signora Ponsford. Il marito si mostr pi
cauto:  proprio questo che procura molti mal di testa a suo padre. Qui
la conversazione su Delia cess, perch comparve il maggiore Leckey con
indosso un completo tropicale grigio e in testa un casco coloniale per portare
i Ponsford, il Gee-Gee e sua figlia, a un picnic a Cap Galant.
Nei giorni che seguirono, McKay interrog i Ponsford, Bart ed
Etienne sul conto dell'onorevole Delia, e ottenne un bel po'
di informazioni. Seppe cos che Lord Wrentham, l'erede del titolo e della contea,
era alquanto scandalizzato del comportamento della nipote, e solo un suo
aspro rimprovero l'aveva persuasa a rompere con il colonnello tedesco
con cui aveva una relazione. McKay scopr inoltre che la relazione con il
colonnello tedesco per poco non era sfociata in tragedia, ma per il momento
altro non ricav.
Il giorno dopo, deciso a farsi incidere le iniziali
sull'orologio vendutogli da Boncour, si rec alla gioielleria, e fortuna volle che vi incontrasse
Delia venuta a concludere l'acquisto da cui era stata distolta dal maggiore
Leckey.
Salve, disse con tono gioioso a McKay. Io sono Delia Wrentham, e
lei ... So benissimo chi . Il giornalista che ha scritto quell'articolo sulla
nostra isola.
Proprio in quella la porta si spalanc, entr a grandi passi il maggiore
Leckey, prese Delia per un braccio e se la port via, senza rivolgere la parola
a nessuno.
IL SECONDO ARTICOLO DI McKAY, quando ne giunse notizia anche sull'isola,
fece di lui un eroe perch vi si parlava in termini entusiastici della
vita sociale ad All Saints e vi si dipingeva un gradevole ritratto del nuovo
Gee-Gee e del suo stile di governo. L'onorevole Delia vi faceva la figura
di un dono del cielo, e suo padre veniva presentato come un personaggio
molto pieno di s, secondo canoni statunitensi e canadesi, che,
d'altra parte, era proprio quello di cui l'isola aveva bisogno, secondo le
costumanze britanniche. McKay parlava anche bene del Club, del Tennis,
del Waterloo e del Tonton's, invitando i lettori a decidere qual era il livello
che preferivano frequentare qualora visitassero l'isola.
Non mancarono inglesi che chiesero come mai il giornalista osasse scrivere
del Club o del Tennis, visto che non era stato invitato n nell'uno n
nell'altro, e i Ponsford gli dissero con tono sostenuto: Che cosa ne sa lei
del Club?
Al che McKay rispose, da buon giornalista: Sono un ottimo ascoltatore.
Il secondo articolo fu accolto con tanto favore alla Government House
che per il maggiore Leckey divenne assurdo continuare a
ignorare McKay. Ma l'invito a lungo rimandato non venne da lui, bens da una fonte
pi inaspettata: Pronto, lei  lo scrittore americano McKay? Bene. Sono
il governatore generale. Ho letto i suoi articoli, McKay. Ottimi. Noi apprezziamo
ci che dice della nostra isola, difetti e pregi. Marted alle sei
do un piccolo ricevimento.  possibile per lei unirsi alla compagnia? Ottimamente.
Le far avere un invito.
Il Gee-Gee non era uno stupido. Aveva una lunga familiarit con i
giornalisti che facevano la cronaca delle partite di cricket e quelli di loro
che trattavano questioni politiche gli avevano insegnato che un articolo
di giornale a volte poteva essere preziosissimo, e pensava che l'invito sarebbe
stato senz'altro oggetto di un intero articolo sul foglio di Detroit.
COS, UN MARTED SERA, ai primi di marzo del 1938, Lord Basil
Wrentham, governatore generale di All Saints, l'isola britannica nei Caraibi, invit
in casa sua, per una festicciola, tutti gli altri Wrentham dell'isola. Ne
sarebbero venuti trentanove, uomini come Black Bart Wrentham, proprietario
del Waterloo, donne come Nancy Wrentham, infermiera capo
in un reparto dell'ospedale riservato ai pi poveri. Vennero vestiti nei
modi pi disparati, e le loro carnagioni erano dei colori pi diversi. Soltanto
due erano bianchi, un uomo e sua moglie, proprietari di una fattoria
nei pressi di Anse de Soir; i pi erano scuri, anzi quasi neri, tanto si era
diluito il nobile sangue dei Wrentham. Quattro di loro erano stati in carcere,
e il maggiore Leckey l'aveva reso noto a Gee-Gee, il quale aveva
replicato: Al momento non sono in galera. Il cibo imbandito era appena
un po' diverso dal solito, le bevande molto meno forti, ma a suonare
era la stessa orchestra di tutti i ricevimenti per soli bianchi, e identica era
la decorazione floreale. Lord Basil salut ciascuno dei suoi cugini e fece
della serata una vera e propria riunione di famiglia.
Erano stati invitati anche una mezza dozzina di membri degli altri
gruppi sociali dell'isola: uomini d'affari bianchi, Sir Benny Castain, commercianti
e politici dalla pelle chiara, come Etienne Boncour. Gee-Gee
si preoccup di presentare a tutti McKay, al quale sussurr: Quando
questa riunione sar finita, parteciper a una cenetta al Club, e sar ben
lieto se vorr unirsi a noi.
La serata sarebbe stata un pieno successo se McKay e il maggiore
Leckey, che aveva accolto il giornalista come un vecchio amico, mentre
passavano di stanza in stanza, tenendosi a braccetto, non avessero scoperto,
in un'alcova - e rimasero di sasso - l'onorevole Delia che stava abbracciando
il gioielliere Boncour con passione quasi animalesca.
Nessuno dei quattro pronunci una parola, ma Leckey afferr il braccio
di McKay e lo trascin in un'altra stanza. Nessuno dei due parl, nessuno
avrebbe mai fatto cenno all'incidente, entrambi sapevano che ci
che avevano visto aveva un significato enorme: per il maggiore Leckey,
perch l'evento minava la struttura stessa dell'ordine sociale dell'isola;
per Millard McKay, perch era, s, un giornalista esperto, ma anche perch
si era innamorato di Delia.
LA CENA CHE SEGU AL CLUB fu carica di tensione: Delia, Leckey
e McKay dovettero condividere la stessa tavola per dodici, con
Lord Basil a capotavola,
ma evitarono di incontrare l'uno lo sguardo dell'altro. Etienne
Boncour, essendo un colorato, com' ovvio non poteva mettere piede al
Club, per quanto la figlia di Gee-Gee ne fosse infatuata.
McKay, che aveva ricevuto i complimenti di parecchi ospiti anziani,
quella sera and a letto colpito dall'abile iniziativa di Lord Wrentham
che aveva radunato i suoi parenti isolani, e d'altra parte turbato dal fatto
che la figlia di Gee-Gee fosse innamorata di Boncour. Girandosi e rigirandosi
nel letto, incapace di dormire, cominci a vedere la faccenda nell'ottica
tipica del giornalista:  una ragazza viziata che ne ha fatte da vendere
per tutta Europa e che, piovuta in un luogo in capo al mondo come
quest'isola, non pu impedirsi di darsi da fare con qualunque uomo che
sia appena un tantino decente.
Quattro giorni dopo, mentre stava finendo un pranzo solitario, la signora
Ponsford gli si avvicin e gli disse: Non faccia un gesto, non dica
nulla! Delia Wrentham passer davanti alla porta dell'albergo su un'auto
del governo. Vuole parlare con lei.
Con il cuore che gli batteva forte, fingendo indifferenza, McKay usc
dalla sala da pranzo, si mise al riparo di un ciuffo di arbusti per non essere
visto e attese la donna che lo aveva stregato. Un istante dopo, una piccola
MG inglese si ferm di fronte all'entrata del Belgrave e McKay si affrett
a salirvi.
Ho bisogno del suo aiuto, disse la ragazza rimettendo in moto.
Con grande sorpresa di McKay, si avvi verso la celebre strada montana
che saliva dapprima in una serie di strettissime curve e quindi calava,
con una discesa vertiginosa, verso la cittadina di Ely sull'oceano. Delia
guidava a velocit folle, con brusche frenate e sbandate, facendo sudare il
povero McKay il quale alla fine chiese: Ma dove stiamo andando? E
Delia: Vedr.
Si era aspettato che la ragazza si fermasse a Ely, una cittadina che il
giornalista desiderava vedere, ma Delia continu a correre per le stradine
strette, spaventando polli e terrorizzando cittadini. Vada pi piano! implor
McKay, questo  un abitato. Delia per non gli diede retta e imbocc
in piena velocit una stretta strada che correva lungo le rocce a
picco sull'oceano.
Giunsero finalmente a York, un grosso villaggio pittoresco e isolato
sulla Marigot Mabie, una profonda insenatura Sull'Atlantico. Che cosa
siamo venuti a fare a York? chiese McKay, ma si ebbe la risposta di
prima: Vedr.
Delia era adorabile, non c'era altra espressione che McKay potesse formulare
tra s mentre percorrevano il lato meridionale della baia dove terminava
la strada. Qui la ragazza chiese a un contadino negro: Dov' la
strada per Cap d'Enfer? Ebbe la risposta che, del resto, gi conosceva:
Non c' nessuna strada, signorina, c' solo un sentiero.
Questo lo so, replic lei. Ma dov' il sentiero? L'uomo le mostr
un tratturo quasi invisibile, pi adatto al bestiame che a un'automobile, e
aggiunse un consiglio: Lei viaggiare lenta, auto forte, lei arrivare bene
l. Delia lo ringrazi con un grande, caldo sorriso, e imbocc la pista
polverosa a grande velocit.
A questo punto, McKay si sent in dovere di insistere: Mi dica che
cosa ci andiamo a fare, o scendo.
Non ci credo! rispose Delia sprezzante. Se salta gi dall'auto a questa
velocit, ci lascia le penne.
Ha qualcosa a che fare con quello che Leckey e io abbiamo visto l'altra
sera?
Diciamo che lei  il mio alibi, rispose Delia. Arross, rivolse al giornalista
uno sguardo quasi angosciato e disse con voce lacrimosa: Sa che
cosa ha fatto quel bastardo di Leckey? Avendo Etienne osato baciare una
ragazza bianca, lo ha licenziato dal consiglio, gli ha fatto perdere il lavoro
all'ufficio turistico, e adesso ne risente anche la sua attivit di gioielliere!
Non posso crederci. Che sporca azione... comment il giornalista.
Delia riprese a lamentarsi: Si  reso conto che, a Londra, Etienne farebbe
sensazione, bello com', con i suoi modi, la sua solida istruzione? A
Parigi sarebbe il re della rive gauche, e invece qui, ad All Saints...
O a Detroit, aggiunse McKay.
Delia fece per rispondere, ma la voce le manc e si morse il labbro inferiore,
un gesto che la rese ancor pi desiderabile, al punto che McKay
non pot resistere e la baci. A quanto pareva, Delia si era trovata gi altre
volte in situazioni simili, perch si limit a dire dandogli adesso del
tu: Se ci riprovi un'altra volta, va a finire che avremo un incidente. Poi,
per ricreare un'atmosfera di cordialit gli diede un colpetto sul ginocchio
e sussurr: Comunque, apprezzo il tuo gesto.
Va bene, allora dimmi tutto.
Finalmente rallentando per evitare i solchi che rendevano pericolosa la
strada, Delia disse: Ho bisogno dell'aiuto di qualcuno di cui possa fidarmi.
Replic McKay: Tu mi sembri l'ultima ragazza al mondo che abbia
bisogno di aiuto. Delia rise e rispose: Ma ho bisogno della tua riservatezza.
Mi fido di te, Millard. Non mi resta altro da fare.
A questo punto fin anche la pista, ma a sinistra si dipartiva un sentiero
che conduceva a Cap d'Enfer, la rocciosa punta sudorientale dell'isola;
Delia imbocc il sentiero guidando con mano sicura, fino alla punta
estrema, dove Etienne Boncour era in attesa accanto al suo camioncino
azzurro.
Delia corse ad abbracciarlo, e se lo trascin dietro le rocce che segnavano
l'estremit dell'isola, e l rimasero per oltre un'ora mentre McKay si
tormentava immaginando quello che stava accadendo.
Quando riapparvero, McKay ammise tra s e s che formavano una
magnifica coppia e fu lieto di averli conosciuti entrambi.
Dal portabagagli della MG Delia cav un paniere da picnic, ma fu un
triste festino quello che i tre condivisero: nessuno mangi molto del buon
cibo portato da Delia, stettero invece pi che altro a guardare, sconsolati,
lo scuro oceano a est.
Come si spiega che Leckey abbia il potere di comandarla a bacchetta,
Etienne? chiese McKay, da giornalista qual era. Fu Delia a rispondere:
Non siamo venuti qui per fornirti materiale per un articolo, Millard.
Boncour invece non si mostr restio alle spiegazioni: Leckey ha agito
semplicemente come ha fatto negli ultimi nove anni, eliminando tutto ci
che possa minacciare, anche da lontano, l'autorit del governatore generale.
Quest'isola  sull'orlo di uno scontro tra bianchi e neri, come del resto
tutte le isole dei Caraibi, e ho potuto rendermene conto perch possiedo
due altri negozi che sono ottimi punti di osservazione. Sicch, se la
figlia di Gee-Gee e un isolano di colore divenissero oggetto di chiacchiere,
non resterebbe che eliminare lui o eliminare lei, se necessario.
Cara Delia, corri anche tu gli stessi miei rischi.
Me ne sono gi resa conto quando c' stato quello scandalo in Germania,
conferm lei. Tutte e due le parti erano prontissime a gettare a
mare la piccola, povera Delia.
Per un po' continuarono a parlare di vari argomenti, e poi Millard se
ne usc a dire che gli sarebbe piaciuto restare pi a lungo sull'isola, che
ormai amava come amava la gente e gli scenari naturali. Delia gli propose
di scrivere un libro, e aggiunse che Etienne e lei potevano fornirgli tutto
il materiale necessario, Etienne perch conosceva l'isola, lei perch conosceva
il governo delle colonie britanniche.
McKay chiese che cosa intendessero fare, e Delia rispose senza esitazione:
Se questa fosse Francia e noi volessimo vivere in Francia, potremmo
sposarci subito, ma in territorio inglese... Fece una pausa e
quindi, posando la mano su quella di McKay: Se vivessimo a Detroit, sarebbe
pi facile?
Vi metterebbero al bando. Il mio giornale non pubblicherebbe neppure
la notizia del vostro matrimonio. Sarebbe uno scandalo enorme, nessuno
 ancora pronto ad accettare rapporti tra bianchi e negri.
Ma quest'uomo non  negro. Dagli un'occhiata.  quasi bianco come
te.
Il maggiore Leckey la pensa allo stesso modo? Perch  questo quello
che conta.
Finita la conversazione, Delia ripart con McKay, ed Etienne li segu
dopo molto tempo, facendo un'altra strada, in modo da ingannare eventuali
spie del maggiore Leckey.
QUANDO McKAY INVI IL SUO TERZO ARTICOLO, una dura requisitoria
sul futuro del dominio britannico su piccole isole come All Saints, il direttore
del suo giornale a Detroit si convinse che avrebbe dovuto farlo
rimpatriare al pi presto, ma McKay era a tal punto emozionalmente
coinvolto dalla storia di Delia ed Etienne e dalle questioni dell'isola,
comprese le fortune di Lord Wrentham e del maggiore Leckey, quelle del
suo amico Bart Wrentham e di Sir Benny Castain, e persino degli scialbi
Ponsford, che telegraf al giornale chiedendo il permesso di prendersi in
anticipo le vacanze per il 1938, e di restare ad All Saints. Ma Gross rispose
che, avendo i suoi articoli contribuito molto ad aumentare la vendita
del giornale in Canada, l'editore voleva che l'inviato si recasse a Barbados
o a Trinidad, o magari in tutte e due le isole, per un altro servizio,
non certo per una vacanza.
McKay telegraf di rimando: PARTO TRINIDAD POI BARBADOS QUESTA
SERA, quindi and al negozio di Etienne e alla Gommint House per
prendere congedo sia da Etienne sia da Delia, e strada facendo si imbatt
nel maggiore Leckey, venuto per accompagnarlo alla nave. Leckey si
compliment con lui per la capacit che aveva dimostrato di penetrare,
per quanto americano, i misteri dell'isola.
Furono raggiunti da Boncour, anche lui in partenza per visitare un importante
cliente su un'altra isola, e McKay gli disse, con tono formale per
nascondere i rapporti d'amicizia che lo legavano al mulatto: Le auguro
buona fortuna, Boncour. Il maggiore disse rigido, senza degnare di uno
sguardo il gioielliere: Buonasera. Allontanatosi Etienne, Leckey rimprover
McKay: Non deve chiamare signore un uomo di quel genere. 
uno dedito ad attivit commerciali. Quando Millard gli chiese che cosa
intendesse dire, Leckey spieg: Nelle classi superiori in tutte le isole britanniche
ci sono due tipi di uomini nettamente separati, da un lato i gentiluomini,
dall'altro quelli che sono dediti a traffici. Con questi ultimi si
pu avere a che fare sul piano politico ed economico, non su quello sociale.
Poi spieg che Boncour avrebbe potuto, con il passar del tempo,
essere accolto nei migliori circoli, e da vecchio essere riconosciuto come
un gentiluomo, sempre che la sua attivit gli avesse fruttato una cospicua
fortuna. Allora Boncour ha qualche probabilit? chiese il giornalista; la
risposta fu molto decisa: Purtroppo per lui, non credo. Ha sbagliato i
suoi calcoli. Quando giunsero alla nave Leckey concluse, ed era davvero
sincero: Quando ha finito con Barbados e Trinidad, torni qui, ci siamo
affezionati a lei. Poi esclam: Buon Dio, guarda chi sta arrivando!
Erano il governatore generale e sua figlia Delia, anch'essi venuti a prendere
congedo da McKay e a ripetere l'invito: Ci piacerebbe che lei tornasse.
McKay trascorse sei giorni a Trinidad, dove si rese conto che vi abitavano
moltissimi indiani, tanto da fare dell'isola pi una colonia dell'india
che dell'Inghilterra. Ne parl nel suo primo articolo, mentre nel secondo
si occup della vicinanza di Trinidad al Venezuela, di cui l'isola era un'estensione
geografica, caduta in mani britanniche solo per l'imperiale indifferenza
della Spagna. Era probabile per che prima o poi il Venezuela
la reclamasse, soprattutto se Trinidad si fosse resa indipendente dalla
Gran Bretagna, e se la sua libert fosse stata in pericolo il Venezuela sarebbe
intervenuto. L'articolo sbalord molti lettori, soprattutto canadesi.
Barbados colp McKay per la pulizia e l'ordine che vi regnavano, e nell'articolo
scrisse che gli Stati Uniti, che avevano preso in considerazione
in vari momenti della loro storia l'idea di occupare Cuba, San Domingo,
le isole Vergini, il Nicaragua e Haiti, avrebbero dovuto piuttosto acquistare
Barbados dalla Gran Bretagna. Avremmo avuto un paradiso, oltretutto
economicamente indipendente.
Sped l'articolo il mercoled, e il gioved notte telegraf a Detroit: SOSPENDETE
ARTICOLO MERCOLED STOP GRAVI DISORDINI BARBADOS
STOP SEGUIR VICENDA.
Il mattino successivo di buon'ora invi il primo di sei lunghi resoconti
dei disordini razziali scoppiati all'improvviso nell'apparentemente
pacifica Barbados e in varie altre isole britanniche dei Caraibi, compresa
la Giamaica. Il condiscendente paternalismo di cui aveva avuto le prove
ad All Saints era diventato talmente insopportabile ai negri, da trasformarsi
in un'esplosione di furia da parte di folle che imperversavano per
citt e villaggi, mentre bande minori tentavano di incendiare le piantagioni.
A Barbados fu una feroce insurrezione che caus molti morti.
Non appena a Detroit Dan Gross lesse i dispacci di McKay, si rese
conto che aveva tra le mani uno scoop di carattere internazionale, e affid
gli articoli all'Associated Press perch li diffondesse negli Stati Uniti
e all'estero. Fu cos che McKay divenne una celebrit nazionale e altri, oltre
al suo direttore, cominciarono a interessarsi al suo lavoro.
Sedati i disordini a Barbados, McKay scrisse un articolo che era una
sorta di mea culpa: persuaso di conoscere le isole grazie all'esperienza
fatta ad All Saints, aveva avuto la tendenza a scrivere un poema in prosa
sulle bellezze dell'isola di Barbados, senza rendersi conto dell'odio sotterraneo
che molti negri nutrivano per il sistema che li aveva tenuti in una
sorta di schiavit intellettuale. Concludeva esprimendo la speranza che i
governi comincino a riparare antichi torti.
Sei giorni dopo, tornato ad All Saints, trov che tutto era tranquillo.
Qui c'era un governo coloniale britannico nella sua versione migliore, e
la sua gioia nel rivedere la bella isola fu tale, che si affrett a correre al
Belgrave per salutare i Ponsford, cosa che in precedenza avrebbe ritenuto
semplicemente impossibile. Fu poi la volta del Waterloo, dove Black Bart
lo abbracci e volle farsi raccontare le avventure che aveva corso durante
i disordini.
And poi alla gioielleria di Etienne Boncour, il quale gli disse che Delia
parlava seriamente di sposarlo e di trasferirsi su un'altra isola. Delia
pensa che potremmo fare una bella vita, tenendo questo negozio che 
una cospicua fonte di introiti.
E tu, che cosa ne pensi? chiese McKay.
Boncour sorrise e allargando le braccia rispose: Impossibile. Delia mi
ha detto una volta che lei  una figlia dell'Europa.
A me ha detto la stessa cosa, fece McKay. Sai, Etienne, ero molto
preso da quella giovane donna, e lo sono ancora.
E chi non lo sarebbe? Sembra che abbia spezzato i cuori di uomini di
ogni paese. Comunque,  certo che quella ragazza non sarebbe mai felice
su una piccola isola britannica.
NEI GIORNI CHE SEGUIRONO, McKay ebbe altri problemi di cui occuparsi.
Per gli americani, quelle erano le isole dei Caraibi, per gli inglesi
erano le Indie occidentali britanniche: c'erano isole francesi e anche olandesi.
A essere assenti erano i veri proprietari, gli spagnoli; si sorprese a
deprecare la scomparsa del retaggio iberico e della grandezza spagnola.
Comunque, tutto ad All Saints gli piaceva - tranne il maggiore Leckey e
il cibo pesante tipico degli inglesi. L'amministrazione di Gee-Gee era
molto efficiente; il governatore organizzava partite di cricket alle quali
accorrevano molti spettatori, e tutti lo sentivano come uno di loro.
McKay apprezzava anche gli astuti espedienti con cui Lord Basil faceva
sentire i negri a casa loro a tutti i suoi ricevimenti, salvo
le cene alla Gommint House o le serate al Club. Lord Basil non mostrava prevenzione nei
confronti dei negri e predicava agli altri bianchi che era prossimo il momento
in cui i negri sarebbero stati accolti nei circoli dirigenti, ma ci
non gli impediva di mantenere alta la dignit del suo ufficio, e McKay,
che non aveva mai visto prima un governatore britannico in azione, ne
era molto ammirato: Lord Basil sapeva mantenere un'immagine di nobile
governo assai pi credibile di quella del governatore del South Dakota.
Il secondo giorno dal suo ritorno lo aspettava una sorpresa: Delia
venne al Belgrave a bordo della sua MG e lo invit a una corsa a nord;
McKay si sent autorizzato ad affrontare l'argomento che gli stava a
cuore: Delia, se il matrimonio con Boncour  impossibile sull'isola...
E chi lo dice?
Etienne. Non  certo uno stupido.
Etienne dovrebbe lasciarmi prendere le mie decisioni da sola.
Perch voi due non vi sposate e non andate a vivere a Barbados?
McKay, non essere sciocco! replic Delia stizzita. Sei tra noi da un
pezzo, ma qui e a Barbados hai mai conosciuto una famiglia negra? Voglio
dire la gente che lavora sui campi, quella che forma i quattro quinti
della popolazione. No, vero? Allora, non chiedermi di vivere a Barbados.
McKay riflett su quelle parole, poi disse: Mi sembra che tu faccia di
ogni cosa una questione di razza.
Delia rise. Ma non ti rendi conto, Millard, che ogni rapporto umano
su quest'isola  effettivamente un problema razziale? Se ti ho portato a
Cap d'Enfer  stato per proteggere Etienne, per evitare che lo vedessero
con me. E non mi preoccupo di me stessa, perch io non ho paura di
niente.
Allora, permettimi di ritornare alla mia domanda: Che cosa ne sar di
Boncour? Delia rispose: Prima o poi ci faremo un gran male a vicenda,
lui lo sa ma sa anche che il gioco vale la candela. Vivere senza risparmio,
 questo ci che conta.
McKay rest a lungo in silenzio, e finalmente se ne usc con un'altra
domanda: E di te, Delia, che cosa ne sar? Hai avuto guai ovunque sei
andata, a quanto ne so. Una mezza tragedia in Germania, un altro scandalo
a Malta, e adesso questa faccenda ad All Saints. Da un giorno all'altro
la tua buona stella pu tramontare.
Lei ferm l'auto, gli diede un leggero bacio e rispose: Sei cos tenero
con me! Ma in fin dei conti, che cosa importa di quello che sar di me?
Lui allora confess: Delia, mi sono innamorato di te.
Molto bello da parte tua, replic lei con tono quasi impertinente,
come se quella dichiarazione non meritasse altra uscita, e a McKay non
rest che rispondere: Io vorrei tanto che tu facessi le cose giuste e che
trovassi un po' di felicit. Delia ribatt: McKay! Parli come una mia zia
zitella! Quella che si  rovinata l'esistenza sognando il garzone di drogheria
di cui si era innamorata. Cos ebbe termine la conversazione seria che
McKay aveva sperato di avere con lei.
Quando giunsero al Belgrave, trovarono il maggiore Leckey che, evidentemente
indignato, rimprover Delia per essersi assentata senza avvertire
nessuno. Aggiunse che suo padre la aspettava perch era arrivato
l'ambasciatore tedesco, giunto da Barbados a bordo di una nave della Royal
Navy.
A cena, McKay trov i Ponsford quanto mai desiderosi di averlo al
loro tavolo perch non vedevano l'ora di comunicargli una notizia strabiliante:
Il governo tedesco ha chiesto ufficialmente il permesso di attracco
nella Baie de Soleil per una delle sue navi da battaglia, la Graf
Spee. Una visita di cortesia durante una crociera di esercitazione nell'Atlantico
meridionale. Il permesso, precisarono,  stato concesso perch
i nostri rapporti con la Germania non sono mai stati migliori. Abbiamo
notizia anche di un patto di amicizia con l'Italia, per cui coloro che
hanno tentato di creare discordia tra le nostre nazioni hanno perso la partita.
McKay era vagamente al corrente che le nazioni europee nutrivano reciproca
ostilit e diffidenza, e che molti ce l'avevano con Adolf Hitler,
ma nei quartieri occidentali di Detroit, dove vivevano molti americani di
discendenza tedesca, quelle voci lasciavano il tempo che trovavano. Sapeva
anche, ma ancora pi vagamente, che da quando era partito da Detroit
la Germania e l'Austria si erano unite, ma sulla scorta delle scarse informazioni
in suo possesso si era convinto che si trattasse di un'iniziativa
intesa a preservare la pace in quella parte del mondo. Della stessa opinione
erano i Ponsford: Non possiamo tollerare l'atteggiamento dei
francesi. Hitler pu avere le sue colpe, ma gli ebrei per poco non sono
riusciti a causare il crollo della Germania e dell'Austria.  Poi il signor
Ponsford afferm che sarebbe stato ben lieto di vedere la Graf Spee gettare
l'ancora nella Baie de Soleil. Prima o poi, i tedeschi pu darsi che
divengano nostri alleati, concluse.
Erano le otto e tre quarti quando McKay fu chiamato al telefono da
Leckey, che lo invitava a unirsi immediatamente a Gee-Gee e a un
gruppo di invitati scelti.
Introdotto nello studio di Lord Wrentham, vi trov quattro isolani,
tutti bianchi, e un rigidissimo europeo tra i quaranta e i cinquanta anni.
Disse Lord Wrentham: Signor ambasciatore Freundlich, le presento
quell'ottimo giornalista americano di quella regione degli Stati Uniti che
a lei interessa. Desideravo che vi incontraste e scambiaste quattro chiacchiere.
Ma non fu di questo che parl l'ambasciatore, il quale, saputo
che McKay era appena tornato da Barbados, volle sapere che significato avevano
avuto i disordini su quell'isola. McKay, avvertito da un'occhiata di Gee-
Gee che non era opportuno parlare di questioni che mettessero in cattiva
luce il dominio britannico, si limit a molte spiegazioni vaghe.
McKay chiese se gli era permesso telegrafare a Detroit che la Graf Spee
avrebbe fatto una visita di cortesia all'isola, e Lord Wrentham:  stata
un'idea dell'ambasciatore di invitarla qui, sia pure all'ultimo momento.
Disse McKay: Penso che queste visite di cortesia siano una grande
idea. Servono a rinsaldare le amicizie, e qui si ferm, temendo di essere
stato pi espansivo del dovuto, ma il maggiore Leckey intervenne a dire:
Se non mi sbaglio, in inglese il nome dell'ambasciatore significa amichevole, e spero che questo sia di buon augurio! Quindi tutti bevvero alla
salute dell'ambasciatore.
ALLE DIECI DEL MATTINO SUCCESSIVO, il grande incrociatore da battaglia
tedesco entr maestosamente nella Baie de Soleil. La Graf Spee era al
comando del capitano di vascello Vreimark, che fu cordialmente accolto
a terra da Lord Wrentham che aveva gi incontrato in Germania, e al
quale fece conoscere un giovane civile tedesco che aveva un ruolo non
ben definito sulla nave: Eccellenza, ho l'onore di presentarle un membro
importante della nostra delegazione, il barone Siegfried Stemer.
Questi batt i tacchi e disse, in un inglese impeccabile: Milord, le porgo i
personali saluti di una persona che  stato mio compagno di tennis, il barone
Gottfried von Cramm, che  stato in Inghilterra un anno con lei,
quando ha partecipato alle finali di Wimbledon.
Poi il barone, scorta Delia in seconda fila, e supponendo che
fosse la figlia del governatore, le indirizz un breve inchino, quindi rivolto al maggiore
Leckey gli chiese battendo i tacchi: Vuole essere cos gentile da
consegnare questa lettera di presentazione? Sebbene Leckey si rendesse
conto che il barone lo trattava con insolenza, non gli rest che accogliere
la richiesta; letto l'indirizzo, si avvide che era destinata a Frulein Delia
Wrentham, e il sigillo rivelava che il mittente era il barone Gottfried
von Cramm.
GLI OTTO GIORNI DELLA PRIMAVERA del 1938 durante i quali la Graf
Spee rest all'ancora ad All Saints furono la conclusione dei tre pi significativi
eventi nella recente storia dell'isola: la visita del principe di Galles
nel 1929, la partita di cricket contro la squadra di Lord Wrentham nel
1932, e ora l'amicizia con la Germania hitleriana. La grande ma snella
nave da guerra tedesca faceva dimenticare le precedenti visite di piccole
cacciatorpediniere britanniche, che erano parse cos potenti e adesso sembravano
quasi risibili.
Il marted, tutti gli abitanti dell'isola furono invitati a visitare il vascello
e parecchie migliaia di essi lo fecero. Ma McKay not che i tedeschi
avevano organizzato tre diversi itinerari di visita: i bianchi, dopo un giro
per la nave, venivano accompagnati negli alloggi degli ufficiali e sul
ponte di comando; i colorati seguivano altri percorsi, visitando gli alloggi
dell'equipaggio e ammirando solo le bocche da fuoco minori; mentre individui
evidentemente neri venivano accompagnati in lunghi, tortuosi
giri, nel corso dei quali non vedevano quasi nulla che gi non avessero
notato dal molo.
Quando McKay ne chiese il perch a un ufficiale che parlava l'inglese,
si sent rispondere senza mezzi termini: I negri sono bestie. Non capisco
come voi inglesi possiate respirare su un'isola dove i negri sono cos numerosi.
Io sono americano, replic McKay, e l'ufficiale, con un sorriso: Allora
capite perfettamente quello che intendo dire.
Nelle quattro sere successive ci furono altrettanti fastosi banchetti. La
terza sera, i funzionari civili di All Saints intrattennero i tedeschi con un
sontuoso buffet e musica isolana, ma la festa pi bella si ebbe il pomeriggio
e la sera del quarto giorno, quando gli ufficiali tedeschi furono portati,
a bordo di automobili delle pi svariate epoche e marche, all'antica
citt di Tudor, dove ci fu una festa campestre, con discorsi e musica, e poi
un picnic a Cap Galant; non manc l'esibizione di quattro cantanti di calypso
giunti da Trinidad. I tedeschi che capivano l'inglese erano piuttosto
a disagio per gli aspri accenni sociali e politici degli artisti di Trinidad che
non avevano peli sulla lingua. Una cosa del genere non sarebbe certo
permessa in Germania, disse a McKay un ufficiale. Glielo posso assicurare.
Durante quelle giornate, McKay not che Delia ripetutamente compariva
e scompariva, e a svelargli il mistero fu la signora Ponsford che con
aria di cospirazione gli confid: Approfitta di ogni occasione per incontrare
quel bel barone tedesco, e credo anzi che abbia trascorso una notte
o due con lui a bordo della nave. Gli assicur che il tedesco era una persona
assolutamente ineccepibile: Gee-Gee lo aveva controllato telegrafando
al Foreign Office.
Il signor Ponsford gli spieg che lo scopo della visita della Graf Spee
era di mostrare la bandiera. Herr Hitler, aggiunse, vuol far sapere
che ha una nave come la Graf Spee. Quanto ai rapporti tra Delia e il barone
che, spieg, era rampollo di una distinta famiglia di militari prussiani,
Gee-Gee era ben lieto che la sua bella figlia non sposasse un isolano
o un americano. E non sarebbe in grado di dirle quale delle due
cose sarebbe la peggiore, concluse con pesante ironia.
Recatosi al negozio di Boncour, McKay lo trov appena reduce da un
incontro sulla nave con ufficiali tedeschi desiderosi di acquistare orologi a
prezzo scontato, obiettivo dei marinai di tutte le nazioni; ma Etienne era
tutt'altro che di buon umore. Portato il giornalista nel suo ufficio, si lasci
cadere su una seggiola, alz gli occhi al cielo con aria disperata e se
ne usc a dire: McKay, Delia sta commettendo un terribile errore. Una
donna inglese nel cuore del nazismo tedesco...
Ma quello  un gentiluomo di campagna, non un nazista da fumetti. Il
padre di Delia ha telegrafato al Foreign Office per avere informazioni su
di lui.
Boncour lo guard sorpreso: Ma non ti rendi conto di qual  la sua
funzione su quell'incrociatore? E il Gauleiter nazista.
Che cosa?
Gauleiter. Quello che ha l'incarico di controllare l'equipaggio, di garantire
che obbediscano agli ordini di Hitler.
Ma tu sei matto.
McKay, Delia sta per sposarlo. Sulla nave ne parlano tutti. Ci sar
probabilmente una grande cerimonia nuziale militare, con il capitano di
vascello Vreimark in veste di pubblico ufficiale.
Oh, gemette McKay. Non faremmo meglio a parlare apertamente a
Delia, mettendo tutte le carte in tavola?
Sta per venire qui per dirmi addio. Gli uomini rimasero seduti in silenzio,
pensando, pi che a se stessi, al grave errore che Delia rischiava di
commettere.
Poi l'udirono entrare e chiedere con voce allegra: Dov' Etienne? e,
saputolo dalle commesse, entr nell'ufficio esclamando: Ah, ci siete tutti
e due! Una situazione ideale.
Boncour non aveva voglia di scherzare. Delia, disse, non devi sposare
quel tedesco.  un nazista da capo a piedi, e la tua vita tra quella
banda sarebbe un inferno.
Delia si irrigid, guard i due uomini, l'amante e l'ammiratore, e decise
di mettere fine a quelle che riteneva pure insensatezze: Siegfried  esattamente
quello che sembra, un ufficiale fedele al nuovo governo tedesco.
Quello che sembra essere? esclam McKay. Nessuno sa chi diavolo
sia in realt n che cosa faccia a bordo di quella nave.
Ma fu il sagace Boncour, educato in Inghilterra, che dimostr di vedere
le cose con maggiore chiarezza: Delia, non ti rendi conto di quello
che sta per accadere? Hitler e la Gran Bretagna prima o poi verranno ai
ferri corti.
Erano argomentazioni che suonavano a vuoto perch tutt'e tre si rendevano
conto di quanto assurda fosse la situazione: un colorato qualunque
abitante su una minuscola isola che osava gareggiare per l'amore di
un'inglese titolata con un barone tedesco che evidentemente godeva dei
favori del capo della sua nazione! La lotta era troppo impari, e certamente
le possibilit di McKay non sarebbero state molto migliori: lui,
uno scribacchino americano di provincia che tentava di farsi strada e di
entrare a far parte di una nobile famiglia ben al disopra della sua posizione
sociale.
Era talmente assurdo, che McKay non pot trattenersi dal ridere; non
cos Boncour, impegnato in una lotta per la vita: Delia, per amor di Dio,
non compiere questo gesto insensato.
Aveva usato l'aggettivo sbagliato. Insensato? esclam Delia e, alzando
la voce: Sono stata insensata tutta la vita e ne ho ricavato ci che
volevo, divertimento e gioia. Non ho intenzione di cambiare proprio
adesso.
Ma quello  un funzionario del partito nazista, e prima o poi saremo
in guerra con la Germania.
Stai dando i numeri?  gi la seconda volta che lo affermi. La Germania
e la Gran Bretagna hanno firmato un patto di non aggressione, e io
voglio dare il mio contributo all'unione. Si aggir innervosita per l'ufficio,
quindi, fermandosi davanti a McKay, quasi non sapesse pi che farsene
di Boncour, continu: Quando sono andata la prima volta in Germania,
sono rimasta elettrizzata dalla vitalit di un nuovo mondo sul nascere.
C' chi l'ha chiamata l'onda del futuro' e ritengo che sia proprio
cos.
Boncour apr bocca per ribattere, perch ardeva dal desiderio di salvare
quella donna meravigliosa, ma lei non gliene diede il tempo:
Adesso me ne devo andare. Volevo solo che voi due lo sapeste da me. S,
Siegfried e io ci sposiamo. Dopodomani, sulla Graf Spee.
Diede un bacio sulla guancia a McKay, tent di fare lo stesso
con Boncour, ma questi distolse il volto e allora, quasi a renderlo ancora pi infelice,
Delia concluse: Andremo in volo in Brasile per trascorrere la luna
di miele!
Le nozze ebbero luogo alle cinque di sera, il giorno prima della partenza
della Graf Spee. Sul cassero era stata eretta una sorta di cappella decorata
con centinaia di fiori dell'isola, e il capitano di vascello Vreimark,
pi severo e rigido che mai con indosso l'alta uniforme, attendeva gli
sposi. Ai piedi di una torretta di grossi calibri, Delia in un fluente abito
color pastello stava accanto al padre, anch'egli in alta uniforme.
La banda inton la marcia nuziale di Mendelssohn e la bella sposa si
mosse, al braccio del padre, verso il barone Sterner. McKay non pot fare
a meno di chiedersi: che cosa ne sar di lei? Era affascinante tentare di
immaginarselo. Ma solo allora si rese conto che l'uomo che pi di ogni altro
l'amava non era presente. Etienne, umiliato per la perdita del posto al
consiglio esecutivo, espulso dall'ufficio turistico, evidentemente non
aveva voglia di esporsi alla commiserazione dei maggiorenti dell'isola al
corrente della sorte toccatagli.
Il capitano di vascello Vreimark lesse la formula rituale in tedesco e
quindi in inglese, e dichiar Delia e il barone marito e moglie. Gli ospiti
si allinearono per firmare il documento che comprovava il matrimonio, e
Delia, scorto McKay, chiese al maggiore Leckey di portarlo da lei e gli
disse: Ti prego, ti prego Millard, firma anche tu e dimmi che tutto  perdonato.
Hai la mia benedizione, rispose il giornalista, e per un istante ebbe la
sensazione che forse Delia aveva ragione, che la visita di quella nave rappresentava
il segno di una nuova amicizia tra la Germania e la Gran Bretagna.
Non ne sapeva abbastanza, di storia recente, per capire quanto improbabile
fosse, e tuttavia espresse tra s quella speranza quale una benedizione
per Delia, la donna eccezionale di cui si era innamorato; lo scandalizzava
che avesse scelto il barone tedesco, ma sportivamente si riconosceva
perdente.
QUANDO TORN AL BELGRAVE per la cena, sal in camera sua per lavarsi
le mani e, passando di fronte a quella dei Ponsford, ud voci sommesse;
non riconoscendole, pens che estranei vi si fossero introdotti e, obbedendo
a un impulso, tent di aprire la porta ma era chiusa dall'interno;
allora, con una spallata, la spalanc. Dentro, c'erano il maggiore Leckey,
ancora in alta uniforme, il signor Ponsford e la signora Ponsford che puntava
una pistola alla testa di McKay. Nell'angolo tra due pareti, un potente
apparecchio radio al quale sedeva un uomo di colore che McKay
non aveva mai visto prima. Una voce autorevole, parlando da Londra,
impartiva ordini che il giornalista non riusciva a capire.
Chiuda la porta, comand il maggiore Leckey con voce imperiosa.
Che cosa succede?
Zitto! ordin la signora Ponsford, sempre puntandogli contro la pistola.
Poi, un po' alla volta McKay colse frammenti di ci che veniva trasmesso
e ricevuto, e ne dedusse che il maggiore Leckey era alla testa di
un'organizzazione segreta in comunicazione diretta con qualcosa di simile
a Londra; per ragioni che gli erano ignote, Leckey e i componenti
del suo gruppo ritenevano necessario agire alle spalle di Gee-Gee e non
servirsi della sua radio ufficiale a onde corte.
Dalle parole che venivano pronunciate, risultava evidente che
i Ponsford, esperti agenti che avevano operato in diversi paesi, erano stati inviati
dal loro quartier generale a dare una mano a Leckey, e il fatto che
avessero cos bene ingannato McKay costituiva la riprova che erano riusciti
a trarre in inganno anche gli altri.
A bocca aperta, McKay stava a guardare i Ponsford, mettendo assieme
i pezzi di un puzzle. Avevano detto di essere amici del conte di Gore, e
probabilmente per questo gli erano stati messi alle calcagna. Sembrava
che fossero in possesso di un corposo dossier su Delia, e McKay si chiedeva
per quale ragione. E, non appena avevano saputo che lui era un
giornalista, avevano fatto del loro meglio per convincerlo di essere due
inglesi sempliciotti da commedia.
Comunica a Londra, stava dicendo Leckey all'uomo alla radio, che
trasmetteremo particolari di carattere militare non appena arriver il nostro
uomo. Nel frattempo, signora Ponsford, dato che la nostra Delia con
ogni probabilit ricomparir da qualche parte in veste di agente tedesco,
le dispiace fornire al quartier generale i particolari di quell'osceno matrimonio?
La donna, consegnata la pistola al marito che continu a tenere
sotto tiro McKay, trasmise un gelido, obiettivo rapporto: Delia si  comportata
esattamente come a Malta l'anno scorso, ma questa volta si  data
da fare con un rispettabilissimo negoziante mulatto locale, che ha praticamente
rovinato e, forse su suggerimento di suo padre, ha avuto cura di incantare
un giornalista americano piuttosto sempliciotto nella speranza di
ottenere che i suoi articoli fossero a favore di Hitler. Questa sera ha sposato
il ben noto barone Sterner, a suo tempo compagno di tennis di quell'altro
barone tedesco, Gottfried von Cramm, che invece  una persona
rispettabile, noto per la sua amicizia con la Gran Bretagna.
Restitu poi il microfono, riprese la pistola, ma la trasmissione fu interrotta
dall'arrivo dell'uomo di Leckey che aveva fotografato la Graf Spee.
Era Bart Wrentham, il proprietario del Waterloo, e quando vide McKay
minacciato dalla pistola esclam: Che cosa diavolo succede?
 piombato qui dentro, spieg Leckey, e non possiamo permettergli
di andarsene finch la Graf Spee non avr levato le ancore.
Senza pi occuparsi dell'amico, Black Bart and alla trasmittente e ordin
all'operatore: Mettiti in contatto con il Brasile, poi, per una decina
di minuti forn a un agente brasiliano dell'ammiragliato britannico
una dettagliata descrizione della nave da battaglia tedesca. Fu poi la volta
di Leckey che disse al microfono: A che cosa si deve questa
visita straordinaria della Graf Spee? Da mezze frasi lasciate cadere dal capitano di vascello
Vreimark, ma in modo che noi non potessimo non udirle, i tedeschi
volevano che il nostro governatore generale nei suoi rapporti si dichiarasse
favorevole all'amicizia tedesco-britannica. Siccome non potevano
non sapere che un gruppo come il nostro avrebbe tentato di valutare
le potenzialit della loro nave, ci hanno invitato a visitarla, per spaventarci
e perch a nostra volta spaventassimo voi. Il loro gioco  riuscito.
 davvero una nave formidabile.
McKay era sbalordito da quello che stava udendo, ma non era preparato
a ci che Leckey rifer subito dopo: Lord Wrentham 
completamente succube della loro propaganda. Non fa che
esaltare Hitler, afferma
che, avendo assistito all'ascesa dei nazisti al potere,  convinto che nessuno
possa fermare il Fhrer. Tenta di persuadere tutti i visitatori ufficiali
che la Germania  destinata a dominare l'Europa centrale e non solo
quella. Disprezza i francesi e l'America, ma  cos furbo da tenersi buoni
ingenui giornalisti americani, nascondendo loro le sue convinzioni. Noi
sappiamo che  un imbecille, ma  pericoloso perch piace molto alla popolazione.
All Saints  un posto ideale per tenerlo alla larga dalle capitali
europee, ma bisogna sorvegliarlo di continuo.
Finito di trasmettere i rapporti, i cinque congiurati in pochissimo
tempo smontarono la radio: ne rest solo una serie di contenitori di dimensioni
straordinariamente ridotte. Poi Leckey chiese ai Ponsford:
Che cosa ne facciamo di lui?
Ha sentito troppe cose, rispose il signor Ponsford, ed  un giornalista.
Che cosa consiglia, allora? Lo facciamo fuori?
In circostanze diverse, senz'altro. Certo , comunque, che non possiamo
permettergli di tornare alla sua macchina per scrivere per riferire al
suo giornale quello che ha udito.
Intervenne Black Bart: Io l'ho trovato sincero. Basta dare un'occhiata
ai suoi articoli.
Gi, fece Leckey con un'occhiata sprezzante a McKay. Ma lo
guardi, un povero leccapiedi che si  innamorato di una puttana come
Delia e scrive poemi laudativi.
Ma allora, che cosa ne facciamo? chiese il signor Ponsford. Leckey rispose:
Lo terremo qui finch la Graf Spee non sia in rotta per il Brasile.
Dobbiamo anche far credere a Lord Wrentham che nessuno ha notato
quanto stretti siano i suoi rapporti con l'ambasciatore tedesco. Poi, rivolto
direttamente a McKay: Dunque, lei rester in questa stanza, sotto
buona guardia, fino a domani. Poi decideremo. Quindi domand alla signora
Ponsford che continuava a impugnare la pistola:  in grado di custodirlo
fino a domani? e la donna annu.
Gli altri quattro se ne andarono, e la signora Ponsford, sempre tenendo
sotto tiro McKay, ne respinse tutti i tentativi di cavarle di bocca
qualcosa, limitandosi a dire semplicemente: Questa pu sembrare una
sporca faccenda, ma il nemico  abominevole.
Sicch, crede che scoppier la guerra con la Germania?
Lei non lo pensa? Dopo la sua visita a quella nave?
Mi sparerebbe se cercassi di tagliare la corda?
Provi a farlo.
McKay non apr pi bocca finch non dovette andare in bagno e allora
la donna: Faccia pure, ma lo segu, avvertendolo: Non cerchi di svignarsela
dalla finestra come nei film polizieschi. McKay si trov a protestare:
Impossibile per un uomo fare pip se ha una donna alle spalle con
una pistola puntata contro la sua nuca, e lei gli consigli di farla da seduto.
Mentre McKay si appollaiava sull'asse, lei fece scorrere fragorosamente
l'acqua nel lavandino, quasi a incoraggiarlo a superare le sue inibizioni.
Verso mattina, McKay chiese: Si pu sapere perch avete fatto con me
tutta quella commedia? La risposta che ottenne fu: Fin dall'inizio ho
pensato che forse potevamo servirci di lei e ho agito come si aspettava
che io facessi. L'ho incoraggiata ad accettarmi come una persona del tutto
innocua."
Ma perch Leckey faceva lo scemo? La signora Ponsford gli spieg:
Per otto anni ha avuto uno dei pi difficili compiti che ci siano, consistente
nell'individuare gli scemi veri. Se dovesse rinunciare al suo ruolo
anche per un istante, il suo gioco verrebbe scoperto.
 lui che comanda il vostro gruppo? La donna allora rispose: Questo
non glielo posso dire. Magari il capo pu essere Bart del Waterloo, o
mio marito o forse io.
Ma  Leckey a dare gli ordini. Lei di rimando: Cos sembra. Ma
forse  il segreto del suo lungo successo.
Solo verso l'alba riapparvero Leckey e Bart che dissero alla signora
Ponsford: Si metta a dormire, adesso. Allora lei consegn la pistola a
Bart.
Si sdrai sul letto e si addorment di colpo. Leckey chiese a McKay: A
quali condizioni possiamo lasciarla vivere?
Fu Bart a proporre: Forse riusciamo a fargli capire che la sua America
si trover in guerra contro Hitler esattamente come noi. Se lo capisse, potremmo
fargli giurare che non scriver niente di quello che  successo
questa sera, n del nostro stupido Gee-Gee, n del Gauleiter nazista
Stemer.
Prenderesti per buona la sua parola d'onore in una faccenda di importanza
cos vitale?
Penso di s.
 disposto a dare la sua parola d'onore? chiese allora Leckey ma,
senza dargli il tempo di rispondere, continu: Prima di fare una promessa
che non pu mantenere, tenga presente che, se tenta di farci fessi,
noi abbiamo gente come i Ponsford che possono arrivare zitti zitti a Detroit,
e lei avrebbe un gran brutto incidente.
Sto cercando di mettere assieme i pezzi del puzzle, rispose McKay.
Non sono sicuro che abbiate ragione a proposito della Germania, ma
sono certo che cos la pensate. Si lecc le labbra aride e disse: Vi do la
mia parola.
Che lei non dir niente del fatto che Gee-Gee  un complice dei tedeschi,
magari senza saperlo? E non far parola del barone Sterner, n
della nostra radio, n di me n di Bart, dal momento che noi due dobbiamo
rimanere qui?
Giunsero a un accordo preciso, riguardante tutti gli eventi ad All
Saints, quelli dei quali McKay poteva parlare, e quelli sui quali doveva
mantenere il silenzio. McKay giur tra l'altro di dimenticare tutti gli
aspetti importanti della visita alla nave da battaglia e di non mettere a repentaglio
la copertura di Leckey, di Bart e dei Ponsford. Furono interrotti
da un grande fracasso nella strada sottostante. Corsero al balcone e
videro una folla che si era raccolta davanti al negozio di
Etienne Boncour. Che cosa succede? grid Leckey, e due donne
inorridite indicarono
mute la porta del negozio.
I tre uomini si precipitarono di sotto, entrarono nell'orefceria e l,
contro la vetrinetta che racchiudeva i costosi orologi Rolex, stava, le
gambe e le braccia allargate in una posa grottesca, il corpo inerte di
Etienne Boncour. Si era sparato alla testa, e il colpo l'aveva sbattuto all'indietro
con forza tale da fargli mandare in pezzi la vetrinetta.
McKay rest sgomento a quella vista, ma Leckey si limit a un'occhiata
professionale e riprese prontamente il tono autoritario. Con un gesto
della mano, allontan i curiosi, ingiungendo: Tornate alle vostre occupazioni.
Via, via, lasciate libero il passaggio! Quindi, fece posto al furgone
venuto a portare il cadavere all'obitorio.
...
.
....
FINE Parte 3.